Lily (parte prima)
<<Allora Lily, vieni con me in caffetteria?>> chiese Zelda mentre si infilava con grazia un cappottino verde smeraldo.
<<Mmh perché?>>
<<Per socializzare ma chère. Solitamente alla gente piace.>> rispose con tono affettato, lanciando uno sguardo ad Alex che stava scrivendo qualcosa su un quaderno.
Lily temette che a quella frecciatina sarebbe seguita una rispostaccia, ma Alex era talmente assorta dalla sua attività che probabilmente non aveva sentito una sola parola di tutta la conversazione.
<<Alex?>> chiese la ragazza avvicinandosi alla compagna di stanza <<Vuoi venire anche tu in caffetteria?>>
Alex la guardò imbambolata per qualche secondo, poi finalmente parlò.
<<Non ho la più pallida idea di cosa tu abbia detto. Scusami ma non vi stavo proprio ascoltando.>>
<<Ti ha chiesto se vuoi venire in caffetteria con noi>> rispose seccata Zelda <<In realtà io avevo invitato lei, ma quest'adorabile faccino è in vena di fare volontariato evidentemente.>> sbuffò.
Lily iniziò a mordersi l'interno del labbro inferiore come faceva sempre quand'era nervosa: non le piaceva affatto questa guerriglia fra le sue compagne di stanza e voleva a tutti i costi che finisse prima di degenerare.
Le due ragazze si guardavano in cagnesco quando tutto d'un tratto Alex si alzò dal letto e si diresse verso Zelda. Non appena le fu a un palmo dal naso si arrestò e iniziò a fissarla; restarono così, a scrutarsi per qualche momento finché la giovane non chiese con un'espressione molto seria <<Mi stai usando per fare volontariato?>>. Era evidente che la domanda fosse rivolta a Lily, ma la ragazza continuava a guardare Zelda con aria di sfida. Non le staccava quello sguardo gelido di dosso.
<<Certo che no>> rispose stupita Lily.
<<Oh Zelinda è una bambina molto cattiva...>> la rimproverò bonariamente. Sembrava stesse imitando una maestra d'asilo che spiegava ad un'alunna disobbediente che non doveva rubare il giocattolo di un altro. Poi aggiunse con un sorriso sghembo <<Faccia d'angelo non sopporterebbe se le sue due nuove amichette del cuore litigassero, vero angioletto?>> stavolta però si voltò verso Lily, simulando l'espressione più fintamente innocente di cui era capace. Era voluta quell'evidente falsità: creava un'atmosfera sinistra.
<<Io vorrei solo che andassimo tutte d'accordo...>> rispose Lily, quasi con timore. Lo sguardo di Alex l'aveva messa in soggezione, l'aveva fatta sentire fragile e piccola.
<<Sentito? Dobbiamo essere delle buone e dolci coinquiline.>> continuò superando un'insolitamente silenziosa Zelda, quando poi arrivò sull'uscio della porta si girò nuovamente e spazientita disse <<Allora questa caffetteria?>>
"Ti prego fa che non si lancino le tazze addosso" pensò Lily mentre si incamminavano fuori dal dormitorio.
***
Ben presto si trovarono di fronte ad un grazioso edificio triangolare in legno. Il portico era decorato da sottili fili tempestati di lucette accese nonostante fosse ancora giorno. Non appena entrarono Zelda si guardò intorno e dopo qualche istante indicò un tavolino vuoto alle altre due. Lily le seguì preoccupata dall'inquietante silenzio che le accompagnava da quando avevano lasciato la loro camera, ben presto venne però distratta da una bellissima parete d'acqua alla sua sinistra, immersa in un intricato disegno di fiori rampicanti tanto realistici da sembrare veri. "Uno scorcio di natura artificiale" pensò.
Improvvisamente qualcosa le fece perdere l'equilibrio e in una frazione di secondo si ritrovò scaraventata a terra.
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