colombe
Raggiunse velocemente la sua meta, entrò nel negozio usando la porta sul retro e si addentrò nella stanza buia, circondata da busti di manichini, alcuni coperti da un telo bianco, altri con qualche maschera egregiamente decorata.
Si guardava intorno circospetta, come ogni volta che andava a trovare il 'bastardo', come lo chiamava lei; sussurrò il suo nome un paio di volte, senza ottenere una risposta.
T/n sbuffò, continuando a girovagare tra i manichini sistemati in modo quasi labirintico, stando all'erta.
"Buh" sobbalzò lanciando un urletto acuto, prima di girarsi e guardare in cagnesco il ragazzo appollaiato su uno sgabello.
"Ti sei fatta fregare di nuovo T/n" disse l'amico della ragazza, per poi scendere dallo sgabello e spalancare le braccia, aspettando che l'altra ci si tuffasse.
"Sei un idiota, un grossissimo idiota" disse lei prima di catapultarsi dal ghoul, che sorrise gentilmente accarezzando i capelli della sua amica
"Ma mi vuoi bene lo stesso"
La ragazza alzò lo sguardo incontrando gli occhi sempre rossi del suo migliore amico, Uta.
Sorrise e lo abbracciò più stretto, nascondendo il viso nella maglietta bianca di lui, ispirando il suo profumo; rimasero abbracciati ancora un po', poi si separarono e, come ogni sera, Uta si sedette sul pavimento, incrociando le gambe, facendo sedere la sua amica sulle sue cosce.
Lei circondò il suo collo con le braccia, appoggiando la testa sul suo petto e lasciandosi cullare
"Sei stanca eh?"
Sussurrò Uta, T/n mugulò in risposta accoccolandosi meglio a lui, fino ad addormentarsi.
Uta la prese in braccio e la posò delicatamente sul materasso nel retro del negozio, coricandosi poi vicino a lei; le circondò la vita tirandola a sé e chiuse gli occhi, cullato dal profumo di lei.
Il mattino dopo il ghoul si svegliò, attratto da un dolce odore di sangue; si stiracchiò per poi alzarsi ed andare dietro al bancone, dove trovò due piatti stracolmi di carne sanguinolenta.
"Stava cercando di entrare qui con un piede di corpo, amo la consegna a domicilio"
La sua amica ridacchiò dopo aver parlato, per poi prendere un grosso pezzo di carne con le mani ed affondarci i denti, iniziando a masticare rumorosamente; Uta la imitò, sedendosi sulla poltroncina e godendosi la colazione. T/n dopo quasi mezz'ora si alzò ed andò al piano di sopra, nella camera di Uta; aprì l'armadio e tirò fuori dei vestiti che aveva lasciato lì per ogni volta che dormiva da lui, tirò fuori un paio di shorts chiari di jeans e una maglietta c/p che lasciava la pancia scoperta, per poi infilarsi le solite scarpe da ginnastica basse rovinate e tornare di sotto, dove Uta stava iniziando ad aprire il negozio
"Io esco"
Lui alzò lo sguardo dalla maschera su cui stava lavorando
"Non finire nei guai"
Lei ghignò, si avvicinò a lui e gli diede un rumoroso bacio sulla guancia, prima di uscire chiudendo la porta dietro di lei.
Si mise le mani in tasca ed iniziò a camminare per le stradine mal famate del tredicesimo distretto, dove cacciavano tutti i ghoul più pericolosi, tra cui lei.
Piegò all'indietro la testa annusando l'aria, sorridendo in modo quasi maniacale, socchiudendo gli occhi
"Si va a caccia".
Si mise la maschera fatta da Uta e continuò a seguire l'odore, che la stava portando nelle vie più interne, quelle più macabre, il posto peggiore per degli umani; si ritrovò in un vicolo più largo degli altri, mentre una strana sensazione le attanagliava il petto, vide davanti a sé una figura incappucciata, con la testa bassa e la schiena ricurva.
Stava per fare un passo verso la figura, quando qualcosa la bloccò sul posto, girò la testa in tutte le direzioni, annusando l'aria, non era da sola.
Rise di nuovo, prima di guardare con odio la figura davanti a sé
"Allora mia cara piccola colomba, dove sono i tuoi compagni?"
Liberò la sua kagune, attorcigliandola attorno alla vittima.
Trascinò la vittima di fronte a sé, tenendola sollevata dalla vita, abbassandole il cappuccio; osservò fredda gli occhi castani della ragazza, giocherellando con una sua ciocca ramata
"Ti sei smarrita, pecorella?"
Avvolse una mano attorno al collo della ragazza, iniziando a stringere, ghignando al suono soffocato che uscì dalle sue labbra; la ragazza cercò inutilmente di graffiare il polso del ghoul, nella disperata ricerca di ossigeno.
"Se il resto della squadra non esce in 3 secondi, la sua testa volerà lontano dal corpo, chissà quanto lontano può arrivare..."
Finita la frase altre 4 figure uscirono dall'ombra, accerchiando T/n
"Bene, bene, bene. 4 contro 1, ci sarà da divertirsi. Abbassate il cappuccio e io tolgo la maschera, voglio vedere la vita abbandonare i vostri occhi"
Tutti i ghoul nella casa in cui alloggiava l'avevano avvertita più volte di non mostrare la sua identità, ma lei amava così tanto giocare.
Le persone mostrarono il loro volto mentre T/n, come promesso, tolse la maschera, legandola al fianco; osservò attentamente le persone attorno a lei, calcolando mentalmente mosse e strategie.
Guardò con disgusto i 4 ragazzi intorno a lei, osservando con freddezza i loro corpi, cercando con lo sguardo i loro punti deboli:
Il primo che analizzò era piuttosto alto, aveva i capelli castani e ricci, rasati sui lati del cranio, dalla postura capì subito che il punto migliore per attaccare era il fianco; il secondo era biondo e teneva i capelli leggermente lunghi legati in un codino, ben piazzato e anche piuttosto alto, pensò subito di colpire il collo; il terzo era più basso degli altri, capelli bruni e occhi dello stesso colore, T/n sorrise guardandolo, aveva deciso chi avrebbe ucciso per primo; si concentrò sull'ultimo degli uomini, quasi scoppiò a ridere a vedere la sua altezza, l'altezza minima per non strofinare il culo sull'asfalto.
C'era qualcosa nell'ultimo che aveva osservato che attirava la sua attenzione, aveva il viso più apatico che avesse mai visto ed uno sguardo truce.
-mi darà molto filo da torcere-
Pensò, prima di fiondarsi sulle sue vittime.
Bene miei piccoli mocciosi, ho finito il capitolo. È più lungo degli altri per farmi perdonare dell'assenza, non abituatevi.
Un saluto a tutti :3
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