4. Irrazionale
Se ne stava seduta a uno dei tavoli del bar che faceva angolo fra Via dei Serragli e Via Sant'Agostino, quando Juri spaccò il secondo. Fu difficile contenere quel sorriso abituale che aveva caratterizzato i loro incontri da fidanzati, prima che lei lo mollasse per la questione sesso. Juri non le aveva mai fatto mancare niente, tranne tutto ciò che poteva succedere fra un ragazzo e una ragazza dalla pomiciata in poi.
Sara si era chiesta se difettasse in qualcosa, squadrando la propria silhouette in cerca d'imperfezioni.
Era cresciuta con una madre che la riempiva di discorsi negativi sugli uomini, e su quel loro secondo cervello ad altezza lombi che spesso prendeva il sopravvento.
Sara aveva visto sua madre fare del proprio corpo uno strumento vincente e si era convinta che per una donna la bellezza fosse una qualità fondamentale.
E poi c'erano i social.
"Passi o bombi?"
Gli youtubers del momento avevano generato una catena di video nei quali dividevano i colleghi in due precise categorie: ci andrei a letto oppure no. E poco restava delle parole spese per giustificare la selezione, il messaggio che spiccava era uno e uno solo: vogliono scoparti? Allora, significa che piaci.
Sara era ben consapevole della pochezza di tale affermazione, ma come negare il disagio generato dai continui rifiuti di Juri?
Se aveva perso la verginità per capriccio, la colpa era anche del suo ragazzo senza testosterone.
- E poi, tutte a diciassette anni avevano già fatto sesso... -
Attendendo che Juri ordinasse, la biondina dette una rapida occhiata al trucco e scostò la borsetta per non far inciampare una vecchietta. La signora la ringraziò per la cortesia e Sara rispose con un sorriso educato, accompagnato dalle tipiche generalità che capitava di scambiarsi con gli anziani. Questo tempo è balordo... ora arriva il freddo... speriamo di non ammalarsi...
Anche Juri fu coinvolto nelle ultime battute della conversazione e Sara ne approfittò per far ordine nella propria testa; il messaggio nel quale Juri domandava d'incontrarsi non l'aveva sorpresa neanche un po'.
Osservando lo zucchero affondare lentamente nella corposa schiuma del cappuccino, Sara ripassò ogni possibile conseguenza di quanto detto su Damiano in presenza di Neri, di Marina e di altri amici trovati al Campo di Marte.
Juri la squadrava con i suoi zaffiri blu in tempesta, cercando di non indurir troppo le belle labbra da bacio.
E Juri baciava bene.
Baciava meglio del ragazzo con il quale aveva perso la verginità.
- Devi smetterla di ficcare il naso nella vita di Dam .-
A simile imposizione, Sara sobbalzò.
- Dam? - ripeté un'espressione attonita - Perché stiamo parlando di Dam e non di te? -
- Perché non m'interessa se vai in giro a dire che non lo facevamo perché soffro di disfunzioni erettili o perché ce l'ho piccolo, floscio, moscio o storto... io... io non ho bisogno delle tue supposizioni per sapere che il mio corpo sta bene. Ma non Dam! Dam non lo devi più nominare, intesi? -
- Oh cielo... - sbuffò Sara, affatto intimorita da 'sì sentita arringa.
L'irruzione del becero di quartiere nel piccolo bar costrinse i ragazzi a interrompersi.
Un vecchio cliente dai modi ingombranti s'era appena messo a chiacchierare con tutti dalla distanza. L'argomento, come sempre, era la Fiorentina, e puntualmente c'era di che lamentarsi.
- Se ci fosse Claudio, minimo si prenderebbero a botte. Ennesimo rigore rubato alla Juventus?! Come no... Ah! Ora posto tutto e me lo scaldo ben bene per stasera. - ridacchiò Juri, immortalando con il telefonino quella buffa scenetta di fiorentini concitati.
Il becero aveva attratto un uomo anziano in bretelle e un altro vestito di tutto punto, dando il via a un comizio dieci volte più divertente di un qualsiasi programma televisivo. Il banconiere annuiva, e da bravo commerciante, si limitava a pompare la conversazione con battute neutre, in modo da non indispettire nessun consumatore.
- Non sapevo che stasera si uscisse. -
- Non lo sapevi perché parli male di tutti, Sara. - sottolineò Tolosa, adesso fin troppo diretto. La bella arrossì, abbassando le palpebre truccate in una micro espressione di tristezza, poi, le lunghe dita abbellite da una sottile fede d'oro bianco, iniziarono a tamburellare la grossolana porcellana della tazza.
- Non ho parlato male di Dam. Ho parlato male di te. Ne ho dette tante, tantissime Juri, ma ne avevo bisogno. -
- Bisogno? - allibì il ragazzo, indietreggiando con le spalle.
- Sono stata io a tradirti, ma sono sempre stata io a far sì che tu lo sapessi. - riprese Sara, ora giocherellando con la propria collana. - Credevo che ti saresti ingelosito a tal punto da volerlo fare con me, sentendoti in difetto. -
- Ne abbiamo già parlato. -
-Sì, ricordo, e ad oggi so bene che stuzzicare un ragazzo in questo modo non porta a nulla di buono. - sospirò Sara, finendo con il passarsi le mani fra i lunghi ricci biondi, per buttarseli oltre le spalle. - Acqua passata. Torniamo al presente. -
- Sì, lascia in pace Dam. Se sei arrabbiata con me, va bene, ma non usare lui per gettarmi fango addosso. -
- A me, quel Lamberti non piace neanche un po', ma non ho mai detto altro. -
- Neri non la pensa così. -
- Guarda che essere gay non è un'offesa. - incalzò Sara, poco prima di trovarsi il telefono di Juri davanti. - In questa chat sono riportate solo metà delle cose. Non ho sparso io le voci su Lamberti. -
- Quali voci? -
-Voci. Tante voci. - spiegò Sara, poco prima di voltarsi verso l'ampia vetrina del locale e di brontolare all'ennesima minaccia di pioggia . Già impensierita dal ritrovarsi un nido di scoiattoli in testa, decise di domare tutti i suoi ricci in una grossa e veloce crocchia. Juri attese con pazienza, approfittando di 'sì vezzosa interruzione per controllare le notifiche dello smartphone.
Dam: Mi dispiace, ma stasera sono a cena con mio padre. Mi piaceva l'idea di fare una birra all'HB con te, Claudio e gli altri, ma quell'uomo... Beh, prima o poi te ne parlerò.
Dam: Dimenticavo! Studia bene storia per lunedì, perché quando ho beccato la professoressa, ho visto che s'era fatta un foglio con tutti i nostri nomi a gruppi di tre. Sono convinto che si trattasse del giro delle interrogazioni...
Tu: Mi dispiace che non ci sei.
Tu: Studierò. Se la soffiata è vera sono in debito.
Dam: Debiti? Con me? ^_- Non mi conosci, ragazzino...
Tu: Spaccone del cazzo, hai solo un anno in più. :P
Tu: Gasati di meno e torna succhiare il latte dalle tette di mamma!
Dam: Mamma era così inadeguata alla maternità che manco il latte le è venuto... Ma ho preso quello artificiale e fotte sega, comunque, io sono del 99...
Tu: Oh... allora vantati... :D
- Ti diverti? -
- ... solo una barzelletta sciocca, ma torniamo a noi. - disse Juri, poco prima di registrare uno strano aumento dei battiti. Ecco che di nuovo mentiva per evitare di fare il nome di Damiano, e la cosa, per quanto in superficie potesse apparire innocente, lo faceva sentire come le pozze d'acqua che andavano formandosi sugli stretti marciapiedi di San Frediano.
Un tremore sotto gocce di pioggia continue, sottili come aghi.
- Sono in tanti a pensare che Damiano sia gay, soprattutto, da quando lui e un altro ragazzo litigarono all'Odeon. E ti dirò di più, è stato Neri il primo a parlare di Dam, e Marina se n'è uscita dicendo "sembra quasi una lite fra ex". -
- No, Didì non pensa che Dam sia gay. -
- A Marina piace fare i gossip, e adesso ti sta puntando, altrimenti, perché marcare il territorio con il vostro selfie? -
- A Didì piace far sapere che piace. Usa gli hashtag per nutrire chi non ha di meglio da fare che riempirsi la bocca con i cazzi degli altri. -
- Ah! Chissà se Dam si riempie davvero la bocca con i cazzi degli altri... -
- Ehi! - alzò la voce Juri, guardandola talmente male che Sara si sentì come un ladro beccato sul fatto.
- Era solo una battuta! E ripeto, chi se ne frega se a Lamberti piacciono i maschi! E' carino, ma per i miei gusti, con quel fare da bello e dannato, va da poche parti! Se la tira da morire e quando gli fai una domanda personale glissa in maniera irritante... Ma va a quel paese, va! Chi si crede di essere, Jensen Ackles?!-
- Lui è solo molto riservato. -
- Tu lo difendi perché gli vuoi bene, Juri, ma sappi che dalla mia bocca non è mai uscita l'affermazione Juri è gay perché fra di noi non è successo un bel niente, e adesso, non a caso, sta sempre con Dam, che probabilmente lo è davvero. E' Marina quella che fa confusione... -
- Neri mi ha scritto di te e non di Didì. -
- Perché nessuno ha detto Juri è gay. La conversazione è stata vaga! Le frecciatine arrivavano da ogni parte, ma colpivano sempre di striscio... -
- Capisco, in ogni caso, fatti gli affari tuoi, Sara. -
Una volta salutata la sua ex, Juri si prese qualche istante per osservare la vita nel quartiere.
La pioggia continuava a cadere incessante, mentre i piccioni si ostinavano ad affollare l'entrata di un vecchio forno, affatto intimoriti dalla scopa della proprietaria. Sorridendo, la mano scivolò al cellulare quasi senza rendersi conto di ciò per cui gli occhi ce l'avevano mandata...
I messaggi di Damiano.
Debiti da non avere con lui...
Era assurdo come certe spacconate sapessero rendergli il sorriso.
L'assenza di un tavolo libero all'HB costrinse la combriccola a spostarsi nel pub di fianco.
Il Bounty prendeva il suo nome dal famoso ammutinamento della marina britannica, avvenuto nel 1789, e perfino Jules Verne vi aveva dedicato un racconto, ma assai difficilmente i suoi clienti collegavano le cose.
Il locale piaceva per il suo pavimento di legno e per gli arredi dal richiamo navale.
C'erano tavoli costruiti come cuccette, finestre a oblò e una stanza dipinta di blu, con lucette simili a stelle.
Su ogni tavolo v'era una candela, e i dolci erano letteralmente squisiti.
Vittoria, fissata con la dieta, si era seduta mandando al diavolo sua madre, mentre Claudio tentava inutilmente di calmarla, già snervato da una cena che era stata un delirio.
Vittoria, con i suoi capelli rosso Tiziano e il ciuffo tutto spostato sulla sinistra, pregò Claudio di non raccontar niente, ma il calciatore la tradì.
Cenare con una lite madre-figlia di sottofondo, fra strilli e ripicche, aveva tolto di gusto perfino alle salsicce abbrustolite insieme ai fagioli all'uccelletto...
- Quelle due si sono urlate contro perché Vittoria, stasera, si era già fatta la bocca al cheesecacke, perciò, aveva chiesto preventivamente a sua mamma di cucinare qualcosa di leggero e... -
- E quella, siccome da di matto quando si decide di cenare tutti insieme, se n'è fregata della parola data, e invece di fare le braciole ai ferri con gli spinaci, s'è messa a cucinare una bomba calorica per riempire le pance a te, a tuo padre, e a quell'alieno di tua madre che mangia come un bue e senza assimilare niente! La odio! - parlò sopra Vittoria.
- Avrebbe dovuto avvertirti, almeno. - sostenne un'amica, mentre la cameriera arrivava con i menù e Juri controllava il cellulare.
Claudio mandò gli occhi al cielo e fissò Vittoria con una smorfia più che seccata, mentre Neri e le altre ragazze iniziavano a confrontarsi sulle pietanze.
- Dovresti smetterla di farti problemi con il cibo. - insisté Claudio.
- Tu non fai testo, sei un atleta. - replicò Vittoria.
- Certe cose valgono per tutti. Se fossi stato al tuo posto, avrei mangiato e domattina mi sarei alzato presto per correre un po'. Capisco che tu non voglia ingrassare, ma piuttosto che ridurre l'alimentazione, sarebbe più saggio incrementare l'attività fisica. -
- Ma sei un maschio, per te è diverso! - s'intromise una cara amica di Vittoria.
- Sì, voi maschi siete più fortunati. - aggiunse un'altra, poco prima che un tocco di Vittoria richiamasse l'attenzione di Juri.
- Terra chiama Juri, via il cellulare e considera le persone in carne e ossa! - brontolò un tono tutt'altro che aggressivo. Juri l'accontentò, fissandola come se stessero flirtando. Vittoria piegò le labbra in un risolino soddisfatto, dopodiché parve abbandonare qualunque malumore. - Dimmi che non era Marina. -
- Non era Marina. -
-A me, dimmi che non era Sara.- incalzò Neri
- Non era nemmeno Sara. C'è qualcuno con cui posso sentirmi, per gentile concessione? -
- Noi presenti, considerando che averti il sabato sera è un lusso. - dichiarò Claudio.
L'arrivo della cameriera interruppe ogni chiacchiera.
Le paranoie sull'alimentazione erano abbastanza comuni fra le ragazze, tutte fissate con il peso; tutte convinte di avere qualcosa che non andasse. I social non facevano che bombardare il pubblico femminile con modelli pressoché irraggiungibili, e per assurdo, chi faceva la guerra a 'sì insana ossessione del fisico, era considerata una cozza. Ragazze che strappavano frasi del tipo: ci credo che punti al contenuto, guarda che disastro sei fuori!
- La prossima volta che affronti tua madre, Vic, cerca di non essere aggressiva. - si pronunciò Juri dopo un po'.
- Ero arrabbiatissima! Non ce l'ho fatta a controllarmi. -
- Immagino, ma sono convinto che se vi parlaste in un momento di reciproca serenità, trovereste il modo di non litigare. -
Vittoria sorrise dolcemente e Claudio irrigidì, considerando quella smorfia troppo bella per appartenere a un altro, amico o sconosciuto che fosse.
Fra Vittoria e Juri non c'era niente ma questo non sempre bastava a tranquillizzarlo.
I sentimenti che Claudio nutriva nei confronti di Vittoria erano turpi. Irregolari.
Volubili come il vento, lo sbatacchiavano da una fantasia all'altra.
Adesso immaginava di tapparle la bocca con un bacio; ora non sopportava il suono della sua voce. Un giorno non riusciva a staccare gli occhi da quel suo seno pieno e tondo; un altro la prendeva in giro per la leggera gobba del naso...
Che cos'era, quell'amica d'infanzia con la quale aveva a che fare ogni giorno?
Erano a malapena le undici, quando Juri raggiunse il bagno.
Era contento di trascorrere il sabato sera con i suoi amici, ma se ci fosse stato Damiano...
Le dita si strinsero al bordo del lavello in un moto di nervosismo ingiustificato.
Damiano era un amico al pari degli altri, perché la sua assenza doveva pesare a tal punto?
Juri cercò risposta nel riflesso dello specchio a parete, ignaro che di lì a qualche secondo, ben altre immagini sarebbero sopraggiunte...
Un cigolio ed ecco entrare due persone.
Damiano.
Damiano e un perfetto sconosciuto.
Perché Damiano era lì con un altro?
Irrigidito, Juri rimase a fissare il riflesso del compagno, incapace di dare un nome a ciò che in petto s'era già fatto molto pesante.
Poi, un dettaglio fastidioso attirò la sua attenzione.
Il ragazzo che accompagnava Dam gli stava cingendo la vita.
- Ciao. -
Damiano lo salutò con espressione tranquilla, ma l'occhiataccia di Juri fu lesta a farlo ricredere.
- Meno male che eri a cena con tuo padre!- accusò un tono stridente.
- Mi ha dato buca, e lui è... -
- Non m'interessa! - prevaricò Juri.
- Allora perché te la prendi tanto? -
Juri ridusse gli occhi a due fessure, mentre ad occhi negli occhi con Damiano, avvertiva lo stomaco bruciare. Era furioso e poteva percepirlo in tutto il corpo.
I pugni s'erano serrati mentre l'atmosfera si faceva sempre più tesa-
Damiano stava sostenendo il suo sguardo come se niente fosse.
Senza colpe.
No, per il volto serafico e impassibile di Damiano Lamberti, in quell'assurda situazione, non c'era niente che non andasse.
- Io... io ti aspetto in macchina. - azzardò lo sconosciuto dal naso particolare - Ok, Lamb..? -
- Lamb? - prese in giro Juri , una volta soli. - Agnellino? No, ti prego, questo sì che è imbarazzante! -
- Vuoi davvero questionare su come mi chiama Nico? -
- Nico. Il nasone si chiama Nico. -
- Vuoi smetterla di fare lo stronzo?! Ma che hai? - sbuffò Damiano, poco prima di puntare le mani sulle anche - Facciamo che ne parliamo con più calma, ok? Stasera non mi sembri in grado... -
- Oh sì, certo, non togliamo tempo a quello che vi aspetta. Nico ha anche la macchina... -
- Ma... fottiti! -
Damiano se ne andò malamente, imprecando per quel fatale e quantomai sciocco incontro.
Non aveva mentito a Juri.
Aveva davvero un impegno con suo padre, che come al solito era stato disdetto all'ultimo...
La chiamata di Nico era arrivata inattesa e non aveva potuto sottrarsi.
Forse, scegliere un locale che non si trovasse a meno di dieci metri dalla prima destinazione dei suoi amici sarebbe stato più furbo, ma non v'era stata malizia alcuna nelle sue mosse.
Lui e Juri non s'erano incrociati per tutta la sera ma... erano bastati pochi secondi per creare tanta confusione.
E alla fine non s'era neanche svuotato la vescica dal nervoso...
Detestava quando le persone s'agitavano per niente, eppure... con Juri era diverso.
Damiano non voleva fare lo stronzo ma come negare il piacere di averlo visto tanto scosso?
Lui, Juri Tolosa che domandava di tollerare la sua ex dalla lingua avvelenata...
Lui, Juri Tolosa che non saltava scuola neanche per sbaglio...
Lui, Juri Tolosa che ci teneva a non far arrabbiare i genitori...
Che sensazione appagante, riuscire a scuotere uno così...
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