52
Si svegliò di soprassalto, sudato e con il fiatone, ancora spaventato dal sogno che aveva appena avuto.
Iniziò a guardarsi intorno, e subito storse il naso alla vista di quelle mura bianche: ospedale.
Odiava stare lì dentro, ma doveva esserci Taehyung da qualche parte, no?
Con calma si spostò lo spesso e bianco lenzuolo da sopra le gambe, e poi scese dal letto, portandosi dietro la sbarra con la flebo.
Il pavimento era freddo, e lui non trovava neanche un paio di scarpe.
Uscì dalla stanza e l'unica cosa che percepì fu il freddo.
Ancora.
Si strinse nelle spalle e, con uno strano senso di paura, iniziò a camminare nel corridoio buio e completamente vuoto.
«Taehyung?» mormorò piano, guardandosi continuamente intorno mentre continuava a camminare in quel nulla che lo circondava.
Ma ad un tratto lo vide, bellissimo come sempre, e con un sorriso ampio sul volto.
Lo vide alzare la mano e salutarlo prima di voltargli le spalle ed andare via.
«Tae! Dove vai? Aspettami!» urlò il piccolo, iniziando a correre verso il maggiore.
Nella corsa la flebo era completamente scomparsa, ma non riusciva a capire come.
Non l'aveva immaginato, giusto?
«Tae!» continuò, un po' più forte, riuscendo ad avvicinarsi abbastanza al maggiore per sfiorargli la mano.
Ma, a quel semplice tocco, le mattonelle del pavimento iniziarono a smaterializzarsi.
Allarmato pensò subito di trovare un riparo, quindi senza pensarci molto afferrò la mano di Taehyung e riprese a correre lungo quel corridoio che pareva non terminare mai.
Durante la corsa si accorse che la presa sulla mano di Taehyung era fatta parecchio leggera, quindi lo strattonò lievemente per farlo correre più velocemente.
«Taehyung! Veloce!» esclamò ancora ad alta voce, avvicinandosi poi il maggiore al fianco, ma tutto quello che trovò stretto alla sua mano fu lo scheletro del braccio di qualcuno.
Solo quello.
Ed aveva come la sensazione che fosse quello di Taehyung.
Inorridito lanciò un urlo e, subito dopo, si sentì cadere nel vuoto che avevano aperto tutte quelle mattonelle scomparse.
Era terribile sentirsi cadere nel vuoto, era terribile continuare ad urlare in quel modo senza speranza di qualche aiuto, era terribile pensare a Taehyung in quel modo.
«Che cosa sta succedendo?!» domandò spaventato e confuso, Taehyung.
«Credo sia un semplice incubo, ma la sta prendendo piuttosto male.
A causa dei sonniferi che ha preso la realtà che sta vivendo è parecchio distorta nel mondo dei sogni... Basterà un tranquillante al momento» disse il medico, preparando il tranquillante in una siringa mentre degli infermieri si preoccupavano di tenere Jungkook il più fermo possibile.
Taehyung si sentiva male, vedere Jungkook in quelle condizioni per colpa sua lo faceva sentire fin troppo in colpa.
Ci vollero pochissimi attimi, e poi Jungkook fu nuovamente calmo, per fortuna.
Arrivò a cadere.
Arrivò al suolo, ma era morbido.
Stranamente morbido.
Jungkook si tirò in piedi e riprese a guardarsi intorno, sempre alla ricerca di Taehyung.
E lo vide, ancora una volta.
In mezzo alla strada, con un cagnolino tra le braccia.
Era una scena adorabile, per questo decise di non avvicinarsi.
Restò però ad osservarlo per tutto il tempo, per paura di vederlo sparire ancora una volta.
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