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Capitolo Uno

                                                                                        L'incontro

mi stavo preparando per andare a scuola,le giornate scorrevano tutte uguali,Scuola poi a casa,riposo un pò poi si studia e questo ogni settimana.Avrei voluto qualcosa che movimentasse almeno le giornate,ormai pronta andai a prendere l'autobus con cuffie ad alto volume però mi sentivo spiata,qualcuno o qualcosa mi stava osservando non ci feci peso e arrivai a scuola, inviai il solito messaggio ai miei che ero arrivata altrimenti mi avrebbero sommerso di chiamate avendo l'abitudine di spegnare il cellulare una volta entrata in classe. 

Prima ora Storia dell'Arte,cercavo di non addormentarmi per il peso della spiegazione che sembrava infinita ,qualcuno mi lanciò un foglio lo aprì e c'era scritto "Stramba",me ne arrivò un altro stavolta c'era scritto "Freak" non so perchè scrissero Mostro in inglese ,non me importai.

Seconda ora Tecniche della comunicazione , meno noiosa della prima fortunatamente..il guaio la classe fa casino e la prof non riesce a spiegare,sfiga del giorno rapporto di classe anche se almeno 4 di noi cercavano di seguire la lezione e quindi erano innocenti

Terza ora, sostituzione così mi misi le cuffie e iniziai a disegnare,a metà disegno venni interrotta da un mio compagno che mi tolse il foglio

-Che stai disegnando stramba?- mi chiese il ragazzo,io mi stetti zitta ,mi rifece la domanda e io non risposi ,me la rifece di nuovo zitta,perchè dovrebbe importargli cosa disegno,mi strappò il foglio,avrei voluto picchiarlo ma c'era la prof davanti a noi...

Quarta ora Economia Aziendale,una noia totale spiegazione orribile non avevo capito una mazza di quello che la prof spiegava, spero che almeno con gli appunti riesco a studiare

Quinta ora sala grafica a finire il progetto, almeno ci è concesso di ascoltare la musica con le cuffie,il progetto va a gonfie vele se non fosse per un mio compagno che mi mette in pausa il pc,dopo averlo finito lo salvai e lo inviai all'email della prof

Ultima ora Educazione fisica, ci fu una partita di Pallavolo contro una Quinta, avrei voluto giocare ma la squadra formata era di ragazzi e quindi mi mandarono a quel paese e si misero a giocare,vincero 18 a 5
Suonata la campanella c'è ne andammo,mentre tornavo a casa però tre loschi individui si avvicinarono, uno era alto con i capelli castani,il secondo era alto quanto me e aveva i capelli biondi,il terzo invece era mi arrivava alla spalla e aveva i capelli neri

-Che ci fa una ragazzina sola in giro per questo luogo?- mi chiese il primo ragazzo, non risposi e continuai a camminare, quando il secondo ragazzo mi bloccò

-Tu non vai da nessuna parte dolcezza -disse stringendo la presa, cercai in tutti i modi di liberarmi ma non mi voleva lasciare

-Adesso vediamo un pò cosa abbiamo di bello qui-disse il terzo levandomi lo zaino

-Mette giù il mio zaino- dissi , il primo ragazzo si avvicinò e mi puntò una pistola alla testa

-Stai zitta o ti faccio saltare in aria il cervello-disse, a un certo punto dietro di lui vidi un ragazzo con una felpa grigia e indossava una maschera blu con i fori neri e delle lacrime del medesimo colore,

-E tu chi saresti-disse il ragazzo che mi manteneva, egli non disse nulla nemmeno un fiato

-Ei moccioso vattene non sono affari tuoi- disse quello che stava frugando nel mio zaino, a un certo punto vidi il mascherato attaccarlo, ficcandogli un bisturi nel lobo frontale, poi lo levò e tagliò la gola al ragazzo che impugnava la pistola, e di quello che mi manteneva gli ruppe l'osso del collo, poi iniziò a fissarmi

-Grazie per avermi salvato- dissi

-Senti ragazzina, è meglio se te ne vai se non vuoi che ti faccia fare la fine di questi tipacci-disse con un tono scontroso

-Ei io ti ho solo ringraziato, tratti così le persone che non hai fatto morire?- chiesi

-Se ti avrei voluta morta non sarei intervenuto, ti pare?- disse sempre con quel tono, rimisi le mie cose nello zaino lo vidi prende i cadaveri, era parecchio forzuto per essere una ragazzo snello,stava andando via

-Aspetta,posso sapere almeno il tuo nome?-chiesi

-Jack- rispose per poi sparire

Tornai a casa, dopo aver mangiato mi stesi sul letto e ripensai a quel ragazzo...ormai la mia mente non voleva far andare via quella figura,Perché mi ha aiutato? Gli avrò fatto pena nel vedermi in difficoltà?  Era lo stesso che sentivo che mi spiava stamattina? A queste domande non avrei mai trovato risposte se non da lui..

Non so perché lo hai fatto e cosa ti abbia spinto a farlo ...ma sono in debito con te...Jack


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