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Appena mi pone la domanda, un ampio sorriso, che mette in mostra le sue adorabili fossette, si fa spazio sul suo volto. "Meg." Gli rispondo timidamente. Non sa nulla di me, perché il mio nome non è che sia chissà che grande rivelazione, però ora mi sento quasi scoperta di fronte a lui.
"È un bel nome." Ammette Ashton ed arrossisco leggermente. Lui lo nota e all'inizio esita un po' ma poi mi prende una mano nelle sue. La mia piccola e fredda, le sue grandi e calde. È una sensazione bellissima, che mi manda brividi in tutto il corpo.
"Grazie." Dico, riferendomi al complimento di prima. "Dico solo la verità." Mi sorride nuovamente e potrei sciogliermi da un momento all'altro. In realtà, non sta facendo nulla: mi sta solo sorridendo e tenendo la mano. Già, la mano. La ritiro un attimo dopo cercando di non sembrare quasi schifata. Sono solo in imbarazzo.
"Scusa." Mormora lui. Spero non ci sia rimasto male. "Non fa niente." Lo rassicuro con un sorriso e lui ricambia. "Bene, ti lascio leggere. Questo tienilo pure tu. Fammi sapere cosa ne pensi." Si alza facendomi l'occhiolino e sposta il libro intitolato Fallen verso di me. Non ho il tempo di replicare che lui è già sparito nel labirinto di scaffali.
***
Sono quasi le due del pomeriggio e solo ora sto andando a casa. Oggi, me la sto prendendo comoda. "Meg!" Esclama una voce familiare. Mi volto e noto Luke. "Ehi!" Mi fermo e aspetto che mi raggiunga. "Che ci fai qui?" Mi chiede passandosi una mano fra i capelli per sistemarli.
"Sono stata in biblioteca." Gli sorrido e la sua seguente affermazione mi fa pensare molto."Ci vai spesso, ultimamente." Annuisco. "Mi fa pensare a mio padre." Ammetto, abbassando lo sguardo. "Già. Albert era un grande uomo. Peccato che vengano a mancare sempre le persone migliori." Mi rivolge un'occhiata dolce, comprensiva. Non di pietà, come fanno molti. Quando accade mi fa davvero innervosire. La gente quando sa di queste tragedie ti guarda come fossi un cane bastonato.
"Hai ragione." "Ma lui, e anche tua mamma ovviamente, sono sempre qui." Mi prende una mano nella sua e la poggia sul mio petto all'altezza del cuore. "Hai ragione, anche su questo." Ridacchio e mi avvicino per abbracciarlo. Lo adoro perché ha sempre avuto questa capacità: farmi sorridere sempre. In tutti i momenti, mi tira sempre su di morale; mi ha risollevata così tante volte. Senza di lui, sarei crollata molto prima.
"Vieni da me?" Mi domanda e mi rivolge la sua solita occhiata tenera. Come potrei dirgli di no? "Certo." Avvolge un braccio attorno alle mie spalle e cominciamo a camminare in direzione del suo appartamento.
***
"Eccoci qua!" Esclama appena apre il portone del palazzo. Ora che ci penso questo posto ha un'aria familiare. E be', non è strano dato che è casa del mio migliore amico. Ma c'è qualche altra sensazione che mi pervade.
Resto ferma a fissare l'ascensore fin quando una scena si fa viva nella mia mente: Ashton. L'ho visto qui la prima volta. Lui era nell'androne pronto ad entrare in ascensore mentre io, presa dalla fretta, uscivo da esso arrivandogli addosso.
''Meg ci sei?'' Ridacchia Luke, svegliandomi dai miei pensieri. ''Sì, andiamo.'' Entriamo in ascensore e appena le porte si chiudono Luke pigia il tasto del terzo piano e il vano si avvia.
In breve arriviamo ed entriamo nell'appartamento del mio migliore amico. E' grande e luminoso. E' arredato in stile moderno sulle tonalità del bianco, nero e beige.
Vado direttamente verso la cucina, prendendo posto all'isola, mentre Luke torna dal bagno. ''Cosa mangiamo?'' Mi domanda. ''Non so, quello che vuoi. Mi va bene tutto.'' Sbuffa. ''Davvero? Te lo sto chiedendo proprio perché non lo so!'' Scoppia a ridere ed io lo seguo.
''Lo sai che ogni volta finisce così!'' Gli dico fra le risate. Continuiamo in questo modo per qualche minuto, e beh, cosa potrei chiedere di meglio di un pomeriggio col mio migliore amico?
Buon San Valentino ragazzi!
Come lo state passando? Io fra wi-fi, cibo e compiti.
Se il capitolo vi piace lasciate un mi piace è un commento!!!
Enjoy🌸
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