Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 2


Entrai sbattendomi la porta alle spalle in modo da non sentire il fracasso che si stava creando nella sala d'attesa.

Pazienza, speravo solo che i muri fossero abbastanza spessi da non doverci preoccupare di essere disturbati da quelle urla fastidiose. Certa gente non riesce proprio ad urlare decentemente al giorno d'oggi.

Iniziai a canticchiare mentre mi guardavo intorno.

Lo studio era arredato rozzamente, come se qualcuno fosse fuggito via in fretta e furia e si fosse lasciato dietro pezzi di mobili usati e cianfrusaglie varie. Scatoloni erano impilati in mezzo alla stanza, la quale era abbastanza grande da poter contenere un campo da pallavolo. Una sola finestra in fondo riusciva ad illuminare l'ambiente quanto bastava da non sembrare sotterrati da tutta quella spazzatura.

Intravidi, dopo una difficoltosa ricerca, la persona che cercavo dietro ad una ingombra scrivania.

<< Sei appena arrivata e già ti metti a canticchiare? Chi è morto stavolta?>>

L'uomo era di spalle. Alto, con spalle larghe e vestito perfettamente, il dottor Peterson mi dava le spalle mentre mi parlava.

Un vero maleducato.

<< Potresti anche girarti quando mi parli, Willy >> gli feci notare, mentre mi accomodavo sullo sgabello libero. Almeno, pensavo che lo fosse.

Si girò lentamente scrutandomi da sopra gli occhiali.

Due iridi di un viola così chiaro da poter essere scambiati per dei lillà si concentrarono su di me.

Chiuse il libro che aveva in mano e così potei vedere il completo che aveva scelto per quella mattina. Alla luce calda che filtrava dalla finestra, il colore della giacca sfumava dal blu al grigio scuro, come del resto la sua cravatta. Per i pantaloni, invece, aveva deciso di utilizzare un nuovissimo paio magistralmente stirato di color nero pece.

Gli donavano fin troppo per i miei gusti.

Perché lui doveva avere un così bel aspetto? Lavorava in quella discarica e sapeva comunque essere impeccabile a livello maniacale.

<< Non dovevi fare la brava almeno per questa settimana?>> mi chiese Willy con un sospiro rassegnato.

<<Chi? Io? Ma se sono sempre brava! >> gli feci la linguaccia.

Cosa sono dei piccoli incidenti di percorso tra un incrocio e l'altro?

<< Quindi tu non c'entri niente con il super tamponamento dell' altro ieri con cento ventotto vittime di cui novantasette morti?>>

Ops.

Con faccia contrita mi limitai ad ammettere: << Ero di corsa e non potevo aspettare che il semaforo diventasse verde, così... Mi sono liberata del problema. >> conclusi semplicemente.

Willy mi fulminò con lo sguardo.

<< Mi sembrava che ci fossimo accordati sul fatto che avresti potuto creare disastri solo quando fosse strettamente necessario. Ad esempio far precipitare l'aereo di ieri notte con su quel senatore che ti avevo gentilmente chiesto di sistemare. Sai che grattacapi mi hai creato con questo tuo giochetto infantile? Ho dovuto riscattare un favore per noleggiare un missile terra-aria! >> esclamò alterato.

Uh rovinare i piani del dottorino non era stata forse l'idea più geniale che potessi avere. Però vederlo così mi procurava troppa soddisfazione.

Era quasi una droga e, come ogni drogata che si rispetti, avrei voluto un'altra dose al più presto.

Sistemandomi il vecchio vestito nero con nonchalance, mi portai vicino al mio datore di lavoro.

I capelli castani tirati indietro lasciavano scoperto il suo viso mascolino.

Fu una gioia vedere la sua espressione guardinga quando mi trovai a pochi centimetri da lui.

Almeno lui poteva avere un motivo per temermi.

Non come quella che mi aveva piantonato con lo sguardo per tutta la mezz'ora che ho dovuto aspettare Mister Perfetto Maniaco del Disordine.

Se non riguardava il suo aspetto, ovviamente.

<< Alla fine però ho sistemato io il senatore quando è stato ricoverato in ospedale. I black-out sono davvero una piaga quando neanche il sistema di emergenza funziona. Soprattutto quando sei attaccato ad un respiratore e le porte della tua stanza sono elettroniche >> dissi con un sorriso inquietante.

Con uno sbuffo il mio socio prese una busta da un cassetto.

A compiere questa semplice operazione ci mise l'equivalente di un bradipo che scende da un albero di cinque metri. Senza cadere, purtroppo.

Quando ebbi finalmente in mano la mia busta mi sentii estremamente contenta. Mi mancava solo...

<< Stai attenta Hate, perché potresti cacciarti in guai seri.>>

... cacciarmi nei guai!

Mentre me ne andavo via trotterellando contenta, decisi di fare una sosta.

Un sorriso mi serpeggiò sulla faccia pallida. Ora si che sarebbe iniziata la festa!

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro