-22-
Jungkook venne svegliato presto, il giorno seguente. Si preparò in fretta ed entrò nella stanza di Taehyung. "Inizia un altro giorno caro mio~" disse con finto entusiasmo, ricevendo come risposta un silenzio di tomba. Si avvicinò alla brandina, trovando un Taehyung addormentato abbracciato al lenzuolo. "Tu hai il sonno troppo pesante" borbottò scuotendolo per una spalla, spaventato di fare altro davanti alle telecamere. "Forza! Svegliati!"
Il castano storse la bocca in una smorfia e socchiuse gli occhi. "Jungkook? Sei tu?" chiese con voce impastata dal sonno.
"Ovviamente" gli accarezzò dolcemente la spalla. "Su, alzati, andiamo a mangiare"
"Finalmente.."
Jungkook accompagnò il ragazzo in mensa, e senza aspettarlo tornò in cella, leggermente confuso. Restò nella stanza di Taehyung fino a quando questi non tornò. "Jungkook?"
Il moro si girò a guardarlo, sentendosi strano. "Mh?"
"Non hai mangiato" sentenziò andandosi a sedere accanto a lui sul lettino.
"Mi fa male lo stomaco, ho preferito non mangiare" rispose seguendolo con gli occhi.
"Non stai bene?" chiese l'altro, preoccupato.
"No, sto bene, mi sento solo.. strano" si grattò la nuca, confuso, per poi guardare ancora Taehyung. "Non guardarmi così, sto bene" sorrise.
"Mh, okay" lo osservò titubante e si sistemò meglio sul letto, a disagio.
"Tu come stai?"
"Io? Sto bene.." lo guardò di sottecchi gonfiando le guance.
"Sicuro? Sei strano anche tu stamattina" ribatté il minore.
"Che-che ho fatto di strano?"
Il ragazzo lo indicò. "Innanzitutto, sei più.. bello" arrossì leggermente. "E poi mi stavi fissando"
Taehyung arrossì e giocò con le dita delle sue mani. "Uhm.. è che tu non stai bene e sono preoccupato...?"
Il minore sorrise. "Sto bene hyung, davvero"
"Va bene.."
I due rimasero in silenzio per diverso tempo, guardando entrambi in due direzioni opposte. La tensione era tangibile a mani nude, la voglia di sfiorarsi quasi insostenibile. I loro cuori battevano all'unisono, insieme e soli al tempo stesso. Si osservavano con la coda dell'occhio, si scambiavano timidi sorrisi. Sembravano due adolescenti troppo timidi per rivolgersi la parola. L'unica differenza è che loro erano rinchiusi in quattro mura. Poi, Jungkook, ruppe il silenzio. "Hyung, mi dispiace rovinare tutto, ma non voglio che ti facciano del male.. dove.. dove sono i bambini?"
Il maggiore girò il volto verso quello del più piccolo, piegando la testa di lato. "Non lo so" disse sicuro, squadrandogli il viso.
"È la verità? Non sai dove sono sul serio?"
"Forse" rispose, continuando ad osservargli il viso.
"Taehyung" disse fermamente il moro. "Lo sai o no?"
"Forse" ripeté.
"Perché non lo dici e basta? Cosa ci perdi?"
"Una famiglia" sputò improvvisamente arrabbiato.
Jungkook portò una mano sul suo petto. "Non incazzarti con me, Taehyung. Io lo sto facendo per te. Sono qui per te. Per non permettere a loro di farti del male. Quando ti fanno del male non fanno male solo a te, ma lo fanno anche a me. Mi sento morire dentro. Perché? Non lo so. Quindi ora levati quello sguardo del cazzo dagli occhi e finiscila di giocare"
"Non mi toccare" si allontanò bruscamente. "Ho una sola possibilità di avere una famiglia, ho la possibilità di proteggere finalmente qualcuno! E sì, prendo questo come un gioco perché lo fa sembrare meno reale! Non me ne può fregar di meno delle loro stupide torture!"
Il moro lo guardò freddamente e si alzò, posizionandosi davanti al suo corpo. "Kim Namjoon sta con loro o vive da un'altra parte?"
Taehyung si morse l'interno della guancia e rimase in silenzio.
"Per favore, dimmi solo se sono insieme"
"Non lo so, usa l'intelligenza ogni tanto. Sono chiuso in una fottuta prigione, come faccio a sapere dove stanno, con chi stanno e come stanno? Genio" sbuffò.
"Quando si tratta di mercato nero non c'è solo un punto di ritrovo. E tu hai aiutato i bambini a scappare. Li avrai condotti da qualche parte, e da qualcuno. Quali sono i vostri punti di ritrovo?"
Taehyung rimase ancora una volta in silenzio e si limitò a guardarlo.
Jungkook fece un profondo respiro, passandosi le mani tra i capelli corvini. "Mi esasperi, lo sai vero?"
Il maggiore fece spallucce e incrociò le braccia al petto, poggiando la schiena al muro.
"Oh no, tesoro. Non metterti comodo. Alza il culo, andiamo nella mia stanza preferita" andò verso la porta.
Taehyung restò seduto.
Il minore si girò a guardarlo. "Alza-il-culo"
L'altro lo guardò male, senza alzarsi.
"Hyung! Tirati su!" esclamò come un bambino.
Il ragazzo nascose un sorriso e si alzò. "Non ho intenzione di darti il mio culo" disse a testa alta, superandolo.
"Vedremo.." lo superò a sua volta. "E sto davanti io, oh" prese a camminare verso la stanza.
Un angolo della bocca del maggiore si alzò in un sorriso. Gli diede una forte pacca sul sedere e lo superò ancora, arrivando alla porta. "Apri, passivello"
Jungkook, guardandolo sconvolto, aprì la porta ed entrò.
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Mi era mancato scrivere questa storia, sto mezzo piangendo... ;-;
Vi amo così tanto, santo cielo
ps: non trovo una foto adatta rip
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