Capitolo 4 : Quello è il mio macho!
Nirvana- Smells like teen spirit.
Capitolo 4 : Quello è il mio macho!
Sai quando ti trovi in un momento imbarazzante e vorresti essere da qualche altra parte, ma inspiegabilmente i tuoi piedi non collaborano? In questo caso non sono di preciso i miei.
«Signora Kate...»questa è la voce di Claudia cercando di non ridere della scena davanti ai nostri occhi: mamma con un reggiseno stretto e un uomo sopra di lei, tastando le sue tette.
Perché a me?
«Andiamo.»tiro della mano di Claudia, lanciando un'occhiata disgustata all'uomo.
«Usi il preservativo se non vuole avere altri figli, almeno risparmierà loro una madre esibizionista!»la castana accanto a me grida, ridendo come una pazza.
Appena entro nella mia stanza Maccolt salta addosso a me, leccandomi la faccia.
«Neanche un saluto per me?»chiede la castana al mio cane, il quale dopo un secondo si ritrova tra le braccia della mia amica.
Ascoltando le risate nel primo piano, mi lascio cadere nel mio letto.
Sentire un sentimento di odio e affetto è normale?
Non saprei, ma ho una cosa molto chiara: io non mi arrenderò mai. Farò di tutto affinché la mia famiglia ritorni com'era prima, o almeno ci proverò.
«Ehi, la terra chiama Alex.»Claudia agita la mano di fronte a me, spezzando il filo dei miei pensieri.
«Dimmi.»dico allo stesso tempo che mi tolgo la felpa e mi metto il pigiama con il logo di un coniglio che mangia una carota.
Ok, sì, molto infantile da parte mia.
«Hai ancora tutta la saga di Twilight? Voglio rivedere quel sexy licantropo e i suoi addominali. Che ne dici? Una maratona con pop-corn.»propone, regalandomi un sorriso di conforto e...compassione.
Diavolo no.
«Sì, certo.»
«Sì, certo.»imita la mia voce, ma esce più acuta del dovuto. Si avvicina a me e posa le mani nelle mie spalle.«Ehi, non voglio vederti così, ok? Mairan si perde una figlia fantastica e incredibile. Davvero, te ne devi fregare, Alex. E ora, voglio vederti sorridere. Forza, sorridi per Clau!»
Allargo le labbra e le dedico un sorriso accorato. Lei mi abbraccia e sussurra quella frase che ascoltavo sempre da...mia madre.
Tutto andrà meglio.
[...]
«Jacob, baciami. Ti sto chiedendo di baciarmi...»sento un respiro strozzato da parte sua.
«Oh, sante patatine del cielo! Forza Jacob, dacci dentro con Bella!»sorrido; lei collega ogni cosa con le patatine. C'è da dire che sono la sua ossessione.
Vediamo la scena di Jacob camminare con impeto verso Bella e baciarla con passione.
«MAGNIFICO! Perfetto! Nella tua faccia vampiro sparuto!»Claudia mi dà una pacca troppo forte sulla spalla, causando che per poco mi strozzi con l'acqua.
«Clau, mi hai quasi distrutto la spalla!»esclamo, massaggiandomi la zona colpita e cercando, inutilmente, di pulire le briciole delle patatine che lascia cadere di proposito.
«Senti chi parla, braccio di ferro!»esordisce volendo continuare, ma entrambe sentiamo la suoneria di Lady Gaga: il suo cellulare sta trillando.«Oh, ma chi sarà mai? Di sicuro uno dei miei tanti fan. Sai Alex? Con persone famose come me è normale que-»
«Stà zitta e vai rispondere.»le ordino. Mi fulmina con gli occhi e va nel bagno per parlare con tranquillità.
Cammino verso la mia finestra con un unico pensiero in testa:
Quel ragazzo.
Voglio quasi sbuffare non trovandolo. Le luci della sua stanza sono spente e anche le persiane coprono ogni cosa.
Maledizione, mi sento proprio una stalker alle prese con la sua vittima.
Ma mi risulta impossibile dimenticarlo, sopratutto quella parte del suo corpo. Bene, ora mi sento una pervertita.
Forse Claudia mi sta influenzando.
Che starà facendo? Come si chiamerà? Le piacerà leggere?
Domande molto profonde, a cui non avrò mai una risposta. Perché siamo sinceri, quel ragazzo non mi parlerà mai e poi mai. A dire il vero penso che nessuno del sesso opposto mi chiederà mai di uscire, ma sinceramente? Sono cose a cui non dò troppa importanza.
Vabbè, giusto un po'.
«Ehi, ti sto parlando!»la voce stridula della mia migliore amica mi riporta nella cruda realtà.
Mi siedo sul mio letto mangiando i pop-corn rimasti e la guardo, aspettando che mi dica qualcosa.
«Stai bene?»mi chiede, osservando ogni dettaglio del mio viso pallido. Annuisco, stranita.
«Chi era prima? Uno dei tuoi tanti fan?»dico a mo' di scherzo, ma lei non ci ride, anzi, si dimostra piuttosto concitata.
«Avanti, che è successo? Dimmelo Clau.»la incito a parlare.
«Era Brad.»roteo gli occhi, notando quel brillio sognatore nel suo sguardo.«Ci ha invitate a deicombattimenticlandestini...»
Bene, e io ho capito tutto come buon udito che ho.
«Potresti ripetere?»chiedo, spegnendo il computer. Noto Maccolt accanto a lei.
«Prima prometti che qualunque cosa sarà, mi dirai di sì.»dice con premura.
«Non posso promettere niente, se mi dici che dovrò nuotare nuda, allora ti dirò di no, Claudia. Ma dimmi, cos'è?»insisto e faccio uno sbadiglio mentre mi accomodo nel mio letto per dormire.
«Dobbiamo andare a dei combattimenti clandestini.»sentenzia e sgrano gli occhi, realizzando che l'idea che mi ero fatta su Brad è del tutto sbagliata.
«Dobbiamo? Tu, tu devi. Io non andrò da nessuna parte, soprattutto in un posto dove ci sono due che si menano per puro gioco.»dico e un secondo dopo mi avvolgo nelle coperte.
La sento grugnire e mi toglie la coperta con bruschezza.«Sono appena le nove di notte, non puoi dormire ora, Alex. Devi divertirti. Santo cielo, non sei una vecchietta!»
«Non voglio, e ora lasciami in pace.»sbuffo stanca, roteando gli occhi. Mi giro dalla parte opposta, provocando un sussulto e la sua inevitabile caduta nel pavimento.
Rido.
«Brutta figlia di buona donna!»esclama in terra, indignata. Io le mando un sorriso sornione.«Oh, tu ci verrai. Mi accompagnerai cara mia. Fosse l'ultima cosa che faccio come la Cortés che sono!»
Come no.
Io non ci andrò, neanche se si mette a supplicarmi in ginocchia e canta la mia canzone preferita.
***
Trenta minuti dopo scendo da quello che sembra un enorme locale-edificio. Ci sono molte motociclette nere e auto da corsa, aiutandomi a dire che ha proprio l'aspetto di un posto di cattiva fama.
I miei occhi si dirigono verso la causante del perché mi trovo qui.
«Spiegami ancora come cavolo sei riuscita a convincermi.»le dico ma lei non mi dà ascolto e continua a sistemarsi il trucco.
Maledetta Claudia e maledetta moneta.
Sì, io ho scelto testa e lei croce.
Indovinate che è uscito?
Ma ovvio.
Croce.
La mia sorte fa schifo stanotte.
C'é moltissima gente ad ogni lato. Dai bagagli delle auto esce il grande fracasso della musica rock con un volume troppo alto per i miei gusti.
Appoggio il peso del corpo sul cofano della Honda CR V 2010 di Claudia, quest'ultima appare troppo impegnata a truccarsi.
Scorgo subito tutte le ragazze vestite con shorts corti e top che offrono alla vista maschile gran parte della loro scollatura. Sicuramente avranno un po' di freddo.
Le bottiglie di alcolici sono sparse per il perimetro, pezzi di vetro sono immischiati con i mozziconi delle sigarette nel suolo. Una polvere biancastra insieme a preservativo rotti e usati, sono la maggior parte di quello che vedo in terra.
Deglutisco saliva in preda al panico, notando un gruppo di persone guardare me e la mia amica minacciosamente, mettendo in chiaro che non siamo le benvenute qui.
«Clau dobbiamo andarcene, subito.»dico coprendomi la bocca con la mano. Sgrano gli occhi e il mio cuore perde un battito quando vedo due ragazzi prendere due pistole dai loro pantaloni.
Bene, è stato bello vivere. Lascio i miei libri a Jane, a Maccolt il mio letto, al quale è molto affezzionato. A Claudia non lascio niente.
Voglio essere cremata e che le mie ceneri si buttino in mare, proprio come in un film da Hollywood.
Addio, mondo crudele.
«Wow, dopo tutti questi anni di amicizia non mi lasci niente?»sento la voce di Claudia nel mio orecchio e mi dò un pizzicotto nel braccio.
Ah, sono viva.
«Non farti intimidire, Alex. Dimostra sicurezza.»mi consiglia e ho la tentazione di rifugiarmi in macchina quando iniziamo a camminare in avanti.
Dimostra sicurezza.
Come se fosse facile.
Tutta la mia vita sono stata insicura di me stessa.
Mi mordo le unghie delle dita, appena passiamo di lato ad un gruppetto di ragazzi tatuati che ci dedicano uno sguardo torvo.
«Perché Brad non è qui?»le chiedo, ma sembra presa a mandare messaggi nel suo cellulare.
Ma non si rende conto che siamo in rischio di morte?
«Arriva tra cinque minuti.»proferisce e sospiro dal sollievo, lasciando andare l'ossigeno dai polmoni.
Entrambe siamo in piedi con una cinquantina di persone attorno a noi. Due grandi lampioni si posano in terra e mi aiutano a vedere come alcuni non distolgono lo sguardo da noi.
Ma che abbiamo che attira la loro attenzione?
Manco avessi una scimmia che mi balla in testa. Lì lo capirei.
«Sai per-»vengo interrotta da una voce.
«Amore, sei qui.»la mia gola soffoca una risata fragorosa, sentendo Brad chiamare la mia amica "amore".
Scommetto che il ragazzo ha perso qualche punto dal suo appellativo. Ma la mia prospettiva si dilania, ascoltandola.
«Oh, amore, mi sei mancato così tanto!»la castana gli salta addosso, cingendo le gambe attorno alla sua vita per poi fiondare la sua bocca contro di lui.
Mi allontano alcuni centimetri per dare loro un po' di intimità, anche se pare stupido, dato che decine di persone li guardano.
Schiarisco la gola con voglia, aspettando che finiscano di mangiarsi la bocca l'un l'altro.
«Ehi vampira.»ammetto che non mi aspettavo questo nomignolo da parte sua.
«Ehi biondo.»ricambio il saluto con un lieve movimento del mento. Mi sorride e procede a presentarci i ragazzi alle sue spalle.
«Lui è Ryan.»un ragazzo dai capelli castano oscuro-come i miei-e dagli occhi adorabili, mi sorride con cordialità.«Questo è Jason.»Brad dà un pugno innocente sul petto del ragazzo che indica.
Inarco leggermente le sopracciglia quando Jason mi scruta dall'alto in basso per poi leccarsi il labbro.
Magari ha fame.
«E infine c'è l'idiota di De... ma dove cazzo è finito?»
Sento qualcuno dietro di me. Delle mani scostano ad un lato i miei capelli dal collo.
Indietreggio e finalmente sento una risata. Alzo il viso e mi incontro con due occhi azzurri da togliere il fiato.
«Io sono Derek.»prende la mia mano e la bacia, inchinandosi. Incontro i suoi occhi e mi ricorre il corpo in pochi secondi; scorgo un ghigno malizioso in lui.«È un vero piacere conoscerti...»dice aspettando che dica il mio nome.
Ah bene, amico. Aspetterai per un bel po'.
«Sai? È di cattiva educazione non presentarsi dopo che un altro l'ha fatto per te.»proferisce tracotante.
Nel momento che sto per rispondergli male, Claudia mi si pone accanto, indicandomi con lo sguardo di tacere.
Andiamo, neanche a lei piace.
«Lei è Alex, la mia migliore amica. Vorrei del rispetto verso di lei, e con rispetto mi riferisco a non osservarla come un pezzo di carne fresca, Derek. Hai le tue puttanelle per soddisfarti, ma con la mia amica non provarci o ti castro.»io e Brad soffocchiamo una risata per l'ultima cosa che dice.
Non posso evitare sentirmi fuori posto insieme a tutti, perfino con la mia amica. Ho un aspetto sciatto e trasandato con i miei vecchi jeans e la mia enorme felpa.
Osservo Claudia; i suoi capelli le cadono in graziose onde attorno al suo viso. Ha un vestito molto aderente al corpo e dei tacchi altissimi che solo a vederli immagino già il dolore che sentirà dopo ai piedi.
«Ora godrai di vedere il mio uomo in azione.»dice la castana con un sorriso nel volto e gli occhi emozionati.«E anche di Nick.»aggiunge tirando di me per farci uno spazio tra gli amici del suo ragazzo, i quali parlano animatamente.
Aspetta.
Chi è Nick?
Mi mantengo in silenzio e resto vicino alla mia amica. Dalla coda dell'occhio vedo tutte le persone presenti agglomerarsi per entrare nell'enorme edificio.
«Ti tocca con Ian. Spaccagli il culo da parte mia...Non sopporto quel imbecille.»dice Derek a Brad. Ora che lo osservo bene posso notare un piercing argentato che risalta il ciuffo blu elettrico nei suoi capelli. Distolgo lo sguardo da lui, quando si accorge che lo sto guardando.«Cooper soffrirà, Nick è ancora incazzato dallo scherzetto dell'altra volta. Prevedo un po' di sangue nel loro incontro. Ci sarà da divertirsi oggi!»
Sangue?
Sto per inciampare in una pietra, ma qualcuno mi afferra dal braccio.
«Stai più attenta.»mi dice Jason con un sorriso sghembo. Tolgo la sua mano dal mio braccio con più bruschezza del dovuto, ma non mi importa. Lui mi guarda con interesse.«Quanti anni hai?»
Ok, la cosa sta precipitando e anche molto.
Da quando in qua un ragazzo carino mi presta attenzione?
Magari vuole uccidermi. Nah, non credo.
«Ne ho 17.»rispondo con semplicità e faccio per andare avanti, ma lui mi ferma. Mi alzo in punta di piedi e adocchio la mia amica con Brad più avanti.
«Sono più grande di te solo per due anni, quindi ti va di...?»alza le sue sopracciglia in modo suggestivo e mi dedica uno sguardo ammaliante.
Il sangue riempie le mie guance e un nodo al quanto ridicolo si fa presente nella mia gola. È la prima volta, in assoluto, che qualcuno mi chiede questa cosa.
Avanti Alex, rispondi.
«Sai? Esiste una legge che si giudica come reato avere relazioni sessuali con minori di diciott'anni. Quindi, rispondendo alla tua interessante domanda, no.»mi sorprendo di come non balbetti in nessun momento, ma dimostri una sicurezza sconcertante.
Qualcuno si avvicina a noi.
«Mi devi venti dollari! Ti avevo detto che ti avrebbe detto di no, Jason. Oh, mi sento onorato di assistere al tuo primo due di picche!»Ryan sghignazza e appoggia il gomito sulla mia spalla, e il suo amico gli dà uno spintone.
«Vaffanculo Ryan, io almeno non vengo considerato come un fratello dalla ragazza che mi piace. Bruciato!»Jason esclama e gli fa il dito medio mentre ci dice di raggiungere gli altri.
Mentre cammino insieme a queste due persone giungo alla conclusione di due cose di estrema importanza:
1. La gente indietreggia per farci passare.
Mi sento in un film mafioso, forse in uno di Al Pacino.
2. Le ragazze sembrano non aver mai visto un ragazzo, perché acclamano e gridano estasiate il nome di Jason e Ryan.
All'istante sento un odore di muffa e sudore innondarmi le narici, facendomi arricciare il naso.
«Ehi, rimani con noi se non vuoi cadere.»Ryan mi attira a sé e dopo un secondo mi vedo salire in una scala arrugginita.
Alla fine giungiamo in una stanza, che offre una grande vista della piattaforma del ring. I miei occhi fanno incontro con tutti quanti, persino con quelli di Derek, il quale mi strizza l'occhio per poi dirigersi verso i suoi amici.
Vedo la mia amica presa da Brad e io mi metto in un angolo, per osservare la stanza.
La tonalità delle pareti sono nere, con graffi, ammaccature e grafitti underground. Un divano enorme di colore blu indaco è al centro, davanti ad esso è situato un tavolo con sopra bottiglie di birre e patatine.
È una stanza speciale, supponendo che quelli di sotto si scagliano l'uno contro l'altra per stare in prima fila.
Sussulto quando Brad parla ad alta voce, ottenendo l'attenzione di tutti.
«Restate qui e per nessun motivo scendete da quella scala.»il biondo raccomanda me e Claudia.«Ryan e Derek resteranno qui a farvi compagnia. Amore, devo andare.»rido ancora per come chiama la mia amica, ma a lei sembra piacere dato che gli sorride e gli dà un bacio a stampo.
Entrambe lo vediamo scendere in fretta le scale.
Sobbalzo quando un'istante dopo una voce grida in un microfono.
«Bene bastardi e signorine! State per vedere l'incontro tra il mio caro e anche stronzo Brad e...Ian, non c' è nulla di personale, anzi sì. Ti faranno il culo oggi! Fate le vostre scommesse signori miei, io punterei su Brad.»la voce di Jason fa eco su tutta la stanza.
Accanto a lui il biondo si toglie la maglietta e subito esplodono grida femminili assordanti.
Un grido in particolare rischia di rompermi i timpani.
«Quello è il mio macho!»gli occhi verdi di Claudia brillano. Brad rivolge la vista dal ring alla mia amica e le dedica un sorriso brillante.
Minuti dopo la mia curiosità viene soddisfatta in pieno appena vedo entrare, con spavalderia, un ragazzo dai capelli rossi sul ring.
In seguito i miei occhi assistono ad un pugno sulla sua bocca da parte del biondo. Pel di carota(Ian)si pulisce il sangue per poi saltare sull'attacco, chiudendo la mano in un pugno diretto nello stomaco di Brad, cosa che quest'ultimo lo schiva con facilità vista la sua lentezza.
«Nada amigo, ti faranno il culo Ian! Vediamo i movimenti del biondino che si crede Rocky Balboa.»Jason grida nel microfono. Brad, senza guardarlo, gli mostra il dito medio, concentrato a schivare i pugni di Ian.«interessante, vedo che oltre ad essere educato è bravo a colpire. Ma comunque sono più forte io!»
Brad dà una ginocchiata sul naso del suo avversario e giuro che sento qualcosa rompersi sotto tutto il putiferio in corso. Ian indietreggia addolorato, toccandosi la zona colpita.
Quello avrà fatto male.
Le urla imbestialite contro Ian a quanto pare servono, perchè il prossimo a ricevere un pugno è il biondo. Cerca di alzarsi, ma non serve a niente quando pel di carota dà un calcio nella sua costola sinistra, per continuare poi nel suo stomaco.
Intuisco che la rabbia che viene usata nei suoi colpi è solo una vendetta per l'umiliazione davanti al pubblico.
Roteo gli occhi, divertita da quello che grida Jason.
«Colpo di scena signor miei! Ian si è rialzato e vedo che anche molto incazzato! Chi sarà a vincere questo emozionante incontro?! Il ragazzo biondo con una fidanzata sexy o pel di carota che non ha nessuna perché è appena uscito dal carcere e per di più è brutto?!»urla, ridendo come un possesso.«Potete scoprirlo ora, pagandomi e portandomi una ragazza nuda per soddisfare le mie fantasie più perverse.»
Quel ragazzo non ha peli sulla lingua nel momento di parlare.
Non so da dove o come cavolo prendo coraggio. Il biondo mi stà simpatico e in qualche modo mi sento in dovere di incoraggiare il fidanzato della mia migliore amica.
Mi alzo il cappuccio della felpa, intenta a coprirmi il più possibile il viso, e grido:
«SÙ BRAD! FA VEDERE CHI È CHE COMANDA ALL'IDIOTA DI IAN.»ho tutta l'attenzione di tutti nella stanza e probabilmente anche della gente di sotto.«ROMPIGLI IL NASO E FALLO A PEZZI!»
Forse mi sono lasciata trascinare un po' per l'entusiasmo di questo incontro
Solo un po'?
Sì, giusto un pochino.
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