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35. Parte uno


Nelle puntate precedenti.

"E se facessimo un altro gioco?"

Lasciò andare il suo pene e ridacchiò al lamento angosciato di Taehyung. Gli accarezzò poi l'interno coscia per poi far scorrere le dita tra le sue natiche e lì si soffermò ad accarezzare il suo buchetto.

"E se giocassi un po' con questo?"

[...]

Guardai hoseok tra le mie cosce, una mano sul mio ginocchio a impedirmi di chiudere le gambe, l'altra tra le mie natiche ad accarezzarmi delicatamente l'apertura.

"E se giocassi un po' con questo?"

Mi sollevai sui gomiti per osservare meglio quello che stava facendo, in tutta onestà, la vista della sua mano che si muoveva lì in basso era abbastanza eccitante. Probabilmente avrei dovuto sentirmi in imbarazzo, o quanto meno a disagio, ma non era così, con la consapevolezza di amarlo era giunta una sorta di liberazione da tutte le preoccupazioni che mi avevano afflitto in precedenza. Sapevo, ovviamente, che non c'era da preoccuparsi della sua amicizia con Jimin ma era stato divertente vederlo mostrare emozioni così differenti dal solito.

Mi fidavo di lui, mi ero sempre fidato. Istintivamente, quando succedeva qualcosa che volevo condividere, lui era la prima persona che cercavo.

Lo osservai mentre mi sorrideva con un velo di preoccupazione negli occhi, aspettando il mio permesso. Il mio silenzio iniziava ad innervosirlo e temendo un rifiuto, iniziò ad allontanare la mano dal mio sedere, spontaneamente strinsi le gambe, intrappolandolo tra di esse.

"Va bene"

"Sei sicuro? Non voglio che ti senta costretto"

Gli sorrisi compiaciuto, per qualche ragione a me oscura adoravo vederlo preoccuparsi per me, mi faceva sentire potente il fatto che una mia singola parola avrebbe potuto fermarlo, per questo non mi interessava chi nella nostra relazione stava sotto o sopra, quello di cui davvero mi importava e che nei suoi occhi ci fossi solo io.

"Non mi sento costretto"

Continuando a sorridergli strinsi di più la presa delle mie gambe intorno a lui, finendo per farlo cadere su di me con le braccia tese a sostenere il suo peso ai lati della mia testa. Mi sistemai meglio sotto lui, inarcandomi affinché i nostri sessi si toccassero, amando il modo in cui irrigidì i muscoli delle spalle e strinse i denti. Alzai le braccia a circondargli il collo, accarezzandogli l'attaccatura dei capelli alla base del capo. La sua pelle liscia scottava sotto le mie dite, i suoi occhi fissi nei miei cercavano di capire se fossi serio o no.

"Davvero..."

Facendo forza con le braccia lo costrinsi ad abbassare la testa verso di me, finché le sue labbra non furono a un censimento dalle mie.

"... non ..."

Un bacio, a fior di labbra.

"... mi ..."

Un morso, sul suo labbro superiore.

"... sento ..."

Una leccatina, sul suo labbro inferiore.

"... costretto."

L'ultima parola la pronunciai sulle sue labbra, prima di spingermi con la lingua attraverso di esse per cercare la sua. Hoseok ricambiò prontamente il mio bacio, sdraiandosi completamente su di me e prendendomi la testa tra le mani per potermi avere come voleva lui. Con le mani sul suo viso potevo sentire la sua mascella muoversi sotto la pelle in cerca di un contatto più profondo con la mia bocca.

Iniziai a muovermi, facendo strusciare le nostre erezioni strette tra di noi l'una contro l'altra, nel frenetico tentativo di emulare le straordinarie sensazioni che la sua bocca mi aveva dato in precedenza.

Si staccò da me all'improvviso ansimante e sorridente e io, che pure ero a corto di fiato, inclinai la testa di lato e ricambiai il suo sorriso.

"Mi hai convito"

Ridacchiai alle sue parole e al ghigno che le accompagnavano, ma presto le mie risa vennero sostituite da gemiti dal momento che Hoseok aveva iniziato a leccarmi i capezzoli turgidi e arrossati. Lo vidi poi lasciarli andare e proseguire verso il basso lasciando una scia di baci lungo il cammino, fino ad arrivare alla sua metà, la carne rosa tra le mie gambe.

"Cucciolo, mi passeresti un cuscino?"

Confuso, feci come mi disse e gli allungai un cuscino bianco. Prima di prenderlo però Hoseok si alzò dal letto, lasciandomi ancora più perplesso, e si mise a scavare nella sua valigia, alzando trionfante, poco dopo, un sacchetto di cotone. Dal quell'oggetto così apparentemente innocuo tirò fuori un flacone colorato pieno liquido, facendomi capire che era un tipo con delle aspettative.

"Vedo che viaggi preparato"

"Parlando con franchezza, perché pensi che ho insistito tanto per essere nella stessa stanza?"

"Perché ami la mia compagnia?"

"Amo te"

"Molto meglio"

Si arrampicò nuovamente sul letto e dopo avermi lasciato un leggero bacio sulle labbra, preso il cuscino che gli porgevo, lo sistemò sotto il mio bacino per avere un accesso più facile a quella mia parte del corpo che stava per conoscere.

Dire che fossi eccitato sarebbe riduttivo, fremevo aspettando di vedere, anzi no, sentire quello che mi avrebbe fatto.

Lo vidi lanciarmi un ultimo sorriso mozzafiato prima di abbassare la testa tra le mie cosce e prendermi in bocca l'erezione pulsante, inclinai la testa all'indietro per l'improvviso piacere, il calore della sua bocca era qualcosa di eccezionale, senza contare come muoveva quella lingua.

Il fatto che solo dopo pochi secondi stessi ansimando e gemendo può dare una vaga idea di quante qualità nascoste avesse il mio amore.

Con la testa reclinata all'indietro, sentii il rumore tipico di una bottiglietta di bagnoschiuma che viene aperta, solo che in quel caso, il contenuto in questione era qualcosa di totalmente differente e adibito ad un uso molto più interessante. L'improvvisa mancanza della sua bocca sul mio sesso mi lasciò un attimo destabilizzato, ma subito dopo avvertì le sue labbra calde farsi spazio tra le mie natiche che teneva divaricate con le mani.

Non mentirò, sono quasi venuto.

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Sono perfettamente consapevole che qualcuno potrebbe adiarmi per questo, ma la seconda parte (con Hoseok in prima persona) arriva più tardi.

O forse domani. 

Non lo so.

La sto scrivendo, in teoria mi manca un'ultima parte, ma la vita reclama la mia presenza nel mondo. E niente, massimo entro domani la pubblico.

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