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Capitolo 3

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In questo capitolo sono presenti scene con riferimenti sessuali espliciti che potrebbero offendere qualcuno
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Capitolo 3

Tre mesi prima

"LASCIAMI! CHE COSA VUOI FARMI?? LASCIAMI!!".

"Taci!!" ringhiò Lucius, scuotendo Emmeline da sopra le spalle.

"MOSTRO! METTIMI GIU'!!" urlò per l'ennesima volta la ragazza, mentre lacrime amare le scorrevano lungo la fronte fino ad inzupparle i capelli biondo miele.

Il Mangiamorte continuò a camminare noncurante delle sue parole, diretto chissà dove all'interno della fortezza oscura.

Ad ogni passo, il cuore di Emmeline si faceva via via sempre più pesante: sapeva cosa sarebbe successo; lo aveva intuito nel momento esatto in cui aveva incrociato lo sguardo gelido di Malfoy. Nessuno sarebbe arrivato a salvarla. Non ci sarebbe stato né James, né chiunque altro. Lei, sola, a cercare di lottare per il proprio onore e per la propria dignità.
In un disperato tentativo di non pensare a ciò che le sarebbe toccato, tentò di tenere a mente la strada, ma i corridoi parevano ai suoi occhi uguali: tetri, illuminati fievolmente da torce appese alla fredda pietra scura. Non un indizio, non un quadro.. niente.
Erano finiti nella dimora del nulla, del dimenticato.

"Ti prego..." si ritrovò a sussurrare, forse più a se stessa che all'uomo. "Ti prego..".

Una litania fievole, gonfia della disperazione di chi sa di guardare nell'abisso e di non vederne una fine. Si costrinse ad estraniarsi dal proprio corpo, a pensare a cose migliori, ma davanti agli occhi chiari non aveva che il dolore passato in quei giorni, o settimane.. sarebbe davvero finita così? Come merce di scambio tra Mangiamorte?

Giunsero, infine, davanti ad un'enorme porta nera e si fermarono. Lucius girò il pomello dorato e varcò l'ingresso.
Dalle sue spalle, Emmeline intravide un'enorme stanza in fondo alla quale era posizionato un letto a baldacchino dalle coperte rosso cupo. Non vi era altro, se non un piccolo tavolino dalla parte opposta, sul quale era stato posto un teschio.

La ragazza percepì il sangue gelarle nelle vene. "LASCIAMI! NO!! NO!" urlò, scalciando, quando il Mangiamorte attraversò lo spazio in poche falcate verso il letto. "LASCIAMI!! NO!"

Quasi senza sforzo, Lucius la afferrò per i fianchi e la gettò sul materasso duro e freddo.
"Imparerai a urlare solo quando lo dirò io" sogghignò.

Emmeline si mise a sedere e cercò di allontanarsi dall'uomo, ma con un agile scatto, Malfoy fu sopra di lei, a cavalcioni, e le immobilizzò le braccia sopra la testa, mentre con l'altra mano si dava da fare per slacciarsi la cintura dei pantaloni.

"NO! NO!! TI PREGO!" gridò la grifondoro, ma per quanto tentasse di divincolarsi, la presa del Mangiamorte era troppo forte e lei troppo debole.

Il volto di Lucius era attraversato da una luce quasi demoniaca, illuminato in parte dalla flebile luce di una fiamma appesa alla parete, ma i suoi occhi di ghiaccio brillavano più vivi che mai, bramosi e golosi della giovane donna.
Preso dall'eccitazione, abbandonò l'idea di liberarsi dei pantaloni e si chinò su Emmeline, premendo con forza le labbra contro le sue ed assaggiandone l'innocenza. Contro il volere della ragazza, si fece largo nella sua bocca con la lingua e con violenza le strappò un bacio non corrisposto, mordendole le labbra con ferocia quasi animalesca, strappandone la carne fragile ed assaporando il caldo sapore del suo sangue.
La mano libera risalì dal fianco e le afferrò il volto con forza. La costrinse a rimanere immobile, godendosi della supremazia che stava esercitando su quel corpo così innocente ed immaturo ad un tocco tanto violento.
Sentì l'eccitazione montagli nel bassoventre e premette il bacino contro il suo, ansimando di piacere quando udì i suoi gemiti imploranti e disperati. La voleva possedere con violenza, farla sua mentre le sue grida addolorate gli riempivano le orecchie.
Con foga, le afferrò un seno al di sopra della camicetta sgualcita e strinse con troppa forza, conficcando le unghie nella carne.

Emmeline piangeva, urlava quando le era possibile, tentando in tutti i modi di liberarsi della presa disgustosa di Lucius Malfoy, ma ogni sforzo appariva vano.
Con orrore, percepì l'eccitazione del Mangiamorte premerle sul ventre e, quando lo vide sfilarsi la cintura ed abbassare la cerniera dei pantaloni, seppe che la sua vita sarebbe cambiata, che nessuno sarebbe entrato dalla porta e avrebbe posto fine a quello scempio.
Avrebbe perso la sua integrità per sempre, per odio e non per amore, per violenza e non per passione.

Chiuse gli occhi.

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"J-James.." sussurrò Lily con voce spezzata, "Com'è... possibile?".

Davanti ai lei, il malandrino le restituiva uno dei suoi sorrisi sghembi, tra il divertito e lo scocciato, mentre i suoi grandi occhi dell'ambra più pura si incatenavano ai suoi, verdi e – in quel momento – colmi di smarrimento.

"Sirius.. cosa..?" domandò, volgendosi verso il Black che, come lei, osservava James con sguardo attento, come un rapace fissa la preda prima di attaccare.

"Colpo basso" ammise l'amico parlando con James, che fece spallucce, "Potrei dire di essere sorpreso, ma i tuoi giochetti mi hanno annoiato" poi si girò verso la ragazza che, raggelata al posto, non aveva ancora osato muoversi, "Vieni, Lily" le disse con voce dolce e le tese una mano, "Ti avevo detto di non credere a ciò che avresti visto, almeno non subito".

La Caposcuola afferrò la mano di Sirius quasi con disperazione e si fece accompagnare lontano da James, in uno degli angoli della stanza nel quale erano state poste due sedie: "Sirius, cosa succede?" gli domandò e si maledisse per le lacrime amare che le rigarono le guance. Per un solo secondo, aveva provato un senso di gioia immensa, bruciante e distruttiva che le aveva pervaso le membra, riportandola in vita. Eppure, lo sguardo cupo del Black l'aveva costretta ad affrontare la realtà: non esisteva nessun James Potter a Grimmauld Place. Non era in salvo... non era con loro.

"Capirai" le rispose il malandrino e, con sua immensa sorpresa, estrasse da un fodero poggiato al muro la spada di Grifondoro, "A nostre spese, io e Mary abbiamo capito che le piace giocare. Non si stanca mai, neppure quando il gioco diventa ripetitivo e tedioso". Così dicendo, si avvicinò a James e, con l'urlo di Lily nelle orecchie, trafisse l'amico da parte a parte. Dalla ferita, si sprigionò un intenso raggio di luce purpurea. La temperatura nella stanza si alzò repentinamente e gli oggetti intorno a loro presero a sfrigolare.

Lily percepì chiaramente l'ondata di magia colpirla ed attraversarla da parte a parte: il sangue le ribollì nelle vene e le parve che ogni sua singola terminazione nervosa potesse esplodere da un momento all'altro. Istintivamente chiuse gli occhi e si aggrappò disperatamente alla sedia sotto di sé.

Com'era iniziato, tutto finì

"Puoi guardare" le disse Sirius, avvicinandosi a lei.

Lentamente, Lily aprì gli occhi e trattenne il respiro: "Faith"

Faith Chasm aveva sostituito la figura di James e ora stava lì, davanti a loro, ad osservarli con il volto serio e i polsi stretti nelle catene.

Erano passati mesi da quando la Caposcuola l'aveva vista l'ultima volta, eppure era convinta che ci fosse qualcosa di diverso in lei, nella ragazza che aveva conosciuto ad Hogwarts. Sembrava essersi perfezionata, come il baco lascia posto ad una farfalla o, meglio, come un serpente muta per mostrare una pelle nuova. La Faith che le restituiva lo sguardo era lontana dalla ragazzina innocente che aveva trascorso con loro gli ultimi mesi di scuola: i capelli neri erano cresciuti, avvolgendosi su se stessi in preziosi ed eleganti boccoli d'ebano, costellati da sfumature bluastre che parevano prendere vita ogni qualvolta la luce delle fiaccole le baciava; la pelle era divenuta d'avorio bianco, priva di una qualsiasi imperfezione, e alla grifondoro sembrava brillasse di luce propria, quasi forgiata della stessa sostanza della luna.
Gli occhi, viola, si erano riempiti di colori impossibili da distinguere, ma perfettamente visibili e la pupilla si era fatta sottile, simile a quella di un gatto pronto all'attacco.
Eppure, tutta quella bellezza appariva flebile, sgualcita e antica. Al cospetto della Caposcuola stava una creatura magnifica, ma allo stesso tempo opaca, ombra di se stessa.
Stava seduta sulla sedia in maniera provocante, quasi non avesse subito la ferita della spada. Anzi, il metallo sembrava non aver neppure intaccato il corpo sinuoso e sensuale di Faith Chasm perché il lungo vestito blu come la notte non presentava nessun imperfezione.

"Lily Evans" la salutò, mentre un sorriso enigmatico le curvava le labbra rosse come il fuoco, "È da molto che non ci vediamo. Sono davvero contenta che tu sia venuta qui, oggi. Vieni più vicina; fatti guardare meglio" e tese una mano nella sua direzione.

"Fa' attenzione" l'avvisò Sirius, "Non so quale strana maledizione abbia eretto intorno a sé, ma inebria i sensi e toglie le forze".

"Cosa ci fa lei qui?" Lily si rivolse a Sirius e subito si pentì della nota accusatoria che le pervase la voce.

"È una lunga storia" rispose Mary, alle sue spalle, poggiata allo stipite della porta.

"Non ho fretta. E James?".

Sirius sorrise amaramente e prese posto su una poltrona: "La nostra ospite si diverte a fare spettacolo" commentò, "Li ha impersonati un po' tutti: James, Marlene, mio padre, la madre di Mary, Emmeline... credo che sia il suo modo per passare il tempo".

"È il mio modo di non morire di noia" sbuffò Faith, "A parte minacce e pugnalate alle spalle, non c'è molto da fare per me, qui" spiegò.

"Magari potessi morire davvero" ringhiò Mary.

"Ecco, l'unica cosa che mi dà un minimo di gioia è sapere che, prima o poi, voi morirete e io potrò osservarvi quando capiterà".

Lily seguì lo scambio con la mente confusa. "La spada..." ragionò quasi tra sé e sé, "La spada è l'unica cosa che possa ferirla" ricordò le parole che Ambros aveva detto loro prima di trasformarsi in un Obscurus, "Quindi, tu sei imprigionata finché loro avranno qualcosa con cui minacciarti".

"Già" annuì Sirius e fece scivolare la spada di Grifondoro da una mano all'altra, "Ma a parte personificazioni e promesse di morti terribili, non siamo riusciti a cavare un ragno dal buco".

"Promesse che, vi assicuro, si avvereranno" li minacciò Faith.

"In un modo o nell'altro, capiterà. Tutti gli uomini devono morire" fece il malandrino con voce cupa, "E di questi tempi, è più facile incontrare Voldemort in persona che un babbano".

"Se voi foste intelligenti, mi dareste ciò che voglio!".

"E cosa vuoi, per l'esattezza?" domandò la Evans, osservandola in un misto di curiosità e diffidenza.

Faith le sorrise, quasi divertita, e fece un cenno col capo in direzione dell'arma che Sirius teneva in grembo: "Mi serve solo il rubino".

"Il rubino?".

"No, lei vuole che noi distruggiamo il rubino, senza però specificare cosa accadrebbe se qualcuno di noi lo facesse" precisò Mary, "Evidentemente ci ha preso per degli idioti".

"Voi siete degli idioti" sottolineò Faith con voce lievemente scocciata, "Se foste minimamente intelligenti sapreste che inimicarvi la ragione della vostra esistenza è il peggior piano che le vostre menti ottuse e limitate potessero generare".

Lily e Sirius si scambiarono un breve sguardo.

"Perché il rubino?" domandò la Caposcuola.

Faith spostò lo sguardo sulla sua esile figura e rimase in silenzio per qualche istante.

"Non avrai nessuna risposta... diventa particolarmente evasiva quando le si rivolge una domanda specifica" commentò Mary.

"Tuo fratello ci ha detto qualcosa riguardo il fatto che solo la spada sarebbe stata in grado di liberarti e ha poi aggiunto qualcosa sul rubino. In che senso, 'liberarti'?".

"È inutile, Evans" sbuffò Sirius.

La misteriosa ragazza sorrise misteriosamente e si passò una mano tra i lunghi capelli setosi: "Diciamo che, per vostra sfortuna, le mie capacità non sono che a un minimo in questa ridotta e patetica forma mortale. Il rubino mi permetterebbe di riprendermi ciò che è mio e che mi è stato tolto molti anni fa".

"Chi è stato? E perché?".

"Mia cara" fece Faith con dolcezza "che cosa spinge gli uomini a compiere gesti insensati, se non l'amore? Tutto è stato fatto per amore e tutto si compirà per amore" disse e, nel guardare Lily, gli occhi viola della ragazza brillarono di una luce particolare, "La morte non è altro che un effetto collaterale dell'amore stesso. Ed è per questo motivo, solo per la tua presenza qui, che voi accetterete di distruggere il rubino".

La McDonald si fece avanti e incrociò le braccia al petto: "E perché dovremmo?".

"Perché adesso è arrivata lei" rispose, indicando Lily, "e so per certo che farà tutto ciò che le dirò".

La Caposcuola aggrottò le sopracciglia e assottigliò gli occhi, diffidente: "Come puoi esserne così sicura?".

"Perché io ti rivelerò come salvare James Potter".

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"Non puoi credere a quello che dice".

Sirius guardò Lily, seduta sulla poltrona nel salotto. La ragazza osservava il fuoco con sguardo vacuo, tra le mani una tazza di té bollente.

Dopo le parole d Faith, Felpato e Mary avevano costretto la Caposcuola ad andarsene dalla stanza di Faith, tornando al piano terra.

"Lily!" la chiamò il malandrino con veemenza.

La grifondoro sobbalzò e si voltò a guardarlo, quasi non si fosse accorta, fino a quel momento, della sua presenza: "L'hai sentita" mormorò, "ha detto che sa dove si trovano James ed Emmeline".

"E tu le credi? Non ti sembra strano che per mesi non abbia aperto bocca e proprio adesso decide di iniziare a parlare?".

Mary scosse il capo, ma non disse nulla.

"È l'unica pista che abbiamo".

"Non è una pista" decretò Felpato, esasperato, "Pensi che io e Mary abbiamo passato tutto questo tempo a girarci i pollici? Le abbiamo provate tutte e abbiamo capito che qualsiasi cosa esca dalla sua bocca non è altro che una bugia. Lei vuole giocare con noi, prenderci in giro. È quello che fa, è la sua natura".

"Che cosa sapete su questo rubino?".

"Nulla" sospirò Mary.

"E cosa sapete di Faith?".

"Nulla".

La Caposcuola si alzò in piedi e spalancò le braccia, guardando entrambi con sollecitazione: "Nulla. Ecco quello che abbiamo di tutta questa storia. Nulla è quello che ha l'Ordine e nulla è quello che ci è rimasto! Ciò che, invece, sappiamo è che sopra le nostre teste c'è qualcuno che potrebbe avere alcune risposte!".

"Non ti permetterò di fare una cosa tanto stupida" decretò Sirius.

"Non ho bisogno del tuo permesso".

"Hai bisogno di qualcuno che ti faccia riflettere! E se Faith ti chiedesse in cambio un prezzo troppo alto?".

"Lo pagherei!!" esclamò Lily, i pugni serrati e la mascella contratta, "Pagherei qualsiasi cosa per riavere indietro James ed Emmeline".

Il malandrino emise un grido esasperato e, in poche falcate, annientò la distanza che li separava: "PERCHE' NON RIESCI A CAPIRE?!!" le urlò ad un centimetro dal naso, "Non posso perdere altre persone... non te" aggiunse in un soffio, incapace di guardarla negli occhi.

La ragazza rimase in silenzio, mentre una parte del suo cuore si riduceva in brandelli. Provava sulla propria pelle il dolore di Sirius e riusciva a percepirne l'immensità e la devastazione che aveva lasciato dietro di sé. Eppure, le parole di Faith non riuscivano ad uscirle dalla mente: avevano acceso un barlume di speranza, seppur piccolo.

"Sirius" mormorò, sfiorandogli il volto con una mano, con la delicatezza e la dolcezza di una madre, un tocco che il giovane non provava da molto tempo, "Sai che è la cosa giusta da fare. So che è rischioso, ma non possiamo rinunciare a questa flebile speranza. James avrebbe fatto lo stesso per me, per te, per Remus e per chiunque altro".

Il malandrino sospirò, il respiro tremante nei polmoni infiammati dalla paura: "Lo so" ammise e, dentro di sé, per la prima volta in quei mesi, sentì di aver fatto un vero passo in avanti verso suo fratello James.

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Tre mesi prima

"QUALCUNO MI SENTE?!! CHE LE AVETE FATTO??! PER FAVORE! PRENDETE ME!!".

Dopo aver urlato per ore, ininterrottamente, James Potter si trovò senza voce. Era stato tutto inutile: minacce, suppliche, preghiere.. nulla era servito per aiutare Emmeline.
Lui era inutile e la sua amica in balia di Lucius Malfoy, l'essere più spregevole e ripugnante che avesse mai calpestato la Terra.

James si rannicchiò contro la parete, le gambe tirate contro il petto, e poggiò la fronte sulle ginocchia.
Sentì una lacrima bollente inondagli l'occhio, prima di correre lungo lo zigomo affilato e cadere nella polvere.
Aveva fallito; tutti loro avevano fallito.
Lui ed Emmeline non sarebbero mai più tornati a casa. Non avrebbero più rivisto i loro amici e le loro famiglie. Non avrebbe più avuto l'occasione di guardare la Evans per l'ultima volta, i suoi incredibili capelli rossi come il fuoco; non avrebbe più potuto annegare in quelle meravigliose iridi smeraldo, né sentire il suo profumo o fiorarle le gote di porcellana.
Non ci sarebbe più stata un'uscita ad Hogsmeade; non avrebbe più sentito la sua risata.. non avrebbero mai più litigato, parlato, condiviso esperienze.
Sarebbe finito tutto in un battito di ciglia.

L'unica cosa che riusciva ancora a tenerlo in vita era la consapevolezza che, in una remota parte di mondo, vicina o lontana, lei era al sicuro insieme a Sirius, a Remus e a Peter. Sapeva che i suoi amici non l'avrebbero mai abbandonata, perché era quello che avrebbe voluto lui.

Chissà se Lily Evans sentiva la sua mancanza come lui? Chissà se, anche lei, percepiva la distanza tra loro come un pugno incandescente conficcato in fondo alla gola? O se contasse i secondi che li avevano tenuti separati. Chissà se anche lei si nutriva non di cibo, bensì dell'amore che alimentava la vita di James Potter?

Chissà...

Se mai avesse mai potuto esprimere un desiderio, quello avrebbe riguardato Lily Evans. Perché la sua unica ragione di esistere, l'unico motivo che lo spingeva a rifiutare l'abbraccio dolce dell'oscurità era il suo volto, il solo che avrebbe mai amato.

Un rumore soffocato lo distolse dai suoi pensieri, ma non si mosse, consapevole che non sarebbe arrivato altro che dolore.
Udì i passi nella polvere, rumore di scarpe con la suola di cuoio e, dopo pochi secondi, i suoi occhi si trovarono ad osservare la punta di un paio di stivali scuri.

"Potter" sussurrò una voce così famigliare da obbligarlo a sollevare lo sguardo, incrociando due iridi scure come l'ossidiana.

"Regulus" mormorò il malandrino con voce rauca.

Il giovane Black si abbassò sulle ginocchia e lo studiò con volto serio: "Ti hanno conciato bene" commentò, "Hai sete?" chiese, sfilando una sacca dal mantello.

"Che cosa vuoi?".

Il Cercatore avrebbe voluto che la voce uscisse molto più dura, ma riuscì a malapena ad articolare le parole nella gola gonfia.

Regulus posò la borraccia di fianco ai piedi del malandrino e si allontanò di qualche passo, sedendosi a terra: "Emmeline Vance è con me" iniziò.

A quelle parole, James si agitò e le catene sferragliarono accompagnando i suoi movimenti: "Che le hai fatto, bastardo?!" ringhiò., "Se tu e Malfoy le avete torto un solo capello, giuro che...".

"Lei è con me, al sicuro. L'ho presa a Lucius prima che potesse farle qualsiasi cosa" spiegò pazientemente, "È nelle mie stanze".

Il malandrino scoppiò in una risata amara: "E io dovrei crederci? Credere a te?! Hai organizzato l'attacco ad Hogwarts! Marlene è morta per mano tua!".

Il volto perfetto di Regulus Black si contrasse in un'impercettibile smorfia: "Ho compiuto degli errori che..".

"Errori?! Sei solo un assassino. Sulle tue spalle gravano tutti i morti di Hogwarts".

"E questo riguarda solo me e la mia coscienza" commentò duramente il giovane Black, alzandosi in piedi, "Sono venuto qui per avvisarti, James Potter: Emmeline è nelle mie stanze e ci rimarrà senza subire alcun torto, ad un prezzo".

Il malandrino rimase in silenzio ad osservare il fratello del proprio fratello, a specchiarsi in quegli occhi così simili a quelli di Sirius, eppure così diversi.

"Il Signore Oscuro ti desidera; desidera il tuo potere e le tue capacità. Emmeline Vance sarà al sicuro finché tu garantirai la tua fedeltà a Lord Voldemort".

Ciao a tutti, Potterheads! ♥️
Dopo una lunga - ma non lunghissima - attesa, ecco il nuovissimo capitolo dei Malandrini! 🤩
Spero il vostro 🧛🏻‍♀️🦇Halloween🦇🧛🏻‍♂️ sia andato bene e vi siate divertiti.
Nel caso vi foste divertiti un po' troppo, senza pensare a quei poveri sciagurati di Lily e James che sono morti stecchiti, vi lascio questa GIF qua sotto per piangere un po' 😈

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Inoltre, volevo sapere se tutti steste
bene! Il tempo è una brutta bestia soprattutto in questo periodo di disastri!
Fatemi sapere la situazione nelle vostre città o paesi!
Mi auguro veramente che nessuno abbia avuto grossi problemi!
Nel caso, vi sono vicina! 😔

Detto ciò, vi lascio ad un'ennesima uggiosa domenica!

Un bacio e un abbraccio,
Laura♥️😘🎉♥️

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