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"Luke?" Lo chiamo non appena risponde al cellulare. "Ehi Meg!" Esclama è solo ora mi accorgo che non ho sentito la sua voce per un po'. "Cosa fai stasera?" Gli chiedo mentre mi preparo qualcosa da mangiare per pranzo. "Non so, credevo di venire da te. Ti va bene?" Sembra insicuro. "Certo che mi va bene, sono da sola. Sai se Lauren e Kyle ci saranno?" Spero con tutto il cuore di sì. "Non lo so. L'altra volta Kyle mi aveva accennato che voleva portarla fuori per una cenetta romantica." Ridacchia calcando le ultime parole. "Okay, allora chiederò a Kyle. Però noi intanto ci vediamo, giusto? So che mio fratello esce quindi non c'è problema se vuoi venire a casa mia." Gli dico mentre mi siedo a tavola e addento il mio panino. "Okay. Ci sentiamo dopo." Mi saluta e riattacca. Adesso devo chiamare Kyle e poi posso decidere cosa fare.

***

"Luke, Kyle mi ha detto che sarà fuori con Lauren, quindi siamo solo noi." Gli confermo buttandomi letteralmente sul mio letto. "Oh bene. Allora quando voglio passo da te." Ridacchia ed io faccio lo stesso. Casa di uno è casa dell'altra, ormai. "A dopo." Chiudo la telefonata e poggio il cellulare sul comodino. Chiudo gli occhi ripensando a come quest'anno sia passato così velocemente. Sembra ieri che festeggiavo il capodanno scorso. I miei pensieri vengono interrotti dallo squillo del mio cellulare. Svogliatamente mi tiro su per prenderlo e senza neanche guardare il mittente rispondo. "Meg." Riconosco subito la voce. "Ash?" Non so perché mi stia chiamando. "Che succede?" Gli chiedo mentre mi siedo sul bordo del letto. "Passa da me e ti dico tutto." Afferma e lo blocco prima che chiuda. "Ash!" "Sì?" "Non so dove abiti." Gli dico incerta. Sto davvero per andare a casa sua? "Dove ci siamo scontrati la prima volta." Ridacchia e mi chiude in faccia. Scemo.

In breve mi preparo e quando sono pronta e già con il cellulare in mano esco di casa. Percorro tranquillamente la strada che mi porterà a casa di Ashton, nonché quella di Luke, e spero di non incontrare il mio migliore amico. Appena arrivo davanti il palazzo suono il citofono e la voce di Ashton mi arriva alle orecchie. "Chi è?" Chiede, la voce assonnata. "Sono Meg." "Quarto piano." Mi dice e aspetto che mi apra per entrare nell'androne. Mi dirigo verso l'ascensore e pigio il numero quattro. In breve arrivo a destinazione e quando mi trovo davanti la porta d'ingresso con una targhetta con su scritto Irwin prendo un respiro profondo prima di suonare. Subito dopo la porta si apre rivelandomi un Ashton in pantaloncini, non che ci sia qualcosa di strano ad indossarli, ma porta solo quelli.

Resto a guardarlo non riuscendo a muovermi mentre le guance mi si accaldano. È così bello. "Ciao Meg, entra pure." Mi invita lui con un sorriso dolce. Credo abbia notato il mio shock. Richiude la porta e mi raggiunge in un salone arredato in stile moderno sulle tonalità del rosso. "Scusami, ma non ho trovato la mia maglietta e non volevo farti attendere." Balbetta lui scusandosi. "Tranquillo." Lo rassicuro evitando il suo sguardo. Figurati se mi è dispiaciuto trovarti così. Penso e mi darei uno schiaffo se non ci fosse lui davanti che mi prenderebbe per pazza. "Stai bene?" Mi chiede ad un tratto. Io scuoto la testa risvegliandomi dai miei pensieri e annuisco. "Bene, torno subito." Mi fa un cenno e si allontana in una stanza.

Due minuti dopo torna con una canotta grigia addosso. Viene verso di me e mi prende per mano. "Se vuoi possiamo andare in camera mia." Mi dice sorridendo. Io annuisco titubante, cercando di reprimere la mia paura. Lo seguo per il corridoio fin quando non arriviamo innanzi a una porta con una targa con su scritto Ashton a lettere maiuscole. "Originale." Affermo e lui ridacchia. "L'ho fatta io qualche anno fa." Mi informa aprendo la porta e alla vista della sua camera rimango stupita. "È meravigliosa." Mi complimento con lui, ancora in estasi. Nella sua stanza ci sono, ovviamente, un letto, un armadio e una scrivania. In più una pianola e una chitarra appoggiate in un angolo, e accanto una batteria. Inoltre le pareti, che originariamente erano blu, sono ricoperte da poster di band, da foto e altri fogli. "Grazie. È il mio rifugio sostanzialmente." Ridacchia lui. "Non ci viene nessuno?" Gli chiedo ancora più curiosa di prima. Lui scuote la testa. "Solo il mio migliore amico. Tutti gli altri stanno fuori." Sbarro gli occhi.

Apro bocca per parlare ma non trovo le parole giuste così il riccio mi precede. "Sei la prima." Si ferma un attimo e poi continua guardandomi negli occhi. "L'accesso è consentito solo alle persone speciali." Mormora e a quel punto non esito ma lo abbraccio. Lui ricambia la stretta ed io mi avvicino ancora di più a lui, facendo scontare i nostri bacini. Poco dopo si scosta mentre io mi ricompongo e mi sollevo accorgendomi che le sue guance sono davvero rosse. "Ash tutto bene?" Gli chiedo, con una punta di preoccupazione. "Aspetta un attimo." Corre via dalla sua camera e io resto lì ferma, sperando che non sia ciò che penso. Quando ritorna il rossore sul suo volto è più lieve ma c'è. "Sto bene, tranquilla." si gratta la nuca imbarazzato e poi si schiarisce la voce per cominciare a parlare.

"Bene. Ti ho fatta venire, primo perché volevo passare del tempo con te, e secondo perché volevo chiederti una cosa." La prima motivazione mi fa arrossire. "Okay. Dimmi tutto." Mi sistemo sul suo letto appoggiandomi alla parete. "Stasera sei sola quindi?" Mi chiede e il sorriso scompare dal mio volto. Volevo passare la serata con Ashton, ma anche con Luke. Dio, non so che fare. "Ehm, veramente..." Comincio e cerco di trovare le giuste parole per non fargli pesare la cosa. "Sei già occupata? Tranquilla se è così." Mi sorride lui e sembra sincero. "In realtà non ho organizzato nulla, ma io e Luke saremo da soli quindi abbiamo pensato di incontrarci." Gli spiego e anche se non lo dà a notare vedo che per un attimo non ha più lo stesso entusiasmo di prima.

"Se vuoi può venire anche Luke..." Esita lui e la sua offerta è davvero gentile ma diventerebbe troppo imbarazzante. "Non so, non mi sembra il caso. E poi è giusto che tu passi questa festa insieme alla tua famiglia, dato che ti abbiamo rubato per Natale." Ci scherzo su sperando di allentare la tensione. "Già, hai ragione. E che ne pensi di domani?" Il sorriso sul suo volto si allarga nuovamente e anche il mio. "Sarebbe grandioso." Gli dico. Deve capire che amo passare del tempo con lui ma anche con Luke. Non possono chiedermi di scegliere. "Okay, allora domani ci vediamo." Mi dice raggiante. "Certo, e stai sicuro che stasera ci sentiremo, mentre è ancora mezzanotte, se puoi." Esclamo e scoppiamo a ridere.

"Ti va di restare ancora un po'?" Mi chiede ed io annuisco. "Bene, che vuoi fare?" Si alza dal letto passeggiando avanti e indietro per la camera. "Non so." Mi lascio cadere di schiena sul suo letto chiudendo gli occhi. Subito dopo sento il materasso abbassarsi sotto di me e qualcosa di caldo che si avvicina. Appena apro gli occhi mi trovo davanti Ashton accoccolato sul letto, come se stesse dormendo. È così tenero. Mi sollevo e mi metto ad accarezzargli i capelli ricci. "Meg! Così mi farai addormentare." Mugola lui in risposta. "Scusami." Ridacchio e allora mi corico di nuovo accanto a lui. Ashton si sistema e si distende proprio come me.

Mi prende la mano ed intreccia le dita con le mie. "Come fai ad avere le mani gelate se c'è un caldo assurdo?" Mi chiede basito. "Non lo so. Mi succede sempre." Mi giustifico, voltandomi verso di lui che si porta la mia mano fra le sue vicino la bocca per soffiarci sopra e provare a riscaldarla. "Ash, non ce n'è bisogno." Lo assicuro ma lui sembra così convinto. Devo ritrarre con forza la mano per farlo smettere. "Ti ho detto che non c'è bisogno." Sbuffo, mentre sto per girarmi e dargli le spalle. "Ehi scusami. Vieni qui, ti voglio bene." Queste parole mi fanno scogliere il cuore. Mi abbraccia mettendo le braccia intorno alla mia vita e mi fa di nuovo voltare verso di lui.

Siamo così vicini, vorrei baciarlo. Non è possibile restare lontana dalle sue labbra quando sono così vicine alle mie. Tanto per aiutarmi si passa la lingua sul labbro inferiore involontariamente ma a me fa perdere il controllo, così mi avvicino e lo bacio. Metto le braccia intorno al suo collo e lui continua il bacio. Questa volta non sono sicura di riuscire a fermarmi se continua così. Lo lascio fare fin quando devo riprendere fiato, allora mi stacco da lui e mi poggio sul cuscino. "Vieni qui." Mormora lui tirandomi a sé per un abbraccio che accetto immediatamente.

***

"Luke vengo io a casa tua, non uscire." Registro il messaggio vocale e glielo mando. In pratica io e Ashton abbiamo trovato una specie di soluzione. Dato che lui e Luke abitano nello stesso palazzo, a mezzanotte dopo aver finito di fare gli auguri ci vedremo fuori dagli appartamenti per farci gli auguri fra noi. Sembra accettabile come piano. Luke mi risponde al messaggio qualche secondo dopo con un semplice okay. Comincio così a prepararmi o sennò farò troppo tardi. Appena sono pronta esco di casa e vado verso l'appartamento del mio migliore amico. Salgo al terzo piano e suono il campanello.

Passa qualche minuto così pigio di nuovo il tasto, ma niente. Decido di chiamargli. "Luke dove cavolo sei?" Gli chiedo impaziente. "Ero al supermercato. Arrivo subito." Mi siedo sulle scale ad aspettarlo e finalmente quando arriva mi alzo. Ha delle buste in mano così lo aiuto e lui va ad aprire la porta. Entriamo e poso tutto in cucina. "Sei arrivata prima di quanto pensassi." Si scusa lui. "Non preoccuparti. Sono le cose per la cena?" Gli chiedo poi. Lui annuisce e così ci mettiamo di buona volontà e prepariamo qualcosa per stasera, che sarà una delle nostre classiche serate insieme da migliori amici.

***

"Ma per favore!" Scoppio a ridere mentre Luke mi racconta l'ennesima battuta. Sono le undici e mezza passate e stiamo cercando di ammazzare il tempo prima del capodanno. Non ci siamo per niente annoiati, anzi abbiamo passato tutta la sera a ridere, come al solito. "Un surgelato dice ad un ghiacciolo. 'Sai ieri sono uscito con-gelato!'" Luke scoppia a ridere, ha le lacrime agli occhi, mentre io mi porto una mano alla fronte scuotendo la testa. "Sei un idiota!" Gli urlo e vado verso di lui per cominciare a fargli il solletico ma ovviamente approfitta dell'occasione per riprendersi e farlo a me. Così, alla fine, ci ho rimesso sempre io. "Luke! Luke! Mancano tre minuti!" Grido cercando di divincolarmi dalla sua presa. Lui mi lascia andare ed io mi siedo per riprendere fiato.

"Un giorno rimarrò senza voce per quanto mi fai urlare!" Lo rimprovero scherzosamente. Come risposta lui mi fa la linguaccia. "Su vieni, manca poco." Mi chiama Luke. "Puoi aprire la porta?" Gli chiedo e mi rivolge un'occhiata confusa per poi avviarsi verso il balcone. "Non quella Luke, quella d'ingresso." Mi guarda più confuso di prima ma io lo blocco gridandogli "Auguri! Felice anno nuovo!" Corro ad abbracciarlo e gli do un bacio sulla guancia. Lui ricambia e poi mi lascia andare. "Che sia un anno migliore del precedente." Sussurra al mio orecchio come ogni capodanno. "Luke scusami un attimo."

Corro verso l'uscita ed apro la porta salendo al piano di sopra e non curandomi del mio migliore amico. Quando arrivo davanti l'appartamento di Ashton guardo il cellulare: mancano dieci secondi, spero si sbrighi. Appena vedo la porta aprirsi e lui venire verso di me gli salto letteralmente addosso abbracciandolo. "Felice anno nuovo!" Esclamiamo insieme. Guardo di nuovo l'ora: mezzanotte e un minuto appena scattata. "Ce l'abbiamo fatta!" sussurra fra i miei capelli, mentre accosta la porta d'ingresso e mi trascina con se verso il muro opposto.

Mi poggia contro di esso e porta le mani ai lati della mia testa, guardandomi fisso negli occhi. Si abbassa leggermente per poggiare le labbra sul mio collo, poi sulla mia mascella e fermarsi all'angolo della mia bocca. "Me lo concede?" Mi chiede contro la mia pelle. Ridacchio e annuisco mentre stringo le mie braccia intorno al suo torso. Porta le labbra sulle mie baciandomi dolcemente. Sento le farfalle nello stomaco ed è una sensazione meravigliosa.

"Vorrei fossimo soli..." Mormora senza separare le nostre bocche. "Lo siamo." Una piccola risata lascia le sue labbra. "Soli soli, intendo." Questa cosa mi fa arrossire di botto mentre lui riprende a baciarmi. "Sei ancora più bella quando arrossisci." Mi dice mentre si allontana da me e mi guarda. Questo sguardo non è uno qualunque, è lo sguardo di chi ammira qualcosa di bello, come anzi fosse la cosa più bella di sempre. Ed è proprio ciò che mi dice il riccio. "Sei ciò di più bello che io abbia mai visto." Un ampio sorriso sul suo e sul mio volto. Abbasso lo sguardo non sapendo cosa dire se non grazie. "Ashton?" Si sente una voce provenire dall'appartamento. "Credo che il tempo sia scaduto." Ridacchia stampandomi un veloce bacio sulle labbra e scappando dentro casa facendomi l'occhiolino prima di chiudere la porta.

Io resto lì immobile a riflettere su quanto sia dolce il ragazzo di cui sono innamorata. Perché sì, sono innamorata. Come potrei negarlo ormai? Mi riprendo e passo una mano fra i capelli per riordinarli. Spero di non essere troppo arrossata in volto, anche se Luke avrà probabilmente già capito. Risalgo al suo appartamento ed entro trovando la porta già aperta. "Dove sei stata?" Mi volto di scatto appena sento questa voce. "Luke, che spavento!" esclamo andando verso di lui in cucina. "Ho... Ho fatto gli auguri ad Ashton." Ammetto, abbassando lo sguardo. "Oh okay.." Non sembra arrabbiato.

"Ma cos'hai qui?" Chiede avvicinandosi e passando un dito su un punto del mio collo. Spalanca gli occhi. "Ti ha baciato?" Mi domanda sbalordito. Non rispondo, semplicemente evito il suo sguardo. "Ti ha baciato, Meg?" Fa di nuovo con più dolcezza. "Sì..." Dico solo e lui si alza e avvolge le braccia intorno a me. "Sono il tuo migliore amico, puoi dirmi tutto. L'hai sempre fatto, perché ora non lo fai più?" Mi si spezza il cuore quando sento la sua voce incrinarsi. Sta piangendo, sta piangendo per colpa mia.

"Non piangere Luke, ti prego. Sai che ti voglio bene. Sei il mio migliore amico e nessuno potrà mai sostituirti." Lo stringo a me asciugandogli poi le lacrime che gli bagnano il volto. "Tu non mi vuoi..." Piagnucola provando a staccarsi da me, ma io lo avvicino di nuovo. "Sei un cretino se lo pensi. Credi davvero che dopo tutti questi anni potrei abbandonarti? Credi che quello che ci siamo detti a Natale per me non vale?" Le lacrime cominciano a bagnare i miei e occhi e poi le mie guance. "Non piangere nemmeno tu." Balbetta passandomi il pollice sulla guancia. "Scusami. Ci racconteremo tutto di nuovo, okay? Promesso?" Gli chiedo con un sorriso. "Promesso." Uniamo i nostri mignoli, proprio come abbiamo fatto qualche giorno fa e ci abbracciamo. Ashton ha ragione. Un'amicizia come la nostra non si può spezzare.

WELLA
scusate sto aggiornando alla ricreazione e non ho corretto in capitolo.
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//Michela

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