30. Minacce
Un marzo piovoso fece da scenario a un difficile incontro, nel piccolo giardino sul fiume di Porta San Niccolò. Ruben se ne stava seduto sul muricciolo del Lungarno, con il fiume in piena alle spalle e la medesima agitazione dentro. Davanti a lui stava Mirko, affascinante studente di Medicina.
Era stato Ruben a chiedere d'incontrarsi, seppur il suo orgoglio stesse ancora mordendo; era difficile seguire i consigli di Compagna Ragionevolezza.
- Prima che succeda un casino, Mirko, vorrei che la smettessi di provocarmi. E... non interrompere. - puntualizzò, mettendo le mani avanti - Tu mi provochi. Mi provochi e lo fai in maniera subdola. Ogni volta, mi trovo in situazioni difficili da spiegare e, puntualmente, Dam mi accusa di essere paranoico. Basta! Basta, veramente! Dam sta con me, e anche se prima andavate a letto insieme, non m'interessa. Dam è il mio ragazzo e ci amiamo. Siamo felici, dunque, fa un passo indietro e permetti a un tuo amico di vivere serenamente la sua storia. -
- Hai ragione. - ammise Mirko, seppur con aria seccata - Sei solo un ragazzino e mi pesa ammetterlo ma non mi sto comportando bene. E sai una cosa? Non sono neanche innamorato di Dam...! -
- Appunto! Che ti costa lasciare andare un... trombamico?! -
- Beh... un po' costa. - sospirò l'universitario, avvicinandosi con le mani nelle tasche e lo sguardo in cerca della furiosa corrente del fiume - Dam era una bella fuga dalla realtà, una valvola di sfogo. Era perfetto! C'era e... E non faceva neanche domande! Se mi andava, parlavo, se non ne avevo voglia, lui restava zitto. -
- Dam mi ha detto che casa tua non è un bell'ambiente, però... non è con una valvola di sfogo che si risolvono queste cose... -
- Tu parli bene perché i tuoi ti accettano per quello che sei, ma se io lo dicessi a mia madre o a mio padre, minimo mi spedirebbero a fare il militare, come se una divisa e un fucile potessero cambiare l'orientamento sessuale di qualcuno...! In casa Zacchini, per certi versi, il tempo s'è fermato a quando mio nonno fu mandato sul Fronte. Quando la cronaca mondana parla dei diritti degli omosessuali, io mi tappo le orecchie da quante nefandezze sento uscire dalle bocche dei miei genitori. -
- Scommetto che confondono i gay con i pedofili. -
- Non solo. Parlano degli omosessuali come persone malate. Alludono a un qualche gene modificato o non so che... ogni volta, cerco una scusa per andarmene. -
Ruben gli rivolse uno sguardo dispiaciuto, dopodiché, spostò l'attenzione sul fragore della pescaia sottostante. Le parole di Mirko sapevano di resa e si accompagnavano a una profonda tristezza. Essere qualcosa che i propri genitori disprezzano doveva essere terribile...
Ruben avvertì gli occhi inumidire e ringraziò il destino per avergli dato una madre e un padre tolleranti e capaci d'amarlo a prescindere dal proprio orientamento sessuale.
Era stato fortunato.
-Credo che se trovassi un ragazzo vero, sopportare questa situazione sarebbe più semplice. -
- Peccato che mi sia innamorato di un ragazzo palesemente etero... - sospirò Mirko, ora balzando in piedi sul muricciolo. Si sporse qualche secondo in avanti, poi si voltò verso l'espressione allarmata di Ruben e rise - Va tutto bene, non voglio buttarmi... -
- O...ok, però, ecco... non esistono solo Dam e il ragazzo etero, perché non cerchi su Tinder? -
- Perché lì si trova solo gente per fare sesso facile. -
- Allora, che ne dici dei gruppi Facebook? -
- Facebook collega tutto il mondo! E conoscendo la mia fortuna, finirei per invaghirmi di un tizio di Aosta o peggio che mai, di Catania...! -
- Non ti piacciono i siciliani? -
- Non mi piacciono i chilometri... -
- In effetti, una relazione a distanza è una gran bella gatta da pelare. Non fa bene né al cuore né al portafogli... comunque, conosco un gruppo che potrebbe fare al caso tuo. -
Ruben parlava come se fra lui e Damiano non fosse mai finita.
Seduto sui gradini di Santa Croce, alternava lo sguardo dall'ex alle lunghe gambe stese. Le dita giocherellavano con gli strappi dei jeans, tradendo una punta di nervosismo. Era strano ritrovarsi di nuovo così vicini. Era strano scoprire come certe cose fossero sempre le stesse: l'odore di Dam, quella sfumatura particolarmente bella nei suoi occhi grigi...
Ruben si abbandonò a un profondo respiro, dopodiché, proseguì con voce ancor più grave.
- Gli ho suggerito di iscriversi al mio stesso gruppo, perché lì avrebbe avuto la possibilità d'incontrare solo ragazzi della provincia fiorentina. Ti avrebbe dimenticato e sarebbe stato felice. Era un gran bel ragazzo, no? -
- Sì - annuì Damiano, intrecciando le dita sopra le ginocchia - Ma... è stato in quel gruppo che ha trovato Cupido, giusto? -
Ruben gli mostrò il cellulare e aprì il gruppo chiuso de IGigliNotturni, una comunità ristretta per ragazzi che volevano conoscere altri ragazzi. Nel gruppo, i post e le chiacchiere a tema non mancavano. Entrare lì dentro e non sapere in che posto ci si trovasse era assolutamente impossibile. Ruben vi scriveva regolarmente, spesso per discutere argomenti sociali o per informarsi sui locali di moda.
-Non ho mai voluto ghettizzarmi ma è così rilassante aprire una pagina a tema e scoprire che tutti quei fighi potrebbero essere più che papabili! -
- Tu sai che esiste Pothoshop, vero Ruben? -
Ruben storse la bocca, dopodiché fissò il centro della piazza,là dove un flash immortalò l'abbraccio di due amiche.
Anche lui e Dam, una volta, si erano fatti una foto del genere, sotto Natale, quando Piazza Santa Croce si riempiva di bancarelle colorate, leccornie straniere e cento e più luci...
-Sai, anche quest'anno faranno i mercatini di natale... -
- Già, non vedo l'ora di farmi una scorpacciata di biscotti artigianali! - sorrise Damiano, mentre Rocco si faceva spazio fra un gruppo di turisti.
- Lo conosci? - intuì Ruben, seguendo gli occhi dell'ex fidanzato.
- E' un tizio impegnato che piace a una mia amica, ma tornando a Mirko, saresti stato tu a spingerlo fra le braccia di Cupido. -
- Potevo prevederlo? - parlò sopra una nota seccata - Inoltre l'ho solo invitato nel mio gruppo, un posto sicuro. -
- E Cupido? -
- Non ci ho mai parlato e neanche sapevo che Mirko avesse iniziato a parlarci, ma ricordo bene i suoi post. -
Ruben fece una rapida ricerca sulla pagina de IGigliNotturni.
Damiano si accostò, ma non appena gli occhi entrarono a contatto con i primi caratteri, un odore che già conosceva penetrò infido su per le narici. Il cuore si strinse e lo stomaco s'attorcigliò, mentre una ciocca di capelli chiari sfuggiva dall'elastico e la mente rievocava cento e più baci.
Fu l'improvvisa chiamata di Juri a ricomporlo ma non rispose.
La vita è una sola, star lì a tormentarsi è un insulto a ogni respiro che Madre Natura ti ha concesso.
I limiti sei solo tu a importeli.
Tutto dipende da te.
Non offendere le tue capacità e agisci.
La sofferenza non può niente se non sei tu a sottoscrivere un contratto con essa.
Juri tirò il cellulare sul letto di Claudio e, con le mani sulle anche, sbiascicò qualcosa di irriproducibile. L'amico, bello spaparanzato davanti alla PS4 si limitò a battere una mano sul cuscino di fianco al suo in segno d'invito. Una partita a FIFA era la soluzione migliore per distrarsi ed evitare che generiche preoccupazioni deformassero la realtà.
-Vedi Juri, quando litigo con Vittoria, in campo sono meno concentrato. L'allenatore se ne accorge immediatamente e mi richiama. Urla e mi offende. Spesso mi capita di pensare che ce l'ha con me, ma poi faccio un respiro profondo e mi dico che sono solo pippe mentali dettate da un momento no. - spiegò un tono quieto, accompagnato dal giocherellare delle dita sul controller - Damiano è sempre il solito: sparisce e si chiude a riccio al minimo problema, -
- Ma noi siamo amici! -
- Non credo che amici sia la parola giusta. -
Due amici non si baciano.
Due amici non si toccano...
No, per quanto affetto li legasse, Damiano e Juri non potevano più definirsi tali da un bel po'. Tale presa di coscienza fu a dir poco angosciante e fissare la borsa di pallavolo intonsa non fece che confermargli quanto le cose gli stessero fuggendo di mano.
- Sono attratto da qualcuno che sento vicino come un amico ma che non posso definire tale. A causa sua, si è sparsa la voce che sono gay e i miei compagni di squadra hanno iniziato a discriminarmi. Non posso parlare ai miei genitori del problema perché non saprei nemmeno che dire ma... di certo non posso continuare a saltare gli allenamenti! -
- Anche perché rischi. Il mio coach, ad esempio, chiama a casa ad ogni assenza. -
- Il mio no, ma scappare non è da me. -
- Claudio, ma Sara è normale? -
Vittoria entrò nella stanza senza bussare, con gli occhi fissi al telefonino e quell'ultima espressione distaccata che aveva deciso di rivolgergli dal suo pseudo rifiuto. Il calciatore sussultò quasi spaventato, mentre Juri pregò che la sua ex, insolitamente placida e buona da un po', non fosse tornata alla carica.
Vittoria fu lesta a salutare l'ospite con un sorriso e, come fosse a casa sua, si accomodò fra i due ragazzi, dando la schiena allo schermo.
- Spostati. -
- Hai la partita in pausa e su Facebook ci sono cose più interessanti. - ribatté Vittoria, cliccando su una fotografia - E' la seconda volta che la tua ex stalkera Damiano, Juri, forse le piace. -
Juri corrucciò la fronte e guardò con più attenzione lo scatto. La bella si era immortalata con Clarissa in mezzo alla piazza di Santa Croce, con il grosso rosone della chiesa alle spalle. Le sue ragazze sorridevano sul lato destro dell'immagine, mentre sul sinistro, a ridosso della Statua di Dante, un volto nuovo se ne stava con la testa appoggiata a un ragazzo sconosciuto.
Juri ridusse gli occhi a due fessure ma una vigorosa pacca sulla schiena fu lesta a bloccare qualunque sproloquio inopportuno.
- Voglio sperare che questo scatto sia stato casuale e che quella pazza non si sia messa a pedinare di nuovo Lamberti. - sbuffò Claudio
- Spero anch'io, ma #romanticaSantaCroce che c'entra? -
- Niente, non c'entra un bel niente! - puntualizzò Juri con espressione inviperita.
Per quanto sforzi fece, il particolare scatto di Sara rovinò definitivamente la giornata a Tolosa.
Le partite a FIFA terminarono con risultati indegni, tanto che Juri si fece sostituire da Vittoria per disperazione. La rossa stese Claudio per ben due volte, ridacchiando ad ogni goal.
Fu la cena a salvare la ragazza da un probabile linciaggio e Juri da se stesso e il proprio disfattismo cosmico.
A prescindere dalle intenzioni di Sara, doveva calmarsi.
Magari, Damiano s'era rivisto con un amico della vecchia scuola... magari, non c'era un bel niente da temere... ma l'impulso di guardare e riguardare quella dannata fotografia non ce la faceva ad abbandonarlo.
La chiamata mancata, inoltre, non giocava a favore della calma...
- Il post è delle 18:53. La mia chiamata è partita alle 18:36. Damiano non mi ha risposto mentre era con lui. Forse non mi ha sentito. Forse non mi ha volutamente risposto. Chi era quello, per ignorare una mia chiamata? -
Alle dieci di sera, seduto sul proprio letto, Juri se ne stava ancora lì, in Piazza Santa Croce, a un metro da Damiano e dal suo misterioso compagno. Aveva studiato minuziosamente l'espressione del volto e la posizione delle sue gambe per tentare di carpire le emozioni di quel maledetto momento. Il ginocchio sinistro di Damiano poggiava contro quello ossuto dello sconosciuto, uno sconosciuto che, a differenza di Proboscide, al Bounty, era un maledettissimo bellissimo ragazzo.
Juri chiuse gli occhi e cercò di pensare ad altro ma l'unica cosa che gli venne in mente fu di scrivere a Marina. Dopo mezz'ora di messaggi, la bella ebbe una fortunata illuminazione e, subito, si mise all'opera.
Marina: Nonostante tutto... direi che un favore semplice semplice potrei anche chiedertelo, Rocco.
Leggendo quel messaggio, Rocco rischiò quasi di cadere dalla sedia.
Sentire Marina non era dissimile dal trovarsi in mezzo a certe tempeste marzoline fatte di vento, pioggia e marciapiedi dissestati. Tuttavia, quel pazzo mese che segna il ritorno della primavera, dopo ogni burrasca, offre sempre un magnifico cielo terso. Rocco lo aveva ben compreso.
I ricordi di Fiorentina Juventus riaffiorarono subitanei e un sospirando di nostalgia, il ragazzo digitò la sua risposta.
Tu: Ai favori non rispondo a scatola chiusa.
Tu: E poi... nonostante cosa?
Marina inarcò un sopracciglio ma si prese tempo per rispondere.
Non doveva cedere all'impulso di litigare, non stavolta. L'aveva contattato per Juri perciò, qualunque cosa fosse successa, doveva dimenticarsene per qualche minuto.
Mordendosi le labbra, si rigirò nel letto e, una volta a pancia sotto, digitò la sua risposta.
Marina: Lascia stare... ho solo bisogno di sapere se oggi sei andato a ripetizioni di inglese
Tu: Rinforzo. Ho la media dell'otto
Marina: Io del 9
Tu: Bella forza, studi lingue... comunque, sì. Era questo il favore?
Marina: No, volevo solo sapere se... conosci Damiano Lamberti?
Tu: ?
Tu: Aspetta... è lo sbruffone che ha asfaltato Sara, a inizio anno?
Marina: Sì, ma non è uno sbruffone...
Tu: E che ne so... ho la campana di Clarissa che è la migliore amica di Sara e non ci ho mai parlato con questo Damiano.
Marina: Un giorno ti farò sentire la VERA campana.
Tu: Comunque, oggi... quel Damiano l'ho visto
Marina: Critico confermato! Top! Rammentavo che avevi ripetizioni d'inglese da quelle parti e... proprio all'ora giusta! Mi sento super fortunata :D
Tu: LOL? Critico confermato?... Non dirmi che giochi a Dungeon & Dragon?1 O_o
Marina: Con i miei cugini. Terza, quarta e quinta edizione.
Tu: Ti piace il calcio, fai i giochi di ruolo... cavoli...
Marina: ^_^ Comunque, che faceva? Con chi era?
Tu: Perché t'interessa?
Marina: Per un... amico.
Tu: Amico? Allora è gay sul serio?
Marina: Sì. E se vai sulla home di Sara forse intuisci qualcosa.
Tu: Aspetta...
Tu: Sì, c'è un biondino con lui. Ma... non so dirti molto più di questa foto, anzi... quando sono passato accanto a loro, forse un nome l'ho sentito, ma ero troppo preso dai fatti miei per seguire meglio ciò che dicevano ( giustamente ).
Tu: Damiano chiamava quel ragazzo Ruben, o comunque, parlava con lui di un Ruben.
Marina: Adesso, non so più se il Critico mi abbia portato fortuna... Juri non sarà molto felice di questo.
Tu: Il tuo amico?
Marina: Sì. Sai, mi sa che non gli dirò nulla.
Tu: Meglio, te l'ho detto, non sono certo di questo dettaglio. Comunque, torniamo a noi, che cosa ti ricordi del compleanno di Neri?
Marina: ...
Marina: Quanto mi vuoi male da uno a dieci?
Tu: Questo dovrei chiederlo io...
Marina: No, io.
Marina: Non ti sei più fatto vivo. Neanche t'avessi offeso.
Tu: Offeso? No. Non mi hai offeso.
Tu: ...Mi hai un po' incasinato...
Marina: Hai litigati con Clarissa?
Tu: Impossibile, ci siamo visti solo a scuola.
Marina: Ma oggi lei era con Sara in Santa Croce.
Tu: Con Sara, non con me. Anzi, ora che ci penso è assurdo che abbia notato questo Damiano e non loro due...
Marina: Forse sei stanco di lei... :P
Marina: Scherzo, dai!
Tu: Ma... dopo il compleanno non ne sarei così sicuro...
Marina: Ah, affondiamo il coltello nella piaga, vedo...
Marina: Sei davvero pieno di te, sai?
Tu: Ho stima di me stesso a differenza di te... ma quanto hai bevuto?
Marina: Niente più di quello che si beve normalmente a una festa.
Marina: Io me la godo la mia adolescenza, non sono come te che giochi a fare il perfettino con la tua ragazza altrettanto perfettina che fa paura a Cindy Lauper!
Tu: Cindy Lauper?
Marina: ... lascia stare!
Marina: In ogni caso, sappi che reggo benissimo l'alcool, mi rende semplicemente più disinibita e allegra.
Tu: Ah, questo cambia le cose.
E mentre un ghigno vittorioso si dipingeva sul volto soddisfatto di Rocco, Marina si coprì la faccia con le mani. Lo aveva fatto un'altra volta.
Lo aveva fatto da sobria.
Sobria!
In meno di mezzo minuto, le guance si fecero cremisi. Rocco era troppo intelligente per non leggere fra le righe il messaggio implicito che gli aveva mandato: siccome reggo bene l'alcool e quest'ultimo mi rende solo più disinibita, puoi prendere sul serio la mia confessione. Dunque si era dichiarata due volte a un ragazzo fidanzato.
Amareggiata, aprì la home, sperando che le sue ultime foto avessero preso molti like, ma nulla di buono l'aspettava in bacheca. Sara aveva condiviso un contenuto che altrimenti Marina non avrebbe potuto visualizzare.
Clarissa: Ti ho sentito. Tu sai a cosa alludo. La richiesta è semplice, stai alla larga se non vuoi vedertela brutta. So essere molto cattiva.
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Ok, sono riuscita ad aggiornare molto velocemente.
Vi prego di non abituarvi perché con la bimba il tempo per la scrittura è ancora casuale.
In ogni caso, grazie di cuore per seguirmi, spero che il racconto continui a piacervi.
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