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capitolo dodici

POV Charlotte

La sera arrivò in fretta, e con essa il mio appuntamento con Ethan. Non ero sicura di cosa aspettarmi, ma forse era proprio questo il bello. Una serata leggera, lontana dai drammi, era ciò di cui avevo bisogno. Emily mi aveva aiutata a prepararmi, insistendo che indossassi qualcosa di diverso dal solito.

«Indossa questo, fidati» mi disse, tirando fuori un abito nero aderente ma elegante. «Niente di esagerato, ma perfetto per stasera.»

Alla fine cedetti, abbinando l'abito a un paio di stivaletti bassi e una giacca di pelle. Mi guardai allo specchio, sentendomi un po' insicura. «È troppo?»

Emily sorrise, scuotendo la testa. «No, è perfetto. Vedrai, ti divertirai. Ethan è un bravo ragazzo.»

Ero ancora scettica, ma decisi di lasciarmi andare. Quando Ethan arrivò a prendermi, mi accolse con un sorriso sincero e un mazzo di piccoli fiori di campo.

«Non sono niente di speciale, ma mi sono sembrati carini, come te» disse, passandoli nelle mie mani.

«Grazie, sono bellissimi» risposi, cercando di non arrossire troppo.

La serata iniziò in un piccolo ristorante rustico, uno di quei posti che sembrano usciti da un film. Le luci soffuse, il profumo di legno e spezie nell'aria, tutto contribuiva a creare un'atmosfera rilassata.

«Allora, com'è stata la giornata?» mi chiese Ethan, mentre sfogliavamo il menù.

«Non male, credo. Forse un po' complicata, ma niente di nuovo» risposi con un sorriso forzato.

«Complicata? Per caso c'entra Liam?»

Lo guardai, sorpresa dalla sua intuizione. «E tu come lo sai?»

Ethan rise piano. «Non sono stupido, Charlotte. Si vede che c'è qualcosa tra voi due. Non voglio mettermi in mezzo, ma... sei sicura che sia quello che vuoi?»

Mi fermai un attimo, guardando il bicchiere d'acqua davanti a me. «Non lo so, Ethan. Con Liam è tutto così... confuso. Un momento sembra vicino, il momento dopo è distante anni luce. Forse è meglio lasciar perdere.»

Ethan annuì, rispettoso. «A volte bisogna lasciare andare le cose che ci fanno più male. Ma se ti serve qualcuno con cui parlare, io ci sono.»

Il resto della cena fu più leggero. Ethan era bravo a farmi ridere, e per un attimo mi dimenticai di tutto il caos nella mia vita. Dopo cena, mi portò in un piccolo parco illuminato da luci soffuse, dove ci sedemmo su una panchina a parlare.

«Sai, non ti vedevo così rilassata da un po'» disse Ethan, rompendo il silenzio.

Sorrisi, abbassando lo sguardo. «Forse avevo solo bisogno di una serata tranquilla.»

«O forse avevi bisogno di qualcuno che ti ricordasse quanto vali» rispose, guardandomi con quegli occhi sinceri.

Il suo sguardo era intenso, ma non opprimente. Sentii il mio cuore battere un po' più forte, ma non ero sicura se fosse per Ethan o per il ricordo di Liam che continuava a spuntare nella mia mente.

Mentre tornavamo verso casa, il mio telefono vibrò. Guardai lo schermo: un messaggio di Emily.

Emily: "Tutto bene? Come sta andando?"

Risposi velocemente: "Tutto ok, ci vediamo tra poco."

Eppure, mentre rientravo a casa e salutavo Ethan con un sorriso, non potei fare a meno di pensare a Liam. Lui aveva fatto la sua scelta, e io dovevo rispettarla. Forse, dovevo davvero iniziare a lasciarlo andare.

Ma una parte di me sapeva che non sarebbe stato così semplice.

Il mattino successivo, mi sentivo strana, come se il peso delle scelte fatte e delle parole non dette mi gravassero addosso. Mi svegliai e, ancora confusa per la notte precedente, mi preparai in fretta. Poi, mentre camminavo verso la scuola con Emily, non riuscivo a liberarmi dei pensieri. Ero arrabbiata, ma anche triste, e non sapevo nemmeno cosa sentivo davvero riguardo a Liam.

Quando arrivai nel parcheggio della scuola, mi accorsi subito che lui era lì, appoggiato alla sua macchina, come se mi stesse aspettando. Non lo guardai nemmeno. Sentivo il mio stomaco contrarsi ogni volta che lo vedevo, ma mi sforzai di mantenere un'aria indifferente. Cercai di fare finta che non fosse lì. Eppure, in qualche modo, lui riusciva sempre a intrufolarsi nei miei pensieri.

«Charlotte, sei ancora qui a ignorarmi?» la voce di Ethan mi fece distogliere lo sguardo da Liam. Si avvicinò con il solito sorriso, ma io non avevo voglia di sorridere. La mia testa era troppo piena di altre cose.

«Non sto ignorando nessuno, Ethan» risposi secca, cercando di non sembrare troppo nervosa.

Lui mi guardò, perplesso, ma non disse nulla. A quel punto, cominciai a camminare verso l'ingresso dell'edificio, sperando di non incrociare Liam di nuovo. Ma non ero fortunata. Quando mi voltai, lo vidi che stava camminando dietro di me, con passo deciso. Il suo sguardo fisso su di me mi fece sentire come se fossi sotto esame, come se dovessi giustificare ogni mia mossa.

«Charlotte, possiamo parlare?» mi chiese, fermandosi davanti a me.

Mi fermai anch'io, ma non risposi subito. Non volevo sembrare troppo pronta a parlare con lui, soprattutto dopo quello che era successo con Melany. Ogni volta che pensavo a quella scena, mi veniva da vomitare. Eppure, c'era una parte di me che sperava di poter ancora parlare con lui, come se qualcosa potesse cambiare.

«Se è per scusarti di nuovo, risparmiami» risposi, cercando di mantenere il controllo. Non avevo voglia di ascoltare le sue scuse. Non avevo più pazienza per le sue promesse infrante.

Liam non sembrava arrabbiato, ma triste. «Non è solo per quello. Ho bisogno di chiarire alcune cose» disse, con una voce che suonava sincera.

Emily, che era rimasta un passo indietro, ci osservava da lontano. Dopo un attimo, decise di allontanarsi. «Vado dentro. Fate con calma» disse, prima di scomparire dietro la porta. Ora eravamo solo io e Liam.

Mi incrociai le braccia, cercando di sembrare più forte di quanto mi sentissi in realtà. «Allora, cosa vuoi?» chiesi, cercando di sembrare poco interessata.

Liam sembrava cercare le parole giuste. «Voglio scusarmi, sì. Ma non solo. Voglio spiegarti. Ieri... con Melany... non significava niente. È successo solo perché ero... ero frustrato, arrabbiato, confuso. Ma non c'è nulla tra me e lei».

Lo guardai, ma non riuscivo a credere completamente a ciò che stava dicendo. Melany non significava nulla, ma come spiegare la vicinanza tra loro? Come giustificare quella scena davanti a me?

«E tu pensi che questo renda tutto meglio? Liam, sai cos'ho visto? Ho visto te e Melany così vicini da sembrare... intimi. E adesso vuoi dirmi che è stata solo una distrazione? Sai quanto suona patetico?» chiesi, cercando di mantenere la calma, ma la rabbia mi usciva dalle parole.

Liam fece un passo indietro, ma non smise di guardarmi. «Non sto cercando di giustificarmi. Sto solo dicendo la verità» rispose. «Io non... non provo niente per Melany. Lei è... è solo un errore del passato. Ma tu... tu sei diversa».

Non riuscivo a guardarlo. Era troppo per me. Le sue parole mi colpivano, ma non avevo più la forza di credergli come prima. Eppure, in qualche angolo di me, c'era ancora quella sensazione che mi diceva di ascoltarlo. Forse perché non volevo che finisse così, ma non avevo più la pazienza per le sue scuse.

«Liam, sei bravo con le parole, ma io sono stanca. Stanca di tutto questo casino. Tu, Melany, Ethan... siete tutti solo un gran caos nella mia vita. E io ho bisogno di pace» dissi, mentre il mio cuore sembrava spezzarsi ogni parola che pronunciavo.

Le sue parole si spezzarono nell'aria, ma lui non si mosse. «Charlotte, io non sono qui per crearti problemi. Sono qui perché... perché ci tengo a te. Più di quanto riesca a spiegare».

Il mio cuore si fermò per un secondo. Non riuscivo a capire se lo stava dicendo sul serio. Avevo bisogno di pace, ma allo stesso tempo, qualcosa dentro di me voleva credere a quelle parole. Lui mi guardò con intensità, come se stesse cercando di farsi capire in quel momento, e io non riuscivo a fermarmi dal sentire qualcosa.

«Davvero? Perché non sembra, Liam. Sei sempre lì a fare scelte che mi feriscono. Prima Melany, ora Ethan. Sì, lo so che hai parlato con lui. E so cosa gli hai detto» dissi, con un filo di voce.

Liam sembrava confuso. «Aspetta, cosa?» chiese.

«Gli hai detto che prova qualcosa per me. Perché, Liam? Cos'è stato? Un altro dei tuoi modi per controllare la situazione?» chiesi, sentendo il mio stomaco contrarsi.

Liam si avvicinò un passo e scosse la testa. «No! L'ho fatto perché volevo che sapessi cosa sta succedendo. Perché odio l'idea che lui possa ferirti. Non voglio che tu soffra».

Le sue parole sembravano sincere, ma non sapevo più cosa pensare. «Sai cosa non capisco, Liam? Perché sembri sempre così vicino, ma allo stesso tempo così lontano. Come se ci fosse sempre qualcosa che ti impedisce di essere davvero onesto con me» risposi, sentendo le lacrime minacciare di uscire.

«Sto cercando di essere onesto ora» disse, la sua voce diventando più bassa. «Sto cercando di dirti che tu... tu sei importante per me. Più di quanto riesca a spiegare».

Mi guardò con occhi pieni di speranza. E io, invece, non sapevo più se credergli. Se avessi dovuto lasciare andare tutto. Il silenzio ci avvolse entrambi, come se fossimo sospesi in un limbo.

«E adesso cosa vuoi da me, Liam? Cosa ti aspetti?» chiesi, cercando di mantenere la voce ferma.

Liam non rispose subito. Si prese un attimo, e quando finalmente parlò, le sue parole furono sincere. «Voglio solo una possibilità, Charlotte. Una possibilità di dimostrarti che posso fare le cose nel modo giusto. Che posso essere quello che meriti».

Io rimasi in silenzio, incapace di rispondere, ma il cuore mi batteva forte, come se avessi qualcosa da dirgli. La verità è che non sapevo cosa fare. Non sapevo se dovevo credere ancora a lui, ma in quel momento, mi resi conto che non avevo una risposta pronta. Il mio cuore e la mia testa erano in conflitto, e il futuro sembrava più incerto che mai.

Rimasi lì, in silenzio, aspettando una risposta che non sapevo nemmeno di avere.

⚠️angolo autrice⚠️
Ho riscritto tutto ma dalla prospettiva di Charlotte per farvi capire meglio!
Questi giorni in cui non ho pubblicato ho fatto il capitolo 11,12 e sto finendo il 13 spero di pubblicarlo oggi.
Vi amo!!💓

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