36. Relazione ( II Parte )
Eccezionalmente, questo e il capitolo successivo saranno scritti in prima persona.
- Buongiorno stronzo! E così, ci sei ricaduto... -
Parlare allo specchio è una di quelle cose che dovrei evitare, soprattutto adesso che mamma sembra tornata sul pianeta ho un figlio e che ha tante, forse troppe cose da dirmi. Mi orbita intorno come un satellite, apre la porta del bagno in maniera inopportuna ma almeno vado a scuola con una merenda decente...
- Damiano, ci voi la coppa o la porchetta dentro il panino per scuola? -
- Ma... anche tutte e due, Ma' -
Salute a te, pazzo autunno, sembra davvero che oltre alle foglie secche, tu ti stia portando via una gran bella dose di... dolore? Devo ancora trovare una parola adatta per descrivere gli ultimi accadimenti.
Mi sento più leggero, fisicamente, ma soprattutto di testa.
Il cellulare squilla e pare suggerire indizi circa la fonte di tanto benessere.
JURI:Tornerò a scuola solo dopo il ponte, ma ti va se ci vediamo dieci minuti per fare colazione insieme? Non saltare la prima ora, intesi?
- Mamma, visto che ora mi vuoi di nuovo bene, posso saltare la prima ora? -
Mamma afferra e non il mio sarcasmo ma dopo le ovvie spiegazioni cede alla mia richiesta. So che guarderà il registro elettronico ma ho intenzione di rigare dritto. Per mia fortuna, Juri non è Ruben, non farebbe mai niente per cacciarmi nei guai.
Accelerando le operazioni di vestizione e di gestione capelli, riesco ad arrivare puntuale al nostro primo appuntamento da fidanzati.
Sono di nuovo caduto nella trappola dell'amore e se stavolta va male, che qualcuno mi prenda a palate nei denti... da maggio a dicembre, non ho resistito neanche un anno senza qualcuno da registrare in rubrica con caratteri maiuscoli.
Ma lui è sempre stato troppo carino.
Carino.
Intelligente.
Sensibile.
Per quanto sia consapevole di essere un'emerita testa di... non cerco qualcuno che mi somigli neanche un po'. Un ragazzo che mi assecondi o che mi tenga testa con le mie stesse armi mi annoierebbe subito.
Juri è Juri e la sua diversità è come un quadro tutto da scoprire e questo mi esalta; anche se il sesso è... beh, dobbiamo davvero lavorarci.
- Sai che non sono riuscito a dormire? -
Lo dice con uno sguardo talmente brillante che seppur si stia controllando con tutto se stesso, il suo imbarazzo e il suo nervosismo mi stanno saltando addosso. Sorrido. E' bello che si senta così per me, per qualcosa che mi viene naturale. E' felice e per poco non sbatte contro l'uscio della caffetteria. Gli metto un braccio intorno alle spalle, un tocco breve, un contatto che potrebbe appartenere a due amici...
Siamo in mezzo agli altri, conosco i limiti della decenza di questa società perbenista a tempo perso...
Mi amareggio poi getto un'occhiata a quel suo lato b che ho iniziato a osservare da anche troppo tempo... Juri è decisamente molto carino. Chissà come sarebbe andata, se non si fosse scoperto gay...
Perso in una triste realtà alternativa, mi ritrovo seduto ad uno dei tavoli più appartati del bar. Alcune piante da interno sembrano offrirci riparo da occhi indiscreti ma so bene che lui non è tipo da baciarmi in pubblico, sfidando la sorte...
Il mio Juri è discreto e... impacciato.
- Scusa se ancora non ci riesco... -
- Juri, il sesso non è un corso di matematica, devi stare tranquillo e lasciarti andare... -
- Ma tu sei stato con tanti ragazzi, io ti sembrerò un... triste coboldo da primo livello di D&D! -
- Ah, cari vecchi coboldi...! -
Juri sembra molto angosciato dal non essere riuscito a rendermi il favore... usare la bocca lo imbarazza molto. Tremava come una foglia, ieri, fra lenzuola e tappeto, mentre se ne stava con la faccia a pochi centimetri dalla mia erezione.
E' stata dura sopperire l'istinto di costringerlo in qualche modo; ero così caldo che anche solo la carezza del suo fiato mi suggeriva soluzioni non troppo consone. Juri ha un corpo che mi manda fuori di testa. Non c'è un solo muscolo che non toccherei. Non c'è un solo dettaglio che cambierei.
Se mi soffermo troppo su quanto successo mi faccio del male....
- Ci riuscirò presto, comunque. -
- Juri, prendila in maniera più easy -
- E tu smettila di guardarmi dall'alto in basso! -
E' carino quando si zittisce, ma se non distolgo lo sguardo da quel fottuto maritozzo che sta entrando nella sua bocca, finirò per portare avanti la conversazione in guatemalteco...
Sesso e cibo sono un connubio mortale per un uomo.
- Dam, credi che durante il ponte riusciremo ad avere un po' di tempo per noi? -
- Con Rocco che non vuole dormire con Marina, Marina che stuprerebbe Rocco ma che odia Vic, Vic che pure la odia e che non vuol dormire con Claudio che a sua volta si farebbe volentieri entrambe, beh... direi di no. -
Non siamo quel che si suol dire un'allegra combriccola seppur il pensiero di viaggiare con amici consapevoli della nostra inclinazione mi sollevi. Non ho mai dato peso alle opinioni altrui ma... cavolo che bella sensazione!
La mia precedente storia con Ruben è stato un continuo nasconderci da tutto e da tutti.
Era amore ma ci comportavamo come se rubassimo.
Marina: Oh... vi siete fidanzati! Voglio i dettagli! Prometti di raccontarmi tutto! TUTTO!
- Le posso parlare di noi? -
Juri mi mostra il messaggio con sguardo speranzoso; solitamente non amo condividere troppe cose della mia vita privata ma conosco questo pezzo di manzo che ho davanti e che sta bene perfino con gli angoli della bocca sporchi di zucchero a velo...
So come funziona il mio Juri.
Ho capito che ha bisogno di confrontarsi.
Annuisco e lo vedo iniziare a scrivere come se avesse nascosto da qualche parte una brutta copia dei suoi pensieri.
Sono sconvolto. Bevo il cappuccino. Sono allibito. Mangio il toast. Non ha ancora finito. Cerco di spiare. Mi becca. Rido. Alza il dito medio. Mi arrendo.
- ...Comunque, è maleducazione stare al cellulare quando sei con un'altra persona. -
- Hai ragione, sorry! Piuttosto, ora che hai di nuovo una relazione, tornerai ai cellulari dei giorni nostri? -
- Mm... solo se mi prometti le video chiamate erotiche... -
- Eh? -
- Scherzo! - mi affretto a dirgli, mentre il suo volto si fa cremisi e sembra aver proprio, giusto adesso eh, bisogno del bagno.
Mi piace metterlo in imbarazzo, soprattutto perché so che le sue difese non sono difficili da abbattere. Juri non gioca la carta delle guance rosse per farsi pregare, i suoi timori sono sinceri e questo in qualche modo mi rende più... disponibile?
- Dam, c'è una cosa che dovrei confessarti. - uggiola di ritorno dalla toilette e già l'espressione del suo volto non mi piace.
- Sei andato in bagno a toccarti pensando a me? -
- Riguarda Lombardi. -
Quando mi mostra la chat del telefono perdo del tutto la voglia di scherzare. Avevo pregato Juri di non rispondere a quel depravato ma lui non ha resistito. Ha ceduto mezz'ora dopo che me n'ero andato e... forse dovrei arrabbiarmi ma considerando la situazione, dubito che alzare la voce sarebbe d'aiuto.
Lombardi; ho sempre più voglia di mettergli le braccia intorno al collo e di stringere finché non diventa viola.
Lombardi: So esattamente quello che ti è successo ai giardini.
Lombardi: Posso raccontarti tutto.
Lombardi: ...ma impedisci a tuo padre di fare denuncia o saranno giorni davvero faticosi per te e e la tua famiglia. E poi... convieni con me che tutto sommato è andata bene, no?
Tu: Perché parli così?
Lombardi: Volevano farti molto male, Juri.
Tu: Parli come se la faccenda non ti riguardasse.
Tu: So che tutti pendono dalle tue labbra.
Lombardi: Loro volevano picchiarti.
Tu: Tu no?
Lombardi: Io ho fatto in modo che la situazione non peggiorasse, mi sei debitore, in un certo senso.
Tu: Fanculo!
Tu: Sono finito all'ospedale e sono fuori dalla squadra, mi spieghi per cosa dovrei esserti grato?
Lombardi: I consigli, intanto. Ma non è bene parlarne qui. Dopo il ponte della Madonna, ti va d'incontrarci?
Tu: Non ho molta voglia di vedere la tua faccia.
Lombardi: Io invece vorrei rivederti.
Tu: Ma sei malato? Hai aperto questa chat con delle minacce. Rileggi...
Lombardi: Sono consigli, Juri e so che tu sei un bravo ragazzo. Li seguirai. Li seguirai anche solo per proteggere la serenità della tua famiglia. Ora devo scappare. Buonanotte.
Mi si accappona la pelle mentre leggo e rileggo la loro conversazione.
Ho paura. Ho paura e certi brutti ricordi si affacciano improvvisi, rammentando i primi difficili mesi della mia omosessualità. Non basta infilarsi nei locali giusti per trovare compagnia per la sera. Non tutti i ragazzi gay sono sereni, alcuni, stanno ancora combattendo una dura battaglia contro se stessi, la famiglia e l'immagine sociale.
Lombardi, purtroppo, mi da l'impressione di un elemento tormentato, di qualcuno che non ha accettato niente di se stesso. In pochi secondi, ricollego i racconti di Juri e i ragionamenti degli ultimi giorni.
Lombardi aveva chiusto a Juri di uscire, prima che ci conoscessimo e forse anche dopo.
Mi sento il petto stringere e lo stomaco brucia. Vorrei battere il pugno sul tavolo ma Juri mi sembra fin troppo teso da questo mio silenzio che forse sta durando anche troppo.
- Verrò con te. -
- Perché? Nemmeno so se ci voglio andare... - ammette con espressione sfuggente. Forse ha già deciso ma ha paura di dirlo.
Una situazione del genere mi rammenta certe frasi di mia nonna " dal mostro nell'armadio o si scappa per sempre o lo si affronta, spalancando le ante in un sol colpo ". Effettivamente, guardare in faccia la paura e riuscire a darle un nome è meno terrificante del dubbio continuo.
Juri non sa quali frecce Lombardi abbia al suo arco e vuole incontrarlo per valutare la situazione.
- I tuoi che hanno detto? -
- N... lasciamo perdere. - sospira. Ora ha gli occhi lucidi e la sveglia che ho messo sul cellulare per non far tardi a scuola inizia a squillare. La spengo, getto un'occhiata al banco e lo prego di aspettarmi. Pago adesso che non c'è fila e torno da lui.
- Allora? -
- Dam, devi andare o non ti faranno entrare... -
- Non prima di aver finito di parlare con te! -
- Ti scrivo, ora va... -
Non insisto ma so già che maledirò ogni singolo di minuto delle lezioni del mattino.
JURI: Caro Dam, ieri sera speravo che mia madre si affacciasse in stanza come ogni volta che rientrano da una serata. E' una sua abitudine. Vuol vedere se dormo e se sono ancora sveglio viene sempre a fare.. a fare la mamma... non so come spiegarlo. Ieri non è successo. Li ho sentiti distintamente borbottare qualcosa e ho deciso di scendere io ma arrivati a metà scala mio padre ha detto "comunque questa cosa del gay deve passare". Scusa se l'ho tirato fuori solo alla fine ma... non volevo che la nostra prima colazione insieme fosse... piena di brutte cose.
Tu: Adesso non è il momento di affrontare tuo padre. Non hai abbastanza PX* e devi ancora acquisire i giusti Talenti XD ma le minacce di Lombardi sono un altro paio di maniche. Se lui ti spaventa, prova con tua madre, intesi? Se vuoi, posso essere presente qualunque cosa tu faccia.
JURI: E se ti cacciassero di casa? Se ti dicessero cose brutte?
Tu: Sopporterò. Non voglio lasciarti solo.
JURI: ...sei proprio uno stronzo, sai?
Tu: Lo dici perché stai piangendo?
JURI: Spero che la prof ti chiami a matematica, così smetterai di scrivermi messaggi...
Tu: Dopo di chiamo.
Non mi risponde e... merda me l'ha gufata!*
____________
PX: abbreviazione "Punti Esperienza". Nei giochi di ruolo, servono per indicare il livello di un personaggio. Più sono alti e più si è forti e capaci.
Me l'ha gufata: portare sfortuna. Dalla credenza che udire il verso del gufo non portasse buone cose.
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