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Capitolo 20

Adeline's pov

<<Ho mangiato troppo, sento come se la pancia mi stesse per scoppiare>> esordisco ironica, massaggiandomi il ventre mentre varco la porta dell'entrata <<Non hai mangiato tanto come credi, fidati di me>> mormora Cameron <<Semplicemente ti sei scolata più di un litro d'acqua, la quale ti fa sentire sazia e gonfia allo stesso tempo>> conclude.

Mi giro verso la sua direzione con le sopracciglia sollevate <<Quante ne sai>> ammetto, strappandogli un sorriso.

<<Che ne dite ragazzi miei, vi va di guardare un film tutti insieme?>> propone Marilyn.

<<Sinceramente sono parecchio stanca e devo recuperare alcune ore di sonno arretrate da giorni... mi perdoni per stavolta?>> domando con sguardo tenero <<Certo, figurati!>>

Mi avvicino per abbracciarla e lasciarle un bacio sulla guancia <<Buonanotte Marilyn>> sussurro <<A domani Adeline.>>

Dopo esserci staccate arretro e mi dirigo verso il piano superiore.

<<Mamma, sai cosa? Sono proprio assonnato... >> dice Cameron, sbadigliando e stendendo le braccia.

Marilyn alza gli occhi al cielo e sorride.

<<Ah, non ci sono più i giovani di una volta!>>

Scoppio a ridere seguita a ruota dal castano che non esita a raggiungermi al piano di sopra, dopo aver salutato frettolosamente la madre.

Mi sento circondare i fianchi dalle sue braccia che mi stringono forte, avvicinandomi al suo petto.

<<Dormi con me stasera?>> domanda sottovoce, come se dovesse nascondersi da qualcuno <<Ci penso... >> rispondo, lanciandogli un'occhiata fugace prima di staccarmi e spalancare la porta della mia stanza.

Cameron mi segue, prendendo posto con nonchalance sopra al mio letto.

<<Dovrei cambiarmi e mettere il pigiama... >> avviso, appoggiandomi alla parete <<Okay, ti aspetto>> ribatte.

<<Dovrei togliermi i vestiti... >> aggiungo, sperando che capisca dove voglio arrivare <<Chiudo gli occhi, promesso>> mi mostra il mignolo, come per sigillare la promessa di poco fa.

Anche se un po' dubbiosa acconsento e stringo il mio mignolo con il suo.

Cameron subito dopo mi volta le spalle, così mi affretto a togliermi i miei abiti per indossare successivamente il pigiama.

Faccio il possibile per finire in fretta e noto che il castano non si muove e nemmeno pronuncia parola.

Allora le promesse le sa mantenere, penso tra me e me.

<<Fatto, puoi riprendere a respirare>> commento ironicamente <<Grazie per avermelo ricordato!!>> esclama <<Ma soprattutto, bel pigiama>> dice, prima di scoppiare a ridere.

Mi tocco la maglia, non capendo cos'è che non va.

<<Che ti hanno fatto di male gli unicorni? Sono così carini!>> porto le mani sui fianchi, aspettando una sua spiegazione per lo meno plausibile <<Niente, solo che sono così... colorati... e per bambini... >>

Sussurra l'ultima parola flebilmente, in modo da non farsi capire... ma la sottoscritta ha recepito il messaggio forte e chiaro.

<<Ah, è così che la metti? Allora non puoi di certo dormire con una bambina, non se ne parla proprio>> dico, avvicinandomi al mio letto in modo da sollevare le lenzuola e stendermi su di esso.

<<Alt! Fermati! Stavo scherzando, sei stupenda come sempre>> alzo lo sguardo ed incontro i suoi occhi, i quali mi fanno sempre un certo effetto <<Ruffiano che non sei altro>> mormoro, spingendogli il capo verso il basso.

Di rimando sorride e si avvicina a me. Mi immobilizzo, non sapendo le sue intenzioni.

Ad un certo punto le sue braccia afferrano interamente il mio corpo, sollevandomi da terra e caricandomi sulle sue spalle.

<<Cameron, hai voglia di spaccarti la schiena? No perché questa è la maniera giusta>> dico non appena realizzo il tutto <<Fammi scendere!>>

Lui se ne infischia totalmente e continua il suo tragitto imperterrito, giungendo fino alla sua camera da letto.

Lentamente si abbassa e mi sento catapultare di colpo sul materasso.

<<Ah, che gentiluomo>> valuto, una volta scesa dalle sue braccia <<Non c'è di che>> risponde, dal canto suo.

Si avvia verso la porta che chiude, con tanto di chiave.

<<Sai che non ti ho dato nessuna conferma dopo la tua domanda riguardo al fatto di dormire insieme, vero?>> chiedo, nonostante la mia risposta sia inutile perché tanto si sa che è un sì <<Lo so, ma i tuoi occhi parlano chiaro>> risponde.

Si avvicina al letto e si siede accanto a me, per poi cominciare lentamente a togliersi i vestiti rimanendo con solo i boxer addosso.

<<Hai sonno?>> domanda curioso <<Forse... >>

Spegne di conseguenza la luce, azione che gli fa ottenere un sacco di punti, visto che la situazione si sta facendo sempre più strana.

Mi accomodo sotto alle lenzuola, facendo attenzione a non occupare il suo spazio.

Una volta sdraiata osservo, per quanto sia possibile, il soffitto, sperando che lui possa dire o fare qualcosa.

<<Comunque non abbiamo parlato di ciò che è successo oggi alla stazione... >>

Ed eccomi accontenta, penso.

<<Facciamolo, ne ho bisogno>>

Non so dove trovo il coraggio, ma riesco a fargli capire che effettivamente ho un grande punto interrogativo che vorrei eliminare dalla mia mente.

Mi volto verso la sua direzione, preceduta dal castano... in questo modo ci troviamo a faccia a faccia.

<<Mi scuso già in partenza perché faccio schifo nell'esprimere i miei sentimenti - o anche semplicemente ciò che penso - apertamente, ma ci voglio provare. Sarà banale sentirsi dire che all'inizio non mi sarei mai aspettato che una ragazza come te potesse dare una svolta alla mia noiosa vita, ma in realtà le cose sono proprio andate così: sei stata una scoperta. Poche volte nella mia vita sono stato grato a qualcosa o a qualcuno quanto nel tuo caso: se non fosse stato per tua madre, che ora ti guarda e ti protegge giorno dopo giorno dall'alto, non ti avrei mai incontrata.Come ogni ragazzo che rispetti sono riuscito a combinare un guaio, strano no? Ho ferito i tuoi sentimenti e allo stesso tempo pure i miei, perché vederti soffrire a causa mia non è stato facile. Per niente. Pensavo che non saresti più tornata, non ti nego che ho avuto paura.Oggi alla stazione ho realizzato il mio più grande desiderio... e ti dirò di più, stavo aspettando questo momento dal primo giorno in cui i nostri sguardi si sono incrociati. Non so cosa pensi, non so cosa vuoi, ma di una cosa sono certo: ho bisogno di te.>>

Sento una lacrima scorrere lungo la mia guancia e Cameron si affrettata ad asciugarla, passando il pollice su di essa

<<Anche io>> sussurro prima di attaccare le braccia dietro al suo collo e unire i nostri corpi freddi, che si riscaldando non appena entrano in contatto tra di loro <<Tanto... >> concludo, lasciandogli un bacio appena sotto l'orecchio.

Il castano, poco dopo, afferra il mio viso ed unisce le nostre labbra, che si abbandonano ad un bacio che non ha bisogno di altre parole, poiché parla da solo.

...

Il sole filtra dalla finestra leggermente alzata, disturbando il mio sonno profondo.

Apro gli occhi lentamente e passo la mano lungo il materasso, notando che Cameron non è al mio fianco.

Mi sollevo con i gomiti raggiungendo una posizione eretta e mi guardo spaesata a destra e a sinistra, scorgendo tra il disordine un bigliettino.

<<Sono uscito a prendere la colazione, arrivo subito. Buongiorno principessa♡>>

Sorrido senza neanche rendermene conto e porto il biglietto al petto, chiedendomi cosa ho fatto per meritarmi tutto ciò.

Non faccio in tempo a gioire un secondo in più che la porta della mia stanza si spalanca, mostrandomi la figura di Marilyn in preda da un attacco di panico e con il volto ricoperto di lacrime.

<<Che succede?>> balzo dal letto in fretta, per quanto sia possibile, raggiungendo la donna che non riesce a pronunciare neanche una parola.

<<Cameron... >> sussurra affannosamente, cercando di controllare il respiro <<Ha avuto un incidente.>>

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