La famosa caduta che cambiò la vita di Nash
Ps: È uno speciale di questa long di genere boyxboy con la coppia HailxNash (Hash), perciò, se non vi piace questo genere, evitate.
Capitolo 56.5
La famosa caduta che cambiò la vita di Nash
Circa un anno prima che partisse per tornare nel passato, Nash Dragneel aveva scoperto una cosa su di sé che lo aveva cambiato profondamente.
Tale avvenimento era dovuto a una missione effettuata con Hail Vastia a nord di quella che una volta era Fiore, ma che in quell'anno, ormai, era solo un cumulo di macerie quando i due ragazzi ci passarono.
-Dovremmo andare a sinistra, Nash- gli fece notare il ragazzo dalla chioma rosata. -Stai leggendo bene quella cartina?- gli domandò, stanco. Erano in viaggio da quasi quattro ore e non ce la faceva più. Le sue gambe gli stavano supplicando di fare una pausa.
-N... Non ne ho idea...!- Nash girò più volte la cartina per comprendere quale fosse il modo adatto per tenerla. Non capiva proprio dove si trovassero. Lì citava città, boschi, perfino locande dove fermarsi... Lui, però, non vedeva nulla di ciò, a parte i resti.
Il Vastia gliela prese dalle mani. -È ovvio che non lo sai, non hai dei punti di riferimento. Siamo circondati da macerie.- Sospirò e guardò verso la sua destra. -Mi pare di vedere una sorta di locanda abbastanza in piedi. Fermiamoci lì per la notte e riprendiamo domani all'alba- gli comunicò rigirandosi verso il biondo.
Esso sembrava star morendo lentamente allo pensar cose che non stavano né in cielo né in terra. -Io... tu... Hem...- balbettò.
Il rosa si accigliò. -Che c'è?-
-Hem...- "È vero che ho saputo che è bisessuale, ma ciò non vuol dire che mi possa saltare addosso. Sono più grande di lui... anche se non c'entra nulla. Oh, cavolo, dovevo sbagliare e prendere la maglia che dice "io sono una stella vergine" e ha, per di più, una faccia pervertita...? A lui non piacciono i vergini, no? Non mi stupra? Non che qualche ragazza ci abbia mai provato... ma lui è più carino. Aspetta...! Più carino? Cosa sto pensando? A me piacciono le ragazze. Tipo... tipo... Llover! Ecco, Llover. Lei è carina, no?", stava pensando il biondo, quasi impazzendo. -C... certo, andiamo pure...-
-Oggi sei silenzioso, tutto apposto?- Il rosa lo guardò, sospettoso. -Quando Storm e Gajevy ci hanno quasi costretto a fare questa missione, non hai detto nulla. Non è che non volevi farla con me?- domandò, cercando di non innervosirsi. Non era piacevole pensare che il biondo non volesse lavorare con lui. Sinceramente, non gli aveva mai detto o fatto nulla di male. Era la loro prima missione da soli...
-Eh?!- il Dragneel strabuzzò gli occhi. -Eh? No, certo che no...! Ovvio che volevo! Solo che...- si morse il labbro -Sono solo... preoccupato per mia sorella e Akio, sono da soli a casa e lei è una vera peste. Il mio amico deve star impazzendo...!-
-Lasci da sola tua sorella minore con il ragazzo che la ama?- il Vastia parve sorpreso da tale notizia. -Non è saggio.-
-Beh... mia mamma doveva andare da una p... Eh?! Aspetta... Eh?!- Nash strabuzzò gli occhi e urlò. -Akio ama Shaolin?!-
Il rosato annuì e aggrottò la fronte. -Possibile che tu non te ne sia mai accorto e io ci abbia fatto caso dopo una missione con voi?- "Davvero i Dragneel non sono svegli come si dice."
-No. Deve essere uno scherzo...! Akio non ama mia sorella! Lei ha solo quattordici anni, è piccolina... e non capirà mai quello che prova Leo Minoris...- La faccia di Nash era simile a quella di uno che stava per piangere.
-Amico, tutto bene?- domandò il Vastia, perplesso. Che stava succedendo?
Nash lo guardò con i suoi grandi occhi verdi lucidi perché era sul punto di piangere. -Akio passerà tutta la sua vita ad essere friendzonato e fratellozonato da Shaolin... che vita triste e sola...-
-Ti stai preoccupando per lui e non di tua sorella che rischia che lui le metta le mani addosso?- il Vastia non sapeva che pensare. Non capiva se il ragazzo davanti a lui fosse solo stupido e irresponsabile o anche altro.
-Akio non lo farebbe mai... al massimo Shaolin lo picchierebbe forte durante di allenamenti o una rissa e sarebbe lui quello che rischierebbe di rimanerci secco...- raccontò, triste per il suo migliore amico.
-Il tuo spirito stellare vive una vita di merda e tua sorella è una ragazza poco intelligente manesca, s'è capito. Ora puoi riprenderti? Rischiamo di essere attaccati e di rimanerci seriamente secch...- proprio mentre il rosato diceva ciò, Nash lo strinse in un abbraccio.
-Quando sono triste abbraccio sempre...- rivelò il mago degli spiriti stellari posando la faccia nell'incavo tra spalla e la testa del minore.
"Che cosa tenera e carina..." pensò il rosa, ma dovette trattenersi dal dirlo a voce perché aveva ormai capito che doveva lui prendere in mano la missione. Lo staccò leggermente, senza cattiveria, e gli prese la mano. -Va bene anche così? Ora andiamo prima che ci becchino e ammazzino.- "Cosa mi tocca fare... Ho sedici anni e faccio il babysitter a un diciassettenne, quasi diciottenne."
Nash annuì, più calmo. Il tocco del Vastia era rassicurante. Non stava più pensando, grazie al cielo.
Cadde il silenzio.
Arrivarono alla locanda. Era mezza distrutta, a parte per l'ingresso abbastanza accettabile e una o due stanze agibili, per il resto mancavano perfino interi pezzi della struttura. -Due letti interi pensi che li troviamo?- domandò il Vastia guardandosi intorno. Era abituato a posti come quello, visto il mondo come era ridotto, ma non li trovava di certo gradevoli.
-Penso di sì- mormorò il mago degli spiriti stellari guardandosi intorno e salendo le scale che portavano al piano superiore quasi inagibile. Il legno sotto i suoi piedi si ruppe e il biondo si posò al muro alla sua sinistra, ma anche quello finì a pezzi facendolo cadere con la faccia nello zaino del rosa, che precedentemente aveva lasciato lì.
Hail scosse la testa e si avvicinò per assicurarsi che l'altro non si fosse rotto nulla. -Sei intero, stellina?-
Il Dragneel tossì a causa della polvere che aveva innalzato e s'alzò aggrappandosi alla mano che gli porgeva l'altro. -G... grazie- farfugliò con un tono di voce basso.
Il Vastia replicò con un cenno della testa e guardò verso le scale. -Meglio se restiamo giù e speriamo di trovare dei letti per stanotte. Altrimenti ci toccherà dormire per terra.-
Nash si diresse verso un corridoio, trovando delle stanze con almeno un muro mancante, come minimo.
-Questa camera è piuttosto intera!- urlò, a un certo punto, entusiasta siccome era riuscito nella sua ricerca.
Hail lo raggiunse presto e notò con stupore che quella camera, oltre per qualche crepa e buchetto, era messa bene. Per di più, aveva due letti singoli apparentemente in buon stato. -Bravo, Nash- si complimentò il minore per poi sentire dei rumori sospetti dall'esterno. -Stai fermo- ordinò al Dragneel, visto che l'altro si muoveva facendo scricchiolare il parquet vecchio.
-Uh? Perché?- domandò il mago degli spiriti stellari, perplesso.
Il rosato lo zittì, cercando di capire se fosse stata solo una sua impressione o se veramente qualcun altro era da quelle parti. Sperò che non fossero dei nemici, non aveva la minima voglia di combattere.
Dei passi vicini.
Sì, non erano assolutamente soli.
Lo prese per la maglia e lo fece nascondere dietro al muro. Hail voleva aspettare e controllare che chiunque altro c'era, se ne andasse.
Proprio allora sentirono delle voci e da lontano il Vastia adocchiò degli uomini in divise bianche e nere. Era inutile sperare. Erano dei soldati dell'Impero Alvarez. Per di più, si stavano avvicinando a loro. -Nash...- sussurrò, sperando che non li sentissero -... preparati, penso che combatteremo- lo avvertì, mettendosi dritto. -Sono circa sette, a meno che non ce ne siano altri nelle altre stanze o fuori.-
Nash annuì stringendo al petto la chiave di Akio. A parte delle chiavi minori non adatte al combattimento, Leo Minoris era l'unico che potesse usare in momenti come quelli.
Ormai i nemici erano davanti alla porta. Hail si girò dalla parte opposta e colpì il muro con delle enormi lame di energia gialle: -Maguilty Rays!-
Nash, scosso, si riprese vedendo Leo Minoris comparire. S'era dimenticato di chiamarlo... -Akio!- urlacchiò, sorpreso.
-Dovevi usare la chiave- borbottò lo spirito stellare, grattandosi la nuca mentre guardava la porta spalancarsi e un gran numero di nemici. Si mise dietro al biondo. -Ma scherziamo?! Sono troppi!- Cominciò a scuotere per le spalle il suo possessore. -Mi vuoi morto?! Diventa forte e chiama dell'aiuto per me! Sono giovane per morire!- esclamava indicando i nemici che stavano entrando.
-Tu sei immortale- gli fece notare il Dragneel, sbattendo le palpebre e fissandolo.
-Oh, giusto.- Akio annuì e attaccò i nemici.
Nash non aveva idea di che fare. Non aveva una frusta o altro, perciò saltellava urlacchiando e segnalando ai compagni ogni minimo nemico che faceva una mossa.
Hail sospirò. Non se lo ricordava così...
Il ragazzo dai capelli rosa chiaro colpì i nemici. Aveva creato un varco dietro di loro per scappare, ma se solo ci avessero provato sarebbero sicuramente morti. -Maguilty Sodom!- gridò. Creò così un vasto numero di lame magiche molto pericolose. Le scagliò sui nemici. Subito dopo prese Nash per il braccio e lo indirizzò verso l'uscita, per poi lasciarlo. Fece segno allo spirito stellare di andare col biondo per proteggerlo in caso di eventuali nemici all'esterno. Akio annuì e corse fuori attraverso il varco creato all'inizio dal rosato.
Hail era solo contro troppi nemici. Che avrebbe fatto?
Richiamò di nuovo le spade. Richiedevano un gran numero di energia magica e lui era già stremato dopo appena qualche attacco. Il suo respiro era affannato. Scagliò la sua magia contro gli avversari, atterrandone molti.
Non era in grado di continuare lo scontro, lo sapeva. Richiamò le spade una terza volta e corse fuori mentre esse colpivano i nemici nuovamente. Non seppe mai chi, ma fu colpito alla spalla destra. Si piegò dal dolore.
Delle mani lo aiutarono ad alzarsi e a sostenersi in piedi. Incrociò gli occhi verdi di Nash. Era visibilmente preoccupato per lui. -Sei ferito! Oh, per tutti i Master! Che faccio?!- stava dando di matto.
Hail rise per la faccia buffa del Dragneel, per poi fermarsi a causa del dolore alla spalla. Si morse il labbro. -Brutta ferita- disse Akio per poi dover girare la testa. Era sensibile al sangue. Dovette trattenere un conato di vomito. -Devo andare prima che vi vomiti addosso il mio pranzo...- avvertì per poi scomparire ed andare così nel mondo degli spiriti stellari. Si sarebbe ripreso e sarebbe, in seguito, tornato da Shaolin il prima possibile.
Nash accellerò il passo il più velocemente possibile, chiedendosi dove fossero finiti i nemici. Non li aveva visti uscire da quella locanda... il che era assurdo. Impossibile che Hail li avesse stesi tutti.
Scosse la testa e cercò un riparo, meglio se fosse stato lontano. Non potevano di certo soggiornare da quelle parti... Era pericoloso. Con la coda dell'occhio intravide un carro abbandonato. "Posso mettere Hail dietro e portarlo in un posto sicuro fino a quando non sarà in grado di finire la missione" pensò, augurandosi di saper guidare quel veicolo che andava a potere magico. Non ne aveva molto... Grazie al cielo Leo Minoris non aveva sfruttato quello del suo mago degli spiriti stellari, ma il proprio.
Con difficoltà lo fece salire e stendere. -Posso camminare...- cercò di dirgli il rosato, ma ovviamente la ferita gli faceva un gran male.
-Non dir sciocchezze, Hail. Riesci appena a stare in piedi e noi dobbiamo andarcene di qui il prima possibile- replicò il mago degli spiriti stellari, sembrando una mamma. Non aveva il tempo di occuparsi della ferita, perciò gliela solo tamponò usando un po' della maglia che aveva addosso. Infatti l'aveva dovuta strappare per aiutare l'amico.
Hail tacque, sorridendo a quella vista. Si mise comodo e si lasciò portare lontano. Superate due città, circa, il biondo si fermò reggendosi appena in piedi.
Scese con lentezza, mentre sentiva l'altro chiamarlo. -A... arrivo- mormorò con le gambe tremolanti. Non era abituato ad usare tanto potere magico, ancora un altro po' e avrebbe perso i sensi.
Si mosse lentamente fino ad arrivare vicino al rosato. Gli controllò la ferita e la ripulì per poi cambiargli il pezzo di stoffa sporco di sangue. -Dentro ti metto delle garze che ho nello zaino- lo avvertì aiutandolo ad alzarsi ed entrare dentro un negozio abbandonato e malmesso. Lo posò su un divanetto nel retro e andò a recuperare il proprio zaino e quello dell'altro che erano rimasti sul carro.
-Sei comodo?- domandò Nash rovistando nel proprio zaino in cerca delle garze e qualcosa per disinfettare la ferita.
-Diciamo... Ma ho dormito in posti peggiori- cercò di mettersi il meglio possibile seduto, ma riuscì solo a fare una lieve mossa per poi tornare completamente steso a causa del dolore che gli dava la ferita. -Così non posso continuare la missione...-
-Non torneremo già in missione.- Nash mise su una tenera espressione da testardo. -Stai troppo male. Ho un rimedio magico che m'ha dato Wendy l'ultima volta che è passata a casa mia. Un giorno, o al massimo due, e starai meglio. Per ora riposa solamente.- Era un po' diverso, sembrava piuttosto preoccupato.
"Appena ci conosciamo e spreca per me un rimedio più che raro..." pensò il Vastia, sorridendo. Aveva sempre apprezzato questo di Nash, visto anche che conosceva poco del biondo: si prendeva cura degli altri senza per forza avere dei legami con loro. -Va bene. Farò come dici- concordò.
-Mh...- improvvisamente il Dragneel si fece rosso e distolse lo sguardo. -Dovrei toglierti la maglia... Non posso metterti la garza come si deve, altrimenti- gli spiegò.
Hail annuì. -Devi però darmi una mano, non riesco a mettermi seduto. Per farti mettere meglio la garza non posso rimanere steso.-
Il Dragneel girò la testa, con le guance arrossate a causa dell'imbarazzo. -V...va bene- farfugliò aiutando, impacciatamente. Dopo essere riuscito a farlo sedere, andò, senza guardare, a prendere il lembo della maglia del rosato. Con un groppo in gola e, un po' agitato, finì con l'avvicinare fin troppo i loro visi. Era rosso come un peperone. Perché faceva così?
Erano due ragazzi!
Avrebbe dovuto semplicemente spogliarlo come se nulla fosse e mettergli la garza... invece ci stava mettendo un'eternità.
-Tutto bene?- Hail era perplesso, non capiva esattamente perché Nash sembrava star per aver una crisi isterica. Qualcosa non andava?
Nash annuì. -C... certo...!- mormorò riuscendo, finalmente, a togliergli la maglia.
Alleluia.
Meglio lasciar il compito ad Hail la prossima volta, assolutamente.
Gli ripulì la ferita con con gesti impacciati e, evidentemente, inesperti. Gli stese l'intruglio di Wendy sulla ferita e poi lo fasciò con la garza.
-Sicuro? Sei improvvisamente pallido e con le guance molto rosse- gli fece notare il Vastia alzandogli la testa con il palmo della mano.
I loro occhi si incontrarono e, per la prima volta, Nash ebbe seriamente il batticuore ad averlo così vicini. Aveva dei bei occhi rossi...
Deglutì e s'alzò di scatto. Non riusciva a capacitarsi di ciò che stava provando...
Nel mentre, ingiampò su alcune boccette lasciate lì da chissà chi e cadde addosso al rosato. Esso lo prese per un fianco, per evitare che il biondo si facesse troppo male, e lo tenne contro il proprio petto. In tutto ciò, le labbra di Nash erano finite su quelle dell'altro.
Uh?
Hail mugolò di dolore, visto che quella posizione gli faceva pressione sulla ferita fresca.
Il Dragneel aprì gli occhi, giusto qualche attimo per riprendere coscienza di ciò che era accaduto, e provò a staccarsi, peccato che il Vastia lo tenesse stretto a sé e perciò gli impediva di cadere dalla panca su cui lui stesso era steso. -L...lasciami...- sussurrò imbarazzato, agitandosi per sfuggire alla presa del più piccolo.
Il bacio non era stato male, doveva ammetterlo, ma più di un leggero batticuore e qualche brivido, poco avevano scosso il rosato. Infondo, lui l'aveva visto solo con un incidente, nulla di voluto dal mago degli spiriti stellari. Peccato che Nash, nel profondo, l'avesse tanto voluto, inconsapevolmente.
Il Vastia lo mollò e continuò ad avere lo sguardo fisso sul biondo. Esso si teneva la faccia in fiamme mentre cercava di non guardare Hail, troppo imbarazzato. -S... scusa...- farfugliò.
-Non preoccuparti. È stato un incidente- lo rassicurò il rosato, sorridendogli in seguito.
"Il punto è che... m'è piaciuto" pensò il mago degli spiriti stellari, mordendosi il labbro.
Cercarono, in seguito, di comportarsi normalmente l'uno con l'altro come se nulla fosse mai successo. Nash si prese cura del suo compagno, giorno dopo giorno, per quasi due settimane, finché il Vastia non fu più che in grando di continuare la missione con lui.
Il biondo sorrideva, era molto impacciato, ma il batticuore non voleva abbandonarlo per tutta la missione. Quando dovettero separsi, avendo finito, si sentì malissimo. Possibile che in un mese qualcuno avesse rubato il suo cuore?
Hail, dal canto suo, credeva, semplicemente, di trovare carino e adorabile l'altro, non parlava di cotte, amore e quant'altro. Quando si ritrovò a tornare da solo verso il luogo dove stavano al sicuro le sue sorelle, si sentì strano, un po' vuoto. Era come se avesse dimenticato indietro qualcosa di importante.
E, fino a quando non si incontrarono per partire e tornare indietro nel tempo, non si videro per più di un anno. Ma il tempo non aveva mai cancellato i sentimenti e le sensazioni che quella missione aveva tirato fuori.
Tutto a causa di una caduta.
Un'importante caduta.
La caduta di Nash e Hail.
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Hey!
Non riesco a credere che siamo quasi a ventimila visualizzazioni! Sono felicissima. Penso che la proposta di questo speciale fatta da UniKa_Unika calzi a pennello. Spero che piaccia.
Non ho mai fatto un capitolo speciale... per me è una vera novità, non sono abituata.
Però un flashback bello lungo su loro due ci voleva, no?
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