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Capitolo 9 : Cambio di piani. Festa in piscina. Parte 2.

  Lana Del Rey–Be my Daddy.

Capitolo 9: Cambio di piani. Festa in piscina. Parte 2.

«È questa la casa di Derek?»le chiedo, contemplando la grande casa blu, dalla quale proviene il grande fracasso di musica elettronica.

«Sì. Andiamo, ci stanno aspettando.»proferisce e all'istante apre le porte della sua Honda e usciamo. Un'ondata di vento mi investe con forza.

«E fino a che ora pensiamo di restare?»non ho nessuno ad aspettarmi a casa. Mairan non c'era quando sono uscita di casa e non appena mi sedetti sulla macchina della mia migliore amica, quel sentimento di abbandono si propagò nel mio cuore. Forse i miei genitori sono destinati a non amarsi più e, forse, anche io sono destinata ad avere l'odio di mia madre.

Lei si gira e all'istante afferra il motivo della mia domanda. I suoi occhi si soavizzano e mi dedicano uno sguardo di comprensione e quel odiato sentimento di pena.

«Forse all'una, ma se vuoi puoi dormire a casa mia, Alex. In fondo non...»

«Va bene. Starò da te, Clau.» La mia morale ora è al suolo, il cuore angosciante e un nodo che si fa sempre più grande nella gola. Mi ordino di non far accumulare la lacrima al lato del mio occhio sinistro e mi propongo di divertirmi. Il vero scopo delle feste: divertirsi.

Un uomo tarchiato e alto, con l'aspetto di chi non ha dormito per vari giorni, ci fa ingressare dalla porta.

«Hai visto? Hanno messo persino un buttafuori! Neanche fossimo a Las Vegas!»dico sorpresa e per qualche motivo allegra. Quando entriamo mi trovo con una cosa che mai nei miei dicciasette anni hanno visto i miei innocenti occhi.

Non c'è nessuno in casa.

«Wow! Quanta gente! Mi sento quasi onorata di essere in una festa di fantasmi.»

«Che strano... Brad, mi ha detto che la casa è piena di gente!»proferisce confusa mentre guarda da ogni lato. Il fraccasso della musica continua a rimbombare nell'ambiente.

«Ma da dove viene questa musica?»dico, osservando tutto attorno a me.

Bè, certamente la famiglia di Derek è affogata in denaro. Un grande lampadario è in alto, illuminando la stanza con la flebile luce che irradia. Una enorme foto incorniciata si posa al centro della parete di un celeste chiarissimo. Un camino spento riposa proprio al centro della parete con accanto grandi scaffali pieni di trofei sportivi, in cui si nota subito il nome del proprietario. Derek.

Infine c'è il pavimento che è fatto di un marmo così pulito che il mio riflesso si rispecchia come uno specchio. Senza dubbio questo ragazzo proviene da una buona famiglia.

Allora perché và in quei posti malfamati per combattere a cambio di una paga in denaro?

«Ma che ci fate ancora qui?»

Entrambe ci giriamo verso la voce che ha parlato, trovando un Jason a petto nudo con delle bermuda gocciolanti d'acqua e i capelli disordinati, conferendogli un tocco ancora più sexy. Osservo con interesse il tatuaggio di una scritta in nero del suo collo bagnato.

«Oh, finalmente sei arrivato! Portami dalla festa, devo vedere il mio piccolo Brad!»reprimo quasi una risata quando la sento molto appiccicosa al suo ragazzo, nonché possessiva.

«Vai a sinistra e arriverai in una grande porta di vetro, è lì la festa. Ah, e portagli la birra.»Jason amicca con gli occhi qualcosa che non riesco a capire a cui la castana acconsente, annuendo con la testa.«Io devo portare da bere a tutti.»informa lui, prima che la mia amica se ne vada nella direzione indicata da Jason.

Merda, rimarrò tutto il tempo da sola. Comincio già a pentirmi di essere qui.

Faccio un piccolo sospiro e cerco un posto dove rifugiarmi per giocare con il mio cellulare, ma la mia attenzione viene concentrata nel fischio del ragazzo nella stanza.

«Fiu, fiu! Belle gambe, tesoro!»dice sorridendomi con occhi lascivi, presi a guardarmi il corpo. Gli dò un pugno soave nel braccio quando noto che la sua vista è ormai da un minuto nei miei seni coperti dalla mia maglietta bianca.«Cazzo ragazza, picchi forte! Perché l'hai fatto?!»domanda addolorato.

«Perché mi stavi guardando le tette, forse?»

«Bè tesoro, sono un maschio e mi piace ammirare le cose belle, specie se sono le tette di una ragazza carina.»sentenzia, iniziando a prendere in mano alcune delle dozzine di casse di birre.

«Ho un nome, ed è Alexandra, ma preferisco che mi chiami Alex. Oh, e un altro commento osato e ti dò un pugno in faccia.»lo avverto, sorprendendomi ancora una volta che non ci sia alcun tartaglio o insicurezza nella mia voce.

«Afferrato, Alex.»

Annuisco e procedo a sedermi nel divano che punta davanti al camino, ma Jason mi interrompe un'altra volta, parlando.

«Ehi, belle tette, andiamo! Sò che vuoi restare da sola a giocare con il cellulare, ma divertiti ogni tanto. Quando sarai più vecchia e non avrai quel corpo sexy, rimpiangerai di aver perso i tuoi anni migliori. Incredibile! La mia frase suonò quasi filosofica.»

Il ragazzo sà essere simpatico quando vuole.

Una risata si sopprime nella mia gola quando lo vedo, tentanto di prendere tre scatole di birre nelle due mani. Pesano troppo pure per un ragazzo muscoloso per lui. Ne prendo una con tranquillità.

«Ragazza forte, mi piace...»commenta divertito.

Nego con la testa mentre iniziamo a camminare verso una porta di cristallo enorme, in cui ad ogni lato si posano delle piccole statue di leoni di bronzo.

Giusto quando stiamo per solcare l'entrata, Jason mi fa una domanda, trattenendo una risata e coprendosi il braccio e la faccia.

«Che taglia di reggiseno porti?»

Prima che possa agire, ormai non posso fare più niente perché una codazza di gente viene verso di noi e letteralmente ci toglie le casse di birre in mano.

Quando finalmente riesco ad uscire dalla folla, noto che non è tanta gente come mi aspettavo. Saranno all'incirca una trentina, ma la mia prospettiva dall'inizio viene confermata. Già da lontano osservo che sono dei ragazzi superficiali e con l'atteggiamento di chi ride in faccia a chi non ha una carta di credito con una cifra a tre zeri.

Non è il mio ambiente.

La grande piscina, con dentro un sacco di ragazze in bikini e alcune anche senza, si posa accanto ad un giardino ben curato e grande. L'odore di cloro mi colpisce il naso come uno schiaffo involuto. Nei bordi della piscina si trovano delle ragazze ridendo e con le gambe dentro l'acqua. Noto subito che dei ragazzi sono in grupetti da cinque seduti nei tavoli con di fronte delle birre. In preda ai nervi a fior di pelle cerco la mia amica, e la trovo facendo a cavallino con il suo ragazzo.

Entrambi ridono persi l'uno nell'altra.

Perfetto, ora che cavolo faccio?

Magari posso recuperare un po' di dignità e me ne ritorno al salotto a giocare con il cellulare, ma ormai è troppo tardi.

Molti sguardi si posano in me; alcuni guardandomi con curiosità e altri con espressione annoiata. Le mie mani si bloccano nelle tasche dei miei shorts e un forte strato di sudore copre il mio collo, trovandomi ad essere osservata da un mucchio di gente. Sono in imbarazzo.

I miei occhi cercano in specifico una persona. Il mio cuore riceve una potente pugnalata, stringendomi il petto e facendomi sentire un dolore dentro di me. Un nodo al quanto ridicolo si fa presente nella mia gola secca.

Nicholas ha una ragazza mora e dal sorriso radiante sopra le sua spalle. Deglutisco con difficoltà il nodo quando la ragazza gli dà un bacio nella sua guancia. Lui le rivolge un sorriso di affetto.

Sembro una stupida osservandoli.

È questa la famosa gelosia?

Nah, forse mi sento solo usata e in qualche modo umiliata per aver permesso e aver pensato che quel ragazzo mi abbia baciato il collo e sia entrato in camera mia senza il mio permesso.

La pubblica umiliazione non è la peggiore, bensì quando quella ragazza nota che li sto fissando ormai da cinque minuti e lei decide di prendere le guance di Nick e baciarlo con veemenza.

Lui non fa niente per fermarla, ma le corrisponde della stessa maniera, prendendola per il collo con entrambe le mani.

Un altro spasmo acuto di dolore pervade il mio petto, scaturendo che una piccola lacrima si accumuli nel mio occhio destro.

Sto piangendo per lui?

No.

<<Certo figliola, continua a crederci e vedrai che si avvera.>>

«Ciao Alex! Alla fine sei venuta!»sussulto e per poco non cado di faccia, quando qualcuno si avvicina a me.«Tranquilla ragazza, non sono un maniaco sessuale.»avvisa, causando una mia risata.

«Ne sono sicura. E comunque sì, sono venuta per colpa di Claudia.»roteo gli occhi con un po' di fastidio, ma poi cambio la mia espressione in una serena.

«Sì, quella ragazza sà essere molto convincente quando vuole.»commenta sorridendo.«Vieni, ti presento gli altri. Non mordono, te lo prometto.»mi tranquillizza.«Almeno non così forte.»

Lui circonda le mie spalle con il suo braccio destro come se fosse un'azione abituale. Cominciamo a camminare e sento che hanno messo una musica di una delle mie band preferite.

«Need more friends with wings...»comincia a cantare Ryan vicino a me, causando un mio sorriso.«Andiamo Alex, canta con me. So i became lifeles, just like my...»

«There'nothing to lose, when one knows your name...»

«Hai una bella voce, ma la mia è migliore.»si vanta in un sorriso di bocca chiusa.

«Certo, hai tutta la ragione.»

«Ehi, quello che ho sentito è sarcasmo o mi sbaglio?»annuisco e ci mettiamo a ridere come due idioti in mezzo alle folla che ci guarda come due pazzi.

Solo quando i miei piedi e quelli di Ryan si fermano vicino alla grande piscina e ad un gruppo di persone, faccio contatto visuale con la mora di prima.

Percepisco uno sguardo penetrante su di me, e così alzo il viso e incontro i suoi occhi grigi.

Nicholas.

Mi mordo l'interno della guancia quando non batte ciglio e continua a fissarmi come se fossi l'unica persona esistente in questo posto. Abbasso lo sguardo con velocità, guardando altrove.

«Alex! Ehi, ci sei?»Ryan agita la sua mano di fronte a me, distogliendomi da quello sguardo.

«Sì, mi ero distratta.»

«Okay. Allora, il tizio che vedi là con la birra in mano è Frank, ma a me piace chiamarlo Frankestein.»bisbiglia l'ultima cosa. Scorgo il ragazzo che mi segnala Ryan con le braccia appoggiate sui bordi della piscina.«E poi c'è l'ossessionato con il suo cellulare, Zachary. È quello vicino a...»prima che possa finire di parlare, qualcuno gli dà uno schiaffo in testa da dietro.

«Jason questa me la paghi!»urla Ryan con falso tono furioso, rincorrendo il suo amico, quando Jason si mette a correre per scappare.

Un'altra volta con la parola in bocca.

Giusto quando sto per camminare in direzione contraria, una ragazza dai capelli rossi e dal sorriso bianco mi posa le mani umide nelle spalle.

«Ciao! Io sono Megan! Tu devi essere Alex, giusto? Oh, sono così felice di conoscerti! Claudia mi ha parlato molto di te. Bella la maglietta comunque! Oh, vieni che ti presento per bene gli altri. Ho visto come Ryan ti ha lasciata da sola, ma non preoccuparti. Megan non ti lascerà mai.»resto interdetta e stordita dalla sua parlantina veloce e così contagiosa della ragazza per almeno trenta secondi.

Ci avviciniamo di più e le mie mani cominciano a sudare per il suo sguardo, ancora su di me. Deglutisco saliva e i miei battiti colisionano insieme alla massa di nervi che mi travolge quando finalmente i miei occhi lo incontrano un'altra volta.

Mi sorride.

Resto idiotizzata nel momento che lui esce con una grande disinvoltura dalla piscina e all'istante i miei occhi ricorrono ogni centimetro del suo corpo: i capelli che brillano a causa dell'acqua, gli addominali marcati nel torace, il petto con decine di gocce che scivolano verso il suo addome fino a scendere nel suo...

«Sò che la figaggine di Nick abbaglia, ma... d'altronde ti capisco. Quel ragazzo sembra quasi surreale! Ma ritornando serie, dammi solo due minuti per presentarti i miei amici.»divento paonazza e il volto s'infiamma con velocità, notando come Megan mi abbia visto osservarlo in quel modo.

«Questo è Mase, il mio ragazzo.»un tizio dalla capigliatura folta mi dedica un sorriso affabile.«Poi c'è Rosalie e il suo fratello Jeremyah.»i fratelli mi guardano con curiosità. Entrambi hanno i capelli biondi, ma non così chiari come quelli di Brad.«E infine c'è... Amber.»

La ragazza in questione mi si piazza davanti, non appena finisce di asciugarsi i capelli lunghi e voluminosi.

«La tua amica non la smetteva di parlare di te.»mi sorprendo dalla sua voce. È piuttosto delicata e soave, ma con quelle parole esce più secca e stridula del dovuto.«Mi fa piacere conoscerti, finalmente. Sono Amber.»si presenta, lasciando trasparire un ché di alterigia nel suo tono.

Con velocità mi permetto di osservarla.

Ha gli occhi grandi, di un colore che ricorda al miele con leggere venature di marrone oscuro; un naso retto e fine, zigomi ben delineati ed eleganti, del tipo che ti aspetti di vedere ad una rivista famosa. Infine ha un corpo che può far invidia ad una modella di Victoria Secret's.

In seguito, la sua azione mi coglie con completo stupore.

Mi abbraccia.

«Sarà divertente averti qua! Sono sicura che andremo d'accordo!»sussurra nel mio orecchio, stringendomi di più con le sue braccia magre in un presa che toglierebbe il respiro a chiunque. Stringo anche io con più forza del dovuto, causando un lamento in lei che subito si allontana.

«Incredibile, quasi tutti se ne sono andati senza neanche salutarmi.»proferisce qualcuno alle mie spalle. Mi giro e mi trovo con Derek, il quale mi sorride.

«Non sei così importante, Aspent.»gli risponde tagliente Amber, abbracciandolo.

«Entriamo a casa! Comincia a far freddo e l'ultima cosa che voglio è avere le palle congelate!»annuncia Jeremyah ridendo e ricevendo uno schiaffo nel braccio da parte di sua sorella, Rosalie.«Rosie, devi smetterla di piacchiarmi!»

«Lo farò solo quando sarai più educato.»le risponde la sorella mentre tutti si alzano dai rispettivi posti e si dirigono verso la casa.

«Beh, prenditi una bibita fresca, siediti e aspetta con pazienza perché non lo farò mai, sorella.»informa il suo fratello, ricevendo un altro schiaffo nel suo braccio.

«Alexina, scusa per averti lasciada sola, ma-»la prendo in tempo e scosto i suoi capelli, così che possa vomitare più facilmente

«...volevo stare con Brad.»

«Non parlare, Clau.»le suggerisco e quando ha finito la faccio appoggiare alle mie spalle.

[...]

«Stà un po' meglio, ma ti consiglio di lasciarla risposare, Brad.»dico non appena esco dalla stanza, nella quale giace la mia amica. Il biondo annuisce ed entra con premura, preoccupato.

A quanto pare anche lui sembra veramente preso dalla mia amica.

Deglutisco saliva e strofino le mani nella stoffa dei miei shorts.

«Ehi Alex, siediti con me.»mentalmente voglio quasi fare un ballo strano quando Megan mi dice di sedermi accanto a lei.

«Grazie.»sussurro a bassa voce e mi accomodo vicino a lei, ma, non appena sono seduta, noto che ho Derek al mio lato destro. Scorgo come mi invia uno sguardo indagatore e interessato.

Ignorando i suoi occhi fissi su di me, osservo che ormai siamo rimasti dieci o undici persone. I due fratelli biondi discutono animatamente mentre Jason sta bevendo una birra come se la sua vita dipendesse da quello; Ryan lo guarda negando con la testa. Infine, quando decido di rivolgere la vista altrove, incontro gli occhi di Nicholas.

«Ehi, che ne dite? Gioco della bottiglia?»Jason alza la sua birra vuota con occhi speranzosi, sperando in una risposta positiva.

Oh no.

«Ci sto!»

«Okay.»

«Perché no.»

«Tanto per perdere tempo.»

«Va bene.»

«Sì.»

«Sarà interessante.»

«Jason, ti odio. Anche io gioco, gente.»si lamenta Ryan guardando male il suo amico, il quale sorride contento.

«Perfetto, dovremmo esserci tutti.»comincio ad alzarmi con molta calma e cercando che nessuno mi guardi. Giusto quando sono a un metro da uscire dalla stanza, una voce mi ferma.«Perché te ne stai andando, Alex?»

Mi mancava così poco. Diamine.

Mi giro e trovo tutti riuniti, formando un cerchio con la sola mancanza di un posto. Il mio.

«Claudia, questa me la paghi.»dico con voce flebile, accomodandomi vicino a Ryan. Beh, almeno lui è simpatico con me.

Quando Jason comincia a chiedere chi comincerà, il mondo tace e guarda altrove. Perciò alla fine è lui il primo a far girare la bottiglia di vetro.

«Oh, questo sarà interessante.»sussurra il ragazzo con voce procace e dedicando un sorriso ammaliante a Rosalie.

«Verità o obbligo?»

«Verità.»dice decisa.

«Ti è piaciuto fare sesso con me ieri, in camera tua?»

«Oh, andiamo Jason! Con la mia sorella?!»chiede quasi indignato Jeremyah, guardando male Rosalie, la quale ha il volto in fiamme ed è in mezzo ad un tartaglio di parole in bocca.

«Sì, mi è piaciuto.»sussurra in imbarazzo la ragazza, abbassando lo sguardo nelle sue dita.

«Okay, volevo sapere solo quello.»

L'ambiente diventa molto freddo tra Jeremyah e sua sorella, finché, quando tocca un obbligo a suo fratello di chiamare un negozio a chiedere dei preservativi extralarge, quel filo palpabile di tensione scompare del tutto.

Ammetto che in molti momenti rido molto per gli obblighi e le cose che sento da tutti, ma, così come mi succede spesso, il momento dura poco.

Amber mi lancia un'occhiata veloce e poi una a Derek e, con grande ardore e furia, fa girare la bottiglia.

Non batto ciglio per vari secondi e osservo con grande attenzione e nervosismo, in preda all'agitazione. Il mio cuore perde un battito quando l'oggetto si ferma nella mia direzione.

«Verità o obbligo?»mi chiede la mora, ammiccando verso Derek qualcosa che non riesco a capire del tutto bene.

Prima che possa parlare, una voce mi precede.

«Sceglie obbligo.»

Dirigo subito la vista in Derek, il quale mi sorride beffardo.

«Balla per lui, un ballo sensuale.»Amber incrocia le braccia nel petto, aspettando in una mia qualsiasi reazione.

«Non lo farà.»un brivido mi assale le spalle non appena sento la sua voce, uscendo quasi come un'ordine e una minaccia verso Amber.

«Si che lo farà, fratello. È soltanto un fottuto obbligo, Nicholas.»Derek si alza dal suo posto e si accomoda in una poltrona blu indaco. Guarda me e poi sorride; i suoi brillano maliziosi.«Ma se la piccola Alex è una codarda...»

Brutto coglione.

Bisbiglio qualcosa di veloce a Megan e m'impulso ad ergermi con i nervi a fior di pelle e il cuore sul punto di un colasso immenso nella mia gabbia toracica.

Cammino verso Derek e, solo quando sento la musica che ho detto di mettere a Megan, comincio a muovere i miei fianchi con movimenti procaci e sensuali, tentando di essere me stessa e di non fare la figura dell'idiota che sicuramente sto facendo. In un momento di pura idiozia e presa dalla musica di Lana Del Rey, sfioro le mie tette coperte dalla stoffa della mia maglietta come se fosse una cosa normale; per le mie orecchie si addentrano un sacco di respirazioni pesanti.

E, soltanto per aumentare la faccia sorpresa di Derek, mi siedo nelle sue gambe, sentendo subito la sua respirazione agitata nel mio collo.

Avvicino la mia bocca al suo orecchio,«Non sono una codarda, Derek.»

Quando sto per alzarmi, rapidamente mi tira a sé e deposita un veloce bacio nel mio collo.«Ricordati che sei stata tu a cominciare questo.»

Resto interdetta per vari secondi prima che lui se ne vada e nel mio campo di visione incontri Nicholas; i pugni chiusi ad ogni lato e un'espressione irruenta dipinta nel suo volto.

«Cosa...?»

«Vieni con me.»non mi lascia nemmeno il tempo di rispondere e arraffa il mio polso, costringendomi a camminare dietro di lui.

«Lasciami, mi stai facendo male.»informo con voce querula. Il ragazzo ha una presa che distrugge.

Quando finalmente mi fa entrare in una stanza in penombra, mi libera il polso. Lo guardo chiudere la porta alle sue spalle.

I miei battiti cardiaci diventano convulsivi e il mio petto scende e si abbassa, in preda al nervosismo che mi avvolge in modo immediato come una coperta.

I miei piedi arretrano quando si avvicina a me e poggia le sue mani ad ogni lato del mio volto, inprigionandomi in lui.«Voglio andarmene.»

«E io volevo che tu non ballassi, ma si vede che ognuno non ha avuto quel che voleva, non credi?»domanda e poso le mani nel suo petto caldo per spingerlo, ma lui si avvicina sempre di più.

«Insomma, cosa vuoi da me?!»chiedo irritata, tentando di mostrarmi neutra al suo sguardo divoratore e così intenso su di me.

«Cosa voglio?»

«Sì.»

«Voglio te, Alex.»dice senza un minimo segno di scherzo o burla nella sua voce, causando un tumulto nel mio cuore che batte all'impazzata dopo le sue parole.

«Voglio andarmene.»dico, fingendomi neutra dopo quel che ha detto intensamente.

«Non vuoi farlo, vero?»chiede con la respirazione calma e calda.

«Cosa non voglio fare?»

«Ricordarmi.»non pensavo che una sola parola potrebbe farmi arrivare a tal punto di esplodere.

«La verità?! Non so chi sei e non m'interessa saperlo! Non so neanche perchè sono qui! E con te! Non voglio che mi parli e non voglio che mi guar-»le parole restano lì, in gola, e la mia respirazione mi abbandona quando la sua bocca si scontra con la mia.















































Hello!

Che ne pensate di questo capitolo?
Di Derek?

Di Amber?

Capitolo molto lungo, ma necessario.

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