5. IL BAGNO DEI PREFETTI
Il giovedì sera la ronda si dimostrò leggermente più piacevole. Draco cercò di fare un po' di conversazione con Hermione, e parlarono del più e del meno senza insultarsi. Ovviamente, però, al momento di separarsi il giovane Serpeverde tornò ad essere l'arrogante e antipatico ragazzo di sempre: salutò Hermione con una delle sue solite battutine e se ne andò. La cosa fece infuriare la povera ragazza, che non capiva più chi fosse il vero Draco Malfoy. Nella Stanza delle Necessità era stato così gentile e premuroso nei suoi confronti, e le era quasi sembrato un'altra persona.
Di una cosa Hermione era certa, però: Draco era estremamente lunatico, e lei aveva bisogno di rilassare i nervi, che quella settimana l'avevano messa a dura prova più del solito.
Il giorno seguente fu molto difficile per lei concentrarsi a lezione: continuava a pensare a Draco, al suo carattere scontroso, al bacio di settimane prima, alla stanza piena di oggetti, e a quello che stava tramando Malfoy. Mille domande e nessuna risposta, e intanto la sua emicrania cresceva ogni istante di più, rendendole difficile persino tenere gli occhi aperti.
«Signorina Granger, che le prende?»
Hermione si riprese da quell'attimo di distrazione e si accorse che tutti la stavano fissando: che si era persa? La professoressa McGranitt la guardava come se avesse davanti un fantasma, e anche il resto della classe la osservava in modo strano. Presto si rese conto del perché: era bianca come un cadavere e tremava in modo incontrollabile, e cosa ancora più strana... aveva le mani chiuse a pugno, talmente tanto che il sangue non riusciva a scorrerle nelle vene.
«Io... credo di non stare molto bene, professoressa...»
La voce le uscì strascicata, ogni parola una tortura per la sua testa dolorante.
L'anziano volto della docente si addolcì, mentre le compariva un tenero sorriso, incorniciato da piccole rughe di espressione.
«Tranquilla, mia cara, vai pure a riposarti. Qualcuno accompagni la signorina Granger nel suo dormitorio, non vorrei che svenisse.»
Hermione si alzò a fatica e un capogiro le fece venire i conati di vomito. Mettendosi una mano davanti alla bocca per bloccare la nausea, si appoggiò a Harry, che la accompagnò fuori dall'aula, mentre i compagni la osservavano preoccupati.
«Che ti prende, Herm? Non è da te essere così distratta. Ti senti bene?»
Hermione non aveva ancora parlato ai suoi amici di ciò che aveva scoperto due sere prima, e non sapeva se raccontarlo o meno. Prima di rispondere si prese qualche momento per riprendere fiato e fermare il vomito che minacciava di uscirle dalla bocca.
«Niente, sto... bene. Solo che questa settimana è stata molto stressante, e... ho bisogno di rilassarmi un po'.»
Harry la fissò per qualche secondo, chiedendosi se la sua amica non gli stesse nascondendo qualcosa di grosso. Poi però si tolse quel pensiero dalla testa: Hermione non gli nasconderebbe mai niente e non gli mentirebbe, e se avesse scoperto qualcosa su Malfoy glielo avrebbe certamente detto.
«Tranquilla, tu adesso vai in camera e ti riposi. Se per una giornata salti lezione non muore nessuno, no?»
Lei non era totalmente d'accordo, ma sentiva l'estremo bisogno di recuperare ore di sonno. Quando arrivarono di fronte al quadro che faceva da entrata alla loro sala comune, Harry si fermò.
«Bene, io torno a lezione. Ci vediamo più tardi, e buon riposo!»
La giovane Grifondoro attese che il suo amico scendesse al piano inferiore; quindi, invece di andare nella sua camera, si diresse verso la Stanza delle Necessità ed entrò nella sala piena di oggetti. Anche se sentiva il bisogno estremo di buttarsi sul letto e dormire per due giorni di fila, voleva capire se c'era qualche oggetto che potesse attirare l'attenzione di uno come Draco.
Si inoltrò nella stanza, facendo attenzione a non far cadere altri oggetti, e seguì a ritroso lo stesso percorso fatto due giorni prima, gli occhi che le si facevano sempre più pesanti. In pochi minuti si ritrovò nel punto in cui le era crollata quasi addosso la pila di oggetti mal posizionati, quindi proseguì in cerca non sapeva neanche lei di cosa. Continuò a camminare per qualche altro minuto, senza però trovare qualcosa che potesse essere utile a Draco. Scoraggiata tornò indietro, e proprio quando aveva perso le speranze trovò l'Armadio Svanitore. Non lo riconobbe subito, anche perché la sua vista era molto offuscata, ma quando si rese conto di cosa aveva davanti si sentì una stronza ad aver dubitato di Draco, e di aver creduto che fosse un Mangiamorte.
"Draco mi aveva detto che era venuto per nascondere qualcosa... probabilmente l'ha messa nell'armadio, che l'ha fatta svanire. E probabilmente le volte prima era venuto a cercarlo. Che stupida che sono stata!"
Doveva essere così, per forza. La prima volta che lui era entrato, doveva aver cercato l'Armadio Svanitore. Poi, una volta trovato, era tornato per nascondere l'oggetto. Convinta di aver scoperto la verità, e con gli occhi pesanti per la stanchezza accumulata, Hermione uscì dalla Stanza delle Necessità e tornò nel suo dormitorio. Senza neanche cambiarsi si distese sul suo letto, e in pochi minuti era nel mondo dei sogni.
~*~
Quando si risvegliò era pomeriggio inoltrato, e nonostante avesse saltato il pranzo non sentiva di avere fame. Si alzò dal letto e controllò l'ora dalla sveglia sul comodino: erano le sei del pomeriggio, il che voleva dire che aveva dormito per quasi sette ore. Stiracchiandosi uscì dalla stanza e scese nella sala comune, dove trovò Ron, Harry e Ginny intenti a parlare sottovoce.
«Oh, la bella addormentata si è risvegliata! Ben tornata nel nostro mondo, Herm.»
Hermione si sedette sul divano, vicino a Harry, e sorrise per l'imbarazzo.
«Scusatemi, avevo veramente bisogno di riposare. Sono giorni che non riesco a dormire.»
Ron la fissò, cercando di capire cosa preoccupasse tanto l'amica.
«Perché non riesci a dormire, Herm?»
Lei si appoggiò contro lo schienale del divano e sospirò.
«Perché ho troppe cose cui pensare... e poi la ronda con Malfoy sta mettendo a dura prova la mia integrità mentale!»
Al solo pensiero di Draco si alzò irrita e cominciò a camminare davanti al caminetto.
«A proposito, hai scoperto qualcosa su Malfoy?»
Non poteva dire niente, perché semplicemente non aveva ancora nulla di certo da raccontare.
«No, ed è anche questo che mi fa saltare i nervi: ho provato a parlargli, l'ho pedinato, l'ho seguito in ogni suo movimento. E nonostante ciò... niente! Se Draco Malfoy sta tramando qualcosa è molto bravo a nasconderlo.»
Un'ora più tardi scesero in Sala Grande a cenare, e non appena Hermione mise in bocca un pezzo di carne si rese conto che era veramente affamata. Nel giro di dieci minuti aveva lustrato tutto ciò che c'era nel suo piatto e si era presa una seconda porzione; quando finì pure quella il suo piatto era talmente pulito che avrebbe potuto specchiarcisi dentro. Terminata la cena si alzò, decisa a recuperare quella sera stessa il caldo bagno che non si era potuta permettere due giorni prima.
«Vado a fare un bagno. Ci vediamo più tardi.»
Mentre percorreva la sala per uscire, lanciò uno sguardo verso il tavolo dei Serpeverde e notò che Draco non c'era. Che avesse già finito di cenare? Salì le scale fino al piano in cui c'era il Bagno dei Prefetti. Disse la parola d'ordine e la porta si aprì.
~*~
Quando entrò nel bagno aveva la testa tra le nuvole, e non si accorse subito della presenza di Draco. Se ne rese conto solo quando spogliandosi si girò verso la vasca e incontrò lo sguardo eccitato del giovane Malfoy.
«Draco! Che cosa ci fai tu qui?»
Lui sorrise e si sistemò meglio tra le bolle.
«In realtà dovrei farti la stessa domanda, visto che sono arrivato prima io...»
Hermione divenne rossa come un peperone, e svelta come una lepre si risistemò la divisa.
«Io... la porta era aperta e così sono entrata. Potevi anche chiuderla, però! Scusa il disturbo... io...»
Incapace di restare lì un attimo di più corse verso la porta, ma Draco fu velocissimo. In pochi secondi fu davanti alla porta, a bloccarle l'uscita.
«Come hai fatto? Un secondo prima eri là... Non puoi già saper smaterializzarti, ce lo insegneranno appena quest'anno!»
Lui sorrise con superiorità e si avvicinò a Hermione.
«Diciamo che apprendo molto in fretta, e che il professor Piton si è gentilmente offerto di farmi delle lezioni private per insegnarmi a smaterializzarmi.»
La ragazza era senza parole, ed era talmente incredula che non si era neppure resa conto del fatto che Draco fosse quasi del tutto nudo, con solo delle mutande a coprire il suo corpo.
«Ah, beh... complimenti. Comunque io ora devo andare.»
«Perché? Sei venuta qua per farti un bagno, e io pure. La vasca è enorme, e in due ci staremo comodissimi, quindi... resta, per favore.»
Hermione era combattuta: aveva veramente bisogno di fare un bagno caldo, ma la presenza di Draco la metteva in agitazione. Se fosse rimasta avrebbe ottenuto l'effetto contrario di quello per cui era andata lì, ne era certa. E poi, il ricordo di quel bacio continuava a ripresentarsi ogni volta che si trovava vicina a Draco, facendole anche pensare come sarebbe stato posare le labbra su di lui un'altra volta.
«Io... non lo so... Non credo che sia una buona idea...»
«Ti prego, giuro che non ti tratterò male e che sarò buonissimo.»
Hermione lo fissò attentamente per qualche istante, fermandosi inevitabilmente sulle sue labbra carnose. Imbarazzata dall'improvviso desiderio di baciarlo di nuovo, cosa che nella sua testa non aveva alcun senso né motivazione, distolse lo sguardo.
«Va bene...»
Il bisogno di un bel bagno caldo e di qualcos'altro che non sapeva neanche lei come definire ebbe il sopravvento sul buon senso, e la giovane Grifondoro si trovò ad accettare la proposta di Malfoy. Con mani tremanti si tolse la divisa, fino a rimanere in intimo.
Quindi guardò Draco, che si era già immerso nell'acqua, e in quel momento notò una benda sul suo avambraccio sinistro.
«Cosa ti sei fatto al braccio?»
«Oh, questa? Mi sono fatto male ieri durante l'allenamento di Quiddich, ma nulla di che... una piccola storta. Comunque non devi spogliarti del tutto. Puoi restare anche in intimo.»
Lei annuì, anche se non era sicura che quello fosse il motivo per cui aveva l'avabraccio fasciato, quindi si sedette sul bordo della vasca e immerse le gambe tra le bolle di sapone.
«Vieni dai, che l'acqua è caldissima!»
Inebriata dal tepore dell'acqua, Hermione seguì Draco in quella vasca piena di bolle, e non appena la sua pelle saggiò il caldo dell'acqua, un brivido di piacere le percorse tutto il corpo. Draco, che la osservava in silenzio, si sentì tremendamente attratto dalla ragazza che se ne stava con gli occhi chiusi a godersi quell'attimo di relax. E non riuscendo a trattenere i suoi istinti, si avvicinò ad Hermione e la abbracciò. Lei, colta di sorpresa, spalancò gli occhi e lo guardò con paura.
«Che cosa vuoi fare, Draco?»
Lui le accarezzò una ciocca di capelli, poi accostò le labbra al suo orecchio per parlarle sottovoce.
«Non voglio farti niente di male, Hermione. Voglio solo aiutarti a stare bene.»
Detto questo la baciò sulle labbra, con una intensità che era mancata la prima volta. Il bacio non era aggressivo e vorace, ma dolce e lento, come se lui volesse saggiare per bene quella bocca carnosa e accattivante, ma avesse paura di farle del male. Hermione non riusciva ad allontanarsi, troppo attratta da quell'odore di acqua di colonia, che era talmente forte da essere rimasto sulla pelle di Draco nonostante l'acqua avrebbe dovuto "cancellarlo". Acqua di colonia! L'odore dell'Amortentia... non era possibile! La consapevolezza prese il sopravvento, ed Hermione si allontanò da Draco, sconvolta per quella scoperta. C'era solo un motivo se la sua Amortentia sapeva di acqua di colonia: lei era attratta da Draco Malfoy.
«Ho fatto qualcosa di sbagliato?»
Draco la fissò confuso, non riuscendo a comprendere il suo repentino cambiamento d'umore. Sembrava le stesse piacendo il bacio, e invece si era scansata come scottata da qualcosa.
«No, no... solo, il tuo odore...»
Lui era ancora più in confusione.
«Il mio odore?»
«Sai... sai di acqua di colonia!»
Non poteva essere vero! Lei non poteva provare attrazione per uno come Draco Malfoy. Eppure, ripensò alle altre cose che aveva elencato, ossia la mela verde e la pergamena nuova, e si rese conto che rispecchiavano a pieno Draco.
«Si, è il profumo che uso di più, ma perché... Aspetta, la tua Amortentia sapeva di...»
In quel momento Draco capì cosa aveva turbato Hermione: aveva sentito il suo profumo, l'aveva ricollegato alla pozione e aveva capito che forse provava qualcosa per lui.
«Va tutto bene, Granger. Non devi esserne sconvolta.»
Lei lo guardò senza codificare del tutto quell'ultima frase, quindi si accorse che i loro corpi si erano riavvicinati, come attratti da una calamita invisibile.
«Devo... devo andare.»
Si girò di scatto e raggiunse il bordo della vasca, dove però fu imprigionata dalle braccia di Draco, che la bloccarono contro il muretto colorato.
«Perché scappi, Hermione? So che vuoi baciarmi, e allora non trattenerti.»
Hermione scosse la testa, mentre nella sua mente si svolgeva una battaglia tra istinto e razionalità. Certo, aveva sempre notato la bellezza di Draco, ma il suo carattere arrogante e scontroso l'aveva sempre tenuta alla larga da lui. Allora perché tutto a un tratto, a guardare le sue labbra gofie e rosse per il bacio, le veniva voglia di appoggiarci di nuovo sopra le sue?
«Io... non posso... io...»
Era tutto tremendamente sbagliato. Probabilmente si sentiva attratta da Draco solo perché aveva passato troppo tempo con lui, tra le ronde serali, le lezioni e il pedinamento per scoprire cosa stesse tramando. O forse perché nella Stanza delle Necessità era stato così gentile con lei, e l'aveva salvata senza pensarci due volte.
Nonostante questi pensieri, il suo istinto vinse la battaglia contro la ragione, ed Hermione si attaccò al corpo del giovane Serpeverde, per poi unire le loro labbra in un bacio carico di passione e desiderio, uno scontro di lingue e denti talmente vorace che li lasciò presto senza fiato. Quando misero fine a quel bacio meraviglioso, Draco fissò la bella Grifondoro con intensità e un ghigno malizioso sulla bocca.
«Se lo vorrai, Hermione Granger, tutti i venerdì sera a venire potremmo incontrarci in questo bagno, per passare un po' di tempo insieme, conoscerci meglio e divertirci. Ti va?»
Era una cosa da pazzi: lei, Hermione Granger, provava qualcosa per Draco Malfoy, che con lei si era sempre comportato come una Bestia. Eppure, la sera in cui l'aveva salvata nella Stanza delle Necessità le era sembrato un Draco Malfoy diverso, lontano dall'arrogante e viziato ragazzo che credeva di aver conosciuto.
Quella situazione le ricordava tanto la favola de 'La Bella e la Bestia', in cui lei si innamorava di lui, nonostante fosse cattivo e solo, e nonostante la trattasse sempre male. Ma Hermione non si stava innamorando di Draco, assolutamente no. Era solo attratta da lui per tutta la serie di eventi che li avevano portati ad avvicinarsi, e probabilmente una volta che avesse scoperto cosa stava tramando Draco, tutta questa attrazione e questa curiosità nei suoi confronti sarebbe scomparsa, vero?
«Accetto, Draco Malfoy.»
Spazio autrice: Ciao a tutt*! Eccoci alla fine di questo capitolo!! Che dire... Ammetto che ho dovuto correggerlo fino all'ultimo perché non mi convinceva del tutto, ma spero che vi sia piaciuto! Fatemi sapere cosa ne pensate con qualche commento e stellina, se vi va!! Comunque, in questo capitolo scopriamo che dopo il bacio durante la ronda, Hermione si sente in qualche modo attratta da Draco, e ripensa costantemente a quel bacio. Quando scopre che Draco rispecchia a pieno la sua Amortentia, si convince di essere attratta da lui solo per quello, ma sarà veramente così? Cosa succederà durante i prossimi incontri nel bagno dei prefetti? Se siete curios*, ci riaggiorniamo al prossimo capitolo! Ciaoooo!!
Giada
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