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Capitolo dodici.

«Davvero signora... Non c'è bisogno.» disse Lauren.
«Lauren, siediti pure con noi e mangia qualcosa.» disse la donna. «Pago io la tua cena, tranquilla.» disse.

Lauren non voleva che le pagassero le cose, odiava essere in debito con le persone.

«No, davvero... Apprezzo molto il suo invito, ma sto bene così. Se vuole, resto a farvi compagnia, ma davvero non ho fame.»

Sinuhe era davvero testarda, fece sedere Lauren al tavolo e chiamò un cameriere per farle portare il cibo. «Sarò subito da lei, signora.» disse e andò via dal tavolo.

«Che mi racconti?» chiese Sinu.
«Nulla di rilevante, signora... Tutto bene.» disse Lauren.

I suoi occhi ogni tanto si spostarono sulla figlia che giocherellava con la tovaglia, Camila se ne accorse e alzò il sopracciglio destro. «Perché mi guardi?» chiese.
«Non esiste nessuna Iugeruaj... Sono io, quello è il mio cognome al contrario.» disse Lauren.

«Brava, ti credevo più sveglia.» disse Camila prendendola in giro.
«Idiota, io sono sveglia, è che non ci ho proprio pensato.» disse difendendosi.

Sinuhe guardò le ragazza che si scambiavano a volte degli sguardi intensi. Camila sorrideva sinceramente e ogni tanto si appoggiava a Lauren per farsi coccolare un po'.

Lauren forse era troppo timida, si sentiva a disagio ma cercò di non farsi battere dalla timidezza, quindi avvolse il braccio attorno al busto di Camila e l'abbracciò un po'.

«Mi dispiace molto, per il padre di Camila.» disse Lauren mentre allungava dolcemente la mano facendola arrivare ai capelli di Camila e ci giocò un po'.

«Per la reazione?» chiese la madre pensando che avesse ragione.
«Sì, esatto. Ma capisco benissimo la situazione di Camila.» confessò Lauren.

Sinuhe rimase a riflettere. «Però per me, non è stato mio padre, ma mia madre... Non capisco perché la gente non capisce.» disse Lauren. «Le persone così le ritengo tristi, senza sentimento.» aggiunse mentre si portava il bicchiere di vetro alle labbra.

La madre di Camila sospirò e si limitò ad annuire. «Sua figlia è come un gioiello prezioso, non merita sofferenza e non merita di essere rovinato.» disse Lauren, Camila annuì.

Si piacevano, si volevano un sacco, ma chi avrebbe fatto la prima mossa?

Sofia guardava le due ragazze che si facevano degli scherzi e sorrise insieme alla madre.

Dopo un'oretta di svago, era il momento di andare a pagare e poi, di tornare a casa. Sinuhe pagò e tutte andarono fuori. Erano andate alla macchina della donna fino a quando Camila interruppe tutti.

«Mamma, posso stare con Lauren?» chiese quasi timidamente e Lauren si limitò a stare in silenzio e ad arrossire.
«A quest'ora?» chiese la donna. «È tardino...»

«Stia tranquilla, posso accompagnarla io, ho la macchina.» disse Lauren sorridendo.
«Posso fidarmi?» chiese.
«Sì, ovviamente. Nessuno si è fatto male con me alla guida.» disse Lauren con decisione.

«Ah, c'è sempre una prima volta a tutto, lo sai questo?» chiese Sinuhe e Lauren rimase seria.
«C'è una prima volta a tutto, ma non accadrà con sua figlia.» disse Lauren e Camila sorrise dolcemente. «Preferisco che succeda a me, invece che a lei. Non me lo perdonerei mai.» disse Lauren e Sinuhe si sciolse.
«Va bene... Fate attenzione però.» disse. «Verso che ora tornerete?» chiese.

«Non saprei, giusto per farci un giro, mamma.» disse Camila e Sinuhe annuì.

Dopo le raccomandazioni della madre, le due ragazze andarono in macchina di Lauren. «Wow, finalmente.» disse Camila facendo un gran respiro in modo da accumulare tanta aria nei suoi polmoni.

«Sei felice?» chiese Lauren alla ragazza seduta sul posto del passeggero.
«Molto, la tristezza di prima, si è volatilizzata.» ammise Camila.
«Meglio così.» disse semplicemente Lauren.

La macchina di Lauren scorreva lenta lungo le strade di Miami, Lauren voleva che Camila guardasse le luci di quella città la notte.

Era bellissima.

«Ah, ho scoperto il cantante della nostra canzone.» disse Lauren.
«Harry Styles? Appena l'ho scoperto mi sono emozionata... Una volta che gli One Direction si sciolsero, decisi di perdere le loro tracce.» disse Camila.

«Dovresti supportare ognuno di loro, in ogni decisione che fanno.» disse Lauren.
«Hai ragione.» disse.
«Uno di questi giorni ti porto il cd di Zayn, ti andrebbe?»

«Non ricordo il titolo, ne ho sentito parlare però.» disse Camila.
«Si chiama "Mind of Mine", Camila. È una bomba, secondo me ti piacerà tanto.» disse Lauren.

Camila rimase a sorridere al pensiero che Lauren le avrebbe lasciando uno dei suoi cd. «Hai anche altri dischi?» chiese.
«Io? Ho tutti i cd di Rihanna, non hai capito quanto la amo.» disse Lauren confessando il suo amore segreto per la donna delle Barbados.

«Chi non la ama? Insomma!» rise Camila. «Non vedo l'ora che Troye lanci il suo EP, non sto più nella pelle, mamma mia...» confessò Camila.

«A breve uscirà, sicuramente.» disse Lauren.

Continuarono a girare. «Dove vorresti andare?» chiese.
«In un bar? Ho voglia di bere qualcosa.» disse timidamente.
«Non voglio che esci però, Camz.» disse Lauren e guardò la cubana dolcemente.

«Scusa? Perché non posso?» chiese irritata.
«Perché fuori le temperature sono scese, non voglio che ti ammali, dimmi un po' cosa vuoi che vado e te la compro.» mormorò.

«Uhm, una birra.» disse.
«Ah? Come una birra?» chiese Lauren sbalordita.

«Beh, c'è qualcosa di male che una ragazza prenda una birra?» chiese.
«No, nono... Assolutamente. È che non me lo sarei aspettata da te, tutto qui.» disse Lauren ridendo.

Lauren andò in un bar, dove come al solito c'era una piccola serata dedicata alla musica Rock. Camila aspettava un po' con ansia l'arrivo di Lauren in macchina, aprì lo sportello del cruscotto e prese alcuni cd. Guardò cosa inserire, e vide quello di Zayn tra quelli.

Era per caso una coincidenza? Camila ridacchiò.

Decise di togliere il cd dell'amatissima Lana Del Rey e di mettere "Mind of Mine" allo stereo. Camila poggiò la schiena allo schienale della macchina e rimase a riflettere.

Dopo alcuni minuti vide Lauren stare ferma quindi decise di suonare il clacson. La fece sobbalzare e dopo averla vista così, Camila rise.

Dopo alcuni minuti la ragazza uscì dal bar con due bottiglie di vetro di birra. «Eccomi.» disse una volta entrata in macchina.
«Hai visto chi ho messo?» chiese Camila e Lauren annuì. «Mi piace "Pillowtalk".» ammise. «La mia preferita è... Oddio, aspetta, sarebbe un po' un casino, visto che le canzoni le amo tutte.» disse Lauren. «Però, penso che "Drunk", "Like I Would" e "Do Something Good", siano le migliori.» disse.

Camila si portò la birra alle labbra ma Lauren la fermò. «Piano, è fredda.» disse. «Anch'io la sto bevendo piano.» disse sempre.
«... È carino da parte tua.» disse timidamente e bevve un sorso del liquido giallo e schiumoso.

La macchina tornò a muoversi e durante il viaggio, Camila poté udire "It's You" e metà di "Befour". «È bello quest'album.» disse Camila iniziando a piacerle sempre di più.
«Te l'ho detto io.» disse Lauren dopo aver bevuto un altro po' della sua birra.

Camila era ancora a metà e Lauren a differenza sua, aveva quasi finito il fondo. «Laur...» disse Camila.

«Ah? Dimmi Camz.» disse Lauren mentre rallentava.
«Devo fare pipì, che faccio?»

Che fosse effetto della birra?

«Come sarebbe...? Scusa dove vorresti farla? Stiamo vicine alla spiaggia.» disse.
«Allora ci impiego poco a farla qui.» disse sbottonandosi i pantaloni.
«Ma sei scema?!» urlò disperata e fermò Camila che rideva.
«Non l'avrei fatto comunque.» disse.

Lauren roteò gli occhi.
«Però, davvero non ce la faccio a resistere.» disse Camila seriamente.
«Qui non c'è un cazzo però. Ci sono dei cespugli, lì.» disse Jauregui accendendo gli abbaglianti della macchina in modo da fare più luce.

Camila senza farselo ripetere due volte, scese dalla macchina. Lauren si passò una mano tra i capelli e la inseguì.

Cabello fece pipì dietro il cespuglio, mentre a guardia di questo, c'era Lauren.

«Hai fatto?» chiese Lauren.
«Mi hai presa per caso per un idrante?» disse la voce dietro il cespuglio e Lauren rise.

Finalmente, tornarono in macchina e Camila riprese a bere la sua amata birra che era diventata più calda rispetto a prima.

Si erano fatte le 00:00 A.M., quindi Lauren decise di portare Camila a casa sua. «Sei bellissima.» disse la minore tra le due.
«Come?» chiese Lauren guardandola un po' per poi riguardare la strada.

«Sei bellissima.» ripeté. «Bellissima.» disse di nuovo.
«Tu lo sei, Camila.» disse Lauren.

Camila si guardò il grembo e riguardò Lauren. «Sono piena di difetti.» disse.
«Sei bellissima anche nei tuoi difetti.» Lauren mise a tacere la ragazza.

Arrivate a destinazione, Lauren si fermò davanti a casa di Camila, le luci erano spente, segno che la famiglia Cabello stava dormendo.

Lauren scese dalla macchina e girò su di essa per poi arrivare allo sportello di Camila e lo aprì. «Signorina.» disse ridendo.

La ragazza inciampò e finì sopra di Lauren che subito la mantenne. «Ma dove vuoi andare?» rise.
«Taci.» rispose Camila mentre si reggeva alla maglia della ragazza dagli occhi verdi.
Lauren accompagnò Camila fino alla porta.
«Eccoci, suppongo che dovrei darti la buonanotte.» disse Lauren e Camila si limitò ad annuire.

«Beh, buonanotte allora.» disse dando un bacio sulla fronte a Camila per poi girarsi e andare via.

Il corpo di Lauren rimase immobile quando Camila prese il suo polso. «Volevo... Lauren, dopo quello che ci siamo dette al bagno, cosa vuoi fare?» chiese.
«Frequentarci seriamente, ovvio.» disse. «Come sprecare quest'occasione? Ci vogliamo, proviamoci.» disse mentre guardava Camila che sorrideva in un modo sciocco.

Camila lasciò il suo polso e Lauren andò verso la macchina, per lo meno ci provò. «Lauren.» la chiamò e Lauren si girò dopo aver roteato gli occhi e di aver sorriso.
«Dimmi Camila, dimmi.» disse.

Camila negò con la testa, Lauren rimase perplessa e fece spallucce, dopo che Lauren partì, Camila entrò in casa, chiuse la porta a chiave e andò in camera a cambiarsi per mettersi il pigiama.

La ragazza si mise a letto e pensò che forse sarebbe stata stupida di non aver chiesto a Lauren un bacio.

Intanto in camera da letto di Sinuhe e Alejandro c'era una piccola discussione. «Perché non vuoi riconoscere tua figlia?» chiese la donna.
«Come fai te a considerarla figlia?» chiese il marito.

«Non ti capisco, Alejandro.» disse la donna.
«Domani ne parlerò a dovere, voglio che si dia una sistemata a quella testa, con i ragazzi che frequenta poi.» disse l'uomo e Sinuhe respirò profondamente.

«I suoi amici sono dei bravi ragazzi.» li difese.
«Io preferisco che stia solamente con Dinah, tutto qui.» disse Alejandro.

Dopo aver mandato a quel paese il marito, Sinuhe gli diede le spalle e chiuse gli occhi.

Durante il viaggio di Lauren scorreva "She", sempre dell'album "Mind of Mine". La ragazza dai capelli neri, guardava la strada e il suo telefono squillò, così decise di prenderlo e di mettere il viva voce in modo da non distrarsi molto.

«Lauren?» era la voce di Camila e la ragazza che guidava, sorrise.
«Ciao piccola.» disse mentre era concentrata alla strada. <
«Sei ancora in macchina?» chiese. «Non riesco a sentirti bene...»

Lauren a quelle parole decise di abbassare lo stereo. «Ora?» chiese e Camila accennò un tenero sì.

«Volevi dirmi qualcosa prima?» chiese Lauren e Camila, dall'altra parte del telefono.
«Nulla di che.» disse Camila con voce quasi udibile. «Hai mai baciato qualcuno?» chiese. «Questo volevo chiederti.» disse.

«Sì, tu invece?» chiese.
«No, nessuno...» disse Camila.
«Quindi, dovrei essere la prima, è così?» rise.
«Beh, sì.» disse timidamente.
«Dovrei essere onorata quindi.» ci pensò Lauren.
«Idiota...» disse piano Camila, sembrava imbarazzata.

Finalmente arrivò a casa. «Piccola, ci sentiamo domani, sono arrivata a casa.» disse.
«Ah? Di già?» chiese, sembrava che non volesse lasciare Lauren.
«Già, dai, domani passo a prenderti.» disse Lauren mentre toglieva il cd e lo mise nella custodia.
«Va bene, a domani.» disse in modo tenero.

«Ciao.» sorrise e lasciò un bacio alla ragazza che stava dall'altra parte del telefono.

Chiusa la telefonata, Lauren chiuse la custodia lasciando il disco al sicuro. Guardò la copertina.

Era felice che avrebbe lasciato uno dei suoi cd preferiti a Camila, amava molto il "Mind of Mine". Lauren prese il cd e scese dalla macchina per poi chiuderla. Andò dentro casa cercando di fare silenzio.

Fece alcuni passi lungo le scale quando una voce la fermò. «Dov'eri?»

Era la madre.

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