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11 CAPITOLO - Night's on fire -(revisionato)


Saaaalve. Preannuncio che la storia non tiene conto di alcune cose narrate dall'autrice in quella originale, come la ricerca e soprattutto l'esistenza degli Horcrux e la morte di alcuni personaggi. Quindi: non sono pazza, -non ho scritto la fanfiction senza
sapere nulla del libro- non faccio risorgere la gente o robe simili e soprattutto non faccio miracoli. Semplicemente ho stravolto un po'
la creazione della Rowling :) sorry.
Buona lettura e ci si vede nelle note in fondo.


HARRY
I corridoi erano deserti, segno che già tutti si fossero riuniti in sala grande.
Il rumore cadenzato della nostra corsa rimbombò attraverso le pareti di pietra, creando una cupa ed inverosimile atmosfera. L'adrenalina cominciò a salire, mentre i nostri respiri affannati si rincorrevano, agitati.
Avevo fantasticato tante volte su come sarebbe stato quel giorno, probabilmente il mio ultimo giorno di vita. E avevo fantasticato così tanto sul come mi sarei sentito, che in quel momento tutto ciò che avevo intorno mi sembrava irreale: frutto della mia sola immaginazione.
Avrei voluto che fosse soltanto un sogno, come uno dei tanti che mi aveva assillato nelle ultime settimane, ma ben presto mi accorsi che sarebbe stato tutto inutile. Stavo davvero rincorrendo la fine di tutto.
Dopo vari minuti, in cui avevamo corso attraverso i corridoi, che erano sembrati infiniti, la sala grande si presentò ai miei occhi. La osservai esaltato, e spaventato.
Era così diversa dal solito, da risultarmi estranea, come se fosse stata la prima volta che ci entravo. Come avevo sospettato, l'intera scuola era già riunita lì. Gli studenti erano agitati, e si erano riuniti in piccoli gruppetti, per discutere della situazione.
Soltanto in un'altra occasione avevo visto così tanta agitazione: al torneo tre maghi. Eppure, anche allora, l'atmosfera mi era sembrata meno tesa. Sospirai.
Il solo pensiero delle imprese che avevo dovuto affrontate in quell'occasione mi fece rabbrividire. Sarebbero state niente a confronto di ciò che stava per accadere, me lo sentivo.
Il salone era stato privato delle sue tavolate ed a perdita d'occhio si riusciva a cogliere soltanto una marea di mantelli scuri oscillare, come mossi da una tempesta di vento invisibile.
La preside, davanti a noi, puntava la bacchetta verso la sua gola per amplificare la sua voce melliflua, mentre sembrava dominare con lo sguardo la sala. Aveva sulla testa il suo solito chignon, ma diversamente dal solito, era sceso, e tutti i capelli le uscivano ribelli da ogni dove. La sua solita divisa, severa e formale era stata sostituita da una gonna logora e svolazzante ed una maglietta nera coperta per intero dal mantello che le curvava ancor di più la schiena facendola sembrare più piccola e più affaticata.
Dietro di lei, bagliori simili a fuochi d'artificio, e che sfortunatamente per noi, non avevano nulla a che fare con i gemelli Weasley, illuminavano il cielo notturno, chiaramente visibile dalla grande vetrata. Mi guardai intorno per l'ennesima volta. Dov'erano Ron, Hermione e Ginny? Stavano tutti bene? Erano riusciti ad arrivare in sala grande? Non riuscivo a vederli, e l'ansia mi attanagliò lo stomaco. Draco mi strinse la mano, calmandomi. 
<<Silenzio, per favore!>> Quasi rabbrividii udendo quella voce così ruvida, mentre la sala si zittì all'istante.
<<Non abbiamo molto tempo! Quindi...>> Cominciò, ma subito venne interrotta da un rumore assordante. Il portone, chiuso dopo il nostro arrivo, si aprì, strisciando pesantemente sul pavimento. Fu in quel momento che Hermione mi corse incontro, sorridendo placidamente. 
<<Herm.>> Urlai, sentendo il nodo stretto del nervosismo, sciogliersi lentamente. 
<<Pensavo fosse il momento giusto per richiamare l'ordine.>> Mi disse lei, soddisfatta. Guardai verso l'entrata. Dietro Hermione c'erano innumerevoli persone, persone che conoscevo fin troppo bene. Hermione appoggiò la mano sul mio braccio come per rassicurarmi che in qualche modo ce l'avremmo fatto e sorridendomi radiosa, si allontanò di nuovo, tornando nel gruppo che era appena arrivato. Un ragazzo dagli occhi chiari, che constatai di non conoscere, la accolse subito tra le sue braccia per poi stampargli un bacio dritto sulle labbra. Fu solo uno sfiorarsi di labbra, dolce e superficiale, ma capii subito per quale motivo Hermione mi era sembrata così felice negli ultimi tempi. Chissà se Ron lo sapeva...
Gli alunni che avevano assistito all'intera scena, chiusi nel più perfetto dei silenzi, adesso scrutavano gli uomini dell'ordine della Fenice con rinnovato interesse.
Anche io feci lo stesso, incapace di contenere l'entusiasmo: Sirius, la famiglia Weasley al completo, Fleur, Remus, Tonks...
Corsi verso il mio padrino, abbracciandolo.
<<Mi sei mancato. Ho tanto da raccontarti.>> Gli sorrisi, con le lacrime agli occhi. Lui mi strinse tra le sue braccia.
<<E' la resa dei conti Harry. Dopo questo giorno, avremo tutto il tempo di parlare. Te lo prometto.>> Disse, scompigliandomi i capelli. Tonks, dietro di lui, mi sorrise dolcemente.
Mi chiesi perché fosse venuta anche lei, e dove avesse lasciato il piccolo Teddy. Come avevano potuto lei e Remus venire entrambi? Che cosa sarebbe successo se non fossero più tornati a casa? Che fine avrebbe fatto il piccolo? Lo avrebbero lasciato consapevolmente orfano. Scossi la testa, provando a non pensarci. Dovevo credere che saremmo tornati tutti a casa sani e salvi.
La McGranitt parve rinvigorire un poco, guardando i rinforzi, in fondo alla sala.
<<Come stavo dicendo. I professori hanno eretto una barriera attorno ad Hogwarts, ma come tutti sapete questa non può resistere a lungo. Quindi, anche se non avrei mai voluto arrivare a tanto, chiedo a tutti gli alunni più grandi e a chi desidera, di unirsi alla causa e di combattere. Per la scuola, per la nostra casa, e per un futuro migliore per le prossime generazioni. Per la pace.>> Forse in un altro momento sarebbe stato uno di quei discorsi che avrebbe presagito un applauso, o qualcosa del genere, ma tutto quello che seguì fu solo il silenzio.
Draco prese fiato, poi, alzando il pugno verso l'alto, urlò con tutto il fiato che aveva in gola. 
<<Andiamo a uccidere quel bastardo!>> Se non fossi stato così preoccupato, probabilmente sarei scoppiato a ridere. Nessuno si aspettava che Draco, un fiero Serpeverde, reagisse in quel modo. Molti suoi compagni si unirono, mentre altri -alcuni dei quali erano figli di Mangiamorte-cercarono di filarsela, ma furono prontamente bloccati e portati nella loro sala comune dalla Cooman e dal professor Vitious, per evitare che facessero guai. 
<<Sei pronto?>> Chiese poi, il biondo, voltandosi verso di me. Annuii. 
Uscimmo allo scoperto, insieme all'ordine e alla maggior parte degli studenti del sesto e settimo anno. In pochi minuti, la sala si svuotò.
Quelli che avevano deciso di combattere si erano divisi, radunandosi al nostro fianco, e dislocandosi intorno alle mura in vari punti strategici. I più piccoli, invece, sotto la guida della signora Weasley e di un'improbabile Pansy, si erano andati a rifugiare nella sala della presidenza, e pian piano stavano raggiungendo le proprie case tramite metro polvere.
Ovviamente io facevo parte della prima linea, e avrei affrontato il Signore Oscuro faccia a faccia. Draco al mio fianco non parlava, ma sentivo la sua presenza accanto alla mia, mentre mi stringeva forte la mano, e mi bastava.
Ron camminò a qualche passo di distanza da me, con incertezza.
<<E' davvero la fine?>> Mi chiese, guardando dritto davanti a sé, dove lo spettacolo era surreale. La barriera si ergeva attorno alle mura della scuola, creando uno strano bagliore su tutto il cielo visibile, mentre gli incantesimi si scontravano su di essa, scatenando mille diverse sfumature.
<<Così sembra.>> Risposi io con un sorriso. Draco aveva avuto ragione sul contestare la mia debolezza, così, anche se non potevo dire di essere sereno, avevo deciso di affrontare la mia morte a testa alta e con un sorriso sul volto.
Non mi sarei fatto sopraffare, non in quel momento.
<<Senti amico. Ti chiedo scusa per prima... e solo che scoprire il tuo orientamento sessuale dopo anni, vederti con la tua nemesi... Devi ammettere che c'era da rimanerci secchi.>> Sbraitò, cercando di mantenere un tono indifferente. Scrollai le spalle.
<<Oddio pel di carota! Non ti facevo così acuto da sapere la parola nemesi. Ma come si dice In punto di morte ci si ricrede su molte cose!>> Lo prese in giro Draco, lanciandogli uno sguardo tra l'accusatorio e il divertito, risi.
<<Va bene così, Ron. Adesso sei qui, no?>> Lo confortai io, mettendogli una mano sulla spalla. Non mi importava, rimaneva comunque il mio migliore amico. Avremmo litigato ancora tante volte, ma nulla sarebbe cambiato tra noi.
<<Non credere che io ti chieda scusa, Malfoy.>> Anche Zabini si affiancò al biondo, e a discapito delle sue parole, puntò la bacchetta dritto davanti a sé, facendoci capire che ci avrebbe protetto le spalle. Draco sorrise, sornione. 
<<Avrai tutto il tempo di farlo dopo che avremmo finito questa battaglia.>> Lo rimbeccò bonariamente. Ridacchiai. Avremmo potuto essere davvero tutti amici, e invece eravamo lì, a lottare per la nostra stessa vita, non sapendo se il domani ci avrebbe riservato la possibilità di recuperare al tempo perduto.
<<Ehi George.>>
<<Sì Fred?>> Conversarono tra loro i due gemelli.
<<Ti guardo le spalle.>> Sorrise il primo. L'altro ricambiò come uno specchio.
<<Sarà divertente!>> Rispose l'altro.
<<Harry!>> Mi voltai, in tempo per vedere Tonks correre verso di me. 
<<Non so che cosa succederà, ma credo in te.>> Disse, abbracciandomi con il calore di una mamma. Annuii sulla sua spalla. <<Promettimi che se dovesse succedere qualcosa a me e Remus, ti prenderai cura di Ted.>> Sussurrò nel mio orecchio. Sentivo le sue lacrime fredde scivolare dalla sua pelle alla mia, mentre teneva il volto ad un palmo dal mio orecchio. Rabbrividii. Credeva davvero così tanto in me, da affidarmi la vita del suo amore più grande?
<<Devi tornare tu a casa da Teddy, Tonks.>> Dissi, stringendola più forte. Lei mi afferrò per le spalle, guardandomi dritto negli occhi. 
<<Promettimelo, Harry.>> Supplicò. Draco mi appoggiò una mano sul fianco, supportandomi.  <<Te lo prometto.>> Dissi allora, con un sospiro.
Lei mi guardò grata e sorridendomi un ultima volta corse via.

La barriera crollò in mille pezzi davanti ai nostri occhi.
<<Ti amo.>> Dissi a Draco.
<<Ti amo anche io.>> Sussurrò lui di rimando, stringendomi ancora una volta la mano.
Non ci fu tempo di dire o fare altro, perché le ombre scure dei nemici presero il sopravvento su di noi, facendoci dividere, e perdere di vista.
Al servizio del Signore Oscuro si erano riuniti Troll, alcuni centauri, lupi mannari, e persino ragni giganteschi. Insieme formavano un esercito strano ed ambiguo, ma forte abbastanza da spazzarci tutti via in dieci minuti.
Cercai di non pensarci, schiantando chiunque cercasse di farmi del male, o cercasse di farlo ai miei compagni, che erano riusciti a starmi dietro.
Inutile dire, che dopo alcuni minuti di caos e incantesimi, persi definitivamente tutti loro.
Ma avevo in mente un piano.
<<Expelliarmus.>> Gridai, l'uomo che mi ostacolava  volò via e senza nemmeno guardarlo proseguii. Tra le macchie nere dei Mangiamorte che mi assalivano, io ne cercavo solo una.
<<Vieni fuori! Vigliacco!>> Urlai fuori di me, capendo che non era sul campo di battaglia. Avevo capito la sua tattica: aveva deciso di mandare i suoi burattini al macello, mentre lui si gustava la scena da dietro le quinte.
<< Perché non mi combatti faccia a faccia? Hai paura di me? Paura che io possa sconfiggerti di nuovo?>> Lo presi in giro, urlando mentre continuavo a difendermi dagli attacchi.
<<Avada kedavra!>> Mi girai giusto in tempo per schivare l'incantesimo, che colpì in pieno petto un Mangiamorte, che crollò a terra. Piton con in mano la bacchetta, mi lanciò un'occhiata.
<<Bella mira!>> Sputai con ironia, commentando il fatto che mi avesse mancato. 
Lui mi guardò, severo.
<<Era proprio a lui che puntavo, Potter.>> Ribatté, stringendosi nelle spalle.
<<E pensa davvero che io possa crederle, Professore? Confringo!>> Una Mangiamorte cercò di afferrare Neville, proprio dietro al Professore, ma la tolsi subito di mezzo guadagnandomi un grande sorrisone da parte del ragazzo salvato, che partì di nuovo alla carica.
Anche il professor Piton sorrise.
<<La faccio ridere, Professore? Sectumsempra!>> Urlai. L'uomo schivò abilmente, senza smettere di sorridere.
<<Vedo che ti piace ancora molto giocare al piccolo mago con i miei incantesimi! Non ti è bastata l'ultima volta?>> Mi prese in giro. Rabbrividii al ricordo di Draco esanime sul pavimento del bagno. Per causa mia.
Stavo per ribattere, ma subito mi precedette.
<<Stai perdendo il tuo tempo contro la persona sbagliata, Potter. Sono un tuo alleato, e tu hai di meglio da fare che lanciare incantesimi contro di me.>> Si indicò con la mano.
<<Tu saresti mio alleato?>> Risi di gusto, cercando comunque di non abbassare la guardia.
Lui mi guardò contrariato.
<<Ti facevo più sveglio Potter. Se avessi voluto ucciderti, lo avrei fatto da tempo.>>  Mi voltò le spalle, sfacciato, e si allontanò, schiantando un Troll, che cadde a terra con un assordante tonfo. <<Lui è al confine con la foresta oscura. Rendimi fiero Harry.>> Gridò, senza guardarmi, prima di sparire tra le decine di persone.
Mi avviai verso il punto da lui indicato, non sapevo se fosse una trappola o meno, ma mi fidavo delle sue parole abbastanza da dargli una possibilità.
Un lupo mannaro saltò davanti a me, impedendomi il passaggio. Sbuffai. 
<<Va' via Harry! A lui, io penso!>> Hagrid corse verso l'uomo, distraendolo e permettendomi di superarlo. Ero al limitare della foresta, quando un lampo verde illuminò il cielo. Mi coprii gli occhi con il braccio, mentre le orecchie venivano raggiunte da un urlo. Qualcuno si fermò dal combattere, proprio come me, spaventato e sorpreso dall'entità del rumore.
Il cuore cominciò a martellare nel petto.
Mi guardai intorno, cercando Draco con gli occhi, ma di lui non c'era traccia. Ci fu un altro grido, e io fui certo di stare per sprofondare in un abisso oscuro senza fine. Scattai in avanti, la bacchetta, nella mano destra, vibrava come carica della mia stessa paura.
<<Draco!>> Gridai. 
Fu quasi come una scena a rallentatore, mentre percepivo la mia stessa anima accartocciarsi come una carta nel fuoco, abbandonandomi.
<<Draco!>> Cercai di urlare nuovamente, ma la voce si ridusse ad un flebile sussurro.
Il corpo del mio ragazzo era scompostamente ricurvo sul tappetto di foglie del fitto bosco. Accanto a lui, una donna dall'aria amareggiata era piegata sul suo busto, con gli occhi lucidi.
La spostai, lontana da lui, trascinandolo verso di me, a ridosso di un albero, dove sapevo che non mi avrebbero potuto colpire alle spalle. Gli occhi erano pieni di lacrime, e la vista era tanto appannata da riuscire a vedere poco più di una figura immobile davanti a me.
Poggiai la testa sul petto di Draco, e sperai con tutte le mie forze di riuscirne a sentire il battito vitale. Era flebile e agitato, ma c'era. Sospirai.
Attorno a me le voci presero di nuovo consistenza, così come la vista, che piano piano cominciò a migliorare, quando mi passai la manica del mantello sulla faccia, tirando su con il naso. 
<<Che scena romantica!>> Ripresi un tantino la lucidità, stringendo a me Draco, protettivo. 
Voldemort davanti a me cercò di sorridere sghembo, ma data la sua faccia al limite della decenza, ciò che ne venne fuori fu solo una smorfia sbilenca. Il suo viso era contratto, e un'aria di profondo orgoglio gli aleggiava attorno. Era soddisfatto di aver ridotto Draco in fin di vita? 
La mia voglia di ucciderlo e di mettere fine a quella storia era sempre stata alta, ma adesso sentivo l'impellente necessità di toglierlo dalla mia vista il più in fretta possibile.
<<E' per colpa tua che Draco non è stato capace di rispettare i miei ordini, non è vero?>> Chiese, sprezzante. <<Sapevo che c'era qualcosa che mi stava nascondendo.>> Continuò, avvicinandosi. Tenni il biondo più vicino al mio petto. 
<<Hai già ucciso tutti quelli che amo, non ti permetterò ti portarti via anche lui.>> Dissi, arrabbiato. Lui ridacchiò. 
<<Che carino che sei. Tu e il tuo fidanzatino credete di potermi battere con cosa? Con l'amore?>> Rise di gusto, guardandoci fintamente impressionato.
<<E' l'amore che ti ha ucciso la prima volta, Voldemort.>> Gli dissi.
Sentii Draco rantolare, così anche se con difficoltà, mi allontanai da lui, assicurandomi di non allontanarmi troppo. Anche se Voldemort era distratto da me, non sapevo chi altro avrebbe potuto attentare alla sua vita.
<<Non mi provocare, Harry Potter.>> Alzò la voce, Voldemort.
<<Provocarti? Non sto cercando di provocarti, sto solo dicendo la verità.>> Dissi. Sapere che Draco era arrivato a Voldemort prima di me, mi aveva fatto capire ancora una volta che tipo di persona fosse. Tutti gli anni in cui avevo creduto fosse solo un servitore del male, erano solo un ricordo. Draco era sempre stato dalla mia parte, io e lui ci appartenevamo, non importava da quanto poco tempo lo avessimo capito, quello che ci legava era amore. Si sarebbe sacrificato per me, per uccidere Voldemort, e io avrei fatto lo stesso per lui, sempre. 
<< Stupido ragazzino, non crederai davvero, che...>> Non riuscì, però, a terminare la frase. 
Dalle mie spalle arrivò un incantesimo, che si piantò dritto sul suo petto, facendolo barcollare. Guardai indietro, e vidi Draco accasciarsi nuovamente, dopo aver alzato la bacchetta.
<<Fa quel che devi, Sfregiato.>> Mormorò, prima di svenire. Annuii.
<<Questo è per aver ucciso i miei genitori, e per Draco.>> Sputai.
<<Avada Kedavra!>> Mai mi sarei aspettato di pronunciare una delle maledizioni senza perdono, eppure in quel momento, mentre pronunciavo quelle parole, sentii solo calma e pace.
Una scintilla verde venne fuori dalla mia bacchetta, raggiungendo Voldemort.
Il suo viso prese a sgretolarsi in mille pezzi come una tazza che si infrangeva contro il pavimento, ma al contrario di essa, non produsse alcun rumore.
Diversi secondi dopo, tutto quello che rimaneva del Signore Oscuro, era un cumulo di cenere, sparsa dal vento. Caddi sul terreno carico del mio stesso peso. Era finita? Era morto sul serio? Una mano ferma e dolce allo stesso tempo si posò sulla mia spalla. Mi girai di scatto.
La stessa donna, che prima avevo visto riversa sul corpo di Draco, adesso mi guardava piena di amore. Adesso che la guardavo con più tranquillità, mi rendevo finalmente conto di chi fosse realmente. Narcissa, la madre di Draco. Mi accorsi anche che nella mia mente l'avevo sempre raffigurata come una donna colta e crudele, ma il calore che mi stava trasmettendo con un solo e semplicissimo contatto fisico, mi fece ricredere.
<<Ce l'hai fatta, Harry.>> Anche la sua voce non era come quella mia immaginazione, al contrario era dolce e calma, e mi meravigliai quando la associai a quella melodiosa del figlio.
<<Lui sta bene?>> Chiesi, voltandomi verso il punto in cui avevo trascinato il corpo di Draco.
<<Credo si sia rimesso.. Sai, ha borbottato per tutto il tempo il tuo nome, prima che tu arrivassi.>> Arrossii di colpo, mentre la donna, tolta la mano dalla mia spalla, si lasciò andare ad una risata, tra le lacrime.
<<Grazie madre, tu si che sai come denigrare tuo figlio.>> Il biondo con aria dolorante, si alzò quel tanto che bastava per appoggiarsi al busto dell'albero che aveva alle spalle.
<<Mi dispiace di averla trattata come un nemico, non ero abbastanza lucido da riconoscerla.>> Borbottai a Narcissa, rendendomi conto che probabilmente non aveva visto di buon occhio il fatto che gli avessi letteralmente tolto il corpo svenuto del figlio dalle mani.
<<Tranquillo, so cosa si prova a vedere la persona che ami in quello stato.>> Mi rassicurò, lei.
<<Sei coraggioso, Harry.>> Continuò, con un sorriso amorevole. Arrossii.
<<Non era decisamente il modo in cui avrei voluto farti conoscere mia madre, Sfregiato, ma sono felice che andiate d'accordo. Tanto da ignorare me, mezzo morto su questo albero.>> Rantolò Draco. Sua madre ridacchiò, scuotendo la testa.
Io mi alzai e gli corsi incontro.
<<San Potter.>> Mi sussurrò a mo' di saluto nell'orecchio mentre io lo stringevo a me con entrambe le braccia. <<Hai visto? Ci sei riuscito.>> Borbottò.
<<Stavo quasi per perderti.>> Lo rimproverai. Lui scosse la testa.
<<Non avevo intenzione di farmi uccidere.>> Si giustificò.
<<Avresti dovuto aspettarmi.>> Mormorai io.
<<L'ho fatto, e tu sei arrivato. Mi hai salvato, come fai sempre.>> Rispose. Tirai su con il naso. 
<<Stiamo insieme, okay? Insieme davvero. Niente più insulti o fazioni, o bene e male. Recuperiamo il tempo perduto.>> Lo guardai negli occhi, sussurrando quelle parole ad un centimetro dal suo volto sporco di terra. 
<<Non chiedo di meglio, Potter.>> Disse, baciandomi. Il mondo smise di muoversi per un attimo, e io mi dimenticai di dove fossi o chi fossi. Mi dimenticai di Narcissa che ci fissava, dei miei amici che probabilmente stavano ancora aspettando di capire se fosse finita o meno, e mi dimenticai di aver ucciso Voldemort. Semplicemente baciai Draco, immergendomi in lui, beandomi del sentimento che provavamo l'uno per l'altro. Quel sentimento che ci aveva dato la forza per sconfiggere il più grande male di tutti i tempo.
<<Ragazzi, so che siete felici, ma potreste rimandare i festeggiamenti a dopo? Vi ricordo che dall'altra parte di questi alberi c'è ancora qualcuno a cui serve una mano.>> Narcissa ci sgridò. Mi divisi da Draco, arrossendo, prima di farlo alzare, e aiutarlo a camminare, mettendogli una mano sul fianco, sorreggendolo. 
<<Bene, adesso andiamo.>> Narcissa ci precedette verso la radura di Hogwarts. 
<<Ti amo.>> Sussurrò Draco, attento a non farsi sentire. 
<<Ti amo anche io.>> 

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Ok. Non mi uccidete. So che il capitolo è orribile, la battaglia non era minimamente da considerare tale ed anche cortissimo,
scusate davvero tanto, ma è stata la prima cosa del genere che ho scritto.
Passando alle cose estremamente più serie: codesto è ovviamente uno degli ultimi capitoli, secondo i miei poracci calcoli il penultimo per
l'esattezza e la cosa non può che dispiacermi. Mi spiace davvero tantissimissimissimo, ma come ho già ribadito in precedenza, scriverò capitoli
extra e sicuramente altre Drarry, quindi quando questa sarà finita, potete sempre andare sul mio blog e leggerne un altra ;)
Cosa dire allora....
Fatemi sapere cosa ne pensate e... bhoo non ho più niente da comunicare
Un bacione grandissimo :) :)

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