Passato
Mi trovavo nella mia stanza, illuminata da ampie finestre, quando mia sorella Selene con in braccio mio fratello Nathan, venne a prendermi per portarmi nella sala grande.
Adoravo mia sorella, era più grande di me di qualche anno, molto bella e generosa.
<<Andiamo Sophia>>
Quando giungemmo nella grande sala dal soffitto di cristallo, nostra madre, Lady Galadriel e nostro padre, Lord Bairon erano intenti a parlare con Constance, la nostra tata.
Tutto il popolo di Emerald quel giorno, era giunto al castello per assistere alla cerimonia delle chiavi, un evento che si ripeteva secondo i nostri genitori da molti anni, e appena ci videro, sorrisero e ci fecero segno di disporci in fila al centro della sala.
<<Amata Emerald, siamo qui oggi, per assistere alla tradizione che il nostro popolo da anni osserva. Oggi come mio padre prima di me e suo padre prima di lui, io farò dono ai miei tre figli di queste chiavi- nostro padre si interruppe un attimo, per indicare il cuscino che teneva mia madre, sul quale erano adagiati i tre piccoli oggetti- Una di esse è colei che rivelerà il futuro successore, colui che porterà pace e prosperità al nostro popolo ma badate figli miei, esse hanno anche una doppia faccia, come portano il bene sono anche fonte di distruzione e di odio>>.
Mio padre parve incupirsi al termine del suo discorso, ma riacquistò subito il sorriso quando la mamma ci mise al collo i nostri preziosi gioielli.
Al termine della cerimonia si aprì un grande banchetto e mentre io e Nathan eravamo intenti a giocare, troppo piccoli per comprendere ciò che effettivamente era successo e l'importanza dell'evento, Selene era sparita.
<<Bairon, sai bene cosa provocherà tutto questo>> affermò preoccupata Galadriel.
Lei e suo marito si erano allontanati per poter parlare in privato, non sapendo tuttavia, che Selene li aveva seguiti e ora li stava ascoltando.
<<So che è rischioso, ma dobbiamo rispettare la tradizione…>>
<<Sai bene che porterai la guerra come accadde già in passato. Perché non scegliere Selene come tuo successore, è la primogenita, ed è molto matura per la sua età!>>.
<<Perché non mi è posso, e tu sai bene quale è la ragione, e ora basta, smettila di insistere>>.
Dopo la notizia ricevuta, la ragazza sentì una voragine aprirsi nel petto. Aveva sempre creduto in cuor suo di meritare per nascita quell'onore e ora suo padre glielo aveva appena negato. E non poteva tollerarlo.
Nathan stava giocando in un piccolo angolo della sala con la nostra tata, e io ero intenta a rincorrere alcuni ragazzini del popolo con cui avevo fatto amicizia. Quando mi voltai vidi mia sorella Selene venire verso di me. Aveva lo sguardo carico d'odio.
<<DAMMI LA TUA CHIAVE>>
<<Perché? Hai già la tua…>>
<<DAMMELA E BASTA!>> urlò mia sorella con una voce che feci fatica a riconoscere.
Mia madre e mio padre che erano rientrati nella sala, sentendo le urla di Selene si diressero nella nostra direzione.
<<CHE SUCCEDE QUI?!>>
<<Voi...-Il tono di mia sorella era basso, la voce sempre più diversa e colma di rabbia, il suo sguardo carico d'odio, che non accennava a diminuire- voi mi avete impedito di essere ciò che per diritto spettava a me! Chi di loro due è il fortunato? Eh padre?! CHI È?!>>
<<Selene, tesoro calmati!>> gridò mia madre tra le lacrime.
<<Non venirmi a dire cosa devo fare! Se voi non mi ritenete degna di darmi ciò che mi spetta, allora me lo prenderò io con la forza!>>
Gridò con voce soddisfatta e concludendo la frase con un ghigno.
Selene incominciò a camminare in cerchio intorno ai miei genitori, come un predatore che aspetta di uccidere la sua preda, a ogni passo il suo aspetto cambiava, i capelli corvini si schiarirono diventando argentei, i suoi occhi verde smeraldo, iniziarono ad emanare una strana luce sinistra.
Prima che riuscissi a metabolizzare la scena, mio padre e mia madre erano stesi sul pavimento privi di vita mentre una chiazza scarlatta si diffondeva sul pavimento.
Lei li aveva uccisi. L'arma era ancora nella sua mano tremante dalla rabbia.
Gli abitanti in preda al terrore cominciarono a correre verso l'uscita, ma Selene non lasciava scampo a nessuno, vidi sempre più corpi cadere a terra in mezzo alle urla.
Ero spaventata, iniziai a cercare Nathan e per fortuna lo vidi in un angolo, nascosto con Constance che per fortuna si era salvata.
Mi ricordai che li vicino c'era un passaggio segreto nella parete.
Mi avvicinai senza destare l'attenzione di mia sorella e una volta che fui vicino a loro indicai la porta. La mia tata annuì e si rifugiò nel passaggio attendendo che li raggiungessi. Ma non fui così fortunata. Venni colpita e caddi a terra e mentre il nero mi avvolgeva sentì mio fratello gridare il mio nome
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