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Sechs

Roderich scende dal destriero bianco solo quando arriva al centro della piazzetta.

Si avvicina alla gran massa di abitanti.

"Che diavolo hai fatto a mio padre?!" urla avvicinandosi all'ungherese.

"È un pazzo. I pazzi stanno al manicomio."

"Lui non è pazzo." urla.

"Ma forse..." sussurra prima di avvicinarsi al moro

"Potrei fare qualcosa se tu..."

"Se io?"

"Mi sposassi..."

"MAI!" il moro si allontanò dall'altro ma l'ungherese, ridendo, lo afferrò per i capelli.

Roderich si lasciò scappare un lamento di dolore poi, nell'intento di liberarsi dalla presa, gli cadde lo specchio dalle mani.

Tentò di riprenderlo ma l'altro fu più svelto e glielo strappò dalle mani.

"Cos'abbiamo qui? Uno specchio. Dimmi, specchio bello, mi mostri quella bella Bestia?" la risata sguainata fu interrotta dallo specchio, illuminatosi per riflettere la Bestia intenta a lanciare un ululato di dolore.

"La Bestia...esiste..." il castano si ammutolì prima di ghignare.

"Gente! Eccovi la Bestia! Ucciderà i nostri bambini per sfamarsi! io dico...uccidiamola!!"

"NO!" urli quasi con le lacrime agli occhi vedendo i cittadini credergli.

"No! Ascoltatemi! Lui è buono! Non vi farebbe mai del male!" provi a dissuaderli e a riprenderti lo specchio ma l'altro ti afferra con violenza prima di strattonarti.

Ti fa male il polso ma non gli darai la soddisfazione di sentirti urlare dal dolore.

"Lui é pazzo come suo padre!" urla davanti a tutti.

Lo guardi con gli occhi sgranati, troppo stanco e debole per lottare oltre.

Senti solo due mani afferrarti il collo e stringere.

"Bravo Ivan." ridacchia l'altro.

Fai fatica a respirare, ti si chiudono gli occhi.

"Mi dispiace, Rod." senti sussurrare dal russo prima di svenire.

"Non ucciderlo, mi deve sposare."

"Da."

****

"Cos'è stato?" chiese Lovino sentendo i cardini del grande portone cedere.

Gilbert si trascinò a passo stanco verso la finestra, solo per vedere gli uomini del villaggio limitrofo sfondare il portone principale con un ariete.

"Cosa facciamo?" chiese Francis irrompendo nella stanza.

"Lasciali fare." fu la stanca risposta della Bestia.

Senza Roderich, ha davvero senso combattere?

****

"Se vogliono la guerra, gli daremo la guerra!" gridò deciso il francese.

Lovino annuì prima di guardarsi intorno.

"Dov'è Feliciano?!" urlò ma non fu ascoltato.

Le porte avevano ceduto.

****

Ti tieni la testa con le mani, trattenendo le lacrime di rabbia.

"Roderich...che c'è di male...è cattiva la Bestia..."

"NO! La Bestia non è cattiva padre!" alzi la voce, non puoi sopportare che la offendano così.

Lui è così dolce...e gentile...Lui...

Uno scoppio vi fa sobbalzare entrambi prima una delle tante invenzioni di tuo padre sfondi la porta del seminterrato dove vi hanno rinchiusi.

"Roderich vee~" Appesa ad un gancio la tazzina sorridente si agita per scendere.

"Felì." lo prendi tra le mani sorridendo.

Il nitrito del cavallo bianco ti fa ridere, sollevato.

Forse non tutto è perduto.

****

I cittadini sono stati cacciati da quegli strambi soprammobili animati ma tu no.

No, tu, da bravo ungherese quale sei, non ti arrenderai.

Sfondi ogni porta che trovi, sperando di trovare la Bestia.

Alla fine la trovi.

Alzi l'arco.

La Bestia ti guarda con sguardo spento.

Attacchi, lei si difende.

Non combatte, scappa.

"Ti ucciderò!"

Urli prima di scagliare una freccia.

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