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epilogo


Sono passati 7 giorni  e Kim ancora non si è svegliata.
Una settimana in cui il  tempo sembra essersi fermato, tutta villa queen è caduta in un lap di angoscia e finta calma.

I ragazzi cercano di distrarsi con il lavoro, cercando di sistemare i danni fatti da Stone, mentre le ragazze si occupano del locale e della casa.
Per fortuna la morte di Stone ha portato molti sfidanti a fare un passo indietro e il nome dell'angel killer ha raggiunto ogni angolo di questa sporca città.

Persino il consiglio, Victor Stendhal il persona, si è complimentato con loro per aver ripristinato l'ordine.
Ma a cosa servono le lodi, se lei non è con loro a gioirne.

Cam invece, come sta?
Sopravvivere tra il senso di colpa e le crisi di pianto di kessie durante la notte.
Non avendo avuto ancora il coraggio di dirle che il colpo che ha sfiorato il cuore di kim, era diretto a lui.
È ormai un fantasma che si muove in modo meccanico, facendo smorfie di fastidio quando chiunque di loro cerca di fare una battuta per stemperare la situazione.

Ma continua ad andare avanti, cercando come gli altri a fare anche il lavoro di Carter.
Lasciando a lui e a Sara i loro spazi e i loro bisogni.

I due ormai passano più tempo in ospedale che a casa, dandosi il cambio non volendo mai lasciare kim sola.
Entrambi distrutti, fanno di tutto per non mostrarlo, soprattutto quando sono con kim.

Si nascondono dietro racconti e sorrisi, convinti quasi che lei sia ancora lì, che li possa sentire.
Perciò appena entrano in camera di lei, la stanza numero 001, prima come lo è lei, ingoiato il magone nascosti dietro a sorrisi sofferenti.

Entrambi distrutti, tirano avanti come possono, tra i sensi di colpa e il dolore.
Perché non solo Carter si sta facendo corrodere dal senso di colpa, ma anche Sara ne ha ingoiato una dose pesante.

Ogni volta che litigava con Kim, il punto della discussione era sempre lo stesso.
La paura di Sara di essere usata come esca per arrivare a kim, esattamente quello che è successo.

Alex il giorno dopo, con più calma, le ha spiegato come sono andate le cose.
Stone la usata per attirare kim per poi farla crollare dicendole si averla uccisa.
Sara è stata la pedina vincente di Stone, il filo che ha legato le mani di kim, in modo indiretto la causa della sua morte.
Quelle paure su cui kim ha sempre riso e sputato sopra, si sono rilevate vere ed ora Sara si sente l'arma che ha sparato su Kim.

Nonostante i due siano concentrati su Kim e frequentano entrambi l'ospedale, non stanno mai più di dieci minuti in una stanza insieme, ma sempre per spezzoni di pochi secondi in cui uno arriva e l'altro se ne va.
Ma in quei pochi minuti, l'unica cosa che fanno è abbracciarsi, cercando di darsi forza a vicenda.

Forse i momenti più difficile sono quelli in villa Queen, dove ogni cosa sa di lei, persino i pasti non hanno più sapore e scendono con difficoltà in gola, perché non ha senso sedersi a questa tavola senza di lei.

E si limitano a giocare con il cibo, fissando il posto capotavola tra loro due, dove siede sempre lei, il suo posto, ormai vuoto e spoglio da giorni.

Carter, a ripararsi da quella angoscia, spesso a preferito mangiare fuori casa, altre volte lo stomaco era chiuso in una morsa.
Ma tutti era più o meno sopportabile, si poteva sopravvivere, il peggio arrivava la notte con la sua oscurità e la solitudine di lievi sospiri.

Ormai era un rituale che tutti hanno imparato ad osservare, lui rientrare a tarda sera e chiudersi nella stanza di kim.
Quattro mura in cui il dolore si concentra e si lascia andare, veleno allo stato puro, eppure Carter non può farne a meno.

La camera è rimasta la stessa di una settimana fa, le lenzuola ancora disfatte, i suoi vestiti in disordine e sul suo cuscino quasi può vedere la forma del suo viso.

Si spoglia di tutto, persino dell'intimo, nudo e crudo si infila tra le lenzuola che ancora sanno di loro.
Stringe il cuscino a se, con nella mente l'immagine di loro che fanno l'amore con l'immagine di lei sanguinante e morente tra le sue braccia.

Un mix si amore e dolore che lo fa scoppiare in lacrime, soffocando le urla tra le pieghe del cuscino.
Si lascia andare al dolore, facendosi come un drogato di bei ricordi, dimenticando il mondo che li aspetta la fuori.
Un mondo dove lei è stesa su un letto dormiente e senza dare segni di volersi svegliare.
Senza sapere che tutti in villa queen, sopratutto di notte, condividono il suo dolore, soli ognuno nella propria camera.
E lo sanno che sarebbe  una sofferenza per Kim se lì vedesse così, divisi e sconosciuti nella stessa casa, perché nonostante i suoi modi freddi ha sempre fatto di tutto per insegnare il significato della famiglia e dello stare insieme nei momenti più difficili.

Ma anche solo pensare a un suo ipotetico rimprovero, è una scheggia che si unisce ad altre nei loro cuori.
Così da costringerli a stare soli, nella stessa casa, ognuno nel proprio mondo lontano dalla realtà.

Ma la fuori, nell'oscurità della città che vive all'esterno di questa casa, la vita continua, va avanti giocando con ironia e destino.
Perché non erano gli unici ad essere sulle tracce di Stone, non sono gli ultimi ad aver toccato le rive del lago nero, non sono stati solo loro ad aver visto il corpo di Stone galleggiare sulle rive del lago.

La vita ha giocato sul loro destino, sul tempo che si è spezzato e si è ricostruito.
E un uomo di fuori città stava cercando come loro Stone, arrivando al lago dieci minuti dopo che loro sono andati via, raccogliendo il corpo in fin di vita di Stone dalle acque.

"Come sta?"

Una figura imponente wntra nella stanza buia, facendo sobbalzare il dottore che era troppo concentrato a cambiare la flebo a Stone Josh.
Lo spari che ha cercato di ucciderlo e solo arrivato alla milza, spappolandola.
Nello strano gioco della vita, cadere nelle acque fredde del lago, gli ha salvato la vita.
È vivo, anche se non avrà una bella vita a causa dei danni che ha subito la milza e i polmoni.

" Bene, penso che si risvegliera presto.
Ma gli servirà molto tempo per riprendersi. "

Forse tutta la vita, anche se a seri dubbi che sopravviva al primo mese di ripresa.
Allontanandosi dal l'uomo collegato a uno pseudo respiratore artificiale, ancora dormiente a causa della morfina.
Mentre l'uomo in piedi nella stanza, rimane fermo sulla porta senza nemmeno guardare Stone.

Xx:" Avra tutto il tempo di cui ha bisogno, l'importante è che si svegli il prima possibile."

Per il dottore è davvero strano io comportamento di questo uomo.
Sa chi è, il potere che ha in mano, la reputazione che si porta indietro, ma gli stona che abbia fatto di tutto per salvare questo ragazzo, ma nemmeno lo guarda.
Totalmente indifferente alle sue vere condizioni di salute.

"Posso sapere perché le interessa così tanto la vita di questo uomo?"

L'uomo si è accorto subito dello sguardo insistente del dottore, ma solo quando ik dottore osa fare domande, alzando il sopracciglio, mostra una espressione innervosita e infastidita.
Non è un uomo paziente e odia chi non si fa i cazzo suoi.

" Fatti i cazzi tuoi, pensa solo a farlo sopravvivere il perché non ti deve importare."

Il dottore subito abbassa lo sguardo, scusandosi per essersi permesso tanto per poi osservare l'uomo andare via senza dire nulla o salutare.

Chiudendosi la porta alle spalle, l'uomo stringe i pugni frustrato da tutta questa situazione del caso.
Un paio di mesi fa ha scoperto che Stone in qualche modo è collegato con kim, senza sapere quale si il rapporto tra i due, è stata più una voce sentita in giro.
Su cui si è buttato completamente.

Il piano era trovare Stone e farsi dire tutto su Caterina, fino a scoprire dove trovarla.

Con una rete di informatori e riuscito a scoprire che Stone era nel bronx, molto lontano da ditroit che sapeva essere la sua città.

Pian piano ha scoperto dei suoi scontri con l'angel killer, finché una chiamata anonima lo ha avvisato che Stone era stato avvistato nei dintorni del lago nero.
Peccato che la trovato a pancia in su a galleggiare sul lago, con una ferita sul fianco e la vita in fin di vita.

Lo ha fatto raccogliere dalle acque, portato nella clinica privata più vicina, tirato via dal mondo dei morti, per una sola ragione.
Non gliene frega niente di quel misero sacco di merda, se fosse per lui l'avrebbe lasciato lì a diventare cibo per i pesci, ma è l'unico che puo farlo arrivare a Caterina.

E deve trovarla, al più presto, dovesse girare tutto il Bronx controllando persona per persona.

"Ti troverò Caterina, fosse l'ultima cosa che faccio in vita mia."

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