38
Una volta in camera Hoseok poggiò delicatamente Jungkook sul letto.
In tutto quel tempo non aveva detto nulla, semplicemente continuava a piangere, ma senza singhiozzi o lamenti.
Un pianto terribilmente silenzioso, e lo sguardo completamente sconvolto fisso in un punto indefinito.
«Ehi...» sussurrò dolcemente il più grande, mettendosi in ginocchio davanti l'altro.
«Kookie...non prenderla così male, okay? È uno stupido se non ti accetta, non serve avere la sua approvazione, chiaro? Taehyung ti ama, lui ci sarà sempre. Come ci sarò io, ed anche Jimin. Ci scommetto quello che vuoi» continuò, con tono dolce, allungando la mano ad accarezzare la guancia, ancora arrossata, del più piccolo.
«Non voglio...» sussurrò all'improvviso, chiudendo anche gli occhi.
«Cosa non vuoi, Kookie?»
«Mettere in mezzo Taehyung...se mio padre lo vede lo riempie di botte...» sussurrò spaventato, portandosi subito dopo le mani a coprirsi il viso.
«Hoseok...dobbiamo tornare a Los Angeles. E non voglio più tornare» continuò, dopo pochi attimi.
«Jungkook, no. Non puoi andartene e lasciarlo da solo ancora una volta. Lui è rimasto, ti ha aspettato due anni, non puoi fargli di nuovo una cosa del genere. Resterà distrutto» cercò di spiegarsi con il tono più dolce che disponesse, portando le mani sulle ginocchia del piccolo.
«Hai ragione, lo so. Ma non posso neanche fare altro. Mio padre non me lo lascerà vedere più» sussurrò ancora, riprendendo a piangere silenziosamente.
«Devo...devo andare via...»
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Non picchiatemi. Io vi amo.
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