Togheter, Forever
Il 16 dicembre era una data importante per Grell, e questo William lo sapeva bene.
Il 16 dicembre 1799 Grell e William avevano ucciso la loro prima vittima, uno scrittore.
Thomas Wallis.
William ricordava bene anche lui.
Ricordava i suoi capelli in disordine e gli occhi chiari determinati e pieni di vita, una vita che avevano dovuto stroncare, perchè questo era il loro lavoro.
La storia di Will lo Shinigami.
L'opera di Thomas, loro l'avevano letta e William la conservava ancora.
Col sennò di poi il corvino avrebbe dovuto corregere lo scrittore facendogli presente che non vi era nè mai ci sarebbe stata una donna umana nella sua vita.
...Ma una certa shinigami non ti dispiacerebbe... una in particolare... una con i capelli rossi...
William zittì la sua coscienza con un cenno infastidito del capo.
Oggi era il 16 dicembre, il che avrebbe implicato una Grell più appiccicosa del solito-
...Non che la cosa ti dispiaccia eh!...
-Che avrebbe lavorato meno del solito e a lui, come al solito, sarebbero toccati gli straordinari per riparare alle mancanze burocratiche dell'altra.
***
Grell starnutì e per poco non mise male lo smalto rosso fiammante.
"Senpai tutto bene?" Ronald distolse lo sguardo dai capelli nocciola di una novizia della sezione amministrativa.
"Qualcuno mi pensa." gongolò la rossa sperando che a pensarlo fosse un certo corvino.
***
William camminava a passo spedito per i corridoi della Sezione Amministrativa.
Si fermò un momento davanti ad una porta di legno scuro, guardandola con nostalgia.
"L'amore è una condanna."
Si ripeteva ogni volta che pensava, anche solo per un momento, alla shinigami in rosso in un modo diverso dallo "scansafatiche Sutcliffe" ripensando ad Eric e Alan e come, a loro modo, avessero pagato a caro prezzo l'amore che provavano.
"L'amore è una condanna.", ti ripeti di nuovo, poi però sorridi, non visto.
L'amore è una condanna, sarà anche vero ma oggi è il 16 dicembre, e quindi William cercherà di allentare la cinghia.
Il 16 dicembre William lascia stare alcune cose. Sono piccole cose, certo, ma Grell le notava sempre.
Notava come, ogni anno, le permettesse di chiamarlo 'Will', le permettesse di tenerlo stretto poco di più. Notava le burocrazie in meno e le rare occhiate di sottecchi da parte del corvino.
Certo, non mancava di notare quell'immancabile piccolo gesto, quella rosa nera avvolta con un nastro di raso rosso che ogni anno era posata sulla scrivania.
Grell le conservava tutte. 216 rose.
Ora, pensò guardando la scrivania, 217.
****
"Sutcliffe." la richiamò all'ordine il corvino, ricevendo in risposta il solito sorriso dai denti aguzzi.
"Sì, Will~♡"
"Vogliono che andiamo a risolvere un problema in Italia. A quanto pare hanno problemi con un parassita particolarmente fastidioso."
"Ma Will, non dovrebbero pensarci gli italiani?" ribattè la rosso afferrando le forbicine, unica Falce che le era concessa.
"Dovrebbero." scosse la testa l'altro, sfilandole l'oggetto dalle mani prima di reatituirle la motosega "ma sono degli incompetenti."
"La mia bambina!♡" Gridò le rossa stringendo l'arma fra le braccia.
"È così cattivo?" chiedette.
"A quanto dicono no, ma è bene essere pronti."
....Questa è una mezza verità Will....
Non voglio si faccia male, meglio, coscienza stressante?
....Meglio....
Sei peggio di Knox.
****
"Will, cosa fa esattamente questo demone?"
"Prende anime, Sutcliffe?" sbuffò stufo.
"E fin lì c'ero anche io. Io voglio sapere perchè quel demone è così pericoloso da richiedere l'aiuto della sezione inglese."
"Seduce gli uomini e con i rapporti ruba loro la vita."
"Non tocca le anime?"
"No, ed è per questo che ci è stato chiesto di agire."
****
"L'amore è una condanna.", gli ripete il cervello quando prova l'impulso di baciarla dopo che si erano ritrovati vicinissimi.
È colpa di Grell, si disse William quando, mentre la rossa stava per cadere, l'aveva spinta contro il suo petto, ritrovandosi vicini.
Grell aveva sorriso per poi baciargli velocemente una guancia prima di scappare, forse intimorita dalla reazione dell'alto.
***
Grell fu la prima a trovarlo.
Si acquattò dietro la vegetazione osservando il demone e la sua attuale conquista, un ragazzino.
I capelli rossi dell'uno si mischiavano perfettamente con quelli scuri dell'altro.
"È solo un ragazzo." biascicò tra i denti quando il corvino lo raggiunse.
William stesso guardava il ragazzo dai capelli lunghi e scuri, lisci come la seta.
Il ragazzo ride alle parole del demone e i due shinigami possono vedere quella risata tramitarsi in colpi di tosse violenta.
Il demone scatta in allerta, avvicinandosi al più giovane.
Grell fa per alzare la motosega ma, all'improvviso, capisce.
"Will...non uccidiamolo."
"Cosa?! Sutcliffe sei impazzito? Dobbiamo!"
"No, invece. Guardali. Non capisci? Il demone prende l'energia delle vittime solo per il ragazzo. Guardali Will, vuole solo amarlo."
William segue il consiglio dell'altra, osservandoli.
Il ragazzo si stava lasciando abbracciare dal demone, sorridendo.
Vuole solo amarlo, ripetè.
Ancora una volta quella frase ti sembra indicata.
Guardi quel demone e ti senti invidioso.
Guardi come giochi con i capelli del ragazzino o come gli accarezzi il viso e ti senti male.
Vorresti.
Con Grell.
Sì, sarebbe perfetto.
Tu e Grell, solo voi due. Niente Dipartimento, niente anime, niente responsabilità. Nulla.
Alan e Eric sono morti per il loro amore.
"Will..." guardi Grell trovandola con il Libro delle morti in mano.
"Alan Andrew White.
16 dicembre 2016, 16.00.
Tubercolosi."
Il corvino guarda il libro, atterrito quasi, mentre le mani della rossa tremano un poco.
William guarda nuovamente il demone, trovandolo a baciare i capelli scuri del ragazzino. E guarda come il più piccolo prenda la mano del demone fra le sue prima di baciarla. Il palmo, il dorso, le dita, William vorrebbe fermare tutto ciò.
E sa che lo vorrebbe anche Grell.
"Bhè io vado ad avvertire il Dipartimento di evitare questa morte."
"Non puoi." risponde semplicemente il corvino.
"Perché no?!"
"Perchè possiamo salvare solo chi darà un contributo al mondo, non chi ci piace a noi."
Noi, che bel termine per indicare me e Grell...
La rossa lo guarda, a metà tra il consapevole e l'irato.
Annuisce, hai ragione.
E poi avanza.
Si allontana dal fitto del bosco per avvicinarsi ai due.
15.50.
****
Il demone ti percepisce subito e tu sai che vi ha fiutati entrambi anche prima.
Digrigna i denti prima di mettersi davanti al ragazzino.
Vedi il ragazzo, Alan, sorridere accarezzando la schiena al demone.
"Cosa volete?" Ci sei solo tu davanti a lui ma sai che si rivolge ad entrambi.
"Fare il nostro lavoro." esordisce William aggiustandosi gli occhiali.
"Parassiti come te, sono assai fastidiosi."
Il demone si volta, chiamato dal ragazzino che lo guarda come in cerca di risposte.
Sussurra 'Shinigami' e poi torna a guardare i due inglesi.
"Non mi pare di essere un parassita."
"Sei un demone." Analizza William.
"Certo, ma non mi nutro di anime. O almeno, non lo sto facendo ora."
"Uccidi le persone." il commento del nero shinigami fa trasalire il ragazzo.
"Cosa stanno dicendo?" si intromette.
"Nulla di serio, semplicemente devono rompere le scatole." sbuffa baciandogli la fronte. Alan scuote la testa al commento dell'altro.
"É vero?" chiede ancora.
"Praticamente no, l'umano è sempre vivo dato che non tocco l'anima."
"Ma tecnicamente?"
"Tecnicamente il tuo demone li lascia privi di energia vitale. Non li uccide, certo, ma muoiono lo stesso poco dopo."
"Allora non è un assassino e le tue accuse sono infondate."
"Ragazzino, non puoi capire."
"Non posso capire? Sai cosa vuol dire sentirsi sempre con un piede nel regno dei morti? Sentirsi come se potessi morire in ogni momento? No, ovvio che no. Gli shinigami sono dei morti suicidi. Siete voi che non potete capire."
Il demone dai capelli rossi ride all'espressione stupita di William prima di stringere il ragazzo a sè.
"Stai indietro, non è gente calma." adduce indicando la motosega.
Il demone lo allontana un poco prima di guardare i due.
"Dicevamo?"
"É inutile." Grell parla per la prima volta dopo tanto tempo.
"Cosa?"
"Il ragazzo morirà lo stesso. Oggi stesso ad essere precisi."
"No non è vero. Io posso ancora salvarlo, e lo farò."
Quando il demone sta per attaccare Grell la spingi di lato, diventando immediatamente il suo nuovo avversario.
Per un po' combattete insieme, poi fai cenno a Grell di andarsene e lei, riluttante, lo fa.
...Gli tenevate testa in due a mala pena, ora cosa credi di fare da solo?...
Tenere Grell al sicuro, mi pare logico.
****
"Lui dice che non dovrei fidarmi di quelli cone voi."
Il ragazzo parla di spalle, come a sentire la presenza dello shinigami rosso dietro di sè.
"Ha ragione, non dovresti." Grell guarda l'orologio concedendosi qualche momento per parlare con il ragazzo.
"Ci tieni tanto? Al demone intendo."
Il ragazzino arrossisce, ma sorride, annuendo.
Grell si sente invidiosa di quel ragazzo. Lui, anche se morirà a breve ha potuto vivere con la persona a cui più teneva mentre Grell, immortale, non può farlo.
"Com'è essere amati?" chiede infine.
"Amare è la vera cosa bella. Essere amati è solo un'altra persona che ama. Cosa vuoi che ti dica di preciso, signora Shinigami? Che ti fa sentire completo? Che ti fa sentire bene? Troppo scontato, non pensi? Io credo solo che essere amati vuol dire dare tutto sè stesso all'altro, pregi, difetti, tutto. Vuol dire non avere segreti, addormentarsi pensando a lui e svegliarsi tra le sue braccia. Essere amati vuol dire che c'è qualcuno che ci sarà sempre per te, che te lo dica in faccia oppure no, che faccia gesti ecclatanti o un sorriso speciale solo per te. Tu ne sai qualcosa vero?"
La shinigami in rosso lo guarda, interdetta.
"No, amo, ma non vengo amata." ammette.
Il ragazzino lo guarda, scuotendo la testa.
"No? Che strano, io avrei detto che ad amarti era proprio l'altro shinigami."
"Che intendi?"
"Ti ama. E si vede lontano chilometri, ma a quanto pare hai troppo ombretto sugli occhi per accorgertene. Amare non vuol dire sempre gridare 'Ti amo' ai quattro venti. Basta dimostrarlo, anche con piccoli gesti."
Grell vorrebbe ribattere, dirgli che William non l'ama, ma poi capisce.
Piccoli gesti.
Il farsi abbracciare, sentirsi chiamare 'Will', la rosa ogni anno.
È come una dichiarazione.
"non posso vivere di sola illusione."
"Perchè no? Io lo faccio. Vivo nell'illusione che compirò 20 anni e che trascorrerò la mia vita con il mio demone. Mi illudo che oggi non sarà l'ultimo e che domani vedrò un altro tramonto con lui. Mi illudo di tante cose, perchè non puoi farlo anche tu?"
Non hai mai trovato tanta voglia di vivere in una persona che stava per morire.
"Ma tu..."
"Morirò oggi, ne sono consapevole. A che ora?"
"Alle 16.00" abbassi il capo, sentendoti colpevole.
"È quasi ora." Grell annuisce, ma il ragazzo è già tornato a guardare il cielo.
Il cielo è coperto di nubi e il rosso si chiede cosa ci sia di interessante da guardare, poi vede il ragazzo sorridere, sdraiandosi sul terreno.
"Neve~"
E il primo fiocco cade.
***
"Neve?" il demone si ferma, non notando più l'altro shinigami.
È un momento prima che capisca e scatti verso i due.
William ci mette un attimo di più prima di inseguirlo.
Un attimo di troppo.
****
"È ora." dice solamente Grell alzandosi.
Il ragazzo si alza a sua volta prima di aprire le braccia.
Grell esita e il ragazzo le sorride.
"Va tutto bene. Fallo."
****
Li raggiungi solo pochi secondi dopo, eppure lo scenario è totalmente cambiato.
Un soffio di vento può far crollare molte cose.
Guardi il ragazzo, morto com'è giusto che sia, ma non puoi fare a meno di dispiacertene. Lo vedi tra le braccia del demone. Leggi nel suo volto tutto il dolore d'averlo perso. Gli accarezza il viso e poi, come rassegnato, lo stringe a sè.
"Ohi Will, abbiamo finito qui." Grell lo raggiunge sorridendo. Le sorridi a tua volta, una rara cosa, prima di gelare sul posto.
L'amore è una condanna.
William si sporge, giusto in tempo per afferrare la shinigami dai capelli rossi fra le braccia.
Grell chiude gli occhi appoggiandosi al corvino.
"Grell..." non chiudere gli occhi.
Non lasciarmi.
Grell.
"Sai Will, mi sarebbe piaciuto amarti, dimostrarti che ci sarei sempre stato. Purtroppo non ne avrò più possibilità. Scusami Will."
"Non dire certe cose, Sutcliffe! Tu non stai morendo. Avrai tutto il tempo per fare tutto ciò che vorrai, quindi non provare a chiudere gli occhi."
"Guarda in faccia la realtà, Will. Non ho più tempo. Volevo tanto amarti."
William abbassa la testa, Grell vede chiaramente i suoi occhi velarsi di lacrime.
Gli alza il viso con la mano, sorridendogli.
"Ti amo William. Non dimenticarlo mai.
Non dimenticarmi."
"Sarebbe impossibile, Sutcliffe." sorride amaramente.
"Non lasciarmi." supplica.
Quel soffio di vento ha fatto cadere la maschera di William.
"Sarebbe impossibile restare." Grell alza il viso, unendo le loro labbra in un (primo ed ultimo) bacio.
William la sostiene, approfondendo il bacio.
Si vede lontano chilometri che ti ama, ma a quanto pare hai troppo ombretto sugli occhi per accorgertene...
Grell chiude gli occhi, abbandonandosi totalmente al corvino.
Sutcliffe apri gli occhi.
Sutcliffe non fare scherzi.
Grell.
Grell non lasciarmi.
****
"Che cosa ci avete guadagnato?" il demone stringe a sè il corpo senza vita del ragazzino, accarezzandogli i capelli, per nulla rassegnato alla sua morte.
"Non stavo facendo nulla di male. Non vi rubavo le anime. E non ero nemmeno in territorio inglese. Mi dici cosa ci hai guadagnato? Mi avete portato via l'unica cosa che amavo. E ci avete pure rimesso!"
****
William, con il corpo di Grell fra le braccia, ripensava alle parole del demone.
Aveva ragione.
Non spettava a loro intervenire. E poi, quel demone non stava facendo nulla che ostacolasse gli Shinigami.
E poi aveva perso Grell.
"Demone."
Il demone dai capelli cremisi lo guardò, gli occhi, poche ore fa di un ambra brillante, ora parevano grigi.
Non disse nulla e, posando delicatamente il corpo dell'umano sul lieve strato di neve caduta fin ora, si alzò.
La quiete di quel bosco fu rotta solo dal rumore della Falce di William che cadeva a terra.
...L'amore è una condanna...
E allora datemi l'ergastolo, è il tuo ultimo pensiero.
Il demone se ne va, in silenzio com'era venuto, ma non resiste e porta il ragazzo con sè.
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Rapporto degli avvenimenti del 16 dicembre 2016.
In risposta alla richiesta di supporto della Divisione Italiana sono stati inviati dalla Divisione Inglese gli shinigami Grell Sutcliffe e William T. Spears al fine di investigare sul caso di furto di energia vitale da parte di un demone il quale, tuttavia, non ha mai toccato le anime delle sue vittime e quindi, da regolamento inglese, avrebbe dovuto essere dichiarato innocente, e il caso chiuso. Tuttavia le insistenze del Dipartimento Italiano ci hanno visti costretti ad intervenire.
Il demone è stato fermato ma non vi sono notizie alcune da parte dei nostri inviati.
Ritengo sia il caso di mandare una squadra di ricerca sul posto.
Distinti saluti,
Ronald Knox.
***
Ronald posa la penna osservando il rapporto, forse il migliore che abbia mai scritto in tutta la sua carriera.
Sospira prima di consegnarlo ad una ragazza degli Affari Interni affinchè lo consegni a chi di dovere.
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Non passa molto tempo prima che la sua richiesta venga accettata. Sarà lui stesso quello autorizzato ad andare in Italia.
Ronald parte sorridendo, pensando di prendersi una piccola vacanza insieme ai due senpai perchè, conoscendo Grell, è lì che sono.
****
No, non è li che sono, si corregge amaramente Knox quando arriva sul luogo, un bosco limitrofo alle campagne.
Può vederli chiaramente, in quella casa.
Grell Sutcliffe e William T. Spears con le mani intrecciate.
Non ha bisogno di avvicinarsi oltre per capire che non c'è più nulla da fare, che è finita.
Che sono morti entrambi.
"Bhe...sono insieme, come sempre.
No. Sono insieme per sempre."
*****
"Se dovessi scegliere tra amarti e respirare, allora ti direi 'Ti amo' con il mio ultimo respiro."
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