capitolo1 e fu tempesta
È fu tempesta nel Bronx, il sangue versato da Kim fu sola la prima goccia, per altri fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Alex, si è autoconvinto che tutto ciò è causato da Miller.
Che il suo incontro, il pranzo a lume di candele con Kim, avesse scatenato tutto quello accaduto dopo.
Perché è più facile dare la colpa al mondo, che non affrontarlo.
Cosi, è esplosa una guerra senza riserve tra i due, numerosi scontri nei vicoli bui, carneficine in piazza e principali quartieri.
In una notte, la pace si è trasformata in guerra e l'acqua in sangue.
La maggior parte delle persone, sia nel quartiere di Sanders che in quello di Miller, si nasconde in casa uscendo il meno possibile e seguendo un immaginario coprifuoco.
Altri, ne hanno approfittato per entrare nel giro, illusi a pensare che mai nulla di male potrebbe accadere proprio a loro.
Scendendo in strada, con in mano fucili veri, vivendo per finta la vita da gangster e morendo davvero.
Dieci giorni di guerra, quella vera, simile a quella raccontata nei libri di storia.
Ha tutto, fuoco, armi, sangue, cadaveri e nessun sapore di vittoria.
L'unico luogo rimasto neutro allo scontro è villa Queen, come se fosse la Svizzera europea.
Sara e le altre ragazze si muovono il meno possibile, lasciando il lavoro, anche perché il locale è stato chiuso dopo un attento a fuoco da Miller.
Persino l'istituto dove seguono i corsi ha chiuso per motivi di sicurezza, optando per una ripresa a distanza se sarà necessario.
Rimangono chiuse in casa, osservando in lontananza il fumo nero degli incendi sfiorare il cielo, ascoltando via radio la telecronaca della situazione.
Vedono i loro fidanzati ben poco, per scelta di quest'ultimi, preoccupati che qualcuno possa seguirli e arrivare alle loro donne.
Anche se, villa Queen sembra davvero immune a tutto questo sangue.
Ne gli uomini di Sanders ne quelli di Miller hanno osato avvicinarsi.
E i pochi che ci hanno provato, non hanno raggiunto il marciapiede davanti al cancello della villa.
Fermati da Carter o da Alex, i più sfortunati da Kim.
Un paio degli uomini di Miller, ci hanno provato arrivando persino al cancello della villa, andandosene con una buona dose di piombo in corpo.
E quelli sopravvissuti si sono beccati una strigliata da parte di Carter.
E questa premura verso di Kim, ha alimentato il fuoco dentro Alex, facendogli vedere sempre di più l'interesse del suo nemico verso quella che era la sua donna fino a pochi giorni fa.
Naufrago nel dolore, si lascia ormai consumare da alcol e droghe, dalla gelosia e il rimpianto degli errori fatti.
Le notti insonne passate a rivedere il suo sguardo di odio e follia.
Sfiorandosi le gambe ancora indolenzite nonostante siano state colpite solo di striscio, rivedendo la sua risata mentalmente malsana e il suo addio.
Aveva tutto, stringeva la perfetta imperfezione tra queste mani, aveva trovato la donna della sua vita.
E in un attimo il suo bel castello di carte è caduto giù, soffiato via da un errore fatale.
Da la colpa a Miller, lo fa stare meglio, ma il senso di colpa gli logora lo stomaco e gli provoca un dolore nel petto.
Cerca di sopravvivere, se affogare tra whisky e ricordi si può chiamare vivere.
La guerra è l'unico momento lucido, ma lo consuma per sfogare un odio che non sa più su chi riversare, puntando perciò sul sicuro su Carter.
È colpa sua, si ripete nella mente, è lui che gliela portata via.
Ma persino la sua mente e stanca di slittare tra la propria colpa e quella di Carter.
Ed ormai è perso tra la guerra li fuori e quella che combatte dentro di sé.
"Non puoi stare così Alex, devi reagire cazzo."
Jek ci prova per l'ennesima volta, ma l'amico sembra ormai in un altro mondo.
Seduto in un miserabile nightclub, fatto e ubriaco guarda la spogliarellista, forse senza vederla davvero.
Jek, passandosi le mani sul volto, si lascia andare a pochissimi secondi di disperazione, a chiedersi se mai questa situazione cambierà.
Passa metà della giornata a recuperare Alex tra locali e droghe, l'altra meta a combattere con lui questa guerra infernale.
E ha provato a farlo ragionare, a fermare questo stupido scontro.
Ma niente, Alex sembra perso tra i sensi di colpa, la sofferenza e la sua voglia di vendetta.
Il king ormai,non fa nulla per nascondere il suo malessere.
Invece alla the Queen sembra non importare, lei continua a vivere come se nulla stesse succedendo, muovendosi con passo leggero tra la brace e la cenere.
Non mostrando nulla se non gelo e indifferenza.
Continua con gli incontri di lotta clandestina che si svolgono nelle zone in pace nei dintorni, muovendosi però solo di giorno, in modo da non lasciare mai le ragazze da sole di notte.
Non ha problemi economici, anzi negli anni spendendo poco e niente, se non per le modifiche alla macchina, ha racimolato un patrimonio che potrebbe far arrossire molti milionari.
Perciò non le pesa rimanere ferma, come se fosse in vacanza.
L'unica rottura del dover rimanere in casa è il continuo frignare delle tre donne e il loro sussulto ad ogni brutta notizia ascoltata alla radio.
Sara non sa se essere felice che l'amica non mostri sofferenza o se avere paura che prima o poi esploderà.
Non sa i dettagli della loro rottura, kim non ha detto nulla se non essere tornata la Kim che ha conosciuto mesi prima, Jek invece si è invece limitato a dirle che ha beccato Alex che l'ha tradita, evitando che Kim ha ucciso la donna con cui era a letto, sparando anche a lui.
Come il fidanzato, anche Sara non sa che fare.
Vorrebbe parlarle, spingerla a parlare, ma ha paura che si chiuda anche di più.
Sospira, sorseggiando la sua tisana alla melissa seduta sul divano, osservandola mettersi la sua giacca pesante e uscire di casa.
Sono esattamente le diciotto e come sempre Kim scompare per poi apparire tra tre ore, senza dire una parola.
Mangerà poco e niente per poi chiudersi in camera.
"Non dovremmo dirle qualcosa?
Fare qualcosa?"
Le chiede Kessie sedendosi vicino a lei, mentre Mary preferisce mettersi comoda sulla poltrona.
Anche loro come Sara sono molto preoccupate per la guerra, ma anche per l'alone di gelo e oscurità che sembra soffocare la figura di Kim.
"In un contesto normale si, dovremmo.
Ma con Kim, nulla è facile.
Possiamo solo aspettare, quando sarà pronta, verrà lei da noi."
Ormai la conosce bene, sa che se provano ora a parlarle riceveranno solo silenzio e indifferenza.
Kim non è come le altre, lei non cerca conforto, anche se ne ha un estremo bisogno.
Sa che ora vuole stare da sola, ma loro resteranno qui ad aspettarla.
Saranno pronte ad accoglierla quando Kim si sentirà pronta a crollare.
Insomma in tutto questo bordello, Kim è al centro dei pensieri di molti.
Anche di Carter Miller.
Chiuso nel suo ufficio, osserva la mappa del bronx, sfiorando con le dita i piccoli spilli rossi che indicano i punti colpiti, uguali in misura sia nel proprio territorio che in quello di Alex.
Questa guerra è ferma in uno stallo che versa sangue da entrambe le parti, senza dare segni si Vittoria ma solo di perdita per entrambi.
È stato Alex ha iniziare, si ripete, è lui ad aver attaccato per prima.
E sua colpa, ma ormai è difficile prendersi in giro, perché Carter stesso da anni cercava una scusa per iniziare la guerra.
Mai pensando che le loro forze erano a un tale pareggio.
Ma un'altro pensiero gli soffoca la mente mentre sfiora lo spillo bianco che buca il punto della mappa che indica villa The Queen.
Kim Dich.
All'inizio aveva pensato di colpire questo posto per primo.
Ma poi, l'idea di lei tra le fiamme, gli ha chiuso un nodo in gola e ha completamente ribaltato i suoi piani.
Molti suoi uomini erano confusi sul fatto che proprio la dimora delle donne degli uomini di Alex, fosse offline.
Ma Carter ha ammonito qualsiasi parola, vietando a chiunque di avvicinarsi a quella villa, senza dare sensate spiegazioni.
Perché una vera e propria spiegazione non c'è.
Semplicemente quella donna lo ha infettato, lo ha stregato, ha iniettato in lui un'interessante mai provato prima.
"Novita?"
Chiede senza alzare gli occhi dalla cartina, sentendo il suo braccio dentro entrare silenzioso nella stanza.
Da quando sono in guerra i suoi sensi sono sempre accesi, tanto da sentire persino lo strusciare di una foglia in giardino.
"Intendi su Alex o sulla the Queen?"
Si beffa di lui Nik, sedendosi davanti a lui e non facendo nemmeno una piega quando l'amico lo guarda male.
La situazione tra le strade è davvero preoccupante e Carter è sempre stato un buon capo, ma ultimamente si taglia dei pezzi per se, per pensare a lei e Nik non sa davvero a cosa porterà tutto questo.
Sicuramente a nulla di buono.
Ma comunque, lo fa felice, dicendo ciò che vuole sapere.
"Sono l'unico che si avvicina a villa Queen, a dovute distanze naturalmente, ci tengo alla mia vita.
Nessuno si è avvicinato oggi e come sempre alle 18 e uscita.
Quella donna è peggio di un orologio svizzero."
Quella donna è davvero particolare, non solo per la sua estrema puntualità.
I pochi uomini che si sono avvicinati a lei, sono tornati terrorizzati e gridando di aver visto un demone.
Cosi, ancor prima che Carter glielo chiedesse, Nik ha iniziato a tenerla d'occhio, per capire cosa la rendesse tanto terrificante.
All'inizio, non capiva, la vedeva tranquilla in giardino a fumarsi una sigaretta, uscire al solito orario e tornare poche ore dopo.
Non capiva perché tutti ne avevano tanta paura.
Finche, qualche giorno fa, ha visto un novellino avvicinarsi al cancello.
Voleva intervenire, ma poi si è fermato volendo vedere la reazione della donna pronto a intervenire in caso di bisogno.
La vista scomparire dalla sua vista, pensando che stava andando a chiedere aiuto.
Ma poi, è riapparsa all'improvviso alle spalle del novellino, con la sua pistola puntata alla nuca del povero ragazzo.
Deve avergli detto qualcosa davvero macabro, perché il ragazzo ha iniziato a tremare facendo cadere a terra la pistola.
Lo sguardo di gelo di lei, la sua espressione sorridente, la sua postura ferma e rilassata anche quando lo ha colpito alla nuca, anche quando il ragazzo è finito a terra svenuto.
Non un sentimento, non un tremolio.
Lo ha caricato nel bagagliaio della sua macchina, usando una corda spessa forse per legarlo, ed è partita tranquilla da casa.
Nik ha continuato a seguirla, vedendola fermarsi davanti a un bar e rimanerci per un ora.
Per poi risalire in macchina è girare ancora per un'altra ora, con ancora quel ragazzo nel bagagliaio.
Dopo tre ore dallo scontro, si è fermata sul confine del territorio di Miller.
La vista scendere dalla macchina, fischiettando una canzone e accendendosi una sigaretta con calma.
Dal bagagliaio nemmeno un sussulto, impossibile credere che ci sia un essere vivente.
Finche non la vede scaricare il corpo fuori dalla macchina, facendolo cadere a terra come un sacco di patate.
Per poi andare via, senza un minimo di esitazione o ripensamento.
Nik avrebbe voluto seguirla ancora, ma impietosito dal ragazzo ferma il suo spionaggio per soccorrerlo.
Arrivato da lui, si è ritrovato a ingoiare a vuoto.
Gli occhi spalancati del novellino terrorizzato, una pezza infilata in bocca fermata con lo scotch.
Il corpo legato come si farebbe con un capretto, con caviglie legate ai polsi sulla schiena.
Una immagine orrida che sembra impossibile imputare a quella donna.
Anche lui avrebbe dubbi, se non l'avesse vista con i suoi occhi.
"Dove diretta?"
Carter lo risveglia dai suoi pensieri, impegnato a rivivere il ricordo non si è reso conto che l'amico si è alzato dalla scrivania vestendosi della giacca, pronto ad uscire.
Nik non capisce questo profondo interesse verso Kim.
E si, è una donna davvero particolare, ma così tanto da far perdere la testa all'amico?
"Different road, e li da mezz'ora ma se i miei calcoli sono esatti, resterà lì per ancora due ore."
Non gli dà altro tempo per parlare che già esce dall'ufficio.
E Nik può solo sbuffare e seguirlo, chiedendosi quando questa storia avrà una fine.
Cosi, venti minuti dopo, si ritrovano davanti al locale di proprietà della gang confinante con quella di Carter.
I due uomini non ne rimangono sorpresi, seguono da giorni i movimenti della donna, sanno che continua i suoi movimenti illegali, anche se fuori dai due territori.
Ma questa è la prima volta che la seguono all'interno del locale, soprattutto Carter.
Perché è venuto fin qui?
Cosa si aspetta di vedere, di provare?
Carter non ha risposte, forse vuole solo capire se rivederla le provocherà ancora qualcosa, la stessa scossa sentita quel giorno.
Appena entrano nel locale, capiscono subito che è utilizzato per gli incontri di box.
Al centro della sala c'è un grosso ring, dove due uomini stanno già dando spettacolo.
Ma Carter non da loro attenzione, poiché anche bei suoi locali si svolgono serate allo stesso modo.
Cosi, guardandosi intorno alla ricerca di lei, assente, si avvicinano al bancone, fiduciosi che il barista li possa aiutare.
"Ei amico, sto cercando una donna."
Il barista lo guarda divertito, mentre ha le mani occupate ad asciugare un boccale per la birra.
Carter sa di non avere potere in questa zona, ma il comportamento di questo uomo gli sta facendo prudere le mani.
"Amico, ce ne sono di tutti i tipi qui dentro.
Bionde, brune, rosse, per tutti i gusti."
Il barista allarga le braccia in modo teatrale, indicando le numerose donne che fanno il tifo per i loro uomini sul ring.
Mentre altre semplicemente si strisciano in giro, alla ricerca di una buona compagnia e magari qualche drink offerto.
Nessuna di queste è la donna che sta cercando Miller, non sono lontanamente simili alla donna che gli sta inebriando i pensieri da giorni.
"La donna che sto cercando ha i capelli corvini e gli occhi di ghiaccio, un ghiaccio quasi assassino.
Un corpo da favola, davvero mozza fiato e si, un carattere di merda, una vera stronza."
Nik lo guarda sorpreso dalla sua descrizione e sinceramente anche lui stesso ne rimane scioccato.
La bocca ha semplicemente parlato a ruota libera, senza essere collegata al cervello, ma a un istinto più primitivo, animale.
"Da quello che mi hai detto. Penso che tu stia parlando della the Queen.
Tranquillo, tra pochi attimi la vedrai."
Come fa a conoscerla?
Che vuole questo stronzo da lei?
E cosa intende con l'ultima frase?
I nervi di Carter sono sempre più tesi e fragili, non gli piace che un uomo parli di lei con questo tono.
Una sensazione verde gelosia che gli fa stringere i pugni, senza sapere perché.
Il barista continua a sorridere straffotente, ignaro del pericolo che sta correndo a trattarlo così.
Ma prima che Carter possa farglielo presente, l'uomo dall'altra parte del bancone gli indica il ring.
Che cazzo significa?
" Ragazzi stasera un grande ritorno.
La regina di cuori e qui di nuovo, per spezzare altri amori e altre ossa.
Una fisico da favole che rinchiude una macchina di guerra, difficile da metterete a tappeto.
Sarà lei a buttarvi a terra, aiutata da due occhi di ghiaccio, che vi uccideranno solo con uno sguardo.
Ecco a voi la The Queen. "
Tutti, compresi Nik e Carter, si girano di scatto verso il ring.
Tutta l'attenzione è li, è su di lei.
Kim sale sul palco, con adosso una felpa larga e un leggins molto aderente che le mette in mostra quel bel culo che si ritrova e le gambe lunghe e snelle da non sottovalutare.
" Chi osa sfidare la regina di cuori?"
In mezzo al pubblico, un ragazzo alza la mano e si dirige verso il ring spavaldo.
Povero cristo non sa cosa lo aspetta e Carter si ritrova a sorridere sapendo bene che quel ragazzo non sarà all'altezza.
" Ora ci divertiamo."
La prende in giro lo sfidante, togliendosi la felpa mentre Kim fa lo stesso, mostrando che ha coprirla ha soloun misero top, che gli arriva a metà pancia.
Abbastanza scollato da dar respiro al suo seno tondo e perfetto.
Cazzo se è così sexy.
Carter, dopo averla guardata dalla testa ai piedi, perdendosi su ogni tatuaggio visibile, cerca lo sguardo di lei, ma trova solo due fiamme pronte ad esplodere.
C'è rabbia e furia nei suoi occhi.
Non ha mai visto tanta malvagità e sensualità.
È eccitante.
Si mette in posa, pronta per attaccare, con il suo delizioso sorriso malizioso e presuntuoso.
Il suo marchio, insieme al suo sguardo glaciale.
Lo sfidante continua a giocare, sottovalutandola e prendendosi beffa di lei con qualche commento volgare.
Ma lei risponde tirandogli un dritto diretto sul naso, facendolo tacere all'istante e barcollare.
" Brutta puttana."
Urla lui, toccandosi il naso e osservando le proprie dita sporche di sangue.
Torna alla carica, questa volta cercando davvero di colpirla e Carter continua a chiedersi perché l'atteggiamento di questo uomo gli dia tanto fastidio e perché vorrebbe salire sul ring e dargli una lezione lui stesso.
Perche?
Perché sente tutta questa rabbia?
Lei che dovrebbe essere solo un oggetto da usare contro Alex.
E una parte di lui pensa di volerla solo usare, l'altra parte la vuole e basta.
Lo sfidante intanto va verso di lei, per colpirla in faccia, ma è lento, goffo e lei lo schiva facilmente per poi colpirlo alla caviglia facendolo cadere in ginocchio.
Tra le urla di lui, lei sorride e saltella divertita e euforica, come se fosse drogata o ubriaca.
Ma se così fosse non sarebbe così agile.
La lotta continua per ancora pochi minuti, finché kim non finge di sbadigliare.
"Ora basta, mi annoi."
Ed ecco l'angelo folle che è dentro di lei spalancare le ali e distruggere.
Inizia a combattere con tutta l'adrenalina che ha in corpo, sferando colpo dopo colpo, non dando il tempo allo sfidante di capirci qualcosa.
Inutile dire che finisce a terra, k.o.
"La nostra Queen colpisce ancora."
Il presentatore urla al centro del ring, mentre il ragazzo viene portato via e la folla esulta estasiata.
Nessuno riesce a distogliere gli occhi da lei, senza sapere se è per la sua sensualità o per la sua forza.
In entrambi i casi, Kim è una donna che non passa inosservata.
Un secondo ragazzo sale sul ring, ma anche quest'ultimo dura poco e con un paio di mosse lo mette a tappeto.
Due bodygard portano via anche il secondo disgraziato.
Mentre lei rimane lì immobile, impassibile.
E Carter sente dentro di sé il desiderio di averla sempre di più.
Vedendola cosi bella, cosi impossibile.
" Non lo fare."
Sembra quasi che Nik gli abbia letto nel pensiero, lo conosce troppo bene o forse lo si legge nei suoi occhi la voglia di salire su quel ring, anche solo per sfiorare il suo stesso respiro.
" Non so di cosa stai parlando."
Ci prova Carter a fingere indifferenza, ma l'amico non è stupido.
Conosce il suo sguardo da predatore ma in quegli occhi grigi ci vede una scintilla in più.
E non sa davvero se esserne sorpreso o terrorizzato.
" Tu vuoi salire la sopra e dargli una lezione, o semplicemente toccarla.
Ti conosco bene, ci fai saltare la copertura, avevamo deciso di non attirare l'attenzione"
Ha ragione, lo conosce davvero bene.
E vorrebbe davvero rimanere in disparte e lasciare stare.
Ma quando sente il presentatore chiedere un altro sfidante, non può farne a meno e la mano si alza di istinto.
" Lo farò io"
Non importa se Nik sbuffa, passandosi le mani sul viso esasperato, nulla di ciò che dirà gli farà cambiare idea.
Cosi, guardando Carter comprensivo,gli dà una pacca sulla spalla di buona fortuna.
Dopodiché Miller sale sul ring, davanti a lei.
Lei è di spalle e lo sguardo cade di istinto sul suo fondoschiena.
E inutile negare quanto sia perfetto e così tondo.
Non si è accorta minimamente che si è offerto, almeno finché non si gira verso di lui.
Ingoiare a vuoto è inevitabile.
Il suo sguardo è puro ghiaccio, sembra persino che non lo riconosce, che non gli interessa se sia lui o qualcun'altro.
E semplicemente divertita, come una bambina pronta a salire su una giostra.
" Tu."
Si sbagliava, si ricorda bene di lui, ma allo stesso tempo sembra non importargliene.
Gli sorride, in un modo folle e malizioso che contagia Carter.
Questa donna è pazza.
" E già proprio io."
Quanta follia ci può essere in un corpo così angelico?
Quanto può cadere in basso il paradiso per diventare inferno?
Perche è questo che vede dentro di lei, dietro tutta questa indifferenza.
E ne cerca disperatamente le prove.
" Dove hai lasciato il principe azzurro?"
Il colpo mirato prende perfettamente il centro.
In questi giorni nessuno a osato nominare Alex e la prima volta che le viene chiesto di lui da quella notte.
E negli occhi di lei finalmente Miller vede qualcosa, anche se per il tempo di una scintilla.
Dolore.
" Proprio dove manderò te. A farvi fottervi insieme."
Si sono lasciati è palese da come lei degrigna i denti e stringe i pugni.
E questo dovrebbe dispiacere a Carter, perché in fondo gli manda a puttane tutti i suoi piani.
E invece, non può resistere a sentirsi sollevato, quasi felice.
" Vuoi continuare a fissarmi? Non ho tempo da perdere."
É una leonessa che si lecca gli artigli pronta a colpire.
Dopo la battuta su Alex, è completamente cambiata, trasformandosi da annoiata a famelica nella sua carne.
Una cazzo di bipolare.
" Ti accontento subito."
Il presentatore da il via e appena la campana suona i due iniziano la loro lotta .
Si giriano intondo, studiandosi, Cercando i suoi punti deboli.
Ma sono inesistenti, lei si mostra perfetta.
Gli sferra un pugno, che lui schiva senza difficoltà, come fa anche con i colpi che seguono.
Ma lei è insaziabile, sempre più forte, ricavando energia in ogni colpi che sferra e riceve.
L'angelo folle in tutta la sua bellezza e pazzia, insieme alla sua malsana sete di dolore e sangue, che sia il proprio o quello della sfidante.
In tutto ciò, Carter non fa che pensare a quanto sia sexy, nonostante sia appena riuscita a colpirlo nello stomaco con un calcio.
Per un semplice colpo di fortuna, riesce a intrappolarla nelle sua braccia.
Con la bocca a pochi centimetri dalla sua.
" Calma furia, ormai sei intrappola."
Ma lei non mostra segni di resa, anzi sorride maliziosa muovendosi lenta nella stretta di lui.
Il suo seno si struscia sul petto di lui, facendolo sospirare.
Con destrezza Kim sposta le gambe in modo da avvicinare il proprio bacino al suo, avvicinando le labbra al suo orecchio.
"Mi vuoi vero?
Mi vorresti nel tuo letto, sotto di te, mentre grido il tuo nome."
La sua voce è un caldo sussurro, mentre il suo corpo si struscia volontariamente alla erezione.
Ed è istintivo ansimare il suo profumo di frutti di bosco.
Non volendo, alleggerisce la presa e la stronza ne approfitta per tirargli una ginocchiata allo stomaco.
Carte finisce in ginocchio, con le braccia sulla pancia, urlando per il dolore a sorpresa.
Mentre gli occhi di lei sono pura soddisfazione.
" Grida il mio nome."
Gioca sporco e infondo questo gli piace a Carter ma non in questo contesto.
Cosi riesce solo a sussurrare una "stronza", che però fa sorridere Kim ancora di più.
" Si così mi piace."
Quasi un geme Kim, osservandolo ancora a terra, perso a guardarla.
E Carter ci legge ancora tanto nel gelo dei suoi occhi, ci vede tutta la sofferenza che prova.
Ma ancora una volta dura pochi secondi, poi più nulla.
Kim afferra la felpa, indossandola sotto il suo sguardo confuso.
E se ne va, senza dire una parola, senza nemmeno aspettare che la proclamino vincitrice.
Carter è venuto qui nella speranza di mettere riposo ai mille pensieri che ha su di lei.
Invece ora sono aumenti, diventati più rumorosi e passionali.
Un angelo folle che sfiora l'anima animale e poi la distrugge.
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