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Capitolo 13 - Un nuovo inizio

《Quindi è così terribile questa professoressa di latino?》chiede Mattia.

《Anche peggio...》risponde Tarin.

Tarin e Mattia sono al cimitero. Un luogo strano per incontrarsi, ma nessuno va al cimitero, quindi possono stare più tranquille. Tarin rilegge gli appunti sulla lezione di storia dell'arte, mentre Mattia legge la lezione di latino per poi poterla spiegare a Tarin.

《Ma quest'argomento è semplicissimo! Non sei mai stata brava con le lingue sorellina!》ride Mattia.

《Io sono bravissima invece!》risponde Tarin con una linguaccia《E poi comunque la prof. mi ha minacciato di farmi ripetere l'anno! Hai capito?! Lei minaccia me?》.

Mattia continua a ridere《E cosa vorresti fare? Tu sei vengana!》 Tarin le fa un'occhiataccia, ma Mattia ride facendo finta di niente.

Dopo un po' Tarin rompe il silenzio《Perché ti sei comportata così con me?》.

《Sai, la parte della brava sorella era già stata presa》risponde Mattia e sorride.

Ma il silenzio dura poco.

《Non ti sembra strano? Siamo così diverse...》dice Tarin.

《Ma vuoi studiare?》le chiede Mattia scompigliandole i capelli《E poi comunque ci somigliamo molto, siamo tutte e due delle teste calde!》.

《Non intendo caratterialmente, intendo esteriormente》.

《Sai che hai ragione? Non ci avevo mai fatto caso! Dovremmo chiederlo alla mamma, tanto è qui vicino...》dice Mattia alzandosi.

Tarin ride e si alza.

Vanno nella parte più antica del cimitero, e si fermano davanti a due lapidi messe vicine.

"Jonathan Di Leo" "Mia Di Leo".

Mattia sorride《Mamma, papà...vi volevo così tanto bene...》.

A Tarin cominciano a scendere delle lacrime.

《Dov'è Joile?》chiede poi.

《Credo che sia qui vicino》 risponde Mattia guardandosi intorno.

Poco più lontano da lì, vedono una lapide "Joile Milton".

《Mi ricordo ancora i suoi capelli biondi quando correva, e i suoi occhi azzurri che si illuminavano ogni volta che sorrideva》dice Tarin.

《I capelli della mamma, gli occhi di papà...》dice Mattia, come se stesse ripetendo una filastrocca imparata molto tempo prima.

Joile era poco più alta di Tarin, con un fisico agile e snello. Aveva i capelli lunghi, lisci e biondi e degli occhi azzurri, molto accesi e limpidi.

La madre di Tarin e Mattia, Mia, aveva i capelli come Joile, che teneva sempre legati in uno chignon alto, i suoi occhi invece erano castani, come quelli di Mattia.

Jonathan, loro padre, aveva invece dei capelli castani e molto mossi, che teneva spesso sotto un cappello nero. I suoi occhi erano azzurri, ma non erano limpidi come quelli di Joile, invece erano severi e spenti, come se gli mancasse una scintilla vitale.

《Andiamo a vivere insieme?》chiede Mattia tutto d'un tratto, facendo sobbalzare Tarin.

《Dici davvero?》chiede Tarin illuminandosi per la felicità.

《Certo che dico davvero! Sono stanca di vivere ancora nella stanza di quell'ostello da quattro soldi!》risponde Mattia sorridendo alla sorella《Io avevo pensato di comprare quella villa in cui c'era Edoardo. Sembra come un fiore che ha voglia di sbocciare!》.

Tarin annuisce.

"Questo si che è un nuovo inizio!".

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Ciao a tutti!
Mi prendo solo una minuscola parte di questo capitolo per scusarmi della sua brevità. Cercherò di rifarmi nel prossimo! Intanto oggi ho guardato un film che si chiama "Anna e il re" soltanto perché c'era Tom Felton! Sono malata, ma lasciamo perdere...
Buona lettura e al prossimo capitolo!

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