capitolo 7 bella situazione di merda.
Finalmente fuori da quell'inferno, gli uomini slacciano il nodo della cravatta, riprendendo un po di respiro.
E come se nulla fosse, si dirigono alle loro auto.
" Dove credete di andare?"
Tutti si fermano, quasi spaventati dal suo tono stanco e severo.
Kim, con una sigaretta alle labbra, appoggiata alla fiancata della sua macchina, li guarda con un sopracciglio alzato.
Ed è stanca, nervosa, eppure Carter e Alex ingoiano a vuoto per quanto sia bella e sexy.
" Dopo una serata del genere, vuoi andare a prenderti un gelato?"
È il nervoso mischiato all'eccitazione e alla sua presenza a farlo parlare tra i denti.
Ma questo non lo giustifica e non lo salva dallo sguardo storto e autoritario di Kim.
Anche stasera a mangiato poco e niente, nutrendosi solo di alcol e nervoso.
Non è un buon momento per farla incazzare ancora di più.
" Ci vediamo tutti a casa mia, subito. Jek fai strada tu, io vado a prendere Sara.
E cercate di non scontrarvi, non voglio morire di già ok?"
Che cazzo ha in mente?
Nessuno di loro ha intenzione di passare dell'altro tempo con gli altri.
Eppure nessuno osa contraddirla, limitandosi ad annuire e a salire nelle proprie auto eseguendo gli ordini.
" Odio ammetterlo ma ha ragione.
Dobbiamo parlare e la casa di Kim è abbastanza neutrale per entrambi."
Sospira Nik, con il supporto silenzioso di Teo seduto dietro.
Mentre Carter stringe il volante seguendo la linea di macchine davanti a lui.
Cazzo, la serata non vuole proprio migliorare.
Ed è convinto che andrà ancor più a peggiorare ora che si ritroverà faccia a faccia con Alex, senza il pensiero di proteggere Kim ma di averla.
Comunque non ha bisogno di seguire Jek davanti a lui, ha passato così tanto tempo a spiare Kim negli ultimi giorni, che ormai sa a memoria la strada.
" È davvero una situazione di merda."
Sospira Nik, togliendosi del tutto la cravatta e spalmando sul sedile sgraziato.
E Carter si limite ad annuire senza aver bisogno di parlare.
Il problema è che non è tanto la ricerca di questo sconosciuto, ci sono abituati a stanare gli stronzi.
Ma sapere che dovranno collaborare con Alex e che lei sarà al centro del tutto, gli manda in crisi tutti i nervi e i pensieri che si mischiano a immagini disastrose se non riusciranno a vincere questo fottuto gioco di Stendhal.
" Ci tieni davvero a quella donna?"
La domanda a brucia pelo di Nik, lo prende impreparato, subendo il colpo senza difese.
Ingoiando a vuoto, capisce che è inutile fingere ancora, soprattutto dopo una serata del genere.
" Si amico.
Sono fottuto."
Non sa ancora cosa sia questo legame che lo lega a lei, se sia solo un interesse fisico, una curiosità o qualcosa di più.
Ma si sente comunque fottuto, ingoiato crudelmente dentro di lei senza via di scampo.
Pronto a tutto per lei e questa forse è la prima volta che lo ammette davvero.
" Allora dovremo fare i bravi, soprattutto tu."
Cazzo, Nik ha ormai ragione su tutto.
Da quasi i nervi il fatto che lo lega dentro come se fosse un cazzo di libro.
Ma come può non essere così dopo anni di amicizia.
In compenso apprezza Teo che come sempre è di pochissime parole e si limita ad annuire con semplice comprensione della situazione di merda in cui si trova l'amico.
Gia, una bella situazione del cazzo.
Una volta davantia villa Queen, è Jek ad aprire la porta e ha fare gli onori invitando tutti nella cucina.
E Carter non può che farsi mille domande.
Ha le chiavi di casa di Kim, perché?
Cosa c'è tra loro?
Lui vive qui?
Ma poi si calma, decidendo di usare il cervello e ricordarsi che Jek è il fidanzato della biondina che vive con lei, ecco un buon motivo per cui lui ha la chiave di casa.
Nell'attesa dell'arrivo di Kim, distoglie l'attenzione omicida da Alex, per osservarsi intorno.
Ed è strano trovarsi in casa si lei, tra i suoi spazi privati, tra le sue mura ricche di lei.
Osserva le foto attaccati al muro che la raffigurano con la biondina, mentre in altre c'è anche la sua sorellastra e le amiche.
Cio che riguarda lei è come astratto, come se la vera lei fosse nascosta nel cemento delle pareti o dietro ai mobili in cassaforti sicure.
Quando finisce l'ispezione, si ritrova seduto al tavolo della cucina, con davanti a se proprio alex.
Anche lui incazzato e nervoso per tutta questa situazione.
Ma, nonostante l'odio tra i due, non osano muovere un dito, sicuri che se osano anche solo rompere un bicchiere, Kim gliela farà pagare molto cara.
La diretta interessata arriva poco dopo, con al suo fianco Sara e le ragazze che impallidiscono nel vederli tutti li.
E in realtà ne hanno tutte le ragioni, soprattutto per la presenza di Carter e i suoi.
Kessie rimane pietrificata davanti alla presenza del fratellastro.
Non lo vede da anni, ma il suo odio verso di lei l'accompagna ogni giorno che passa, persino ora mentre lui la guarda con disprezzo e disgusto.
E Kim vorrebbe prenderlo dal colletto e farlo ragionare.
Ma per stasera a ben altro a cui pensare, i loro problemi famigliari da strizzacervelli dovranno aspettare.
"Jek portale di sopra.
E resta con Sara, spiegarle la situazione è torna giù.
Abbiamo molto di cui parlare."
Jek esegue gli ordini, posando una mano sulla schiena di Sara, che però scappa dalla sua presa per correre tra le braccia di Kim.
Silenzio mentre le due donne si abbracciano con affetto e stupore quando Kim le bacia la fronte in segno del suo ritorno, per poi spingerla a seguire Jek al piano di sopra.
Chi non è abituato a vederle insieme ne rimane sconvolto.
Soprattutto Nik, che davvero non avrebbe mai immaginato di vederla in vesti tanto umane.
Ed è ironico quanto, in una situazione del genere, lei sia sempre al centro dell'attenzione di tutti.
E quanto lei sia indifferente ai loro sguardi indagatori.
Cio che c'è tra lei e sara sono cazzi suoi e nessuno deve osare far domande o intrommersi.
Il messaggio è molto chiaro in questo.
Appena vede la figura delle ragazze scomparire al piano superiore, fa un lungo respiro per poi raggiungere gli altri in cucina.
È stata una serata del cazzo e non è ancora finita.
Victor la fottuta alla grande ed ora l'unica cosa che rimane da fare è creare un buon piano, ma soprattutto mettere d'accordo i due gruppi o meglio i loro capi.
Questo si che sarà divertente.
Dallo scaffale in alto tira fuori un paio di bottiglie di alcol con dei bicchierini, posandoli davanti a tutti loro e riempiendoli quanto basta.
Osserva divertita la faccia di Carter e Alex, che sicuramente preferirebbero qualcosa di diverso, ma questo non è un cazzo di bar, perciò meglio per loro se non si lamentano.
Un attimo di silenzio si diffonde tra la stanza e i numerosi pensieri che toccano tutti.
Sorseggiando il drink servito, si godono questi attimi di pace che anticipano la tempesta.
E Kim sfrutta il momento per osservare i sue uomini che siedono alla sua destra e alla sinistra.
Ammette che cedere Alex dopo così tanto tempo, le crea ancora un leggero movimento nello stomaco, ma potrebbe anche essere tutto l'alcol che ha ingerito, perciò non è sicura che sia una sentimento o qualcosa del genere.
È bello, stasera ancora di più nel suo smoking dolce e Gabbana, con il suo viso pulito dalla barba e i suoi occhi di smeraldo.
Ma Kim si chiede se è normale non provare quasi più nulla per lui.
Eppure credeva di amarlo, di voler stare con lui, ma invece ora lo sente così distante e gli sono tanto chiare le differenze tra di loro, quei difetti nel loro rapporto che prima si nascondevano dietro a sentimenti e passione.
È normale che un sentimento che fingeva di essere tanto grande, ora sembra solo fumo negli occhi?
Forse no, non è normale ma Kim la normalità non sa proprio cosa sia, vive di istinto e sensazioni.
Le stesse che ora attirano il suo sguardo verso di Carter.
Passando a un'altro dilemma.
Questo uomo, ora nel suo completo elegante, la barba ben curata e i suoi occhi simili al fumo di una bomba che sta per esplodere, dentro di lei, le crea una strana confusione nella testa.
Se lo ritrova sempre tra i piedi quando ne ha bisogno ma non lo ammetterà mai.
E più cerca di allontanarlo e più se lo ritrova addosso.
La cosa che lo confonde di più, è proprio questo, questa testa di rapa non si arrende e continua a sbattere contro i muri che Kim le mette davanti.
Non se ne va, al contrario di Alex che ha sempre preferito fare un passo indietro.
E manda giù di colpo il secondo bicchiere di vodka, sentendo la mente sempre più leggera, chiedendosi se non sia l'alcol in vena a crearle in testa questi strani pensiri.
Ma ora non può pensare ai suoi problemi con gli uomini.
O meglio, deve concentrarsi sull'uomo che la messa in questa situazione di merda.
" Allora la situazione è questa e non possiamo cambiarla. Quindi Carter e Alex, da adesso in poi dovrete mettere da parte le vostre cazzate e chiaro?"
Alex scatta subito con lo sguardo su di lei e dio quanto gli è mancato il suo sguardo e la sua.
Ma ora, gli pizzica leggermente l'orgoglio e come i bambini inizia a fare i capricci.
Forse per sembrare migliore ai suoi occhi.
" Io non c'entro un cazzo.
È lui che fa il bambino per una cosa così vecchia e stupida."
E il tutto cade nell'ennesimo litigi che provoca l'emicrania di Kim.
Infatti Carter è subito in piedi pronto all'attacco.
E c'è davvero il rischio che il tutto crolli drasticamente.
" Ma che emerito cazzone che sei..."
Ma Kim ne ha già abbastanza, sia di tutta questa merda, ma anche dei continui litigi tra questi due che sfiorano il ridicolo cazzo.
Basterebbe parlare tra loro basterebbe che Alex gli raccontasse cosa è accaduto con quella donna.
Ma no, è più facile tenersi il proprio orgoglio che affrontare le cose.
Alzandosi in piedi, Kim sbatte i palmi contro il tavolo facendo tremare i bicchierini su di esso e attirando la completa su di sé.
"Ora BASTA, mi avete rotto i coglioni entrambi.
Io non voglio morire a causa vostra è chiaro?
E se succederà qualcosa a Sara, sarò io a spellarvi vivi."
Cazzo, nessuno di loro la mai vista così incazzata.
Ma in realtà ne ha tutte le motivazioni.
Qui chi pagherà il prezzo più alto è lei.
Ed è forse il momento che tutti i presenti se ne rendono conto, altrimenti glielo farà capire lei con i suoi dolci modi sadici.
" Va bene, ma solo finché non ne usciremo fuori.
Poi ti ucciderò è chiaro?"
Niente sembra che i due siano sordi, oppure sono semplicemente stupidi.
E continuano a sfidarsi con lo sguardo, con Nik che si schiaffeggia la fronte per il carattere testardo dell'amico.
Ma anche Alex, in piedi davanti a lui, risponde con lo stesso fuoco.
" Fatti sotto Carter.
Possiamo risolverla anche qui e subito."
Dire che Kim è esausta è poco.
Ormai le tempie le duolono e il terzo bicchiere che manda giù non le brucia in gola come dovrebbe.
Frustrante e innervosita fino all'inverosimile, perde del tutto la pazienza
" Dio siete impossibili, sapete che vi dico, va fan culo io me ne lavo le mani.
Pensate da soli a risolvere sta cazzo di situazione e fuori da casa mia."
Alex e Carter si bloccano sul posto con gli occhi spalancati verso di lei.
Ma anche gli altri subiscono la resa della donna e sanno bene cosa accadrà se lei li lascerà far da se.
Jek è arrivato pochi secondi fa, sentendo perfettamente il discorso di Kim.
E guardandosi con Nik, capisce che devono essere loro a dare una mano alla donna.
"Aspetta Kim, dacci un possibilità.
Senza di te questi due testoni non faranno altro che combattere tra di loro e tutto andrà a puttane.
Tu sei l'unica che può gestire la situazione."
E Jek al suo fianco annuisce in appoggio.
Entrambi hanno fiducia nei loro amici ma anche capi, però sanno che insieme nella stessa stanza non saranno mai capaci di fare un passo avanti in questa situazione.
Lo sconosciuto riuscirà a colpirli e Victor farà pagare a loro l'errore.
" Nik ha ragione.
È vero, io e Alexabbiamo un conto in sospeso, ma non permetterò che i nostri problemi ricadono sulla mia famiglia e soprattuttosu di te."
Carter per tutto il tempo si rivolge a Kim, mettendo un pizzico di personale che Alex percepisce all'istante.
In questo momento nel suo sguardo e nelle sue parole ha la prova che Miller ha un'interesse verso di lei che va oltre la vendetta.
E vorrebbe ucciderlo, gridare che lei è sua, ma può solo tacere mettendo per la prima volta da parte l'orgoglio, per il bene della propria famiglia e della donna che torna seduta accendendosi una sigaretta con calma.
Averla tutto il giorno vicina, vivendo la sua vita con lo stesso respiro, sarà questa la vera prova per i due uomini che ora non sanno se collaborare o uccidersi tra loro per la stessa donna.
" Bene il meno è fatto.
Ora parliamo di questo sconosciuto che vuole rompere le palle nella nostra città.
Che cosa sappiamo?"
Con lo sguardo punta Jek e Nik, sapendo bene che entrambi sono gli investigatori della due squadre.
E se la matematica non è una opinione, due teste sono meglio di una.
Nik nega con il capo, sorseggiando lentamente il drink stranamente ancora più amaro stasera.
"Anche noi sappiamo poco è niente, se non quello che ci ha detto Victor.
Si dice in giro che sia in arrivo una tempesta, ma non si sa chi sia, dove e quando colpire.
Insomma non sappiamo un cazzo."
Alla fine Jek ha detto esattamente quello che avrebbe detto Nik, poiché tutti sono nella stessa schifosa situazione.
Tutti nella stanza, fissano Kim trasformarsi ancora una volta.
Chiudendo gli occhi per pochi secondi, si gode il fumoo che scende in gola per poi uscire dal naso, riaprendo poi gli occhi in una personalità completamente diversa da quella severa, stanca e incazzata di pochi secondi fa.
"Perfetto, da qualche parte dobbiamo iniziare.
Jek e Nik, siete i migliori investigatori della città da quello che so.
Cercate qualsiasi informazione utile, anche sotto le pietre se serve.
E fatelo insieme, voglio qualcosa entro due giorni."
Ecco il lato razionale e controllato di Kim, quello che spegne le emozioni e si lascia guidare dall'ordine delle cose.
Caratteristica che la fatta sopravvivere fino ad ora e che le ha messo in capo questa fastidiosa corona di spine.
I due si limitano ad annuire, anche perché al contrario dei loro capi non hanno nulla uno contro l'altro, perciò trovano proficuo unire le forze.
Anche perché, dalla faccia di Kim capiscono che non avrebbe comunque accettato un no come risposta.
"Massi voglio un'impianto di sicurezza su tutta la casa.
Sensori, telecamere, tutte quelle stronzate che tu conosci bene.
Usa la camera di servizio in soggiorno, sara la nostra sala di controllo.
E voglio anche due uomini sempre presenti davanti a casa quando nessuno di noi è presente.
Villa Queen sara il nostro punto di comando."
Massi si limita ad annuire, decidendo di mettersi subito a lavoro per capire come trasformare uno stanzino in una buona sala comando, lasciando la cucina per mettersi all'opera.
"Simo lo potrà aiutare, anche lui è un hacker eccellente."
La voce che pronuncia queste parole è sconosciuta a molti dato che è Teo a dirle, conosciuto per essere una persona che parla raramente e poco.
Ma siccome Nik è impegnato a parlare con Jek e Carter sembra essere nel mondo dei sogni mentre fissa Kim.
Qualcuno doveva pur dirlo.
E Kim si ritrova a sorridere divertita, ma anche felice di averlo in squadra.
Un uomo che parla poco e esegue gli ordini, già gli piace.
" Allora sai parlare.
Quale la tua capacità?"
Ora Teo si ritrova l'attenzione di tutti i presenti addosso, ma non mostra disagio o fastidio.
E silenzioso, non timido e con la sua stazza da armadio a tre ante non è facile metterlo in soggezione.
" Sono il miglior meccanico della città."
Anche modesto, si ritrova a pensare Kim.
Ma non ha il tempi di parlare, che si fa avanti Cam punto nell'orgoglio che non ha mai nascosto a nessuno.
"Non più di me. Nessuno è più bravo di me con donne e motori."
Ed ecco che si ricomincia con i battibecchi da adolescenti, manca poco che non tirano fuori un righello per vedere chi piscia più lontano.
Prima che la situazioni degeneri da semplici insulti a prendersi a pugni, kim ancora una volta deve comportarsi da mamma chioccia e fermare la scenetta ridicola.
"O mio Dio, certo che si vede con chi state,siete tutti impossibili.
E voi due, dimostrate di essere i migliori."
Una sfida, basta poco per placare due bambini capricciosi.
E Kim fa perfettamente centro, i due fermano le chiacchiere ascoltando con attenzione cosa ha in mente il loro nuovo capo."
"Voglio una macchina pronta a tutto.
Un prototipo e ci lavorerete insieme nel mio garage.
Dove potrò controllare che non vi prendiate a chiavi inglesi in testa.
E voglio il progetto entro domani sera, perciò meno chiacchiere e più fatti."
I due si ammutoliscono, chiudendosi in loro stessi già a creare mentalmente il progetto perfetto.
Tornata la quiete, Kim passa mentalmente il punto della situazione.
E mancano solo un paio di cose.
"Ci serviranno armi, molte armi, perciò Carter e Alex fate muovere il culo hai vostri fornitori e fate muovere gli uomini nelle vostre zone per quanto riguarda gli altri affari, bisogna capire com'è si muove lo sconosciuto."
Detto ciò, per ora dovrebbero esserci, anche perché finché non hanno informazioni inutili possono solo prepararsi al peggio.
L'ennesima sigaretta sfiora le sue labbra e finalmente l'emicrania inizia a darle un po di pace.
Ora ha solo bisogno di togliersi dai piedi i tacchi, una doccia e dormire almeno fino a mezzogiorno.
"E Carter porta quel tizio, Simone o come si chiama lui, lavorerà insieme a Massi.
Ora sparite non vi voglio vedere fino a domani pomeriggio alle 15 siate puntuali."
Nessuno la contradice, non possono anche volendo perché Kim veste alla perfezione gli abiti da capo e tutti iniziano a capire cosa abbia visto Victor in lei.
Quella sfumatura della sua personalità capace di guidare un esercito se solo vorrebbe.
Forse, con lei al comando, hanno davvero un possibilità di riuscita.
Tutti abbandonano la cucina, decisi a tornare a casa a riposare, anche loro esausti per tutta questa situazione del cazzo.
L'unico che rimane sulla porta è Alex, sicuramente per scambiare qualche parola privata con Kim.
E Carter non può fare a meno di fermarsi poco lontano, con la scusa di cercare le sigarette per origliare la situazione.
Si, davvero molto maturo.
" Kim io..."
Ma Kim lo ferma prima del nascere, non ha davvero le forze per affrontare anche lui stasera.
Anche perché ormai è convinta che non ci sia più nulla da recuperare o aggiustare.
Un vaso che cade e si rompe, può essere riparato ma rimarrà sempre scheggiato e segnato dalla rottura.
" Alex lascia stare.
E inutile continuare a rincorrerci come una cane fa con la coda.
Dobbiamo solo convivere in questa situazione di merda.
Ma ognuno rimarrà per le sue.
Ogniuno per la sua strada."
Colpito e affondato, ad alex non resta che andare via con la coda tra le gambe e l'orgoglio sotto i piedi.
Cosa voleva dirle davvero?
Cosa voleva ottenere con il ripetere sempre le stesse cose?
Nulla, infondo a ragione lei, ormai sono destinati a camminare ognuno sulla sua strada.
Al contrario, Carter non può negarsi di sorridere mentre sale in macchina insieme a Nik e Teo.
" Smettila di sorridere come un ebete Carter, sei inquietante."
Non può farci nulla, vederla rifiutare definitivamente alex, gli da uno strano senso di soddisfazione.
E ammette che può sembrare crudele, sa quanto lei abbia sofferto per lui, ma non può farci nulla.
"Ma ammetto che quella donna sa il fatto suo.
Forse con il suo aiuto abbiamo davvero una possibilità di non finire ammazzati.
E una donna tosta."
Alle parole di Nik, Carter sente uno strano fastidio allo stomaco che lo spinge a stringere con più forza le dite sul volante.
Gelosia, ecco cosa sente e si da dello stupido per sentirsi a causa di un semplice commento.
Non osa immaginare se fosse la sua donna.
Ferma la macchina davanti casa di Nik facendo scendere i due ragazzi senza nemmeno salutarli e andando via subito dopo.
La sua donna, ha davvero pensato a questa possibile ipotesi?
La vuole?
Confuso dai propri pensiri, si lascia guidare dal proprio istinto e facendo un'inversione a u, torna sulla strada che porta a villa Queen
La immagina persa in una situazione più grande di lei, in cui lui forse sarebbe impazzito.
Vede sul tavolo la seconda bottiglia ancora a metà e la immagina ad attaccarsi ad essa per dissetare il problemi nella sua mente.
E accelera, per tornare da lei.
Forse solo per vedere come sta, per consolarla e magari fermarsi con lei a finire quella bottiglia.
Sicuramente lo manderà a fan culo, ma non gli importa.
Gli basta vederla anche se per pochi secondi perché...
Non lo sa, ma ne ha più bisogno lui di quanto ne potrebbe avere lei.
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