Capitolo 24
Adeline's pov
<<Te lo avevo detto di non scoppiare il sacchetto di carta, Bryan!>> rimprovera Catherine, schiaffeggiando la spalla del ragazzo divertito dalla mia reazione.
<<La tua espressione non aveva prezzo, te lo giuro>> ribatte Bryan dal canto suo, rivolgendosi alla sottoscritta, ancora incredula da quel che vedono i miei occhi.
Corro velocemente verso la loro direzione, unendo entrambi sotto le mie braccia in un enorme abbraccio.
<<Quanto mi siete mancati!>> esclamo, stampando un bacio prima sulla guancia di uno e poi dell'altra.
<<Anche tu ci sei mancata un sacco! Casa non è più la stessa senza di te... >> sussurra Bryan.
Il mio cuore si scioglie davanti a così tanta dolcezza da parte sua.
<<La lontananza ti ha reso più dolce, ne sono proprio contenta>> ironizzo, com'è mio solito fare in situazioni del genere.
Ci stacchiamo dall'abbraccio e gli faccio segno di accomodarsi in salotto, che sicuramente avranno già avuto modo di visitare prima di farmi la sorpresa.
<<Quale buon vento vi porta qui?>> domando curiosa <<Volevamo vedere, sapere come stai... >>
Ecco, immaginavo.
Tutta questa situazione mi ricorda più o meno il periodo dopo la scomparsa di mia madre: un sacco di parenti che non sentivo da anni ed alcuni che probabilmente neanche avrò conosciuto di persona prima di quel momento si fecero vivi, presentandosi a casa mia per farmi le condoglianze direttamente, poiché "è un momento troppo delicato da poter condividere tramite un telefono".
Il solo pensiero di poter anche solo rivivere minimamente quel momento mi provoca un senso di angoscia.
<<Sto benone come vedete, mi sto abituando a tutta questa... situazione... >> commento, per la prima volta, senza versare alcuna lacrima.
<<Non siamo qui per focalizzare solo su quello, bensì per farti passare un paio di momenti felici e spensierati... come una volta>> spiega Catherine, passando la mano sulla sua schiena con fare dolce e delicato.
<<Vi ringrazio per essere qui, davvero... significa moltissimo per me>> mostro un sorriso ad entrambi, che vale più di mille parole.
<<Che ne dici se andiamo a fare un giro per i negozi? Approfittiamo di questo periodo di saldi>> propone Catherine e subito noto l'espressione di Bryan cambiare... sembra decisamente più spaventato e preoccupato di prima.
<<Io effettivamente mi sono ricordato di avere qualche commissione da fare da queste par- >>
<<Taci, la verità è solo una: stai per dire una gran cazzata. Sei gentilmente pregato di alzarti e guidare fino al centro commerciale più vicino>> ordina la sua ragazza, con sguardo accattivante.
Nel vedere questa scena non faccio altro che scoppiare a ridere.
Io e Catherine ci alziamo dal divano in cui eravamo tutti e tre seduti e ci dirigiamo verso l'uscita, afferrando ciascuna la propria borsa.
<<Sarà una lunga giornata... >> borbotta Bryan, portando le mani i capelli, già esausto prima ancora di cominciare.
...
<<Sono le sette di sera, ancora non avete finito con il vostro shopping matto e disperatissimo?>> si lamenta il mio fratellastro, mentre trasporta faticosamente da un parte all'altra le nostre buste contenenti acquisti vari che spaziano da vestiti a pantofole a tema Disney.
Non si è mai troppo grandi per certe cose, è questa l'unica verità.
<<Ultimo giro da Sephora e poi abbiamo finito... mi sono scordata la maschera idratante per il viso>> dice Charlotte, dopo avere accuratamente notato l'assenza del prodotto all'interno dei sacchetti.
<<Non sia mai amore, devi rimanere idratata>> bofonchia Bryan, imitando la voce della sua ragazza per le ultime parole, quasi prendendosi gioco di lei <<Ah ah ah, sei proprio divertente>> risponde l'altra, beccandosi successivamente un bacio a stampo totalmente colta di sorpresa.
Più li guardo e più rivedo me e Cameron in loro. Mi manca. Parlo delle piccole cose, una parola o un gesto così semplice e spontaneo come un bacio. Mi manca così tanto che mi è pure difficile spiegarlo a parole.
Li fisso incantata e, preciso come un orologio svizzero, gli occhi cominciano a farsi lucidi.
"No Adeline, non anche davanti a loro" dico a me stessa.
Respiro profondamente e fisso per qualche secondo un punto a caso davanti a me, tornando calma e tranquilla nel giro di qualche attimo.
<<Andiamo da Chipotle? Ho sentito da fonti attendibili che ti piace tanto>> propone Charlotte e subito sposto lo sguardo su Bryan, ricordandomi delle volte in cui usciva ad orari improponibili durante la notte per sollevarmi il morale - quando ero completamente a terra per colpa di Cameron - con dell'ottimo cibo.
Gli sorrido e lui fa lo stesso.
Delle volte sembra che lui sia mio fratello dal giorno zero, poiché mi conosce troppo bene... sono felice che tra di noi ci sia molta complicità, non potrei desiderare di meglio dalla vita.
Il tragitto verso il fast food dura poco ed una volta arrivati, ci sediamo al primo tavolo libero.
La cameriera nel giro di pochi secondi arriva a prendere le nostre ordinazioni.
<<La scuola come procede?>> domanda Bryan, attaccando bottone con me, visto che mi ero persa nei miei pensieri per qualche secondo.
<<Come ogni ultimo anno che si rispetti si sta mostrando già complicato, ma non impossibile. Diciamo che avendo poco tempo libero ultimamente sono rimasta un po' indietro con lo studio, ma ho delle priorità... >> sussurro, alzando le spalle alla fine.
Non fa in tempo a ribattere che i nostri ordini arrivano al tavolo, cosi cominciamo a cenare.
Potrà sembrare patetico e a tratti tragico, però pure in posti come questo porto un bagaglio di ricordi che mi legano a Cameron veramente abbondante e la cosa non fa che aumentare la mia nostalgia.
Eravamo soliti passare molto spesso da queste parti, andavamo pazzi per questo ristorante.
Ora, invece, il piatto che ho di fronte mi sembra pure insipido... niente ha più gusto senza di lui, è inevitabile.
Ancora una volta questa mia angoscia torna a galla, aggiungendosi al teatrino di Bryan e Charlotte che - da coppia felice e spensierata quale sono - condividono il cibo a vicenda con la "mossa dell'aeroplano", facendomi estremamente sentire la terza incomoda.
E no, con questo non voglio dire che mi sto infastidendo o cose simili, bensì li sto invidiando.
Magari potessi fare lo stesso con il mio ragazzo.
Ragazzo... fa così strano dirlo ancora oggi.
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