2 CAPITOLO - Weekend parties - (revisionato)
DRACO
Mi alzai dal letto con la testa pesante, rimpiangendo ogni scelta presa nell'arco della mia vita. La sera prima Blaise ed io avevamo organizzato uno dei nostri festini del sabato sera nella stanza delle necessità e adesso i sintomi post-sbornia si facevano sentire.
Per fortuna che era domenica, e non avevo niente di meglio da fare che starmene nel letto tutta la giornata.
Aprii il cassetto, cercando invano una pozione che aiutasse a sentirmi meglio, ma evidentemente il mio migliore amico mi aveva battuto sul tempo, prendendo quello che rimaneva della scorta di rimedi che avevamo prodotto, e alla quale avevamo già dato fondo. <<Maledetto Zabini.>> Borbottai e arrancando fino al bagno mi andai a fare una doccia fredda. Se non avevo niente da prendere, avrei dovuto risolvere alla vecchia maniera...
Mi vestii velocemente con la prima cosa che trovai a portata di mano e scesi in sala comune. Non c'era nessuno.
Ovviamente essendo le nove del mattino, quasi tutti erano ancora nei propri letti e quelli che non lo erano, facevano tranquillamente colazione.
Al solo pensiero del cibo il mio stomaco brontolò, ricordandomi che era dal pranzo del giorno prima che il mio stomaco non vedeva l'ombra di un qualcosa di commestibile... Sospirai, e affrontando la dura verità, mi decisi ad andare in sala grande.
Mi avviai verso i tavoli imbanditi, alla ricerca di qualcuno che conoscessi, ma i miei occhi si allontanarono dall'obiettivo, quando una voce che disprezzavo, chiamò a gran voce il nome di Harry. Mi voltai in tempo per vederlo entrare dietro di me, travolto da una Ginny Weasley che subito gli attaccò quei suoi tentacoli addosso come una specie di fastidiosa piovra. Cercai di contenere gli insulti e adocchiando Pansy, mi avviai verso di lei, intenta a leggere una qualche sottospecie di giornale. Era tanto immersa nella lettura da non aveva avvertito neppure la mia presenza. Scoccai la lingua sotto il palato, infastidito. E lei era la mia migliore amica..
<<Pansy, sul serio, sei una ragazza intelligente e piena di nobiltà, ma anche una persona come Neville Paciock capirebbe che quella che leggi è spazzatura... potrei addirittura incoraggiarti a leggere il Cavillo a questo punto. >> La salutai, con il mio solito tono tra l'ironico e il distaccato, sedendomi accanto a lei. I capelli neri erano legati in una coda alta e disordinata, e aveva indossato una delle mie felpe, che le stava tanto grande da coprire ogni sua forma. Mi sarei dovuto ricordare di non prestarle più nulla di mio, era davvero uno spreco nascondere il suo corpo in quel modo.
<<Giorno Dray. È sempre un piacere parlare con te... dormito bene?>> Pansy mi guardò dolcemente, per nulla scalfita dalle mie parole, e mi lasciò un bacio sulla guancia per poi ritornare alla sua rivista. Sbuffai e mi concentrai su altro, mentre mi versavo del caffè in una tazza. Casualmente i miei occhi tornarono al tavolo dei Grifondoro, attorno al quale si stava svolgendo un vero dramma.
<<Ginny... allenta la presa, mi stai soffocando!>> Esclamò Harry, mentre cercava di allontanare la rossa con non poca delicatezza. Avrei voluto andare lì e farla allontanare con la forza, ma sfogai il mio fastidio mangiando un toast, continuando a seguire la loro conversazione.
<<Ginny, miseriaccia, lascialo in pace.>> Sbottò Ron, proteggendo il migliore amico.
<<Lo vorremmo ancora intero per la festa di stasera.>> Scherzò Hermione, tirandosela accanto. Se fino a quel momento ero stato attento, adesso ero persino più interessato. Mi affacciai sul tavolo, cercando di sentire il più possibile.
<<Festa alla quale io non sono invitata. Non capisco ancora il perchè io non possa venirci.>> Si lamentò la ragazza lenticchia, mettendo su il broncio, ma finalmente staccatasi dal moro, che si spostò un po' più in là sulla panca, per scongiurare un ulteriore suo attaccamento.
<<Perchè è solo per i ragazzi del settimo anno. E perchè nessuno -compreso Harry- vuole averti tra i piedi...>> La rimproverò suo fratello. Hermione lo guardò male. <<Andiamo Herm non fare quella faccia. Sto dicendo la verità.>> Si giustificò stringendosi nelle spalle, prima di lasciare un bacio sulle labbra della sua ragazza che intanto guardava furtiva nella mia direzione. Forse aveva paura che io potessi origliare, e probabilmente rovinare la festa a tutti. Beh, in quel caso non avrebbe avuto tutti i torti, perché era esattamente quello che avevo intenzione di fare.
<<Ehi Pan... stasera andiamo ad una festa.>>
***
Avevo indossato i miei jeans neri attillati, una maglietta leggera bianca e sopra di essa una felpa di un colore grigio indefinito che dava ai miei occhi una brillantezza che mi donava. Avevo persino messo una collana e diversi anelli, giusto per completare l'outfit. Mi piaceva curarmi esteticamente, ma quella sera mi guardavo allo specchio con più occhio critico del solito. Dovevo essere perfetto. Non che non lo fossi già normalmente, ma... oh al diavolo.
<<Dray la smetti di guardarti allo specchio?? Stai benissimo, e Blaise ci aspetta da qualcosa come venti minuti.>> Pansy seduta sul mio letto, cominciò a lamentarsi, stretta nel suo vestito attillato e scomodamente corto, verde acqua.
<<Quante volte devo ripeterti che noi nobili dobbiamo farci attendere?>> La rimbeccai, bonariamente. Mi aggiustai l'ennesima volta il ciuffo e finalmente, tra i sospiri di sollievo della mia migliore amica, uscimmo dalla camera. Fu piuttosto difficile attraversare la sala comune vestiti in quel modo. La metà delle persone ci chiese dove stavamo sgattaiolando e l'altra metà -per lo più ragazze- cominciò a farmi i complimenti per il mio aspetto, impedendomi di andarmene.
<<Ragazze, davvero, adesso basta. Draco è Draco. Potete fare tutti i complimenti che volete, ma non vi degnerà nemmeno di un ciao.>> Ci pensò la mia migliore amica a salvare la situazione, prendendomi per mano, e trascinandomi via.
<<Sempre così cinica, Pan.>> Disse Blaise, alzando gli occhi al cielo. La ragazza sorrise.
<<È la mia specialità, Zab.>> Rispose, e insieme camminammo, diretti al settimo piano.
Blaise aprì la porta della stanza delle necessità e subito una musica assordante proveniente da enormi casse appese in ogni angolo della camera ci inondò. La sala era stata trasformata in una grande sala da ballo che mi ricordava molto le ''discoteche'' che mi aveva fatto ammirare uno dei miei migliori amici quando ci eravamo imbucati nella Londra babbana.
Sorrisi tra me e me. Era fantastico come una stanza come quella, messa nella scuola sicuramente per qualche scopo ben più importante e utile, venisse utilizzata in quel modo barbaro da tutti noi ragazzi. Sospettavo persino che Silente ne fosse al corrente, e ce lo lasciasse fare per chissà quale motivo. Hogwarts era Hogwarts, era più probabile che Silente fosse contento delle nostre feste, piuttosto che ne fosse del tutto ignaro. Mi guardai intorno, per vedere chi ci fosse, ma a quanto sembrava, eravamo gli unici Serpeverde nella sala.
Alcolici di tutti i tipi, la maggior parte dei quali non conoscevo l'origine, erano sparsi su un grande tavolo adibito a buffet, insieme ad una enorme quantità di snack e cibi vari.
Dovevo ammettere che quei Grifondoro sapevano come divertirsi. Nella mia testa avevo immaginato le loro feste come delle lezioni scolastiche, o qualcosa di altrettanto noioso, ma mi dovevo ricredere.
<<Io...>> Iniziò a dirci Blaise, gridando nelle nostre orecchie affinché sentissimo. <<Ragazzi. Credo che ci rivedremo domani! Vado a fare baldoria!>> Era parecchio esaltato. Non lo avevo visto così felice nemmeno alle nostre feste. Forse perché alle nostre erano invitati solo i Serpeverde, mentre lì c'era molta più gente, oppure perché Blaise era tanto egocentrico da voler diventare il re delle feste anche per tutte le altre case di Hogwarts. Qualsiasi fosse il motivo, con una risata degna di un maniaco sessuale, Blaise arrancò verso la pista da ballo, pronto a creare il delirio. La mia migliore amica, seguì la sua scia, lasciandomi da solo, per andare a ballare in modo molto sensuale con alcuni ragazzoni rosso-oro... cosa che in effetti avrei fatto anche io, se ne avessi avuta la possibilità. Peccato che per tutta la scuola ero un playboy, sempre alla ricerca di nuove ragazze, e non un gay represso e con una cotta per un ragazzo che tutti consideravamo un mio acerrimo nemico, la mia nemesi, e la mia vittima preferita. Sospirai, cominciandomi a chiedere per quale motivo mi fossi spinto così in basso da andare a quella festa, soltanto per vederlo. La risposta arrivò esattamente due minuti dopo, quando i miei occhi finirono a scontrarsi con Harry, che beveva da una bottiglia di vodka, come se fosse acqua. Aveva un pantalone bianco abbinato ad una camicia nera che teneva arrotolata all'altezza degli avambracci e che metteva in risalto i muscoli formati dai duri allenamenti a Quidditch. Perché doveva essere così frustrante vederlo? E perché lui sembrava così felice, insieme ai suoi amici? Ero geloso marcio. Avrei preferito vedere un sorriso del genere quando stava insieme a me. Non che la sua faccia arrabbiata quando ci insultavamo fosse da meno... in effetti mi doleva pensarci, ma anche quella era una bella versione di lui. Tutto di lui era bello, in effetti, anche se io non avrei dovuto minimamente pensarla in quel modo.
Mi ritrovai a pulirmi la bocca sperando non stessi sbavando, prima di cercare di arrivare al tavolo per bere qualcosa anche io.
<<Malfoy.>> Una mano si appoggiò sulla mia spalla, mentre una voce fastidiosa mi aggredì, costringendomi a distogliere lo sguardo da quella divinità greca che era Harry, per rivolgerlo a chiunque mi avesse chiamato.
Una Hermione vestita di tutto punto mi guardava come se io fossi stato il suo idolo. Era chiaro, anche se cercava di mascherare il tutto con una maschera di disappunto.
<<Granger.>> Sbottai annoiato in risposta. Qualsiasi cosa avesse avuto intenzione di dirmi, io non ero pronto ad ascoltarla, volevo solo che mi facesse tornare a fare quello che stavo facendo.
<<Non dovresti essere qui.>> Mi rimproverò lei, saccente e antipatica proprio come quando rispondeva a tutte le domande che i professori ponevano alla classe. Sbuffai.
<<Avanti, Mezzosangue. Mi sto solo divertendo come tutti gli altri. Lasciami in pace per questa volta.>> Le sorrisi, mettendoci tutta la pazienza che avevo. Non volevo essere simpatico con lei, ma non volevo nemmeno insultarla, dato che ero lì solo per uno scopo, e non avevo intenzione di essere cacciato proprio in quel momento.
<<Spero di non pentirmene.>> Disse lei, ma stranamente lei rinunciò, guardandomi per qualche secondo, prima di sparire nella folla di studenti accalcati che ballavano nel loro modo alternativo, che in effetti poteva essere considerato più uno strusciamento di gruppo che un ballo vero proprio. Scossi la testa, ridacchiando, e cercai nuovamente il mio Harry mentre toglievo a forza i ragazzi che mi ostruivano il passaggio, arrancavo verso il tavolo degli alcolici. Dove erano Tiger e Goyle quando servivano?
Arrivato al tavolo, mi resi conto che il Potter doveva essersi spostato, perché di lui non c'era traccia, mi presi comunque un bicchiere di un alcolico sconosciuto e lo bevetti tutto in un sorso, per non rischiare di pentirmi del suo gusto amaro, poi tornai a guardare la sala. Dove era finito?
Non riuscii a trovare il soggetto delle mie attenzioni fino a quando non ci furono delle urla e tutti si girarono curiosi verso un punto dall'altra parte della sala.
Mi girai anche io, pentendomi immediatamente della mia scelta.
Harry era salito su quello che sembrava un grosso cubo luminoso, insieme alla sua bottiglia di Vodka, e ballava in modo piuttosto provocante, accompagnato dal suo amico Seamus Finnigan. Lo guardai con attenzione, mentre si passava la mano tra i capelli sudati, per poi appoggiare la bottiglia a terra e togliersi la maglietta, scatenando un secondo giro di applausi e urla.
Forse la mia mascella si ruppe, e la mia bocca arrivò fino al pavimento, perché dopo qualche secondo, la sentii stranamente asciutta e fui costretto a chiuderla prima che qualcuno chiamasse Madama Chips credendomi sotto shock. Non che io non lo fossi davvero, ma era molto meglio se evitavo.
<<Vai Potter!>> Gridò qualcuno.
<<Voglio salire anche io su quel cubo.>> Sospirò qualcun altro.
La mia testa prese a vorticare piano, e io cominciai a ribollire dalla rabbia mista alla gelosia. Da quando Harry faceva quel genere di cose? Insomma, San Potter? Lui non era una cosa come l'acqua santa? Avrebbe dovuto vivere una vita all'insega della castità e della bontà, non baciare ragazze nei bagni della scuola, ubriacarsi, e ballare sui cubi con altri ragazzi in modo del tutto indecente. Era sempre stato così? E perché io non conoscevo questo suo lato tremendamente Serpeverde?
<<Cazzo.>> Con un mezzo giro tornai nuovamente al tavolo, buttandomi su tutti gli alcolici che trovai a tiro. Tanto a chi poteva importare? A me sicuramente no.
Harry si stava divertendo? Lo avrei fatto anche io. Non sarei stato da meno. Non avrei sprecato la serata a guardarlo, crogiolandomi nella gelosia.
<<Theoooo.>> Cantilenai, quando vidi una persona conosciuta avvicinarsi a me. Non sapevo quanto avessi bevuto, ma i pensieri sembravano viaggiare a rallentatore, mentre la vista si annebbiava. Ero sorpreso che ci fosse un altro Serpeverde nella sala, ma ero davvero contento di essere riuscito ad incontrarlo.
<<Sei venuto anche tu?>> Chiesi, non appena Theodore fu abbastanza vicino da sentirmi. Lui annuì, avvicinandosi al mio orecchio.
<<Mi ha avvertito Blaise.>> Mi spiegò. Il suo respiro si scontrò con la mia pelle, e io rabbrividii, scoppiando a ridere. Che simpatico.
<<Sono felice che tu sia qui!>> Urlai, mentre gli saltavo addosso, forse per colpa dell'alcool, o soltanto perché il ragazzo era davvero sexy in jeans attillato e t-shirt.
Non sapevo che cosa mi stesse passando per il cervello, ma il mio amico fu più che disposto ad accogliermi tra le sue braccia. In un secondo le mie labbra si fiondarono sulle sue, e le gambe si allacciarono alla sua vita, per impedirmi di cadere.
Sentii qualche gridolino di sorpresa dai compagni vicini, ma non ci feci caso.
Era ora di spassarsela.
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