Convincere i genitori
Iniziare il discorso con mamma e papà mi imbarazzava molto, soprattutto perché da una parte avevo paura che mi dicessero di no e dall'altra sapevo che dovevo dire qualche bugia per non far loro capire che, invece di una vacanza, la mia sarebbe stata un'esperienza pericolosa.
A cena lasciai parlare mio padre di alcuni battibecchi che aveva avuto con dei colleghi di lavoro, poi ascoltai mia madre che raccontava di un'amica che aveva incrociato per strada dopo tanto tempo che non la vedeva, quindi presi parola e tutto in un fiato dissi: "Aaron ci ha proposto di andare tutti assieme in Germania, nella Foresta Nera."
Mi guardarono con occhi spiritati. Avevo la loro attenzione. "Quanti sareste ad andare?" Domandò mio padre.
"Ci andiamo tutti: io, Malik, Salvatore, Aaron e Otto."
"In che modo intendete viaggiare?" Chiese mamma.
"Di notte, in forma di animali, scavalcheremo le Alpi. Di giorno, in forma umana, prenderemo il treno. In poco tempo saremo a destinazione."
"Sì, ma, dove alloggerete? In quale luogo esatto vi troverete?" Insistette mio padre.
"Il luogo esatto non lo so, perché sarà all'interno della Foresta Nera. Penso che gireremo. Otto ha dei parenti da quelle parti, che vuole andare a trovare, quindi è probabile che ci ospiteranno loro. In caso contrario, faremo una vita selvaggia, come un vero branco."
I miei genitori si guardarono con un'aria dubbiosa e poi mi fissarono, facendo piombare la stanza in un silenzio pesante e denso di significato. Alla fine, fu mia mamma a esplicitare i suoi dubbi: "Sono contenta che ci sia Salvatore, perché è un uomo adulto e responsabile. Ho qualche timore verso Aaron, anche se tu puoi leggergli nella mente. Quello che potrebbe imbrogliarvi tutti quanti è Otto, visto che non parla e non è dotato di telepatia. Chi te lo assicura che non stia recitando la parte del bonaccione, per mettervi in trappola alla prima occasione?"
"Ma mamma, anche se volesse fregarci, saremo comunque in tanti contro uno. A ogni modo, non credo che sia una persona falsa."
"Io al posto tuo non starei troppo tranquilla."
"Allora starò attenta, te lo prometto, ma devo andare assolutamente in Germania con il mio branco."
"Perché?!" Mio padre mi guardò sospettoso.
Mi ero tradita da sola.
Avevo lasciato trapelare troppo la verità.
"Perché... insomma... ne abbiamo bisogno. Dopo la morte di Malcolm, siamo ancora tutti sconvolti e i legami che avevamo creato insieme si sono spezzati. Inoltre Aaron è nuovo del gruppo e deve integrarsi. Otto non so cosa vuole fare di preciso, però potrebbe anche darsi che si trovi bene con noi e decida di aggiungersi al branco. Fare questa vacanza ci servirà per cambiare aria e stabilire il nuovo equilibrio", mi interruppi per sospirare e massaggiarmi gli occhi, "Malcolm mi manca troppo e restare a Pinerolo mi fa soffrire maggiormente. Ho davvero bisogno di partire per un po' di tempo e rimettere insieme le idee".
Mamma e papà restarono titubanti, poi mia madre propose: "Invita tutto il gruppo domani a cena a casa nostra. Prima di decidere se lasciarti a partire o meno, voglio conoscerli meglio e guardarli in faccia."
Mio padre si dimostrò concorde a questa decisione e a me non rimase che aprire i canali telepatici per comunicare con il mio branco.
Scoprii che Malik non aveva avuto nessun problema ad avere il benestare di Falala, ma aveva litigato pesantemente con Jamila. Salvatore aveva invece convinto la sua fidanzata a lasciarlo partire senza di lei, promettendole che, al ritorno dalla Germania, l'avrebbe portata due settimane a divertirsi su qualche isola tropicale.
Appena li invitai a cena, mi diedero la loro disponibilità e quella notte, ritrovandoci nei boschi, discutemmo su come condurre il discorso coi miei genitori per convincerli del tutto.
"Devi però essere davvero convinta di fare questo viaggio", mi disse Aaron guardandomi negli occhi, "lo sai a quali rischi andrai incontro? La Foresta Nera pullula sia di mutaforma sia di Cacciatori Arcani. Se ti accadesse qualcosa di spiacevole, i tuoi genitori sarebbero all'oscuro di tutto".
"Voglio andarci proprio per incontrare altri mutaforma e tramite loro capire qualcosa di più su me stessa. Non voglio tuttavia farmi esaminare dai Cacciatori Arcani, anche se mi piacerebbe scoprire qualcosa di più su di loro", spiegai.
Aaron si mise a ridere, scuotendo la testa a destra e sinistra. "Sei proprio come tuo nonno", disse infine.
Rimasi interdetta.
"Mio nonno? Lo conosci?"
Pensavo a quello ancora vivo. Era un comune essere umano, per questo non capivo come mai il mago avesse contatti con lui. La faccenda mi sembrò alquanto strana.
"Sì, lo conoscevo, quando era ancora vivo. Era curioso, temerario e testardo come te. Aveva un branco di una decina di membri. Uno di loro entrò nei Cacciatori Arcani. Anche tuo nonno voleva far parte dell'Ordine, ma ebbe un brutto scontro con un vampiro e venne morso. La sua morte venne attribuita al cancro, ma in realtà gli era capitata la stessa sorte che ha colpito Malcolm."
Aggrottai la fronte.
Il cuore mi batteva forte per l'agitazione che mi stava assalendo, affaticandomi il respiro.
"Stai parlando di nonno Giacomo? Giacomo Pagano, morto a trentasei anni per colpa di un cancro alla gamba?"
"Proprio lui. Mi stava simpatico, ma la nostra conoscenza è purtroppo durata davvero poco."
Mi girava la testa e dovetti tenermi alla roccia su cui stavo seduta. Le parole del mago mi avevano fatto giungere a una conclusione, ma preferii sapere direttamente da lui se avevo capito davvero giusto.
"Quindi, mi stai dicendo che anche mio nonno era un mutaforma? Io sono quella che sono perché ho ereditato il gene da lui? Si trasformava in lupo?"
"Ovviamente sì. Da chi vuoi aver ereditato?"
Aaron scrutò la mia espressione sconvolta e mormorò: "Non ti hanno mai detto chi era tuo nonno?"
Scossi la testa, incredula.
"Può essere che la famiglia non ne sapesse nulla", concluse lui, "magari Giacomo è sempre riuscito a nascondere la verità per non creare scompigli. Tuo padre e il resto della famiglia sono normali esseri umani?"
"Normalissimi!"
"Allora il vostro è un gene recessivo. Solo che lui diventava un lupo, mentre tu ti trasformi in tre animali differenti. Un fatto curioso, raro e interessante da studiare."
"Può darsi, ma non mi farò esaminare dall'Ordine."
"Va bene, ho capito."
"Torniamo sull'argomento principale?" Intervenne Salvatore, spazientito. Ci guardava con le braccia incrociate, seduto per terra e con la schiena contro un tronco.
Malik era invece in forma di ghepardo e si leccava il pelo mentre ci ascoltava.
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