capitolo quattordici
POV Charlotte
La musica rimbombava appena entrati nella grande sala illuminata da luci soffuse. Emily era già al mio fianco, il suo entusiasmo contagioso mentre mi trascinava tra la folla. Ethan e il ragazzo che Emily aveva invitato – un tipo alto e dai capelli castani di nome Lucas – ci seguivano a breve distanza.
«Ti prego, dimmi che ti stai divertendo almeno un po’» mi sussurrò Emily, avvicinandosi per farsi sentire sopra la musica.
Le sorrisi debolmente, cercando di immergermi nell’atmosfera. «Sì, è... diverso.»
Emily rise, scuotendo la testa. «Traduco: non ancora, ma ci arriveremo.»
Mentre lei e Lucas si perdevano in un ballo improvvisato, Ethan mi porse un bicchiere con qualcosa di fresco e frizzante. «Non sapevo cosa ti piacesse, ma spero che questo vada bene.»
«Grazie» risposi, accettando il bicchiere. Bevvi un sorso, cercando di rilassarmi.
La serata scorreva tra risate e battute, ma non riuscivo a scrollarmi di dosso la sensazione di vuoto. Ogni tanto, lo sguardo di Liam si insinuava nella mia mente. Mi chiedevo cosa stesse facendo in quel momento, se pensasse a me come io stavo pensando a lui.
Ethan sembrava accorgersene. «Sei altrove, vero?» mi chiese con tono gentile.
Mi strinsi nelle spalle, sentendomi improvvisamente in colpa. «Sto cercando di esserci. Solo che... ho ancora troppe cose in testa.»
Lui annuì comprensivo. «Non devi forzarti. Sai, a volte essere qui e ora è più difficile di quanto sembri.»
Prima che potessi rispondere, Emily tornò da noi, tirandomi per il braccio. «Basta chiacchiere, Charlotte! Vieni a ballare.»
E mentre mi lasciavo trascinare sulla pista, per un momento decisi di smettere di pensare. Forse, quella serata poteva essere il primo passo per ritrovare un po’ di leggerezza.
POV Charlotte
Mentre mi lasciavo trascinare dalla musica, un fremito mi percorse. Era una sensazione sottile, quasi impercettibile, come se degli occhi fossero puntati su di me. Non era uno sguardo qualunque, ma uno che sembrava scrutarmi in profondità. Cercai di ignorarlo, convinta che fosse solo la mia immaginazione.
Emily rideva al mio fianco, completamente immersa nell’energia della festa. Ethan, poco distante, mi lanciava occhiate ogni tanto, assicurandosi che stessi bene. Ma quel senso di essere osservata non se ne andava.
Decisi di andare in bagno per prendere un attimo di respiro. Lasciai la pista con discrezione, attraversando il corridoio illuminato da luci soffuse. Stavo per entrare quando sentii qualcuno dietro di me. Mi voltai appena, ma prima che potessi dire qualcosa, una mano gentile mi sfiorò il braccio, fermandomi.
Mi girai del tutto, e lì, davanti a me, c’era Liam.
Non sapevo cosa dire. Il suo sguardo era intenso, ma non opprimente. C’era qualcosa nei suoi occhi che mi bloccava, una sincerità che non riuscivo a ignorare.
«Sei bellissima stasera» disse, la sua voce bassa, quasi un sussurro.
Le sue parole mi penetrarono come una lama sottile. Abbassai lo sguardo, cercando di nascondere l’arrossire delle guance. «Liam, che ci fai qui?» chiesi, la voce tremante.
«Non lo so nemmeno io» ammise, con un piccolo sorriso. «Non pensavo di trovarti qui, ma... appena ti ho vista, non sono riuscito a stare lontano.»
Il mio cuore accelerò, combattuto tra il desiderio di lasciarmi andare e quello di proteggermi. «Non dovresti essere qui. È una serata tranquilla, per una volta.»
Lui fece un passo avanti, mantenendo però la distanza. «Tranquilla? Eppure non sembri tranquilla.»
Alzai lo sguardo, incrociando il suo. «Perché lo fai, Liam? Perché continui a confondermi?»
Liam sospirò, passandosi una mano tra i capelli. «Non voglio confonderti. Voglio solo... voglio che tu sappia che ci sono. Anche se ho fatto un casino, ci sono sempre stato.»
Sentivo la tensione tra noi, un filo invisibile che non si spezzava mai del tutto. Avrei voluto dirgli di smettere, che non avevo più energie per affrontarlo, ma le parole non uscivano.
«Charlotte» disse piano, facendo un altro passo. Ora eravamo così vicini che potevo sentire il calore del suo corpo. «So che è difficile credermi. Ma io... io ci tengo a te più di quanto riesca a spiegare. E stasera, vederti così, mi fa pensare a quanto voglio rimediare.»
Mi sentivo paralizzata, il cuore che martellava nel petto. Prima che potessi rispondere, la porta del bagno si aprì, e qualcuno uscì, interrompendo quel momento.
Feci un passo indietro, cercando di recuperare il controllo. «Non adesso, Liam. Non qui.»
Lui annuì, ma nei suoi occhi c’era qualcosa che mi fece capire che non aveva intenzione di arrendersi. «Va bene. Ma sappi che non mi fermo qui.»
Mi lasciò andare, lasciandomi sola nel corridoio con la testa piena di pensieri. Quando tornai alla festa, Emily mi guardò con sospetto, ma non disse nulla.
Eppure, sapevo che quella notte, nonostante la musica e le risate, non sarei riuscita a smettere di pensare a Liam.
Mi avvicinai ai divanetti posti in un angolo meno affollato della sala, cercando un momento di tregua dalla confusione della festa. Frugai nella mia borsa finché non trovai la piccola scatoletta di antidepressivi. Dovevo prenderne uno, come ogni sera.
Appoggiai la borsa accanto a me e aprii la scatoletta, estraendo una compressa. Mentre la portavo alla bocca con l’acqua che avevo recuperato poco prima, sentii una presenza accanto a me. Sollevai lo sguardo, trovandomi davanti Ethan.
«Tutto bene?» chiese, la voce bassa, quasi preoccupata.
Abbassai la bottiglia, inghiottendo rapidamente la pillola. «Sì, certo. Solo... un momento per me.»
Ethan si sedette accanto a me, osservando con discrezione la scatoletta che avevo appoggiato sul divano. Non disse nulla subito, ma potevo percepire la sua esitazione.
«Antidepressivi?» chiese infine, la voce cauta.
Lo guardai, un po' sorpresa dalla sua domanda diretta, ma non c’era giudizio nei suoi occhi. Solo una genuina curiosità, forse una traccia di preoccupazione.
«Sì» risposi, cercando di mantenere la voce neutra. «Li prendo da un po’.»
Ethan annuì lentamente. «Va bene. Sai, penso sia importante fare quello che serve per stare meglio.»
Non mi aspettavo una risposta così semplice, così priva di pietà o di giudizio. Era raro trovare qualcuno che non cercasse di minimizzare o di trasformare la conversazione in qualcosa di imbarazzante.
«Grazie» dissi, sorridendo appena.
Ethan si appoggiò allo schienale del divano, osservando la folla che ballava. «Sai, Charlotte, non lo dico spesso, ma ammiro la tua forza. Anche se a volte non te ne accorgi, hai un modo di affrontare le cose che... mi ispira.»
La sua sincerità mi colpì profondamente, lasciandomi senza parole per un momento. Non ero abituata a sentir dire che ero forte, soprattutto quando dentro di me sentivo esattamente il contrario.
«Non mi sento forte» confessai, con un filo di voce.
Ethan si girò verso di me, un lieve sorriso sulle labbra. «Eppure lo sei. Anche solo il fatto che tu sia qui stasera dimostra che non ti arrendi. E questo conta.»
Non sapevo cosa rispondere. Quelle parole mi arrivarono dritte al cuore, facendomi sentire meno sola, anche solo per un attimo. Ethan sembrava sempre sapere cosa dire per farmi sentire un po' meglio, ed era qualcosa che non davo per scontato.
«Grazie, Ethan» mormorai.
Lui mi fece un cenno col capo. «Sempre qui per te, Charlotte. Non dimenticarlo.»
Rimasi seduta accanto a lui per un po', apprezzando quel raro momento di calma nella tempesta. Ma anche in quell’istante di pace, una parte di me continuava a sentire il peso degli occhi di Liam, come se fosse sempre presente, anche quando non lo vedevo.
⚠️angolo autrice⚠️
Sono riuscita a pubblicare!!❤
Credo di riuscire a pubblicare anche un altro capitolo!!
Spero questo capitolo vi piaccia, detto questo lasciate una stellina e un commento per dare una possibilitá a Liam e a Charlotte oppure a Charlotte ed Ethan, chi lo sa🤭
Vi amo!!💓
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