7. LA COLLANA MALEDETTA
Il venerdì successivo alla loro uscita notturna Draco ed Hermione si incontrarono nel loro posto 'segreto', e invece di porsi domande per conoscersi meglio, come si erano ripromessi di fare, preferirono fare con calma, non correre troppo, e godersi l'acqua calda e la compagnia l'uno dell'altra. Così fecero per tutte le tre settimane che seguirono a quel sabato sera passato in riva al Lago Nero. La curiosità di conoscersi meglio era molta, ma continuavano a rimandare, con la paura costante di fare le cose troppo in fretta.
Il primo sabato del mese di novembre gli abitanti di Hogwarts si svegliarono circondati da un paesaggio innevato. Quella notte la neve era scesa in grandi quantità, e si era depositata sul terreno formando uno strato di quasi un metro. La giornata perfetta per andare a fare un giro a Hogsmeade, anche considerando che quel giorno non c'era lezione.
Hermione e i suoi due amici, Harry e Ron, pensarono che sarebbe stato bello andare a fare una passeggiata al villaggio, e si misero d'accordo per quel pomeriggio.
Durante il pranzo Hermione vide Draco alzarsi e uscire dalla Sala Grande, senza quasi aver toccato cibo, e ciò la mise subito in allarme.
'Dove stai andando, Malfoy? Non combinare cazzate!'
Avrebbe voluto seguirlo, stare insieme a lui e parlare. In quel mese che avevano passato insieme nel bagno dei prefetti ogni venerdì aveva imparato a conoscerlo, anche se non erano ancora arrivati al punto di confidarsi a fondo. C'erano così tante domande che avrebbe voluto fargli, ma più di tutto c'era una cosa che la rendeva un po' sospettosa e insicura nei confronti del bel Serpeverde: la fascia che continuava a tenere sull'avambraccio. Era lì da settimane, e una semplice storta non ci metteva così tanto a guarire.
«Ragazzi, che dite... cominciamo ad andare verso Hogsmeade? Se non ci muoviamo rischieremo di tornare che sarà già buio.»
Ron e Harry, che si stavano ingozzando di cibo, annuirono e, seppur contrariati, si alzarono e seguirono l'amica fuori dalla stanza.
~*~
«Ti porti dietro questo libro da più di un mese, quasi ci dormi insieme e non senti il desiderio di scoprire chi è il Principe Mezzosangue?»
Mentre stavano camminando verso Hogsmeade, Hermione tornò nuovamente sull'argomento che maggiormente ossessionava Harry in quel periodo: il libro di pozioni del Principe Mezzosangue.
«Non ho detto di non essere curioso. E non ci dormo insieme.»
«Ma è vero. Vorrei fare due chiacchiere prima di andare a letto, ma non fai che leggere quel dannato libro. È come stare con Hermione.»
Ron, seppur inconsapevolmente, fece capire alla ragazza ciò che sospettava: Harry si era fissato sul libro di Pozioni.
«Beh... Io ero curiosa, e sono andata...»
«...in biblioteca.»
I suoi due amici parlarono praticamente all'unisono. Si, perché insieme a tutte le cose che aveva da fare, Hermione era riuscita anche ad andare a cercare informazioni sul proprietario del libro, con scarsi risultati.
«E...»
La giovane Grifondoro sbuffò e guardò l'amico con contrarietà, arrabbiata per il fatto di non aver trovato niente di interessante.
«E niente. Non ho trovato nessun riferimento al Principe Mezzosangue.»
«E questo sistema tutto.»
In quel momento notarono davanti a loro il Professor Lumacorno, intento a parlare con il Professor Vitious. A quanto pare era diretto ai Tre Manici di Scopa, e questo attirò l'attenzione del Ragazzo che è Sopravvissuto.
«Qualcuno vuole una Birrobirra?»
Si trovarono tutti e tre concordi, quindi proseguirono velocemente verso la Taverna, perché faceva molto freddo e la temperatura era scesa drasticamente. Quando entrarono andarono a sistemarsi su un tavolo vicino alle scale che portavano al piano superiore, ed Harry fece in modo di avere Ron vicino a sé, per controllare il bancone del bar, dove Lumacorno stava allegramente chiacchierando con il barista e un altro cliente.
«Qualcosa da bere?»
«Ehm... Tre burrobirre, con lo zenzero nella mia.»
Hermione ordinò per tutti e tre, quindi si sedette al suo posto. In quel momento Draco entrò, e quando vide la ragazza con Potter e Weasley, si bloccò sui suoi passi. Lei non lo notò, perché girata di spalle, ma Harry lo vide e si insospettì ulteriormente. Cosa ci faceva Malfoy da solo ai Tre Manici di Scopa? Tenne lo sguardo fisso su di lui, anche mentre il Serpeverde entrava in bagno. Poi gli sguardi dei tre amici si puntarono su Ginny, che se ne stava qualche posto più in là con Dean, il suo fidanzato.
«Oh miseriaccia! Verme viscido!»
«Ronald, si tengono solo per mano!»
Tornarono a guardare i due piccioncini, che avevano iniziato a baciarsi con trasporto.
«E si sbaciucchiano.»
Il cameriere portò ai tre Grifondoro le loro burrobirre, e Ron strinse i pugni sotto il tavolo.
«Vorrei andarmene.»
«Cosa? Non dirai sul serio!»
Scosse la testa con disappunto, e sul suo volto comparve un sorrisino sarcastico.
«Si dà il caso che sia mia sorella!»
A quel punto Hermione non riuscì più a trattenersi e scoppiò a ridere.
«E allora? Se guardasse qui e ti vedesse sbaciucchiarmi pensi che se ne andrebbe via?»
Harry salutò qualcuno, e il Professor Lumacorno si fece largo verso il loro tavolo.
«Harry, ragazzo mio!»
«Salve Signore, che piacere vederla!»
Si strinsero la mano con calore, il professore che superava di almeno venti centimetri di altezza il ragazzo.
«Altrettanto, altrettanto!»
«Che cosa la porta qui?»
Hermione fissava sbigottita l'amico, che aveva occhi solo per il professore di Pozioni.
«Oh, I Tre Manici di Scopa ed io ci conosciamo da più di quanto io ci tenga ad ammettere. Ancora ricordo quando era un manico di scopa!»
Lumacorno fece oscillare il suo boccale di Burrobirra, e un po' di liquido finì sul tavolo, subito davanti alla ragazza, che si scostò giusto in tempo per evitare di essere bagnata.
«Oh, tutti in coperta, Granger! Ascolta ragazzo mio, ai vecchi tempi ero solito organizzare delle occasionali cenette intime per alcuni studenti selezionati. Tu ci staresti?»
Harry non si fece sfuggire l'occasione, e annuì con gioia.
«Lo considererei un onore, signore.»
«Saresti la benvenuta, Granger.»
Hermione, che non stava prestando minimamente attenzione al loro discorso, fu presa alla sprovvista mentre stava bevendo la sua bevanda, e tossì leggermente per riprendere fiato.
«Ne sarei lieta, signore.»
Non sapeva neanche lei di cosa doveva essere lieta, ma ormai il pasticcio era fatto.
«Splendido! Occhio al mio gufo! È un piacere vederti, Wollenby!»
Naturalmente l'ultima frase era rivolta a Ron, solo che come al solito il professore aveva sbagliato il suo cognome. Lumacorno se ne andò, e i tre ragazzi lo fissarono. Hermione e Ron erano sbigottiti, Harry al settimo cielo. La ragazza si ributtò a capofitto sulla sua Burrobirra.
«Che gioco fai?»
Harry decise di essere sincero con i suoi amici, e disse loro il motivo per cui si mostrava così accondiscendente con il professore.
«Silente mi ha chiesto di conoscerlo meglio.»
«Conoscerlo meglio?»
«Non so... Deve essere importante, se no Silente non me lo avrebbe chiesto.»
I due amici fissarono Hermione, con un sorriso misto tra il divertito e l'imbarazzo.
«Hai... Hai un po'...»
Ron si toccò sopra le labbra, e la ragazza capi di essersi sporcata con la schiuma di Burrobirra. Svelta si pulì con la manica della maglia, abbassando lo sguardo per l'imbarazzo.
~*~
Mentre stavano tornando verso il castello, Hermione camminava barcollando. Aveva bevuto un po' troppa Burrobirra, e l'effetto dell'alcool stava cominciando a farsi sentire. Prese sotto braccio i suoi due amici, fissando il cielo con aria sognante. Quanto avrebbe voluto che Draco passasse quella giornata con lei. Aveva voglia di parlargli, ma lui non si era fatto vedere per tutta la giornata. Ad un certo punto sentirono qualcuno urlare con terrore davanti a loro, e notarono una ragazza distesa sul manto innevato, mentre la sua amica si guardava impaurita in giro.
«L'avevo avvertita... L'avevo avvertita di non toccarla!»
La ragazza distesa sul terreno iniziò a muoversi, come impossessata dal Diavolo, e poi si librò in aria, ad un'altezza considerevolmente pericolosa. Quando cadde a terra Hermione trattenne a stento un urlo di paura.
«Non vi avvicinate. Indietro, tutti quanti.»
Hagrid si fece largo tra di loro, e andò a soccorrere la povereretta, che sembrava messa male, ma era ancora viva.
«Su, su...»
L'omone la prese in braccio.
«Su, su, su, resisti.»
Harry si avvicinò all'oggetto che la malcapitata teneva in mano prima di essere impossessata, ma Hagrid lo fermò.
«Non la toccare! Solo la carta che la avvolge. Mi hai sentito?»
L'oggetto ai loro piedi era una collana, apparentemente innocua.
~*~
Quando arrivarono al castello, furono chiamati dalla Professoressa McGranitt nel suo ufficio, perché le raccontassero dell'accaduto.
«Sei sicura che Katie non l'avesse già con sé quando è entrata ai Tre Manici di Scopa?»
L'amica della ragazza infortunata scosse la testa, visibilmente sconvolta.
«È come le ho detto. Si è alzata per andare in bagno, e quando è tornata aveva il pacchetto. Ha detto che era importante che lo consegnasse.»
«E ha detto a chi?»
«Al Professor Silente.»
Hermione rimase sbigottita. Perché qualcuno voleva mandare una Collana Maledetta al Preside della scuola?
«Molto bene, grazie Aliene. Puoi andare.»
Aliene uscì dall'aula, e l'attenzione della docente si fissò sui tre giovani Grifondoro davanti a lei.
«Come mai, quando succede qualcosa, ci siete sempre voi tre?»
Ron sbuffò, soppesando la domanda della McGranitt.
«Mi creda professoressa, mi faccio la stessa domanda da sei anni.»
Hermione sentì dei passi dietro di sé, e il fruscio di tessuto che caratterizzava il professor Piton.
«Oh Severus, meno male che sei arrivato!»
Piton andò subito a controllare la collana, rigirandola con la sua bacchetta.
«Che ne pensi?»
«Penso che la signorina Bell sia fortunata ad essere viva.»
Harry, che come al solito non riusciva a tenere la bocca chiusa, cominciò ad elencare le sue insinuazioni.
«È stato un incantesimo, vero? Conosco Katie, e fuori dalle partite non farebbe male a una mosca. Se intendeva consegnarla al Professor Silente lo faceva inconsapevolmente!»
La McGranitt concordò con le parole dello studente.
«Si, è stato un incantesimo.»
«È stato Malfoy!»
Hermione guardò sconcertata l'amico, non credendo alle sue parole.
«È molto seria la tua accusa, Potter!»
«È così»
«Hai delle prove?»
Harry ormai era sempre più convinto della colpevolezza di Draco, e nessuno sarebbe riuscito a fargli cambiare idea.
«Lo so e basta.»
Il Professor Piton gli fece il verso, con la sua solita voce arrogante.
«Lo sai e... Basta... Di nuovo sbalordisci con i tuoi doni, Potter. I semplici mortali posso solo sognare di possederli. Quanto deve essere sublime essere colui che è Prescelto.»
Il silenzio nell'aula divenne spettrale. Nessuno sapeva cosa dire, ed Hermione non riusciva a credere che Harry avesse fatto delle insinuazioni così pesanti contro Draco, senza un briciolo di prove, tra l'altro.
«Vi suggerisco di tornare ai vostri dormitori. Tutti e tre.»
Non se lo fecero ripetere due volte, e in pochi secondi furono fuori dall'aula di Trasfigurazione.
~*~
Hermione diede giusto il tempo a Harry e Ron di sedersi sul divano della sala comune dei Grifondoro, quindi iniziò a urlare contro l'amico.
«Ma dico, sei impazzito per caso? Come ti salta in mente di accusare così pesantemente Malfoy di fronte a Piton? E senza uno stralcio di prova, Harry!»
Il Prescelto la guardò esterrefatto, non comprendendo il suo repentino mutamento d'umore.
«Cosa stai dicendo tu, Hermione. È di Draco Malfoy che stiamo parlando. L'ho visto ai Tre Manici di Scopa, mentre stava andando in bagno, e indovina dove ha trovato la collana Katie? Sono sicuro che dietro tutto questo ci sia lui.»
La ragazza scosse la testa e iniziò a camminare davanti al caminetto.
«Il fatto che tu odi Malfoy... che noi lo odiamo... Non vuol dire che sia lui il colpevole. C'era tantissima gente ai Tre Manici di Scopa. Chi ci dice che non sia stato qualcun altro? Che prove hai!? Il solo fatto di averlo visto entrare in un bagno non vuol dire niente.»
Lei voleva crede di aver ragione. Voleva autoconvincersi che Draco non centrasse niente con la Collana Maledetta, e sperava con tutta sé stessa che il suo amico si sbagliasse.
«Harry ha ragione. Draco ne sarebbe capacissimo, eccome se lo sarebbe! Insomma, è di Malfoy che stiamo parlando, Herm! Come fai a difenderlo?»
Hermione non c'è la fece più. Aveva bisogno di aria, e voleva cercare Draco per parlargli.
«Non lo sto difendendo. Dico solo che non si può accusare così una persona senza neanche avere una prova concreta. Tutto qua! Ora scusate, ma devo cercare un libro in biblioteca, prima che chiuda!»
Detto questo se ne andò, mentre calde lacrime le annebbiavano la vista. Perché? Perché proprio quando cominciava a fidarsi di Draco, qualcosa doveva riportarla ad essere dubbiosa di lui, a pensare che forse lui non era così innocente come cominciava ad apparire ai suoi occhi? Lo cercò ovunque, ma con scarsi risultati. Draco era introvabile, e lei fu costretta a ritornarsene nella sua stanza più frustrata e arrabbiata di prima.
Spazio autrice: Eccoci qua con questo nuovo capitolo! Scusate se ci ho messo tanto a pubblicarlo, ma in questi giorni non ho avuto proprio tempo di ricontrollarlo e sistemarlo. Comunque, fatemi sapere cosa ne pensate con quache commento e stellina, e se vi va ditemi il vostro parere sulla storia per ora, se vi sta piacendo, se c'è qualcosa che dovrei sistemare. Eh niente, se siete curios* di sapere come continuerà, ci riaggiorniamo al prossimo capitolo!! Ciaooo!!!
Giada
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