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Rosa e giallo

Capitolo 21

Rosa e giallo

-Io... dovrei cucinare?- sussurrò sconvolto Gray.

Llover annuì. -Papà-san cucina sempre quando é a casa. Dice ogni volta che ama farlo per la sua "Lluvia-chan". Papà-san é un po' strano ma ama tanto tanto mamma-san- spiegò allargando le braccia, fin quanto le era possibile, per mostrare la grandezza dei sentimenti di Edo-Gray per Edo-Lluvia.

"Perché non mi sorprende? Quell'idiota che urla ai quattro venti tutto quello che gli passa per la testa..." pensò prendendo una pentola e guardandola attentamente. Non gli era comune cucinare, fin quando era entrato a Fairy Tail aveva mangiato lì o in qualche locanda. In missione riusciva spesso a trovare un posto dove sgranocchiare qualcosa, oppure si arrangiava con quello che si portava da casa. Una volta o due, aveva mangiato, mentre era in missione con il suo team, qualcosa preparato da Lucy o Erza ed non riusciva ancora a dimenticare come si era sentito male dopo, soprattutto dopo il pasto fatto dalla rossa. Era un'ottima combattente, ma la sua cucina non era lontanamente paragonabile alla sua maestria con le armi.

Poi, negli ultimi tempi, aveva provato la cucina di Lluvia, trovandola davvero sublime. Alcune volte era finita col bruciare qualcosa, ma il più delle volte era tutto più che commestibile.

-Hm... Solo un po' strano, eh?- sussurrò tra sé e sé, l'alchimista del ghiaccio. Prese una pentola e la guardò per poi raccattare un mestolo dal tavolo della cucina.

Pareva più pronto per una battaglia che a cucinare...

-Gray-san!- lo richiamò Llover porgendogli, con molta di fatica, un grande librone dall'aria un bel po' usurata.

-Cos'è?- domandò perplesso notando che sulla copertina c'erano disegnati lui e Lluvia e che, probabilmente del tempo dopo, erano state incollate con lo scotch le foto di Rain e Llover.

-Il ricettario di Papà-san! Lì lui scrive tutte le sue buone ricette- spiegò la bambina sorridendogli allegra. -Mamma-san si accorgerà che non sei Papà-san se non cucini uno dei suoi piatti- gli fece notare.

-Perché mi stai aiutando?- chiese Gray, perplesso.

-Sei sempre il mio papà-san, solo che vieni da un'altra dimensione. Però...- la piccola assunse un'aria confusa. -Una volta sentì dire da Lucy-oka-san che il mio papà-san su Earthland era un poventivo- mormorò, sbagliando a pronunciare "pervertito".

Di certo non gli era nuovo essere chiamato così, ma stranamente si sentì più offeso del solito.

Non era che lo infastidiva essere chiamato così da quella che, in un certo senso, era sua figlia?

-Non lo sono...- borbottò, nervoso, aprendo con forza il libro e cominciando a leggere. -Risotto con le Lluvia...?- strabuzzò gli occhi. -Carote tagliate alla Rain, verdure Llover, Carne al grande amore di Lluv...-

-Perché l'hai chiuso?- chiese confusa la bambina.

-Sembra che tuo padre voglia mangiarvi- disse rabbrividendo a ciò che aveva immaginato leggendo i nomi delle varie pietanze.

"Lluvia e i suoi filmini! Mi ha contagiato!"

- Lluvia crede che Gray abbia bisogno d'aiuto- Edo-Lluvia fece capolino nella cucina guardando entrambi. -Non hai iniziato ancora a far nulla?- domandò, sorpresa.

Fu inevitabile per Gray ricevere un calcio dalla donna.

"Ma quanto cavolo fa male? E perché non la smette?!"

No, non si sarebbe mai abituato a quella Lluvia per niente simile alla sua.

E poi... Perché non si abbottonava quella dannata camicia?!

La sua Lluvia non avrebbe mai messo nulla di tanto... audace.

-Mamma-san! Credo che papà-san non stia molto bene...- disse Llover per spiegare quel comportamento tanto diverso da quello di suo padre.

-Llover crede questo?- domandò tra sé e sé Lluvia.

-Sì mamma-san- annuì convinta la bambina.

-Hm... Oggi cucina Lluvia. Llover non far stancare Gray- la blu cominciò a destreggiarsi fra i fornelli facilmente. Non aveva l'aria di una che cucinava raramente...

-Papà-san, guardiamo la televisione!- Llover saltellò vicino al moro e lo prese per la mano guidandolo verso la sua cameretta. Accese un piccolo rettangolo e si sedette su una piccola sediolina a motivi floreali. -Gray-san, non ti piace la mia stanza?- domandò, dispiaciuta vedendo che lui non si era accomodato accanto a lei.

Il povero Devil Slayer si guardò intorno. La camera era gialla con i mobili rosa pastello e c'erano poche tracce di altri colori al di fuori dei due prima citati.

Era pur sempre la camera di una bambina di sette anni..

Si sedette su un qualcosa di simile a un grande cuscino, ma vi affondò all'interno rimanendo in una posa abbastanza divertente. -No. É bella- dovette dire per non farla piangere.

Oramai aveva capito che la minima cosa la faceva diventare un rubinetto vivente e stava attento.

-Grazie Gray-san!- radiosa prese delle tazzine finte e imitò il gesto di versare del tè. -Ne vuoi un po'?- domandò guardandolo.

Quel luccichio negli occhi non era poi tanto diverso da quello della Lluvia di Earthland quando gli chiedeva qualcosa sperando che corrispondesse ai suoi bizzarri sogni. -Mh... va bene- sussurrò.

Se Gajeel e Natsu lo avessero visto...

Lo avrebbero preso in giro per tutta la vita.

-Come sono nel tuo mondo?- domandò improvvisamente la bruna fingendo poi di sorseggiare del tè inesistente.

Gray riuscì quasi a strozzarsi con una bevanda che non c'era. -Eh? Couf Ma c... couf che dici?- posò la tazzina sul tavolino rosa che li divideva e la guardò sconvolto.

Era più simile alla Lluvia di Earthland che alla sua stessa madre...

-Come sono nel tuo mondo?- ripeté credendo che non l'avesse sentita.

-I... Io non ho figli nel mio mondo e non sto con Lluvia- fu secco.

Ed ecco che gli occhi della bambina si fecero lucidi. -Non ci sono...?- mormorò con la voce incrinata dal pianto.

E ora che le avrebbe dovuto dire per non farla disperare?

-Hm... nel mio mondo...- iniziò cautamente, attirando l'attenzione della più piccola. -Molti della mia gilda, compreso me, siamo rimasti bloccati per sette anni su un'isola- provò a spiegare nel più semplice dei modi. -Perciò... non é passato abbastanza tempo perché tu nasca-

In poche parole, stava ammettendo che se non fosse rimasto sull'isola Tenrou lui e Lluvia avrebbero potuto mettere su famiglia...

Diventare marito e moglie...

Era ciò che stava dicendo a Llover, no?

-Allora nascerò presto?! Evviva!- la bambina cominciò a saltellare allegra non dando la possibilità a Gray di poter specificare che non sarebbe venuta al mondo così presto. Al massimo, secondo lui, diversi anni dopo.

In verità, non era affatto così.

***

Lluvia bussò e intanto che aspettava si guardava intorno. C'era un qualcosa di strano, ma non sapeva cosa.

La pioggia c'era, l'ombrello lo aveva con sé e la casetta era quella giusta. Cos'era ad non andare?

-Salve- le aprì una donna sulla quarantina. I suoi capelli erano arancioni e i suoi occhi grigi, il fisico era magro con poche curve, ma aggraziato. -Le posso essere utile?-

-Oh- Lluvia guardò a destra e sinistra. La casa era quella giusta...

Che suo zio si fosse trasferito?

-Lluvia cerca Rain-Oji-san... Ma Lluvia crede di aver sbagliato casa... forse- mormorò insicura. Sua madre non le aveva detto che suo zio si era trasferito, neppure quando l'aveva informata che sarebbe andata a trovarlo.

-Lluvia? Sei la nipote di Rain?- domandò la donna incuriosita.

-Sì- annuì l'Ameonna, perplessa. Chi era quella donna?

-Oh, scusa, io sono Angeline Lockser- le porse la mano e si spostò per farla entrare.

-Hm... Lluvia Locker... Angeline-san ha lo stesso cognome di Lluvia- notò confusa. Dalla parte di suo padre l'unico parente ancora in vita era...

-Lluvia-chan!- un uomo sui quarant'anni fece capolino, da quella che ricordava come la camera da letto degli ospiti, con sulle spalle una bambina di circa cinque anni che gli stava mettendo alcune mollette per abbellire i due piccoli codini storti fatti con dei nastrini fucsia e rosa salmone. -Elettra-san mi aveva detto che saresti venuta, ma non ti aspettavo così presto.-

-Rain-oji-san!- Lluvia corse ad abbracciarlo. Quell'uomo per lei era stato come un padre.

Quand'era ancora in fasce era lui ad occuparsi di lei e ricordava ancora quanto amava venirlo a trovare appena era cresciuta abbastanza da non aver più bisogno delle cure dello zio, secondo i suoi genitori.

-Sei una nipotina davvero monella, mi hai fatto preoccupare un sacco negli ultimi anni. Meno male che tua madre non riusciva a captare la tua anima! O avremmo sicuramente pensato al peggio- ricambiò l'abbraccio con una sola mano, siccome con l'altra stava attento a non far cadere la bimba dalle sue spalle.

-Scusa oji-san... Lluvia non voleva...- abbassò il capo, mortificata. Tuttavia si rese conto che qualcosa non andava. -Rain-oji-san parla in prima persona- mise una mano davanti la bocca, sconvolta.

-Ah ah da un bel po', tuttavia alcune volte ritorno ai vecchi vizi, vero cara?- sorrise la donna e la invitò nella conversazione.

-Esattamente. Ma capita sempre più raramente- Angeline si avvicinò a loro due, siccome era stata in disparte.

-Ah, tu non la conosci. Lei é mia moglie: Angeline. Avrei voluto invitarti alle nozze, ma sono state sei anni fa...- parve imbarazzato.

"Non sembra Rain-oji-san... Rain-oji-san era sempre un po' malinconico, parlava in terza persona e non sorrideva mai così spesso..."

-Lei é Lluvia, la tua nipotina di cui mi hai tanto parlato, giusto?- gli chiese la moglie.

-Esatto. É proprio lei- annuì l'uomo.

-Piacere- sorrise Angeline porgendole nuovamente la mano. -Sono felicissima di conoscerti. Quando io e Rain ci siamo conosciuti, spesso mi ha parlato delle tue famose gesta a Phantom Lord e successivamente a Fairy Tail-

-Angel adorava la storia di quando, da bambina, dicevi in giro che avresti sposato "Rain-oji-sama"- ridacchiò l'uomo. -Tuo padre mi voleva uccidere ogni volta che lo ripetevi-

Lluvia divenne rossa. In effetti, alla tenera età di quattro anni non faceva che dire a tutti che avrebbe sposato suo zio. Tant'è che suo padre, al ritorno da una delle missioni con la moglie, aveva proibito al fratello minore di avvicinarsi a Lluvia.

Peccato che nessuno gli aveva dato tanto peso e, a circa sette anni, la maga della pioggia, faceva già visita allo zio ogni volta che poteva stare via per un giorno o due, senza saltar però la scuola (o se no i professori avrebbero contattato i suoi genitori e non le sarebbe più stato permesso di andare dall'adorato zio).

-Lluvia é imbarazzatissima- sussurrò mettendosi le mani davanti alla faccia ormai rossa.

La piccola chioma celeste alzò lo sguardo dal suo capolavoro di Hair style e guardò l'Ameonna in cagnesco. -Lei voleva sposare papà?- la guardò con minuzia. -Ma é grassa e vecchia-

Lluvia spalancò gli occhi. -Lluvia...-


-Blanche!- entrambi i genitori la richiamarono all'unisono, indignati per il comportamento della figlia.

-Scusala, ma é molto gelosa del papà...- Angeline sembrava sentirsi a disagio per il comportamento della bambina. -Ti giuro, in genere non é così...-

-Hm... Non importa...- provò a dire Lluvia, tuttavia era ancora senza parole. Non aveva ancora raggiunto i vent'anni é già veniva chiamata vecchia...

-Blanche, sei in punizione. Fila in camera tua- Rain posò la piccola per terra e lei fece quanto aveva detto lui.

-Vado a parlarle- Angeline accarezzò il bracciò del coniuge e si diresse nella stessa direzione che aveva preso la celeste.

-Scusala... Mi é molto affezionata e crede che chiunque non conosca possa portarmi lontano da lei- disse lo zio andandosi sedere sul divano. -Anche tu eri così, in un certo senso... Non eri mai maleducata, ma facevi una faccia spaventosa appena una ragazza provava a flirtare con me in quelle poche volte che siamo usciti insieme- ricordò con nostalgia. Rain e la nipote erano usciti poche volte uno in compagnia dell'altra per via della pioggia. Lui odiava essere guardato male ogni volta che passava da qualche parte e perciò si era costruito una piccola casetta all'interno di una foresta dove nessun altro viveva.

Lluvia cominciò a rigirarsi i pollici, imbarazzata. -Lluvia é molto dispiaciuta per essere stata così da piccola-

-Lluvia-chan, non c'é bisogno di scusarsi- sorrise lui, per poi guardarla seria. -Raccontami come é tornata la pioggia. Ho visto i Grandi giochi di Magia e lei non c'era. Come é tornata?-

Lui non sapeva nulla, al contrario dei signori Locker...

-Phantom Lord si scontrò, circa nove anni fa, contro Fairy Tail-iniziò.

-Me ne hanno parlato i tuoi genitori- annuì Rain. -Tu, in seguito, sei entrata a Fairy Tail-

Lluvia continuò. -Sì. Lluvia ha combattuto contro Gray-sama ed ha perso...- si fermò un attimo -ma, in compensi Lluvia ha visto il cielo sereno e il Sole, soprattutto, per la prima volta-

-Ti sei innamorata di lui- capì lo zio.

Lluvia cominciò a muoversi imbarazzata, confermando ciò.

-Ma quella non é stata la prima volta che hai visto il sole- specificò il celeste, facendole subito alzare lo sguardo, stupita.

-Eh? Lluvia non ha visto la prima volta il Sole grazie a Gray-sama...?-

-Quando eri piccola, circa a otto anni, stavi venendo a trovarmi per il mio compleanno. Mi ricordo che mi dicesti che sul treno quando ti affacciasti, non vedesti le nuvole e la pioggia, ma un qualcosa di luminoso e caldo. Non so se sia vero... Eri solo una bambina, potevi anche esserti sognata tutto...-

Lluvia provò a ricordare, eppure non ci riuscì.

Tuttavia le sembrò che qualcosa del genere era successo. Aveva la sensazione di essere stata vicina a qualcosa, o qualcuno...

Ma chi?

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Spazio autrice

Salve!

Ho creato una raccolta di One-shot su Fairy Tail, dove ognuno di voi mi può chiede di fare una One-shot. Basta che mi date un titolo e una coppia di Fairy Tail. Per ora ho scritto solo due one-shot, una Gruvia e una Gale, giusto per iniziare, spero che passerete a leggerle.

Vorrei così imparare a variare un po' con i temi e coppie senza dover creare altre mille long.

Al prossimo capitolo :)

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