Capitolo 9
Adeline's pov
<<Ma io dico, tra tutte le persone di questo mondo, proprio un bipolare di nome Cameron Dallas doveva capitarmi?>> domando sfinita alzando le braccia in alto <<E ti lamenti pure? Tu sì che hai coraggio da vendere!>> ribatte ironica Sophia, dando uno sguardo rapido al corpo di Cameron alle mie spalle.
<<Non mi faccio abbindolare di certo dai suoi muscoli... la testa, cara mia, se non funziona adeguatamente rende il resto superfluo>> commento, asciugando il mio corpo con il mio telo azzurro <<Tranquilla, ero ironica... sono d'accordo con quello che dici, ma non sminuirlo così tanto solo per il fatto che si è comportato male nei tuoi confronti>> canzona, sollevando le sopracciglia contemporaneamente.
<<Mi sta facendo passare per la terza incomodo in un certo senso e la cosa sta cominciando a pesarmi... vivo pure sempre a casa sua e questo clima di tensione mi mette a disagio>> confido alla mia migliore amica, che intanto si avvicina lentamente a me <<Al tuo posto mi sentirei nello stesso modo, ma non devi farti soffocare da questo pensiero... ognuno di noi ha una storia e - a quanto pare - quella di Cameron sta cercando di venire a galla. Abbi pazienza e non abbatterti>> mi consiglia, con voce dolce.
Le mostro un sorriso rassicurante, annuendo subito dopo con il capo.
<<Ho bisogno di una granita, ne vuoi una anche tu?>> chiedo, sollevandomi dalla sabbia per raggiungere la mia borsa ed estrarre il portafoglio <<Frutti di bosco>> commenta, come al suo solito <<Non avevo dubbi>> ammetto, sghignazzando.
Infilo le ciabatte e mi dirigo al bar, decisamente molto affollato.
Dopo una decina di minuti la gente comincia a diminuire e man mano scorgo il bancone delle granite, segno che mi sto avvicinando alla mia meta.
Faccio un altro passo in avanti e d'un tratto un getto gelato colpisce la zona della mia schiena, leggermente scottata a causa del sole.
Sobbalzo immediatamente e caccio un urletto, abbastanza contenuto visto che mi trovo in mezzo a tante altre persone.
<<Perdonami, sono un imbranato>> si scusa il ragazzo dai capelli chiari, portando la mano sulla fronte <<A stento si riesce a passare, non era mia intenzione versarti la granita addosso>> comunica dispiaciuto.
<<Non ti preoccupare, sono cose che capitano>> sussurro, cercando di ripulire con un fazzoletto i residui dal mio corpo, con scarsi risultati <<Ti conviene andare a farti una doccia al più presto, altrimenti poi avrai la schiena appiccicosa>> mormora, indicando la zona citata poco fa.
<<Potresti farmi il favore di ordinari una granita? Non avrò la pazienza di farmi la fila da capo per la seconda volta al mio ritorno>> dico <<Ci mancherebbe, te lo devo!>> esclama.
Lo ringrazio e sfreccio rapidamente verso i bagni, per risciacquarmi il corpo.
Dopo essermi ripulita proseguo verso il bar e mi avvio all'ultimo tavolino, proprio nel posto in cui il ragazzo di poco fa mi sta facendo segno di raggiungerlo.
<<Eccomi>> sussurro imbarazzata <<Sei stata rapidissima>> valuta, sorridendo <<Non c'era alcuna fila>> alzo le spalle in alto, sistemando nel mentre i capelli tutti da una parte.
<<Che maleducato, il mio nome è Jordan>> tende la mano verso la mia direzione ed a questo gesto ricambio la stretta <<Adeline>> mormorò timidamente, appoggiandomi successivamente con i gomiti al tavolo.
<<Hai un nome particolare, mi piace davvero tanto>> commenta <<Ti ringrazio >> mi limito a dire, decisamente spiazzata dal suo complimento.
<<Ah, comunque questa è la tua granita>> appoggia il bicchiere di plastica esattamente davanti a me <<Come hai fatto ad indovinare il mio gusto preferito?>> domando, riferendomi al limone <<È stato tutto merito di quel ragazzo là infondo>> indica con il suo indice qualcuno alle mie spalle e rimango stupita nel comprendere che è di Cameron che sta parlando.
Il ragazzo in questione strizza l'occhio, come al suo solito, e mi mostra un ghigno divertito.
Sono sempre più convinta della sua bipolarità, è ufficiale.
Con un cenno del capo lo saluto prima di rivolgere l'attenzione al biondo <<Non sei di queste parti, o sbaglio?>> chiedo curiosa, succhiando tramite la cannuccia la mia bibita ghiacciata <<Mi sono trasferito dalla Florida giusto qualche giorno fa>> mi spiega.
<<A causa dello studio?>> continuo con l'interrogatorio, curiosa di scoprire qualcosa di più riguardo a questo ragazzo <<Direi più per questioni lavorative... ho ben venticinque anni>> strabuzzo gl'occhi alla sua affermazione, più che incredula.
<<Giura? Ti assicuro che te ne avrei dati molti di meno>> esordisco <<Lo prenderò come un complimento>> proferisce, prima di scoppiare a ridere, seguito dalla sottoscritta.
<<So che risulterò maleducato, ma posso sapere quanti anni hai?>>
<<Diciotto, sono dell'ultimo anno>> affermo <<Uh, agitata per cosa ti aspetterà alla fine dell'anno?>>
<<Penso che 'agitata' è dir poco>> commento ironica <<Direi che 'non so dove sbattere la testa' sia più appropriata come risposta in questo contesto>> concludo, dando il via ad un'altra maratona di risate.
<<Ma senti un po', il castano che si trova alle tue spalle è il tuo ragazzo o qualcosa di simile? Mi sta scrutando da vari minuti ormai e mi sta salendo una certa ansia>> pronuncia, portando pure le mani al collo <<È una lunga storia, ma ti assicuro che non stiano insieme o nulla del genere.>>
Appena finisco di parlare, mi volto e noto che Cameron cambia subito direzione al suo sguardo non appena le mie iridi chiare si posano sulla sua figura.
<<Adeline, stavo per mandare un annuncio a 'Chi l'ha visto?', ti ho dato per dispersa! Quanto ci vuole per prendere due granite?>> chiede esasperata e lievemente sollevata nel vedermi sana e salva di fronte a lei.
<<Ho avuto un piccolo contrattempo, ma in tutto ciò ho conosciuto Jordan>> le mostro un sorriso e lei di rimando solleva entrambe le sopracciglia contemporaneamente, presentandosi all'istante.
...
<<Non pensavo che addormentandomi sotto al sole alle cinque del pomeriggio potesse causarmi una scottatura del genere>> commento dolorante, sentendo la schiena andare completamente in fiamme.
<<Coricati sul letto, vado a prendere la crema>> annuncia Marilyn, con il suo tono calmo.
Faccio come mi dice, sfilando per prima cosa la maglia dal mio busto.
Mi corico prona sul materasso, affondando la testa tra i cuscini profumati.
Non mi accorgo neanche dell'arrivo di Marilyn nella stanza, finché sento il letto abbassarsi leggermente alla mia sinistra.
Senza aggiungere una parola, la donna alla comincia a spalmare la crema sulla zona infiammata, provocandomi un fastidio atroce.
Man mano che il massaggio procede riesco a capire che effettivamente quelle che mi stanno massaggiando non sono le mani di Marilyn, dal momento che non sento la scia di brividi provocata dalla fredda fede nuziale.
Ruoto il capo e mi accorgo con stupore della presenza di Cameron.
<<Woah, certo che potevi farmelo sapere>> sussurro <<Pensavo te ne fossi accorta>> si difende <<Hai un futuro come massaggiatore, comunque>> valuto, alzando il pollice in su <<La ringrazio, signorina... >>
Sorrido in silenzio, affondando la testa nuovamente tra i cuscini.
<<Allora, com'era la granita?>> pronuncia improvvisamente, facendomi arrossire <<Da quando conosci così bene i miei gusti?>> chiedo a tono, sfidando con un'altra domanda <<Sono pieno di sorprese>> mormora.
<<Il Ken umano era almeno simpatico?>> pronuncia subito dopo, riferendosi sicuramente a Jordan <<Più di quando pensi>> spiego, ridendo ancora a causa del nomignolo affidato al ragazzo incontrato in spiaggia qualche ora fa.
<<E ti interessa?>> sputa velocemente queste parole, tant'è che riesco a comprendere la frase a stento <<Anche se fosse?>> lo provoco <<Anche se fosse, vorrei saperlo>> comunica, premendo le mani sulla zona bassa dei fianchi, effettuando movimenti circolari.
<<Guarda che abbiamo una questione in sospeso>> gli ricordo, facendo leva al discorso della specie di "gelosia" che prova nei miei confronti <<Te ne parlerò quando mi sentirò pento a farlo, non mi forzare>> mi zittisce, senza tanti giri di parole.
<<E fino a quel momento come ci dovremo comportare?>>
<<Come due persone civili>> suggerisce <<Pace?>> continua, invitantomi a stringere questa tregua tramite l'unione dei nostri rispettivi mignoli <<Pace sia!>>
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