capitolo 9 benvenuti in questo disastro
Un risveglio strano è quello di Kim.
Difficile ricordare quando è stata l'ultima volta che ha dormito così bene, lontano da incubi e insonnia.
Se non fosse per il rumore di una suoneria che spinge nella sua testa, svegliandola dal dolce sonno.
Allinga una mano e risponde senza guardare.
E forse avrebbe fatto bene a prendere un paio di caffè prima di farlo.
"Kim?
Che ci fai con il telefono di Carter e dove cazzo e lui?"
La voce alterata di Nik la fa alzare di scatto, pentendosene subito dopo per l'emicrania che le colpisce le tempie.
Dall'altra parte del telefono sente Nik coontinuare a chiedere spiegazioni mentre lei guarda con occhi spalancati il petto che le ha fatto da cuscino.
"Kim cazzo.
Vuoi darmi spiegazioni."
Spiegazioni a lui?
Lei non ne ha nemmeno per se stessa.
Carter è nudo nel suo letto e anche lei è vestita solo con un lenzuolo.
Le servono qualche minuto per fare ordine nella mente ora completamente sveglia.
E ricorda la cena da Stendhal, la chiacchierata con i ragazzi, lalcol a fiumi nello stomaco e il sesso pazzesco con Carter.
"Carter sta bene ti chiamerà tra dieci minuti.
Ciao."
Chiude in fretta la chiamata, lanciando via il telefono come se scattasse.
Cazzo, questa cosa non l'aveva programmata ed è tutta colpa dell'alcol e di questo biondino.
Cosi si giustifica, preferendo questo alla spiegazione che infondo la voluto anche lei.
E lo guarda, steso tra le lenzuola che ancora sanno di loro, maledettamente bello con i capelli arruffati e la bocca socchiusa.
Per quanto si sia della stupida però, più ripensa alla notte passata insieme e più non riesce a pentirsene.
Volendo dare la colpa all'alcol quando invece rifarebbe l'amore con lui anche adesso.
E si porta una mano davanti alla bocca, sconvolta dai suoi stessi pensiri.
Appena detto fare l'amore e non fare sesso e capisce che la situazione è più grave di quanto voglia ammettere.
All'improvviso qualcuno bussa alla porta e Kim trattiene il respiro tornando a una realtà scomoda dove ciò che è successo, non sarebbe dovuto accadere mai.
" Kim, sei sveglia?
C'è qualcuno alla porta per te."
La voce di Sara deve aver svegliato Carter, perché inizia a mugugnare qualcosa, aprendo piano gli occhi.
Prima che possa dire qualcosa e così farsi scoprire da Sara, si lancia su di lui a cavalcioni tappandogli la bocca con la mano.
" Kim ci sei?"
Continua Sara non avendo sentito nessuna risposta, ignara della situazione in cui si è cacciata Kim.
Nuda a cavalcioni su Carter, con solo il lenzuolo a dividere la sua intimità con quella dura di lui.
E anche Carter è improvvisamente sveglio, velocemente capovolge la situazione ritrovandosi sopra di lei, con il lenzuolo che si perde ai piedi del letto e un sospiro di sollievo di Kim nel scoprire che indossa almeno i boxer.
Oppressa dal corpo di lui addosso, dalle sue labbra che le divorano il collo e dall'erezione che gli spinge tra le cosce, è molto difficile mantenere un minimo di lucida.
Ma Sara è ancora dietro alla porta e Kim non ricorda se a chiuso a chiave la serratura, perciò deve fare in fretta a risolvere la situazione.
"Si Sara, tutto bene dammj 15 minuti per prepararmi prima di rompere."
Carter sorride sulla pelle liscia del suo collo, costantanto quanto lei riesca a sembrare indifferente e acida nonostante senta il suo corpo eccitato quanto il suo.
Una attrice da premio Oscar.
Continua a baciarle il collo, assaporando quel dolce sapore che lo ha assuefatto per tutta la notte.
Ma Kim ora non può lasciarsi andare, anche se lo vorrebbe con tutta se stessa.
E con un movimento deciso, ribalta nuovamente la posizione, premendo sul suo petto per farlo stare giù mentre lei si mette dritta con la schiena in una posa erotica e maledettamente magnetica.
" Buon giorno.
Non mi aspettavo un tale risveglio."
Si mette comodo sotto di lei, ricordando alla perfezione che è la stesso posizione con cui hanno fatto l'amore ore prima.
E Kim vorrebbe davvero cancellare quell'espressione beffarda con una di estremo piacere.
Ma purtroppo ha già molti problemi da risolvere, non può pensare anche a quello nei suoi boxer.
Cosi si alza di scatto, lasciandolo sconsolato e solo tra le lenzuola, ad ammirarla ancora nuda recuperare i pantaloni di lui per lasciarglielo addosso.
Si aspettava almeno un bacio come buongiorno, ma si da dello stupido ricordandosi chi sia la donna che ha davanti.
Vedendola nervosa, si solleva sui gomiti, dicendole di calmarsi e di fare con calma.
Ma è come dire a un'animale in gabbia di stare buono.
Lo si fa incazzare solo di più.
"Calmarmi?
Questa è bella.
C'è uno stronzo nel mio letto e qualcuno di sotto che potrebbe scoprirci e sarebbe la fine.
E tu mi dici di calmarmi?"
Carter si ritrova a sbuffare, alzandosi dal letto per avvicinarsi a lei.
Capisce come si sente e forse ne ha tutte le ragioni, ma sente comunque il bisogno di tranquillizzarla.
Deluso che aver fatto l'amore, la sconvolta così tanto per ciò che pensano gli altri e non per quello che hanno provato.
Le posa le mani sulle guance, un po deluso nel constatare che si è rimessa l'intimo, concentrandosi sui suoi occhi tempestati di nervoso e dubbi.
"In primo, se non vuoi non scopriranno che sono qui, poiché ho lasciato la mia macchina ben nascosta.
In secondo, non vedo come la nostra relazione possa importare agli altri.
E poi, ieri sera non sembravi così contraria."
Kim sospira, trovando inspiegabilmente calmante e piacevole il suo tocco caldo contro la sua pelle fredda.
E potrebbe mentire, dire che è stato solo sesso e niente di più.
Ma Kim non è mai stata una bugiarda e sicuramente non inizierà oggi.
Ma, nonostante vorrebbe tutt'altro, deve mettere in chiaro la situazione.
"Non mi pento di ciò che è successo stanotte, perché non mi sono mai sentita così viva e bene.
Ma devo controllare un gruppo di ragazzi con seri problemi con una figura autoritaria e fargli sapere di noi, non mi aiuterebbe.
Non posso mostrare fragilità, non ora, ne a loro e nemmeno ai nostri nemici, ne vale della nostra sopravvivenza."
E si allontana dal suo tocco, chiudendosi in bagno, sentendo dall'altra parte della porta solo silenzio.
Perché Carter non sa davvero che dire, non trovando nessun appiglio a cui aggrapparsi per loro due.
Kim ha ragione, si trova in una situazione dove un briciolo di fragilità potrebbe essere usato per fare un cappio intorno al suo collo.
Sapeva benissimo che qualsiasi cosa ci fosse tra di loro, non aveva futuro, ci ha pensato tutta la notte finché non si è addormentato.
Eppure fa male lo stesso, nulla può preparare a questo.
Restano solo i ricordi del suo sguardo di ghiaccio, diventare acqua ferma di un lago, a prendersi nel loro piacere.
E anche Kim si perde nel ricordo della notte trascorsa insieme e per la prima volta in vita sua, sotto la doccia non sente il bisogno di lavar con violenza la pelle, non sentendo il bisogno di cancellare l'odore di lui ancora addosso.
Nemmeno con Alex era arrivata a tanto.
Con il viso sotto il getto della doccia, cerca di fare un po di ordine, ma tutto sembra inutile.
Quella sensazione di benessere e fragilità rimane sotto pelle, protetta da qualsiasi forza di strapparla via.
Appena esce dal bagno, vestita e con ancora i capelli umidi, lo trova seduto ai piedi del letto, con lo sguardo che subito cerca il suo.
"Hai ragione e sappi che accetto la tua decisione."
Kim ingoia a vuoto, non tanto per le sue parole, ma per come poi si avvicina a lei lentamente, inchiodandola al muro.
Senza pietà le accarezza la guancia, lasciando che i brividi le scorrino sulla schiena fino alle labbra che li rilascia in un sospiro, che Carter si ritrova a respirare come se fosse ossigeno.
"Ma ciò non cambia quello che è successo.
E sappi che non sei stata una botta e via o squallido sesso.
Perciò, non chiedermi di dimenticare."
Le labbra di lui sfiorano quelle di Kim un attimo appena, giusto il tempo di farle chiudere gli occhi per poi sentirlo sparire dietro alla porta del bagno.
Kim rimane sola nella stanza, senza ne parole o pensiri.
Se non che anche per lei non è stato semplice sesso, ma ora non può fermarsi a pensare a cosa è stato.
Non ne ha il tempo, non ha mai avuto tempo nella sua vita per le cose belle.
In fuga dalla stanza, afferra telefono e sigarette e esce dalla stanza chiudendo la porta a chiave, nel caso in cui Eleonora cercasse si entrare per fare le pulizie.
Appena arrivata in cucina, Cam,Jek e Massi sono ai loro soliti posti a chiacchierare mentre Sara sta porgendo il caffè a tutti.
Quando la bionda nota l'arrivo di kim, le sorride in modo strano per poi porgerle la tazzina di caffè.
"Dormito bene?"
Kim si limita ad annuire, nascondendo quanto poco ma in realtà bene sia riuscita a dormire.
Ma qualcosa non le quadra, Sara continua a guardarla sorridente e ammiccante, facendo aumentare il sospetto che lei sappia qualcosa.
E Kim non sa davvero cosa fare.
"Kim."
Ci pensa una voce dietro di lei a distrarla con un ulteriore problema.
Girandosi lentamente, si trova davanti Alex e non sa davvero cosa provare.
Lo ha amato tanto o almeno credeva che fosse amore e ha sofferto come un cane per il suo tradimento.
Ma ora, qualcosa è cambiato velocemente e drasticamente e non sa come comportarsi.
La confusione c'è, ma le ferite per il tradimento sono ancora aperte e sanguinanti, perché ancor prima di essere il suo ragazzo era un amico fidato.
Ed ora, non sa più cosa sono.
"Possiamo parlare?"
Raddoppia la dose e Kim rimane ferma occhi negli occhi verdi che poco tempo fa avevano il potere di farla tremare.
Mentre ora creano solo confusione.
Parlare di cosa?
Cosa c'è davvero da dirsi, se non che le cose non sono più le stesse.
E che sarebbe comodo dimenticare, scambiare il male con il bene, questo senso di disagio con il sentimento che un tempo li univa.
"Dimmi."
Fredda e indifferente, solo all'esterno anche Alex se ne rende conto.
Ha imparato a conoscere i suoi occhi, a subire quelle mille sfumature di sentimenti che legge dietro al gelo.
E può solo ingoiare a vuoto lui, trovando il coraggio di tentare a fare un passo in avanti, solo uno per recuperare un minimo di ciò che avevano.
"So che mi odi, che quello che ti ho fatto è imperdonabile.
Ma siamo in questa merda insieme e penso che dovremmo trovare un modo per convivere civilmente in tutto ciò.
E magari con il tempo, tornare almeno a essere amici."
Amici?
Come possono due persone che si sono spogliato di maschere e forza, condividendo fragilità, essere solo amici?
Alex non ci crede davvero, Kim lo sente che vorrebbe tornare ad essere quelli che erano prima.
Ma mentre Alex ha lei nella testa, solo lei, Kim non riesce a vederlo più come suo uomo.
Gia un altro ha preso il suo posto, anche se solo nella sua mente.
Ma comunque, kim non può negare che Alex ha ragione.
Hanno una guerra ad attenderli e c'è il bisogno di essere uniti.
Insieme contro un male più grande, per quanto sia difficile rimanere nella stessa stanza.
"Ci vorrà del tempo.
Sarai disposto ad aspettare?"
Alex spalanca gli occhi sorpreso, sconvolto che Kim abbia accettato così facilmente.
Nella mente aveva ripetuto mille volte questo discorso immaginando lei a rispondere in mille modi, tutti negativi.
E invece ancora una volta lo sorprende, illudendolo un po che non tutto sia perduto.
" Si.
Sono disposto a tutto."
Per lei è pronto a tutto, persino a combattere contro i suoi stessi demoni.
Ad un passo alla volta riavvicinandosi a lei, anche solo per proteggerla.
Perché infondo se è finita in questa merda è anche colpa sua ed è un rimorso che lo consumerà per molto tempo.
Ma Kim ha già distolto l'attenzione da lui, riversandola sui ragazzi in cucina che la guardano come se le fosse spuntata una seconda testa.
Davvero fastidioso.
"Volete una fotografia?
Muovete il culo e andate a lavorare, la vacanza è finita.
Vi voglio qui alle 15 e spero per voi che abbiate qualche notizia utile."
I ragazzi scoppiano a ridere, andando verso la porta di casa mentre aspettano Jek, che saluta Sara con un bacio a fior di labbra, per poi finalmente andare viva gridando un "si capo", a cui Kim risponderebbe volentieri con una scarpa in testa.
Questi ragazzi la faranno impazzire.
Chiunde la porta con poca gentilezza, per poi tornare i cucina dove il caffè attende ancora le sue attenzioni.
Ma non è solo, anche la bionda è lì ad attenderla con una espressione curiosa e furbetta.
" Tu non devi lavorare oggi?"
Le chiede osservando l'orologio che segna già le undici, ma Sara nega con il capo continuando a guardarla in modo quasi inquietante.
Tanto che Kim inizia davvero a pensare di avere una testa più attaccata al collo.
" No.
Penso che rimarrò tutto il giorno qui a chiacchierare con te."
La situazione inizia davvero a essere preoccupante.
E nonostante Kim la eviti, come sempre, sedendosi al suo solito posto e sorseggiando il suo caffè, Sara questa volta non demorde e decide di usare le maniere forti.
"Per esempio."
Continua la bionda, avvicinandosi al terzo cassetto della cucina e tirando fuori un indumento che Kim riconosce subito e quasi si stronza con la sua stessa saliva.
"Potrwsti spiegarmi cosa ci faceva una camicia bianca, di ottima qualità, sul pavimento della cucina stamattina.
Sai dirmi di chi può essere."
Cazzo, Kim non ha minimamente pensato che potessero aver lasciato qualcosa in cucina, ma poi ricorda le labbra di lui sul collo e le proprie mano a sboottonargli velocemente la cucina, sicura che loredana quando pulirà trovera anche qualche bottone in giro per la casa.
"I ragazzi l'hanno vi..."
Ma Sara la tranquillizza subito negando e piegando alla meno peggio l'indumento e posandolo sul tavolo davanti ai loro occhi
Come se fosse la prova preziosa di un crimine imperfetto compiuto.
"No, l'ho nascosta prima del loro arrivo.
Era scontato che riguardasse te, almeno che loredana non abbia portato uomini in nostra assenza.
Ma lo escludo."
Soddisfatta di aver messo in difficoltà e all'angolo l'amica, forse la prima volta da quando si conoscono, si limita sedersi vicino a lei appoggiandosi su una mano in attesa di risposte.
Perché sa che Kim non le mentira e che non ha via di fughe.
E si perde a guardare lo sguardo di Kim perdersi fuori dalla finestra, le guance farsi rosse e sorridere inconsciamente.
No, non l'ha mai vista così è la curiosità aumenta.
" É di Carter."
Parla continuando a guardare altrove e quando la torna sulla biondina la trova a guardarla con gli occhi spalancati e un sorriso da guancia a guancia che rischia di farle male.
Il problema è che quando le chiede cosa abbia da sorridere tanto, se ne pente subito.
" E che non ti ho mai vista così felice e sconvolta.
Ne meno quando stavi con Alex."
Kim ingoia a vuoto capendonche non è l'unica a vedere la differenza tra i due uomini.
Continuando a chiedersi perché si sente tanto travolta da quell'uomo, tanto da non riuscire a nasconderlo.
" Non dire cazzate Sara. È stato un errore che non dovrà mai più succedere."
Se lo ripete da quando si è svegliata nuda accanto a lui, ma non sembra crederci molto e nemmeno la bionda.
Ed è davvero strano vedere kim mentire, capendo che quell'uomo la davvero sconvolta, in positivo ed è spaventata lo si legge nei suoi occhi di cristallo e non di ghiaccio, non quando parla di lui, anche se mente.
" É stato un errore, ma non te ne penti."
Questo pensiero solo ora la sfiora, facendole chiedere a se stessa se è pentita.
È la risposta è no, nemmeno per un secondo se ne pentita e se tornasse indietro lo rifarebbe ancora.
Ma dirlo ad alta voce ha un prezzo troppo alto.
Cosi, si limita a fare quello che sa fare meglio ultimamente.
Recupera la camicia e se ne va, scappa preferendo la fuga alla verità.
Stringendo tra le dita la stoffa morbida della camicia, ripensa a tutte le emozioni che le ricorda, la notte passata insieme che le è rimasta ancora addosso nonostante la doccia fatta.
Prima di aprire la porta della camera, agisce di istinto portandosi la stoffa bianca al naso, sentendo il profumo delicato del dopobarba ancora impresso nella camicia.
Ma quando si rende conto di ciò che sta facendo la allontana di scatto, chiedendosi che problemi abbia la sua mente ultimamente.
O meglio, quali più del solito.
Una volta entrata nella stanza, una strana delusione la investe trovandola vuota.
La porta del bagno è socchiusa e il letto ancora scomposto, ma lui non c'è e Kim si chiede perché si senta tanto delusa di non vederlo lì.
Sedendosi sul letto sfiora le lenzuola che hanno condiviso, trovando tra di esse un foglio stropicciato, su cui una frase è scritta con una calligrafia elegante per quanto affrettata.
{Scappare dalla finestra come un'adolescente.
Ma ne è valsa la pena e ne varrà sempre la pena, per te.
Il duca.}
Nonostante non conosceva il suo soprannome, non ha dubbi su chi le abbia lasciato queste poche parole.
E lasciando il foglio lì, corre dal balcone senza saperne il motivo, trovandolo lì in giardino.
Come se fosse rimasto lì, nella speranza che lei lo cercasse.
Ed è così, Carter è sceso dal balcone appena ha visto Alex e gli altri andare via, per poi rimanere lì ad aspettare lei.
Non come un ladro che ruba e scappa, ma come un dolce amante che attende quell'attimo in più per vederla ancora.
E vederla lì, sul balcone con lo sguardo a cercare e trovare lui, può solo farlo sorridere e dargli la certezza che anche per lei non è stata una botta e via.
Sorridente e sollevato, le fa il cenno del capitano per poi vederla sbuffare e correre dentro.
E ride lui, quella donna sarà dura da scalfire.
Ma se sarebbe comodo, non sarebbe così tanto.
Una volta arrivato al cancello, gira ancora lo sguardo, questa volta verso il piano inferiore, incrociando due occhi azzurri e un sorriso riconoscente.
Rimane sorpreso di vedere Sara sorridergli e persino alzarmi un pollice in segno di approvazione.
Ma ci fu risveglio più dolce e sorprendente.
E Carter è sempre più convinto di non volersi arrendere.
Qualsiasi sia cosa che sta rincorrendo.
Anche se Kim vuole dimenticare tutto, ha letto la sua voglia di stare con lui nei suoi occhi.
Quindi l'aspettera, anche se per sempre.
In macchina verso casa, si chiede cosa gli stia succedendo.
Non si è mai sentito così, non con una donna.
Ma sorride, dandosi dello stupido.
Cosa si aspettava?
Lei non è come le altre.
Lei è Kim, la The Queen, unica fra tante.
Una volta arrivato davanti a casa, si ritrova a sbuffare vedendo Nik fermo davanti alla porta di casa.
Si era completamente dimenticato di lui.
" Tu mi devi spiegare tante cose.
Dove cazzo sei stato?"
Carter cerca di fuggire, fingendosi annoiato e superandolo nella speranza di poter arrivare fino a in camera.
Ma Nik gli taglia la strada, fissandolo preoccupato come poche volte l'ha visto.
"Eri con Kim vero?
Dimmi che non hai fatto quello che penso."
Lo guarda scrutando la verità, non ha bisogno nemmeno che Carter parli, lui sa già la risposta.
Nik si allontana, passandosi le mani tra i capelli sull'orlo di una crisi di nervi.
Quando questa mattina ha risposto lei al posto dell'amico, sperava che ci fosse un'altra spiegazione.
Ma era solo un illusione, sapeva che era successo qualcosa ed ora ne ha la certezza.
" L'hai fatto cazzo. M
a cosa ti dice il cervello? Siamo nella merda fino al collo e tu pensi solo al tuo cazzo."
Non ha mai visto Nik così incazzato.
E si, forse andare a letto con lei non è stata la cosa giusta da fare in un momento del genere.
Ma è stato istintivo, fottutamente bello e non ha intenzione di pentirsene.
" Non è come pensi Nik.
Non è stato solo sesso, io...io..."
Lui cosa?
Cosa voleva dire?
Abbassa lo sguardo, per la prima volta non sa davvero cosa dire.
Ma Nik ancora una volta ha capito e non sa davvero se è essere felice nel vedere l'amico tanto stordito o averne paura.
"Oh cazzo, tu la ami.
Ti sei innamorato di quella donna, cazzo.
Ma non capisci che siamo in guerra?
Come pensi che finirà?"
E Carter vorrebbe dirgli di stare tranquillo, che non può finire una cosa che non è nemmeno iniziata.
Ma le parole dell'amico lo fanno riflettere.
La situazione di Kim non è semplice e solo ora a mente lucida capisce quanto critica sia in realtà.
Gli è piaciuto vivere l'illusione di essere solo loro due, in un mondo dove il resto non aveva importanza.
Ma ora la realtà gli presenta il conto e il discorso fatto da Kim ha completamente senso.
E non importa se lei prova qualcosa o se lo prova lui, il mondo non darà loro lo spazio e il tempo per viverlo.
Nik, capendo lo sconforto in cui è appena caduto di testa l'amico, sospira cercando di calmare i nervi tesi.
" Carter ti conosco da sempre e vederti così mi sconvolge. Non ti ho mai visto così preso e non so se essere preoccupato o felice ma puoi contare su di me.
Qualsiasi cosa farai io ti appoggerò pienamente."
Gli poggia una mano sulla spalla, cercando di dargli un po di sconforto.
E Carter può solo alzare lo sguardo verso di lui e ringraziarlo.
Perché non importa quante volte può cadere in basso, l'amico è sempre lì pronto a tendergli la mano in aiuto.
Come ora.
"Be', concludendo che la tua vita amorosa fa schifo, sarà meglio prepararsi per l'incontro di pomeriggio oppure quella donna ci darà in pasto ai coccodrilli."
Carter scoppia a ridere, portandosi alle labbra la prima sigaretta della giornata, mentre Nik si finge serio e offeso, sicuramente per alleggerire l'atmosfera.
"Tu ridi, secondo me li ha davvero, nei sotterranei della villa.
Mi è sembrato persino di sentire rumore di frusta e urla ieri sera."
Continuano a scherzare ancora una decina di minuti, immaginando quali macchine di torture la the Queen nascondi in casa.
Per poi andare ognuno verso una direzione diversa a occuparsi dei compiti assegnati dal nuovo capo.
Solo verso le 14 si ritrovano di nuovo insieme, in macchina, a recuperare gli altri componenti del gruppo per poi dirigersi a villa Queen.
"Non mi hai ancora detto cosa hai scoperto?"
Prende parola Carter, mentre aspettano che Teo muovi il culo ed esca di casa.
Ma Nik sorride, negando con il capo come un bambino che non vuole dire cosa ha in mano.
"Lo saprai quando saremo con gli altri, anche Jek è d'accordo a dire tutto una volta insieme.
Ed ammetto che non è male lavorare con quel tizio, anche se con tutti quei ricci attira troppo l'attenzione."
Mentre parlano finalmente Teo li raggiunge in macchina, con un sorriso che poche volte gli hanno visto in faccia, stringendo in pugno dei fogli consumati dal continuo cancellare e riscrivere.
Questa strana alleanza o sfida tra i due gruppi sta già dando i suoi frutti e nessuno se ne ancora accorto.
"Si va be'.
Vi terrò gli anelli allora, a quando il lieto evento?"
Lo prende in giro Carter, alludendo a un possibile matrimonio tra Nik e Jek, insinuazione a cui l'amico risponde con un semplice dito medio.
Anche l'ultimo componente del gruppo sale in macchina e all'improvviso attira l'attenzione di tutti.
Simon Haz, un ottimo hacker, ma come tutto i nerd con seri problemi nei rapporti sociali.
Testardo e diffidente come pochi, ora i suoi amici si preoccupano di cosa accadrà una volta che si troverà difronte a Kim.
Anche perché simo ancora sa poco di questa storia, se non quello che è stato detto da Victor Stendhal, dimenticandosi di dirgli chi sarà il nuovo capo.
Si, proprio dimenticarsi.
"Che cazzo avete da guardare, mi state portando chissà dove e avete la faccia tosta di guardarmi così?
E tu, cosa nascondi in quei fogli con tanta gelosia Teo?"
Si, Simon ha seri problemi di pazienza e in generale con gli altri essere viventi.
Sarà uno spettacolo entusiasmante vederlo confrontarsi con Kim, nella speranza che la donna ci vada piano, ma hanno seri dubbi.
Intanto Teo difende i suoi fogli, spostandolo lontano dal tentativo di rubarli da parte di Simon.
"Giu le mani testa di cazzo, sono i progetti per una macchina.
E quel coglione di Cam potra solo stare zitto, altro che credersi il migliore, con questi lo faccio fuori."
Sorride Teo dicendo una frase talmente lunga e articolata da sorprendere gli altri, non l'hanno mai sentito parlare tanto.
Persino Simon ne rimane sconvolto e scoppia a ridere in modo nervoso e divertito.
"Cazzo amico quanto entusiasmo per una macchinina.
Quindi è vera questa storia delle due bande unite, ma non mi avete ancora chi ne sarà a capo."
E già e potrebbero pure dirglielo, ma poi non sarebbe divertente.
Quindi lo liquidano con una alzata di spalle, lasciandolo a ripetere sempre le stesse domande senza avere risposte.
Tanto che quando arrivano davanti a villa Queen, tutti e tre scendono dalla macchina e la tentazione di lasciarlo lì chiudendo finestrini e sportelli è tanta.
Ma alla finalmente si azzisce seguendoli davanti al grande portone.
"Asspetta un po.
Ma questa è la casa di..."
Non ha tempi di finire la frase, che il portone si apre ed è Kim in persona a dargli il benvenuto in casa.
" Finalmente siete arrivati. Stavamo per mandarvi un pattuglia di ricerca."
Li prende in giro con aria indifferente, facendo segno di seguirla in cucina dove alex e i suoi sono già comodamente seduti con una birra in mano.
Mentre si mettono anche loro comodi al tavolo, seduti sul fronte sinistro a quello destro dove stanno Alex e i suoi, carter non distoglie lo sguardo da Simon sconvolto e confuso.
L'hacker sa bene chi è la padrona di casa, carter da messi gli fa indagare su di lei e su questa villa.
Ed ora è preoccupante cercare di capire come tutti i pezzi possano essere messi a posto.
"Allora, chi è il capo qui?"
Se ne esce lui, anche un po stanco di tutto questo teatrino da quattro soldi.
Non gli piace stare in mezzo a troppa gente e non gli piace soprattutto stare in mezzo a questa gente, così cerca sulla faccia di tutti qualche risposta ma gli sguardi sono tutti rivolti sulla figura a capo tavola.
"Io."
Risponde Kim, mettendosi più comoda sulla sedia e accendendosi una sigaretta tra le labbra carnose.
Simon passa diversi stati d'animo tra la confusione e una risata amara quasi isterica, ma Kim non fa nemmeno una piega ed è forse questo ad infastidire davvero Simon.
E mentre gli altri pregano che per una volta stia zitto, mille speranze vanno in fumo.
"State scherzando vero?
Dove sono le telecamere, dove le avete nascoste?"
Da i numeri guardandosi intorno aspettando che qualcuno gridi che è tutto uno scherzo.
Ma nessuno ride e i suoi amici continuano a guardarlo e ripetergli di stare zitto.
Come se fosse lui quello sbagliato in questa situazione.
"Voi siete tutti pazzi.
Non ho nessuna intenzione di prendere ordini dalla ex puttana di Alex."
Kim in tutto questo rimane tranquilla a fumarsi la sigaretta, sotto lo sguardo teso di tutti.
Alex e Carter osservano i suoi occhi farsi sempre più freddi e la sua espressione calma nascondere la tensione con cui aspira il fumo e lo rigetta.
Resta ancora calma, fi che simo non esagera tirando troppo la corda.
"Chi ti sei scopata del consiglio per arrivare fino a qui.
O magari ti sei fatta fottere direttamente da Stendhal."
Ha tirato troppo la corda ed ora Kim la immagina intorno al collo di questa testa rossa di cazzo.
Il silenzio è calato nella stanza, tutti gli occhi sono su di lei nel guardarla piegare il capo di lato e l'espressione folle nel suo sorriso inquietante.
E troppo tardi per fermare il tutto e Kim è già davanti a lui con una mano stretta sul suo collo.
Le dita che stringono leggermente la pelle, ascoltando il battiro del ragazzo sempre più veloce e lo sguardo di lui stordito e confuso è piacevole e buon modo per sfogare il mille malsani pensiri in testa.
" Ascoltami testa di cazzo.
Ne meno a me piace questa merda ok?
Non ho scelto io di avere a che fare con voi tutti, ma purtroppo non mi sono scopata le persone giusto, forse tu hai saputo dare il culo meglio di me."
Nessuno osa dire nulla, sanno che Kim non gli farà del male seriamente come sanno che Simon ha bisogno di capire concretamente la situazione.
I modi della the Queen sono tutt'altro che morbidi, ma efficaci e lasciano ben chiaro il messaggio.
"Le soluzioni sono due, o ti scopi tu Victor e magari ci togli la merda di dosso o stai zitto e porti rispetto in casa mia.
In ogni caso, se dalla tua bocca uscirà ancora un parola che riterrò fastidiosa."
E stringe leggermente la presa sul collo, osservandolo annaspare l'ossigeno ma continuando a guardarla negli occhi testardo come pochi.
E Kim ammette che questo tizio ha le palle, gli piace, ma sarà meglio chiarire la situazione fin dall'inizio.
"Ti spezzero il collo fino a ridurti le ossa in un mucchio di sabbia e sarai ancora vivo quando avrò finito, ma pregherei l'arrivo della morte."
E lascia di scatto la presa, osservandolo tossire e passarsi le dita suo segni lasciati sulla pelle.
E Kim mostra la vera lei, quella che sobbalza da folle a seria in meno di un respiro.
Torna tranquilla al suo posto, sbuffando nel constatare che la sigaretta che aveva lasciato a metà si è consumata a meta, un vero spreco
Di questo si preoccupa e non degli sguardi sconvolti di Teo e Simon che ha addosso, si abiteranno ai suoi modi come hanno fatto gli altri.
"Detto ciò, questa situazione piace meno a me di quanto piaccia a voi.
Ma finché sarete sotto il mio tetto, avrete rispetto delle persone che ci vivono e dei compagni che non avete scelto di vostra spontanea volontà."
Parla senza guardarli, tirando fuori dal frigo in paio di birre che serve agli ultimi arrivati, fino ad arrivare davanti a Simon e porgegliela quasi in segno di pace o accordo.
Questa donna è una pazza e, anche se lo sapeva ancor prima di incontrarla di persona, subire la sua follia di persona lascia segni più indelebili di quelli che porterà per qualche ora sul collo.
Annuisce, senza nascondere indifferenza, afferando insicuro la birra dalle sue mani.
Non si fida di lei, non si fida di nessuno se non della sua famiglia, ma Nik la sera prima gli ha spiegato che il nuovo capo c'era stato tirato dai capelli ed ora che ha affrontato lei capisce cosa intendesse.
E la osserva attentamente tornare a capo tavola e chiedere informazioni a Nik e Jek, tornare calma e controllata.
Cambiamenti di unori che danno alla testa.
" In realtà non molto. Ma chiedendo in giro è uscito fuori un nome.
Aspry. "
La riunione ha finalmente inizio seriamente e tutti ora si concentrano sul da farsi.
Anche perché se si concetrerebbero su Kim, diventerebbero pazzi forse più di lei.
Cosi Nik tira fuori una cartellina con delle foto si un locale e un uomo che fuma una sigaretta tranquillo prima di entrare dentro, per poi lasciar continuare Jek.
" Uno stronzetto che controlla il Roller, una discoteca proprio sui nostri confini.
Non ha mai fatto il passo poi lungo della gamba ma abbiamo scoperto che ultimamente sta facendo spacciare la propria roba nei locali e si vanta di avere amici in alto e non credo si riferisca ai santi."
E chiaro che questo Aspry c'entra qualcosa, nessuno di punto in bianco esce fuori dalla tana sicura, almeno che non abbia le spalle ben parate, proprio quando una nuova gang si avvicina al loro territorio, una strada coincidenza.
Jek e Nik continuano a parlare, dicendo le esatte cose che Kim ha pensato poco prima.
E tutti sembrano d'accordo a fargli qualche domanda, ma quando Cam propone di muoversi subito, Nik lo ferma.
" Calma, non è così facile. Anche se uno stronzino a un bel giro ed è molto protetto. Non è facile avvicinarlo."
Cio rende il tutto più sospetto, ma Kim ha bisogno di più informazioni per muoversi al meglio.
"Nik, Jek gironzolare lì intorno, prendete più informazioni possibili su di lui e sulla discoteca.
Voglio tutto entro stasera."
I due annuiscono e senza perdere tempo decido di comune accordo di andare subito, prima iniziano e prima finiscono.
Finiscono in fretta la birra e se ne vanno, lasciando Kim ha dividere gli altri compiti.
E lo sguardo si posa su Simon.
"Mi hanno detto che sei bravo con i computer, perciò vai con massi e mettete su un buon servizio di sicurezza e trovate tutte le piantine di quella discoteca, voglio persino scoprire dove cazzo finiscono le fogne dal water all'oceano."
Simon è un po riluttante ad eseguire gli ordini, ma lo sguardo di Kim si fa più duro, segno di nervi tesi vicini ad esplodere di nuovo.
Percio, essendo che ci tiene alla sua vita, si limita ad annuire e a seguire Massi fuori dalla cucina.
E anche questa è fatta, questa riunione sta andando meglio di quanto Kim sperasse.
Fa segno ai due meccanici di passargli i fogli che stringono in mano, scoprendo essere bozze per il progetto che ha chiesto loro da fare.
E sorride, osservando i due progetti molto simili, se non fossero incentrati su due fronti diversi.
Mentre Cam ha lavorato sul motore e sulla carrozzeria, Teo si è concentrato sulla parte elettronica e sui dettagli come cetrinscuri e anti proiettili.
"Mi piacciono entrambi, unirete i due progetti e ci lavorerete insieme nel mio garage, sotto il mio controllo finché non sarò sicura che non tenterete di uccidervi.
E voglio risultati entro la fine della settimana e chiaro? "
I due annuiscono, riprendendo in mano i loro fogli soddisfatti del loro lavoro, un po meno di essere arrivati un pareggio.
Non sarà facile lavorare insieme, tutti loro hanno passato anni ad odiarsi e a combattersi, mentre ora devono imparare a convivere senza uccidersi.
E dura, ma da qualche parte bisogna pur iniziare e villa Queen è il luogo neutrale perfetto.
"Alex, Carter, voglio quelle armi e le voglio prima di subito.
Ci vediamo qui stasera per cena, alle pizze penserete voi due, per me una Margherita e ora fuori dai piedi."
E non c'è più niente da dire, se non benvenuti in questo disastro.
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