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capitolo diciassette

POV CHARLOTTE

L'atmosfera tra me e Liam, dopo quanto successo, era diventata insostenibile. Le parole di Emily, anche se mi avevano dato un po' di sollievo, non avevano potuto cancellare quello che era successo. Le sue frasi su di me, sulla mia confusione, sulla mia fragilità... avevo la sensazione che tutto fosse come un peso troppo grande da portare. Forse mi sentivo fragile più di quanto volessi ammettere. Ma non era giusto. Non dovevo essere trattata così.

Mi sentivo come se la mia testa stesse per esplodere, e quella confusione cresceva ogni volta che pensavo a Ethan, che mi aveva baciata, o a Liam, che sembrava volermi prendere in giro. Non riuscivo più a distinguerli, a capire se mi stavo facendo tutto nella mia mente, o se davvero tutto quello che succedeva aveva un senso.

La campanella suonò e mi distrasse dai miei pensieri. Emily mi fece un cenno, invitandomi a seguirla fuori dalla porta. «Dai, Charlotte, usciamo un po'.»

Non avevo voglia di uscire. Non avevo voglia di fare nulla. Ma la sua insistenza mi spinse ad accettare, anche se dentro di me sapevo che sarebbe stata una fuga momentanea dai pensieri che mi tormentavano.

Arrivammo in centro, in un piccolo caffè che Emily adorava. L'aria fresca fuori mi fece bene, eppure la mia mente era altrove, a cercare risposte che non riuscivo a trovare.

«Cosa sta succedendo, Charlotte?» chiese Emily, dopo un silenzio pesante.

Io scrollai le spalle, sentendomi stranamente vuota. «Non lo so, Emily. Semplicemente non riesco a capire nulla.»

Emily mi guardò con uno sguardo serio. «Non è colpa tua. Non lasciarti sopraffare da tutto questo.»

Le parole erano gentili, ma io sapevo che il problema non era solo quello. Ero divisa tra due mondi, tra due persone che mi facevano sentire così opposta a me stessa. Ethan, che sembrava così dolce e premuroso, e Liam, che mi faceva sentire così viva e allo stesso tempo così persa.

Mi sentivo come se stessi camminando su un filo sottile, e il rischio di cadere era sempre più vicino.

La nostra chiacchierata fu interrotta da un messaggio che arrivò sul mio telefono. Lo guardai e vidi il nome di Ethan.

Ethan: "Ciao, stai bene? Se hai bisogno di parlare, io ci sono."

Eppure, anche se quelle parole sembravano sincere, un nodo mi strinse lo stomaco. L'idea che lui fosse sempre lì, pronto a raccogliermi, mi dava una sensazione strana, quasi come se stessi cercando di riempire un vuoto che non si sarebbe mai colmato.

Emily notò il mio sguardo pensieroso. «Cosa c'è?»

«Ethan mi ha scritto» risposi, senza aggiungere altro.

«E?» chiese, sollevando un sopracciglio.

«Non lo so. Non so più cosa pensare» mormorai, alzando lo sguardo. «Non so se posso fidarmi.»

Emily non disse nulla per un momento, ma il suo sguardo era tutto tranne che indifferente. «Sai cosa penso? Che tu debba essere onesta con te stessa, Charlotte. Devi capire cosa vuoi davvero, senza lasciare che gli altri decidano per te.»

Un silenzio calò tra noi, e io sentii il peso delle sue parole. La verità era che mi sentivo così persa in tutto questo. Ero spaventata, confusa e, soprattutto, non avevo la minima idea di come uscirne.

***
POV CHARLOTTE

Il mattino seguente, avrei voluto restare nel mio letto, rimanere in quel rifugio che mi dava un po' di pace. Ma Emily, ormai una presenza fissa a casa mia, aveva un compito ben preciso: farmi svegliare.

E, a quanto pare, lo faceva benissimo.

Nonostante non avessi voglia di alzarmi, mi alzai senza pensarci troppo. Indossai un paio di jeans baggy e un top bianco aderente che arrivava appena sopra la vita. Emily era già pronta, truccata e impeccabile, mentre io mi limitavo a un po' di mascara, cercando di sembrare quanto più sveglia possibile.

In cucina, preparai una merenda veloce e la misi nello zaino. Poi, con Emily, ci dirigemmo verso la scuola.

La prima ora era italiano, e il prof era uno di quelli severi: un minuto di ritardo e ti lasciava fuori. Ma per fortuna, eravamo arrivate in anticipo e avevamo avuto il tempo di ripassare un po'... anche se la mia mente, in realtà, era troppo presa da altro.

Ethan e Liam. La rissa. Il bacio. Il comportamento di Ethan. Cosa voleva davvero? Quella domanda mi ronzava in testa, ma non avrei avuto risposte se non avessi parlato con le persone giuste.

Mi ero già decisa. Avrei parlato con Liam, pur con tutte le riserve. Dovevo capire perché aveva fatto quello che aveva fatto, e cosa gli era passato per la testa.

Mentre Emily continuava a ripetermi la lezione, la interrompevo, spiegandole cosa avevo in mente. Lei mi guardò preoccupata, ma annuì.

«Però, Charlotte...» disse, con tono serio. «Stai attenta. Liam non ti farebbe mai del male, l'ha già fatto per te altre volte. Ma stai attenta.»

Annuii, ma non riuscivo a smettere di pensare a cosa avrei trovato. Avrei affrontato Liam e avrei cercato delle risposte, ma non sapevo davvero cosa avrei scoperto.

Quando la lezione finì, riposi in fretta tutto nello zaino e mi diressi verso Liam. Sapevo dove trovarlo: nel corridoio, come al solito, con i suoi amici.

Non ci misi molto a trovarlo.

Lo afferrai per il braccio senza pensarci, trascinandolo in un angolo più isolato.

Quando realizzò che ero io, il suo sguardo cambiò, ma un sorriso sarcastico si dipinse sulle sue labbra.

«C'hai già ripensato?» chiese, incredulo.

«Ti piacerebbe» risposi secca. «No, Liam. Devi dirmi cosa ti ha fatto arrabbiare e perché hai picchiato Ethan.»

Lui la guardò intensamente, con un'espressione che non riuscivo a decifrare. «Mi ha provocato.»

«E cosa ha detto per provocarti?» insistetti, cercando di mantenere la calma.

Liam guardò a terra, poi alzò lo sguardo verso di me, fissandomi negli occhi. «L'hai baciato, Charlotte?» chiese con una voce incredibilmente seria, come se fosse preoccupato.

Non mi aspettavo quella domanda.

«Non l'ho baciato io» risposi, cercando di scacciare dalla mente il ricordo di quella sera.

Liam sembrava ignorare la mia risposta. «Potevi staccarlo...» disse, come se fosse il punto principale della discussione.

«Ma che ti importa? Sei il mio ragazzo per caso? Mio padre? No. E comunque, devi ancora rispondere alla mia domanda.» La mia voce era decisamente più irritata.

Liam esitò un momento, poi, finalmente, parlò. «Ha detto che sei diversa, che non sei fatta per me, che le tue labbra non avrei mai potuto assaggiarle... e che avrebbe detto cose su di me, cose non vere.» La sua voce tremava, ma non ero sicura se fosse per rabbia o altro.

In quel momento, il mio cuore batté più forte, ma provai a non farci caso.

«E come sei arrivato al punto di pensare che vuole solo scoparmi?» chiesi, ignorando in parte tutto quello che mi aveva appena detto. Avevo bisogno di risposte più chiare.

Liam sembrò avere difficoltà a formulare la risposta. «Perché... perché ha detto che sei una facile, e ha detto molte altre cose che potrai solo immaginare. Non voglio ripeterle.» Si fermò un attimo, come se non fosse più sicuro di sé. Poi mi guardò dritto negli occhi, avvicinandosi di più. Io, per un momento, non mi staccai.

«Mi scuso» disse Liam, la sua voce un sussurro. «Non volevo che succedesse tutto questo. Io... ti rispetto, Charlotte. E mi scuso, se ti ho fatto sentire messa da parte.»

Le sue parole mi colpirono, ma non sapevo se fossero sincere o solo un tentativo di scusarsi.

«Le parole non bastano, Liam» risposi, cercando di restare calma. «Devi dimostrarlo con i fatti.»

Liam mi guardò intensamente, come se stesse valutando qualcosa. «Va bene» disse infine, con determinazione. «Stasera usciamo. Ti dimostrerò che ci tengo.»

L'atmosfera tra noi era ancora tesa, ma c'era qualcosa di diverso nei suoi occhi. Non sapevo se avrei dovuto credere a ciò che mi diceva, ma forse, quella sera, avrei avuto l'occasione di scoprirlo

⚠️angolo autrice⚠️
Che ne pensate??oggi è il mio compleannoo!!
Sono riuscita a pubblicare:)
un pò di suspense ci sta!🤭
Spero vi piaccia!!
Detto questo lasciate una stella e un commento se la storia vi piace.
Vi amo!!💓

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