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Capitolo quattro. - "Palloncini."

Passò una settimana dall'ultima volta che vidi Lauren e la sua enfasi. Clara mi informò che stava male in quel periodo e che non voleva vedere nessuno.

Oggi era mercoledì, giorno in cui Lauren sarebbe venuta nel mio studio per iniziare con il primo "esercizio anti paura".

Era carino come titolo, mi piaceva molto e sono sicura che pure a quella ragazza le sarebbe piaciuto.

Gonfiai l'ultimo palloncino, le mie gote erano arrossate e la mia vena del collo era sempre più visibile. La stanza era tanto colorata.

Non avevo mai fatto una cosa del genere. Mi servirono tre pacchetti di palloncini colorati per far fare l'esercizio a Lauren.

Il campanello suonò, per sbaglio il palloncino rosso mi scappò dalle labbra e volò per tutta la stanza. Dopo aver maledetto Lauren, andai ad aprire. «Ciao, Jauregui.» sorrisi. «Bentornata.»

«Non chiamarmi Jauregui, dopotutto non ci sono altre Lauren qui.» disse mentre entrava dentro. «Cosa s-sono quelli?»

«Palloncini.» dissi io chiudendo la porta, Lauren sembrava sudare, intanto l'aiutai a togliersi il gilet bianco. Non so perché indossasse una camicia nera con un papillon rosso.

«Perché sei vestita così?»

«Perché volevo farmi carina davanti ai tuoi occhi.»

Sorrisi un po', stavo sicuro arrossendo. Lauren mi diede un bacio sulla guancia e sorrise.

Dopo che il suo sguardo felino si precipitò sui palloncini, divenne subito ansiosa e impaurita. «Che dobbiamo fare?»

«Allora, sappiamo che tu hai paura dei rumori forti, tipo gli scoppi. Quindi, pensavo di far combattere il tuo terrore con le tue stesse paure.» iniziai e ripresi a gonfiare il palloncino che prima era volato via.

«No, io non lo faccio.»

«Neanche per una caramella?» la guardai mentre legai il palloncino in modo tale da racchiudere l'aria in esso.
«No, neanche per una caramella.» disse.

«Ah, caspita... Io pensavo di dartene due.»

«Ally ha detto che non devo cadere in tentazione.» disse lei.
«Dov'è Ally?»

«Sta dormendo a casa.» disse e io sospirai.
«Allora, facciamo tre caramelle.»

«Mi sembra troppo poco.» disse lei sistemandosi il papillon.
«Allora facciamo tre caramelle prima di iniziare e due dopo aver finito!»

«Okay, ci sto.» disse e sembrava sincera. Le diedi tre caramelle che subito mangiò, la carta la buttò nel cestino vicino alla scrivania.

«Allora Lauren, come puoi vedere questi,» presi un ago e feci scoppiare il palloncino. «Scoppiano.»

Non vidi Lauren.

«Lauren?»

La grande ragazza alzò la testa da dietro la scrivania in legno, sorrisi un po' non appena vidi quanto fosse impaurita e con le mani alle orecchie. «Va tutto bene.»

«No!»

«Sì.» dissi piano. «Vieni, ora.»

Lauren ubbidì e venne vicino a me. «Una volta che li scoppi, ti piacerà sicuramente.» le sorrisi.

«No, mi fanno paura i palloncini.» piagnucolò e io la coccolai un po'.
«Ci sei?»

«No, Camila... Ho tanta paura.» sospirò.
«Forza, ci sono io.»

Mi allontanai da lei e scoppiai un altro palloncino. La ragazza urlò disperata. «SMETTILA!»

Mi fermai un po' e buttai la plastica del palloncino scoppiato per terra. «Lauren, devo andare in bagno in questo preciso istante.» dissi io, volevo un po' vedere cosa avrebbe fatto.

«O-okay.» disse piano prendendo fiato. Andai al bagno e mi chiusi dentro, dal buco della serratura osservai bene le sue mosse.

Vidi come Lauren era disorientata, i suoi passi piccoli andarono verso il suo gilet e se lo mise indosso. Non stava andando via davvero, sperai cento volte che non lo facesse, in caso contrario, avrei dovuto seguirla per tutta New York.

Vidi come poggiò la mano sul pomello della porta, la vidi ferma, con sguardo serio.

«No, non posso.» sussurrò. Sembrava meno spaventata, la vidi come si girò verso la montagna di palloncini. Dopo che si tolse il gilet, tornò lì.

Piano piano ne prese uno e lo guardò con preoccupazione sperando che non esplodesse tra le sue mani.

Lauren Jauregui's P.O.V.

Mi stavo sentendo davvero male. Mi chiesi almeno venti volte cosa stesse facendo Camila in quel fottuto bagno. Sospirai intensamente e poggiai nuovamente quel cosetto rotondo di plastica che esplodeva a più non posso.

Guardai la porta del bagno, avevo bisogno di rimanere sola, meno male che Camila andò in bagno. Per queste cose non dovevo essere pressata e cose del genere.

Nella mia mente, sorse una domanda: Perché le scimmie si spulciano?

Dopo aver poggiato il gilet sul divano, decisi di avvicinarmi alla massa di palloncini e di poggiarci sopra il piede.

Le mie orecchie vennero tappate dalle mie stesse dita, una volta fatta pressione su esso.

Non appena il mio piede andò contro il suolo, realizzai solo in quel momento che ero riuscita a scoppiare il palloncino. Mi sentii strana, come se fossi capace di fare tante cose.

Provai a togliere le dita dalle mie orecchie e di prendere coraggio un'altra volta. Questa volta l'avrei scoppiato senza problemi.

Pressai nuovamente il piede sul palloncino viola e lo scoppiai.

Camila Cabello's P.O.V.

Uscii dal bagno, vidi Lauren come si stava divertendo nel far scoppiare tutti quei palloncini. «Vedo che ti sta piacendo.»

«Sì!» disse felice e io annuii piano.
«Perché non mi fai vedere un po' come li scoppi?»

Lauren mi sorrise e annuii ripetutamente. Le sue mani presero il palloncino e me lo fece vedere. Era di colore azzurro. «Lo vedi?»

«Sì, lo vedo.» sorrisi dolcemente, Lauren lo poggiò per terra e ci piazzò il piede sopra facendolo scoppiare. «Hai visto?»

«Brava!» dissi con un tono dolce e felice, Lauren venne da me e mi strinse tra le sue braccia per poi alzarmi da terra.
«Hey, piano!»

Dopo un po', arrivò Clara per prendere Lauren e portarla a casa. «Buona sera, signorina Cabello.»

«Signora Jauregui.» sorrisi io e lei ricambiò.
«Tutto bene con Lauren?»

«Sì, tutto bene.» ero veramente felice. «Oggi ha superato la paura dei palloncini.» dissi e Clara rimase senza parole.
«Come?»

«Sì!»

«Mamma, guarda.» disse prendendo l'ultimo palloncino per poi farlo scoppiare sotto al suo piede.

Clara sorrise e quasi pianse dalla felicità, Lauren corse da me e mi abbracciò un'altra volta, era veramente un miracolo questo.

Intanto, tutto questo sentimento stava crescendo, Lauren mi baciò la guancia.

«Non ho mai sentito qualcosa di morbido come la tua pelle.» sussurrò al mio orecchio prima di andarsene.

OH YEYEYEYEYE

Ecco il nuovo capitolo, siamo al quarto capitolo su venti! Non ho molto da dire, il prossimo capitolo si chiamerà (non ve lo dico.)
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GRAZIE PER LA LETTURA! 🌻

-BeingAsAnHurricane.

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