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1. SEGRETI e MINACCE

Hermione Granger, definita da tutti 'La strega più brillante della sua età', se ne stava tutta sola in biblioteca a sfogliare con distrazione un libro di 1500 pagine. Una lettura molto leggera, insomma. La scuola era ricominciata da meno di due settimane, e quella sera lei e gli altri prefetti avrebbero dovuto decidere i turni di ronda. Aveva sentito dire che la professoressa McGranitt aveva proposto dei cambiamenti, e non vedeva l'ora di scoprire quali. L'attenzione della Grifondoro, però, non era sull'enorme tomo sistemato sul tavolo di fronte a lei. No, nella sua mente ripercorreva tutti gli eventi "strani" che erano avvenuti nelle ultime settimane. Prima lei e i suoi migliori amici, Harry e Ron, avevano visto Draco Malfoy entrare da Magie Sinister a Notturn Alley insieme a degli scagnozzi di Voldemort, poi Harry durante il viaggio verso Hogwarts era sparito ed era tornato quando ormai la Cerimonia dello Smistamento era già conclusa e la cena già iniziata, con il naso rotto e la maglietta sporca di sangue. E la cosa più strana era che Draco era entrato in Sala Grande poco prima del suo migliore amico, scuro in volto e piuttosto irascibile. Harry era convinto che il Serpeverde fosse diventato un Mangiamorte, ma Hermione non voleva crederci. Nonostante odiasse Draco più di chiunque altro, non riusciva a vedere in lui una persona così cattiva e crudele, e stentava a credere che avesse ceduto al volere di Lord Voldemort. C'era un unico modo per scoprire se Harry avesse ragione o meno: doveva pedinare Draco e vedere come si comportava e cosa faceva.
Con quella nuova consapevolezza Hermione chiuse il libro, sistemò le sue pergamene nella borsa a tracolla ed uscì dalla biblioteca, con passo veloce.
Harry e Ron erano all'allenamento di Quiddich, quindi per almeno un paio di ore avrebbe avuto modo di ragionare sul da farsi senza distrazioni.
Mentre saliva le scale per andare nella sala comune dei Grifondoro vide Malfoy camminare come uno che non vuole essere seguito. Si guardava continuamente in giro per assicurarsi che nessuno lo stesse seguendo, e sembrava essere molto teso: le sue spalle erano rigide, e le sue mani chiuse a pugno, tanto che le nocche già di loro bianche erano diventate quasi diafane. Cercando di mantenere una certa distanza per non farsi beccare mentre lo pedinava, Hermione lo seguì, con il solo scopo di scoprire cosa stesse tramando il Furetto. Quando Draco si fermò di fronte al muro della Stanza delle Necessità, Hermione capì che Harry aveva ragione: Malfoy nascondeva qualcosa. Certo, era ancora convinta che non fosse un Mangiamorte, ma che stesse tramando qualcosa di losco ormai era ovvio.
Draco camminò tre volte davanti al muro, pensando ad una stanza piena di oggetti, perfetta per far scomparire qualcosa o per tenerlo ben nascosto. Poi la porta della Stanza delle Necessità comparve e lui entrò, sempre controllando di non essere seguito. La giovane Grifondoro si nascose dietro ad una colonna, giusto in tempo per non essere scoperta, e non appena Draco sparì dalla sua vista, cercò di raggiungere il portone prima che scomparisse, ma non fece in tempo. La grande porta svanì davanti ai suoi occhi, impedendole di entrare nella stanza scelta da Draco. L'unica cosa che era riuscita a scorgere era una montagna di oggetti sistemati a casaccio uno sopra l'altro.
«Maledizione!»
Per la rabbia tirò un pugno contro il muro, con il solo risultato di farsi male alla mano.
«Tanto scoprirò cosa nascondi, Draco Malfoy. Dovessi anche metterci mesi.»

~*~

Dopo cena i prefetti delle quattro case di Hogwarts si riunirono nell'aula di Trasfigurazione per decidere i turni di ronda. Hermione e Ron furono i primi ad arrivare, seguiti da Draco e Pancy e dagli altri prefetti. Mentre i Caposcuola spiegavano quale sarebbe stato il loro ruolo nell'arco di tutto l'anno scolastico, Hermione osservò con attenzione Draco, che sembrava perso nei suoi pensieri e più arrabbiato del solito.
«Bene. Ora, se non avete domande da fare, procederemo con l'estrazione delle coppie per la ronda.»
A quelle parole Draco sembrò ridestarsi. Cosa si era perso di tutto l'inutile discorso?
«Scusate... quali coppie? L'anno scorso lavoravamo con l'altro prefetto della nostra Casa...»
Hermione, che era alquanto infastidita dal comportamento del Serpeverde, non si fece sfuggire l'occasione di rispondere a tono.
«Se avessi ascoltato con attenzione, Malfoy, avresti sentito che quest'anno la professoressa McGranitt ha proposto di mescolare le coppie per farci collaborare.»
Draco fissò con odio la ragazza, provando al contempo imbarazzo per essere stato scoperto nella sua distrazione.
«Nessuno ha chiesto il tuo parere, lurida Mezz...»
Fu interrotto solo dal Caposcuola della sua casa, che gli intimò di non proseguire con l'insulto.
«Sei stato scelto per rappresentare la tua Casa, Draco Malfoy. Dimostra di meritare quel distintivo, e comportati con rispetto!»
Il giovane Serpeverde non replicò, e restò in silenzio per tutta la durata della riunione.
«Bene. Ora, se non ci sono altri problemi, procederemo con l'estrazione delle coppie.»
Uno ad uno furono estratti tutti i nomi. Ron era stato sistemato in coppia con Padma Patil, prefetto dei Corvonero, mentre Pancy Parkinson con il prefetto dei Tassorosso, Ernie Macmillan. Restavano solo quattro nomi, ed Hermione si ritrovò a sperare di non capitare con Draco. Per quanto volesse scoprire cosa nascondeva il prefetto dei Serpeverde, la sola idea di dover passare delle ore sola insieme a lui le faceva venire il voltastomaco.
«Hannah Abbott con... Anthony Goldstein, e Draco Malfoy con Hermione Granger.»
I due prefetti chiamati in causa ebbero due reazioni molto diverse a quella decisione: Hermione sbuffò con disappunto e scosse leggermente la testa; Draco invece scaraventò letteralmente a terra la sua sedia e uscì dall'aula sbattendo con forza la porta.
«Beh, non si può dire che l'abbia presa bene. Comunque... Malfoy, Granger, Parkinson e Macmillan, voi farete la ronda il martedì, il giovedì e il sabato. Le altre due coppie i giorni rimasti. La domenica invece vi alternerete. Dividetevi tra voi i vari piani. È tutto, potete andare.»
Hermione stava per uscire dalla classe insieme a Ron, ma il Caposcuola dei Serpeverde la richiamò.
«Granger, a te il compito di avvisare Malfoy a proposito dei vostri turni. Ultimamente lo vedo un po' alterato e distratto, ma credimi... non ce l'ha proprio con te.»
Lei sorrise sarcastica, lasciando intendere tutt'altro.
«No infatti... ce l'ha con tutto il mondo, ma questa non è una novità. Buona serata.»
Raggiunse Ron e insieme si incamminarono verso la Sala Comune dei Grifondoro.
«Miseriaccia, non sai quanto mi dispiaccia per te, Herm. Fare la ronda con il Furetto sarà una tortura!»
«Già... non faccio di certo i salti di gioia. Comunque...»
La frase si interruppe lì, perché l'attenzione di Hermione fu catturata da una figura in penombra che se ne stava ferma contro il muro. Draco, infatti, aveva deciso di aspettare la Granger fuori dall'aula, per mettere subito in chiaro un paio di cose.
«Weasley, devo parlare con la tua amichetta, quindi vedi di sparire.»
La faccia di Ron divenne dello stesso colore dei suoi capelli, mentre la rabbia nei confronti di quell'arrogante Serpeverde cresceva ogni secondo di più.
«Vai al diavolo Malfoy. Io non mi muoverò di qui.»
I due si guardarono in cagnesco, sfidandosi con lo sguardo.
«Va tutto bene, Ron. Non ci metterò molto, ci vediamo in sala comune.»
Draco sorrise tutto soddisfatto e sventolò la sua mano con sfrontatezza, intimandogli di andarsene. A malincuore Ron si congedò, lasciando i due prefetti soli.
«Cosa vuoi, Malfoy?»
Lui la fissò negli occhi con una intensità che le fece tremare le gambe.
«Mettere in chiaro un paio di cose. Punto uno, io e te non saremo MAI amici. Punto due, durante le ronde non ci parleremo. Punto tre, prova solo a rivolgermi la parola e ti 'sbatto' al muro. Punto quattro, non parlarmi più in quel modo, altrimenti sarò costretto a zittirti in un'altra maniera. E punto cinque, non permetterti mai più di seguirmi. Non sono stupido, e mi sono accorto che questo pomeriggio mi hai pedinato.»
Hermione si sentì incastrata. Pensava di essersi comportata con più discrezione, e invece si era fatta beccare come una cretina.
«Menomale che erano giusto un paio di cose, eh! Comunque... sai Malfoy, se non hai fatto nulla di male non dovresti preoccuparti. In caso contrario, scoprirò cosa stai tramando. E non ho paura di tutte le tue minacce.»
Draco rise con disprezzo, dimostrando tutta la sua arroganza in quell'unico suono fastidioso.
«Sei tanto curiosa di sapere che ci facevo nella Stanza delle Necessità, vero? Bene, ti accontento subito. Mi stavo scopando una del quarto anno.»
Hermione scosse la testa, perché sapeva che non era vero. A meno che non avesse avuto un 'incontro romantico' in una stanza piena di oggetti fino al soffitto...
Decise comunque di far finta di credere a quella bugia.
«Mi fai schifo, Malfoy. Sei una persona spregevole e senza cuore, che non pensa mai agli altri! Lascia in pace quelle povere ragazze, una volta per tutte.»
Lui appoggiò le mani contro il muro, imprigionando la ragazza tra il suo corpo e la parete di pietra, e avvicinando poi il suo volto a quello della Grifondoro.
«Pensi che non godano quando stanno con me? Vuol dire che non sai per niente cosa vuol dire 'urlare dal piacere'. Se vuoi un giorno potrei fartelo provare, Granger.»
Quelle ultime parole le aveva sussurrate contro l'orecchio di Hermione, che deglutì a fatica per la sensualità della voce di Draco.
Non gli credeva, naturalmente. Lo sguardo di Malfoy quel pomeriggio non era di uno che sta per andare a farsi una scopata. No, era molto più teso, e secondo lei stava tramando qualcosa. Ciò non toglieva che in passato avesse potuto benissimo usare quella stanza per incontri sessuali con altre ragazze. Con tutta la forza che aveva in corpo Hermione allontanò Draco da sé, riprendendo completo controllo su sé stessa.
«Grazie, ma mi trovo costretta a declinare la tua piacevolissima offerta. Comunque, segnati che le nostre ronde saranno il martedì, il giovedì e il sabato. Poi la domenica ci alterneremo con le altre coppie. Dovrai sopportarmi per quattro sere a settimana, Malfoy, mi dispiace.»
Gli sorrise con sufficienza e fece per andarsene. Poi pensò di lanciare un'ultima frecciatina a Draco e si girò di scatto.
«Sei molto distratto ultimamente, Malfoy. Faresti meglio a prestare attenzione in ciò che fai, se no rischierai di farti scoprire. Spero che questa serata ti aiuti a pensare con razionalità, e a capire che è meglio non fare cazzate. Notte notte, e sogni d'oro!»
Quindi se ne andò, ridendo allegramente del giovane Serpeverde. Draco restò a fissarla per qualche secondo, ribollendo di rabbia dalla testa ai piedi.

«Te la farò pagare, Granger. E quando attuerò la mia vendetta, dovrai implorarmi di smettere.»
Quella frase fu solo un sussurro inudibile, detta quasi nella sua testa, tanto l'aveva pronunciata a bassa voce. Quando la figura snella della ragazza scomparve dalla sua vista, lui si incamminò verso la sala comune dei Serpeverde, nei Sotterranei del castello. Per quanto odiasse la Granger, doveva ammettere che era molto bella esteticamente, e gli piaceva il fatto che riuscisse a tenergli testa.
«Dovrò essere più cauto, altrimenti rischierò di farmi veramente scoprire. E io non posso permettermi di fallire.»

Spazio autrice: Ciao a tutt*!! Ed eccoci qui con il primo capitolo della storia!! Come al solito, fatemi sapere cosa ne pensate, e se volete lasciate qualche commento e stellina!! Naturalmente, come avevo già detto, una storia per crescere ha bisogno di pubblicità e passaparola, quindi... Se vi andasse di darmi una mano ve ne sarei molto molto grata!❤️❤️ La storia è solo all'inizio, ne devono accadere ancora tante di cose!!😏😏 Spero però di avervi incuriosito almeno un pochino! In ogni caso, se volete sapere come continua, ci risentiamo nel prossimo capitolo!! Ciaooo!!

Giada

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