3. PROPRIETÀ DEL PRINCIPE MEZZOSANGUE
Non erano neanche le cinque del mattino, e Draco era già sveglio da un pezzo. Troppi pensieri logoravano la sua mente: il bacio con Hermione, l'armadio svanitore da aggiustare, il compito assegnatogli da Lord Voldemort. Ormai del tutto sveglio, e convinto di non poter più dormire in pace, si alzò dal letto, si cambiò e poi uscì dalla sua stanza. I suoi piedi si mossero in automatico su per le scale del castello, e si fermarono solo davanti al muro della Stanza delle Necessità. Con occhi ridotti a due fessure dalla rabbia, il ragazzo osservò l'imponente muro davanti a sé, poi si girò e corse giù per le scale, senza una meta precisa.
Era un venerdì mattina, ed era passata più di una settimana dal bacio con la Granger. La sera prima la ronda era stata ancora più imbarazzante di tutte quelle che avevano dovuto affrontare dopo quel bacio rubato, e aveva lasciato su di lui un umore che avrebbe spaventato chiunque, anche il Signore Oscuro in persona.
Draco stava camminando senza una destinazione in mente, quando passò davanti al bagno dei prefetti. A quell'ora del mattino nessuno lo avrebbe disturbato, e forse un bagno caldo lo avrebbe aiutato a rilassare i nervi a fior di pelle.
Senza pensarci due volte disse la parola d'ordine per entrare e si chiuse la porta alle spalle. Subito accese il rubinetto che scaldava l'acqua dell'enorme vasca e si spogliò. Poi involontariamente si guardò il braccio sinistro, dove spiccava il Marchio Nero, e gli salì un conato di vomito al ricordo di ciò che era diventato e al pensiero di ciò che avrebbe dovuto fare. Sentì il bisogno di urlare, di sfogare contro quelle pareti insonorizzate tutto il dolore che si portava dentro. E allora urlò, fino a quando non gli fece male la gola. E quando sentì di aver gridato abbastanza si immerse nell'acqua calda della vasca. Sentì all'istante tutta la preoccupazione scivolare via dal suo corpo. Restò abbandonato tra le bolle di sapone per una buona mezz'ora, e quando finalmente si decise ad uscire l'acqua era diventata fredda. Come si era spogliato, così si rivestì, e una volta sistemato se ne tornò nel suo dormitorio. Aveva appena varcato la soglia del salotto dei Serpeverde, quando dal divano gli giunse una voce.
«Dove sei stato, Dray?»
Draco si voltò e incontrò gli occhi marroni del suo migliore amico, Blaise Zabini.
«Non riuscivo a dormire e quindi sono andato nel bagno dei prefetti. Tu piuttosto, che ci fai già sveglio?»
Blaise si grattò dietro il collo e sorrise sarcastico.
«Lo sai che ho il sonno leggero. Ti ho sentito mentre uscivi e mi sono vestito anche io con l'intento di seguirti e capire dove stavi andando. Ma quando sono uscito dal dormitorio tu eri già scomparso.»
Tra i due ci fu un attimo di silenzio, quindi il migliore amico di Draco riprese a parlare.
«Che ti succede, Dray? È da quando siamo arrivati ad Hogwarts che sei strano...»
Draco abbassò lo sguardo e sentì un nuovo macigno crescergli nello stomaco. Quanto avrebbe voluto confidarsi con il suo amico, dirgli tutto quello che gli stava succedendo. Ma non poteva, perché aveva paura che se avesse parlato, Blaise avrebbe provato disprezzo per lui e si sarebbe allontanato. E lui sarebbe rimasto solo. No, non poteva dirgli quello che gli era accaduto.
«Draco, tu hai bisogno di svagarti. Ed è per questo che ho pensato ad una scommessa molto allettante da proporti. E sono sicuro che non dirai di no.»
~*~
Il giorno seguente, un sabato mattina freddo e nuvoloso, c'erano le selezioni finali del Quiddich, e Ron era uno dei due candidati al ruolo di portiere. Hermione, che in tutti quei giorni non aveva fatto altro che pensare al bacio che lei e Draco si erano scambiati durante la ronda di quel maledetto martedì, decise di andare ad assistere all'allenamento, sperando che in questo modo quella scena martellante l'avrebbe lasciata in pace almeno un po'. Con quella speranza, si sedette sugli spalti, e poco dopo entrarono in campo Harry e tutti i giocatori che si volevano prendere un posto nella squadra di Quiddich dei Grifondoro.
«Allora... bene... allora, stamattina vi farò eseguire alcune esercitazioni, tanto per saggiare la vostra forza.»
Harry cercò di farsi ascoltare dai candidati, ma questi erano talmente euforici che non lo stavano nemmeno ad ascoltare.
«Silenzio, per favore!»
Dagli spalti, Hermione provava un po' di pena per il suo amico, che non riusciva a farsi ascoltare. Incontrò lo sguardo di Ginny, che le fece l'occhiolino e sorrise.
«State zitti!»
La più giovane dei Weasley urlò con tutto il fiato che aveva in gola, e subito tra i presenti calò il silenzio.
«Grazie, dunque... il fatto che siate entrati nella squadra l'anno scorso non vi garantisce un posto quest'anno. È chiaro?»
I giocatori annuirono alla domanda del loro capitano.
«Bene.»
Mentre si andavano a sistemare, Hermione salutò Ron per infondergli coraggio, e la cosa non sfuggì a Cormac McLaggen, un viziato e antipatico ragazzo che lei non sopportava.
«Nessun rancore Weasley.»
Ron lo guardò spaesato, non essendosi accorto che Cormac gli si era avvicinato.
«Rancore?»
«Anche io provo per il ruolo di portiere. Niente... niente di personale.»
Dalle tribune, Hermione osservava i due parlare, senza capire cosa si stessero dicendo.
«Davvero? Un armadione come te? Hai il fisico di un battitore, non credi? Il portiere deve essere veloce, agile...»
Per dimostrare a Ron la sua agilità, Cormac afferrò al volo una mosca che stava volando vicino a lui in quel momento.
«Ho le mie possibilità.»
Il ragazzo sorrise con superiorità al giovane Weasley e poi guardò verso gli spalti, incontrando lo sguardo schifato di Hermione.
«Wilem, tu potresti presentarmi la tua amica Granger? Non mi dispiacerebbe arrivare a chiamarci per nome, mi spiego?»
Passandogli davanti, McLaggen diede una energica pacca sulla spalla a Ron, che lo fissò come avrebbe guardato una schifosa cacca di cane lasciata sul marciapiede.
L'allenamento ebbe inizio, e i due possibili portieri si trovarono a dover parare tutta una serie di pluffe lanciate dai futuri Cacciatori. Cormac parò con una eleganza che fece salire i conati di vomito a Herm, mentre Ron parò con goffaggine, e un paio di volte rischiò pure di cadere dalla scopa.
Davanti a lei, Lavanda Brown urlava come una gallina per incitare Ron, come se fossero amici da una vita.
«Forza Ron, sei bravissimo!»
Harry guardò prima la sua amica e poi la bionda che si dimenava per attirare l'attenzione del suo migliore amico. Sperò con tutto sé stesso che Cormac sbagliasse almeno una volta, perché lo odiava come la morte, e non lo voleva in squadra.
«Forza Ron, credo in te. So che puoi farcela!»
Mancava poco alla fine dell'allenamento, e i due portieri erano pari in fatto di parate.
McLaggen si posizionò tra i tre cerchi da difendere, ed Hermione decise di agire in favore di Ron.
«Confundus.»
A bassa voce lanciò l'incantesimo sulla scopa di Cormac, che si spostò nell'esatto momento in cui fu lanciata una pluffa, impedendogli di parare. Il giovane Weasley invece parò tutti i palloni, ottenendo di conseguenza il posto di portiere.
~*~
Quella sera stessa, subito dopo cena, i tre amici si trovarono nella sala comune dei Grifondoro, a parlare dell'allenamento.
«Devo ammetterlo, pensavo che l'ultima l'avrei mancata. Spero che Cormac non se la prenda troppo.»
Hermione e Harry, seduti sul tappeto, si fissarono negli occhi, e la ragazza pensò che l'amico avesse scoperto che aveva lanciato un incantesimo per distrarre e sfavorire McLaggen.
«Ha una cottarella per te, Cormac.»
Lei, che odiava il ricco Grifondoro e provava disgusto nei suoi confronti, guardò con disprezzo il giornale che stringeva tra le mani, mentre Ron, seduto sul divano dietro alla sua schiena, sghignazzava.
«È spregevole.»
Intanto Harry, che stava continuando a sfogliare il libro di pozioni, che aveva scoperto essere di proprietà del Principe Mezzosangue, si trovò di fronte un incantesimo che non conosceva.
«Hai mai sentito parlare di questo incantesimo?»
Hermione, che non approvava che l'amico leggesse quel libro pieno di scarabocchi, si alzò dal tappeto e si parò davanti a lui, lo sguardo severo e pronto a rimproverarlo.
«No, mai sentito. E se tu avessi un briciolo di amor proprio lo restituiresti.»
A questo punto Ron, ancora distratto a pensare al ruolo ottenuto nella squadra di Quiddich, alzò lo sguardo e fissò Hermione come se avesse appena detto un'eresia.
«Nemmeno per idea! È il primo della classe, persino più bravo di te. Per Lumacorno è un genio!»
Hermione si voltò verso Ron incenerendolo con gli occhi, e lui si sentì sbiancare.
«Che c'è?»
«Vorrei sapere di chi era quel libro. Diamogli un'occhiata, eh?»
Harry si alzò a sua volta e si allontanò dal divano, cercando al contempo una scusa per non cedere alla richiesta dell'amica.
«No.»
«Perché no?»
«La rilegatura è fragile.»
La ragazza si avvicinò a Harry, che indietreggiò ulteriormente, sorridendo in modo sarcastico.
«La rilegatura è fragile?»
«Si.»
In quel momento Ginny, che era seduta al tavolo da studio, si mise alle spalle del 'Ragazzo che è sopravvissuto' e gli prese dalle mani il libro, per poi leggere il nome del vero proprietario nella prima pagina.
«Chi è il Principe Mezzosangue?»
Hermione la guardò spaesata.
«Chi?»
«C'è scritto qui! 'Di proprietà del Principe Mezzosangue'.»
Dopo aver letto il nome, Ginny tornò il libro a Harry, ed Hermione decise che era il momento di andare a fare la ronda.
«Vabbè, io ora vado. Pensaci Harry, è meglio che restituisci il libro...»
Quindi uscì dalla sala comune e scese a precipizio le scale. Era super in ritardo, e Malfoy le avrebbe rotto le scatole tutta la serata per questo.
~*~
Quando arrivò al punto di incontro, Draco era già lì, e dalla sua faccia capì che era molto arrabbiato.
«Ma dico, non ce l'hai un cavolo di orologio? Sono qui ad aspettarti da mezz'ora! Dai, muoviti, che non ho tempo da perdere!»
Senza lasciare ad Hermione il tempo di riprendere fiato, Draco si incamminò lungo il corridoio dei sotterranei.
«Malfoy, potresti aspettare un attimo? Mi sono appena fatta sette piani di corsa!»
Lui la fissò con sguardo gelido e proseguì a camminare.
«Se ti fossi accorta che stavi facendo ritardo non avresti dovuto correre a perdifiato. Quindi... cammina Granger, che abbiamo quattro piani da controllare, e io non voglio perdere altro tempo!»
Per il resto della ronda i due non si parlarono più. Hermione era arrabbiata perché Draco l'aveva trattata malissimo, e lui era arrabbiato perché lei era arrivata in ritardo e soprattutto perché ogni volta che la guardava gli ritornava in mente il bacio che si erano scambiati qualche giorno prima. Ogni tanto cercava di dire qualcosa, ma non venendogli in mente niente di interessante o intelligente di cui parlare, se ne stava in silenzio a pensare a tutte le cose che lo preoccupavano. Innanzitutto doveva trovare un modo per riparare l'Armadio Svanitore, poi doveva capire come uccidere Albus Silente senza sporcarsi direttamente le mani, e come se non bastasse doveva pensare a come vincere la scommessa fatta con Blaise il giorno prima.
Arrivati alla fine della ronda, Hermione si sentì libera da tutta la tensione accumulata in quelle due ore di tetro silenzio.
«Beh, buonanotte Malfoy. E scusami ancora per il tremendo ritardo. Buona serata!»
La ragazza fece per andarsene, ma la mano di Draco si posò sul suo polso, costringendola a girarsi.
«Io... io volevo dirti...»
Draco si sentì uno stupido per aver reagito così e mollò la presa dall'esile polso di Hermione.
«Niente... cerca di non fare tardi, la prossima volta. Buonanotte.»
Senza aggiungere altro girò sui tacchi e se ne andò, lasciando Hermione bloccata lì, sbigottita per quel repentino cambiamento d'umore. Per un secondo, negli occhi di Draco aveva letto indecisione, voglia di dire qualcosa. Tutto ciò però era durato poco, perché nel giro di qualche battito di ciglia era ritornato il solito arrogante Serpeverde.
Spazio autrice: Ciao a tutt*! Eccoci alla fine di questo capitolo!! Cosa ne pensate del capitolo e della storia in generale per ora? Fatemelo sapere con qualche commento e stellina. Comunque, anche in questo capitolo succedono diversi avvenimenti che ci preparano a ciò che succederà nei capitoli successivi, ed è importante che li scoviate tutti, perché sono tutti collegati tra loro! Siamo solo all'inizio della storia, che per ora non ha il seguito che speravo, e per questo ho fondamentale bisogno che mi diciate cosa ne pensate, se vi sta piacendo o meno, se vi sta prendendo, se è noiosa, qualsiasi cosa... Perché dal numero di visualizzazioni e di stelline non riesco a capirlo. Detto ciò, se avrete voglia di proseguire con la lettura ci riaggiorniamo al prossimo capitolo!! Ciaooo!!!
Giada
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