12. Sei gay?
Freddo.
La pelle sporca e bagnata colpita da terra, fango e altri liquidi maleodoranti.
Ringhi e grida si levavano tutt'intorno al suo corpo nudo, costretto ad avanzare verso una meta invisibile. Sara, ingobbita e tremante, cercava di farsi spazio fra la gente, domandandosi come avesse fatto a ridursi in quello stato.
Nelle sue orecchie era una folla di parole d'ingiurie.
La stavano tutti insultando: Juri, Damiano, Claudio, Marina, Giada, Neri... perfino Clarissa e Rocco. Tutti.
Sara si svegliò in lacrime.
Quell'incubo ricorrente la tormentava dal suo scontro con Damiano.
Agitata, afferrò il cellulare per distrarsi con alcune vecchie chat:
Juri: Buongiorno Principessa, a che ora ti vengo a prendere?
Sara si morse le labbra.
Chiudendo gli occhi, erano ancora le mani di Juri quelle che ricercava, sempre gentili e rispettose, sempre calde e mai aggressive.
Nessuno l'aveva più trattata con tanto rispetto...
Indossati dei vestiti degni di Vogue, Sara si diresse in bagno, dove sua madre fu ben lieta di aggiustare il trucco di entrambe, snocciolandole i soliti consigli sull'estetica e su come valorizzarsi.
Di tanto in tanto, Sara provava a confidarsi con lei.
Le aveva parlato di Giada, e di quanto trovasse fastidiosi i paragoni continui che le persone facevano fra di loro.
Si era aperta circa il fastidio che avvertiva quando altre ragazze venivano considerate più di lei.
A volte, accennando il pianto, Sara aveva sussurrato di come le sue parole arrivassero sempre distorte alle orecchie altrui, ma la madre le rammentava sorridendo quanto il Liceo fosse un capitolo più che trascurabile della sua vita.
- Tesoro mio, a questo mondo tutto può crollare da un momento all'altro. L'amicizia e l'amore non sono mai scommesse certe. L'unica cosa che sarà con te fino all'ultimo sarai solo tu. Divertiti finché puoi ma non sprecar troppe energie dietro a chi non è abbastanza intelligente per capirti, non è su quei cretini che ti girano intorno che c'è da impegnarsi. Il lavoro, Sara. Il lavoro sarà il tuo vero obiettivo. Un lavoro di quelli belli, che vedono salire rapidamente il conto in banca. Un lavoro che ti possa garantire vacanze a cinque stelle, spese folli nei negozi delle griffe d'alta moda e Centri Benessere Lussuosi. Lascia che preferiscano quella sciatta di Giada a te. Lascia Juri a un'altra e manda a fanculo quello sputasentenze di Damiano... il vero futuro è un altro, ragazza mia. -
Ma si possono saltare i capitoli dal quattordici al diciotto di un libro, per arrivar subito alle parti salienti?
Sinceramente, anche il lettore più arguto si perderebbe.
Le parole della madre di Sara avevano un fondo di verità, e di certo nascevano con le migliori intenzioni, ma alla sua amata figlia mancavano ancora molti inverni per raggiungere quell'età dove s'inizia a lavorare per una carriera.
Seduta sull'autobus, fiera di come mamma l'avesse fatta bella, Sara alternava smorfie compiaciute allo specchietto della trousse ad altre confuse. Sua madre parlava di un lavoro di quelli belli, ma quale?
Sara ignorava perfino quale fosse la sua materia preferita...
- Dovresti venirmi a trovare più spesso... - ridacchiò una voce nota; un timbro basso e profondo che la spinse a tirarsi il cappuccio della felpa imbottita sulla chioma riccia e a orientare lo specchietto in un modo alquanto astuto.
- Invece no, non ho fatto una bella cosa, Dam. - rispose un bel ragazzo non dissimile dal tipico soldato tedesco che più o meno ogni persona ha in mente. Sara corrucciò la fronte e osservò lo sconosciuto prendere posto in fondo al bus, di fianco a Damiano Lamberti e a quel suo odioso riso soddisfatto.
Damiano teneva lo zaino sulle cosce, mentre l'altro sembrava lamentarsi di una rasatura fatta troppo in fretta e di un materasso al quale non era abituato...
I grigi occhi di Lamberti brillavano di una luce mai vista, mentre una coppola verdastra veniva più volte rubata dalla testa del più grande, per essere indossata in tutti i modi possibili. Risatine e botte si alternavano a commenti che lasciavano intendere molta intimità.
Sara si fece più accorta, soprattutto quando il proprietario del cappello di velluto a coste alluse a un paio di mutande troppo strette...
Mutande che appartenevano a Damiano.
- Preferivi continuare a indossare le tua, dopo il casino che ci hai combinato stanotte, eh Alex? -
- Quel casino ha a che fare con te, ragazzino che clicca sul bottone del sesso, per sfuggire ai confronti... -
- Non sono io quello che ha messo le corna. -
- Ora... non usiamo parole a caso. -
- Puoi chiamarle come vuoi, Alex, ma non sono il solo che ha cercato rifugio nel sesso. Credo anch'io che l'amore e il sesso siano due cose distinte, ma la fedeltà ha un suo peso. -
- Mi stai dicendo che ho frainteso i miei sentimenti? -
- Ti sto dicendo che il pisello può diventare di marmo per i motivi più svariati, ma che il cuore ha sempre l'ultima parola. Forse, hai detto sì troppo in fretta, spinto da ben altre necessità. -
- Detesto, quando quelli come te mi fanno la morale. -
- Sai come vendicarti... - provocò Damiano, ora inarcando un sopracciglio - Dicono che il sesso arrabbiato abbia un suo fascino. -
- Abbassa la voce! - ammonì Alex, levando lo sguardo per studiare la situazione.
Fu rassicurante scoprire la vettura quasi del tutto vuoto.
Le poche persone che stavano viaggiando con loro si erano accomodate in prossimità dell'autista e nessuna sembrava badare alle loro chiacchiere ardite.
- La gente deve farsi gli affari propri, Alex, ti preoccupi troppo dell'opinione altrui.-
- Il mio è puro decoro. -
- Non ti credo. -
- Ma fottiti! -
- Mm... vuoi pensarci tu anche stanotte?- provocò Damiano, ora aggiungendo altre porcherie al suo orecchio.
Sara sgranò gli occhi mentre sussurri e risatine resero il resto del dialogo incomprensibile...
Niente di ciò che aveva udito poteva essere frainteso, e tante grazie a quell'impicciona spiona della sua amica Clarissa e al suggerimento di viaggiare sempre con le cuffie nelle orecchie, a prescindere dall'ascoltare o meno la musica...
Non appena l'autobus raggiunse la fermata della Stazione, una fiumana di gente creò un muro fra lei e 'sì invitante fonte di notizie; ma Sara non parve rammaricarsene.
Ormai, sapeva già molto.
Ormai, conosceva perfino il nome del ragazzo che quella notte aveva fatto sesso con Lamberti, mettendo le corna a non si sa chi: Alex Dimitar.
Iniziò a cercarlo sui Social, scendendo una fermata prima per evitare che Damiano la vedesse.
Furbizia. Occorreva molta furbizia.
Ora seduta sui gradini della chiesa di Santo Spirito, Sara levò lo sguardo verso Palazzo Guadagni, immaginando d'affacciarsi dallo splendido terrazzo che ne abbelliva la cima.
Si vide impreziosita da un completo d'alta moda, di quelli tagliati su misura che allungano il busto. Immaginò un gruppo di persone ben vestite intorno a lei, eleganti nei modi e assolutamente meravigliati dalle sue parole.
Era ammirata e ben voluta. Era la Signora della città.
Deliziata dalla sua stessa fantasia, si concentrò su Alex Dimitar, scoprendo non solo che si trattava di uno studente universitario ma riconoscendolo perfino nella lista amici di Giada.
E non solo...
Alex Dimitar era uno dei due ragazzi che a suo tempo aveva visto a letto con lei... Alla festa di Filippo!
- Che stesse tradendo Giada con Damiano? -
Corrucciando la fronte, si domandò perché dalle ricerche di allora non fosse mai emerso niente, indi cliccò sulle foto profilo pubbliche di Alex Dimitar e scoprì che il ragazzo ne aveva messa una identificativa solo di recente.
La galleria immagini di Giada continuava a non mostrare fotografie di Alex, ma nell'ultima settimana, il bel ragazzo dai tratti nordici e dalla coppola verdastra aveva postato uno scatto sull'ambiguo trio...
Sara poteva vederlo grazie alle impostazioni della privacy visibile a amici di amici.
Su Facebook lei e Giada erano amiche.
Il sopracciglio destro s'inarcò mentre i begli stivali lucidi calpestavano i San Pietrini del centro fiorentino in direzione di Palazzo Frescobaldi. La fine d'ottobre era alle porte e già la sciarpa si rendeva necessaria per proteggere la gola dai malanni di stagione. Una leggera nebbiolina avvolgeva le case fiorentine, tutte addossate come in un Presepe gigante.
Sara ridacchiò soddisfatta e pensò a come stava procedendo alla grande quel giorno:
- E così, Damiano se l'è preso dal presunto nuovo ragazzo di Giada, seppur questo Alex Dimitar pareva accampare scuse circa le corna. La piccola Giada, a quanto dice Facebook, ha lo status su single, e di questo Alex Dimitar quasi non fa menzione. La sua galleria di trecento e passa foto non lo ritrae mai. Si vergogna nel fatto di essersi scelta uno che va anche con gli uomini? Alex Dimitar risulta single anche lui e pare comportarsi come tale... poi c'è quest'altro biondino che somiglia ad Anakin Skywalker... peccato che non ci siano i tag! Sta a vedere che con un po' di pazienza, qui, si possano ottenere delle gran soddisfazioni... Mio caro Damiano Lamberti, quando io e Juri ci siamo mollati, era meglio che te ne stavi zitto, sai? Ma ora, forse capisco perché tu sia salito in cattedra in quel modo, te lo volevi sbattere... eh? Tu vuoi il mio Juri. -
Il web è una finestra sul mondo. Non importa quanti pollici possieda lo schermo che usiamo per interfacciarci. Comunque vedremo. Comunque sapremo.
Quella mattina, Vittoria Carboni aveva saltato la scuola per evitare il compito di fisica, e fra la paura di essere beccata dai suoi e mille promesse a se stessa di non farlo più, si scopriva a bighellonare per la città. L'amica con la quale si era organizzata per 'sì gran furberia s'era svegliata con 38 di febbre, costringendola a sei lunghe ore di solitudine, tutte da organizzare. Un centro internet poteva salvarle parte della mattina, ma Noia sapeva rendersi una dura nemica.
Lapo: Ciao.
Lapo: Benedetta mi ha detto dei vostri progetti. Anche io sto vagando per Firenze, ma verso le dieci potrò rientrare a casa e starmene tranquillo. Vuoi venire?
Lapo era un ragazzo con il quale non aveva mai parlato molto.
Facile alle battute sporche, era fisso a mettere i like alle maiale sui Social. I suoi discorsi parlavano sempre d'infilare l'uccello da qualche parte, e questo non lo rendeva un soggetto gradevole, tuttavia, Lapo Baccari godeva di una qualità assai insidiosa: il fascino.
Non si trattava solo di bellezza estetica, bensì di quell'incredibile capacità di far cadere la frase giusta al momento giusto.
E non si trattava mai di banalità.
Vittoria non sapeva più che pensare di quel maschio tanto cafone nel gruppo quanto pieno di sorprese in situazioni più intime. Faceva parte dei canottieri da più di cinque anni e questo gli aveva regalato un gran paio di spalle, ma erano sempre le sue parole a restare.
Quelle che facevano dimenticare i brutti commenti fallici sui vari parcheggi a sfondo sessuale...
Qual era il vero Lapo Baccari?
Vittoria se lo domandò poco prima di accettare l'invito. Digitò la sua risposta con i battiti cardiaci accelerati, mentre il volto sorridente di Claudio Cangialosi spariva fra le nuvole rapide di un cielo tanto azzurro quanto confuse erano le sue sensazioni nei confronti del ragazzo che dormiva a meno di trenta metri da lei...
Claudio era oltremodo ingestibile.
Durante matematica, se n'era stato abbastanza buono, poi aveva guardato il cellulare, e dunque aveva iniziato a disegnare piselli sul braccio di Lisa, buscandosi un paio di richiami non troppo gentili. A storia, un bigliettino destinato a Tolosa era erroneamente finito nelle mani di Sara, e nuove informazioni avevano fatto gongolare 'sì disturbata creatura.
Vic ha fatto forca ed è andata a casa di Lapo. Me lo ha scritto alla fine della prima ora.
La ragazza l'aveva passato a Juri, dopodiché aveva visto bene di scrivere un Whatsapp a Marina nel quale rievocava certi spiacevoli episodi del Capodanno scorso, quando a Vittoria piaceva un ragazzo troppo cotto di Marina perché la notasse. Frecciatine e litigate avevano animato le ultime ore del 2016, e allo scadere del conto alla rovescia, Marina s'era beccata il primo troia del 2017. Baciare Alfredo per vendetta era stata un'effimera quanto goduriosa soddisfazione, e mentre Vittoria rosicava e Marina indossava la sua corona di pochezza, Alfredo iniziava l'anno contentissimo...
Sara: Vittoria diceva tanto male di te, ma stamattina, non sei certo tu quella a casa di Lapo, da sola...
Tu: Vittoria da Lapo? O_o
Sara: Ho intercettato un bigliettino. Claudio ha sbagliato il lancio e mi s'è aperto davanti...
Tu: Forse si piacciono...
Sara: A Lapo piacciono tutte. Forse, Vittoria si è decisa a perdere la verginità.
Tu: Pensavo che le piacesse Claudio...
Sara: Sicuramente Vittoria piace a Claudio, stamattina sembra avere le formiche addosso...
Tu: Ma perché lei glielo ha scritto?
Sara: Perché è una rizza cazzi.
A ricreazione, Claudio costrinse Juri in bagno per tutto il tempo, ringhiando e minacciando chiunque osasse entrare. Dalle sue labbra uscirono commenti d'ogni sorta circa Vittoria e certi suoi comportamenti avventati, degni di una persona dal cervello più leggero di una piuma. Juri lo lasciò sfogare con pazienza, allungando acqua e cibo di tanto in tanto, quando il tono della voce minacciava di alzarsi troppo.
Claudio aveva sempre tenuto a Vittoria, esponendosi molto più di un normale amico ma senza mai sbilanciarsi.
- Giurai di non dirti niente, ma quando uscii con voi al Bounty, Vic mi domandò se a te piacesse una. Forse sta solo cercando d'ingelosirti. -
- No, Vic non è una zoccola come Sara. Non userebbe mai un ragazzo per ingelosirne un altro.-
- Non ti ha scritto, sono con Lapo e me lo sto scopando, ti ha solo avvisato che è con lui.- esordì Damiano, uscendo da uno dei wc. Lo scarico del water accompagnò la chiusura della porta, e mentre le mani venivano accuratamente sciacquate al rubinetto, le espressioni basite di Juri e di Claudio furono catturate dagli specchi a parete. - Ero lì dalla fine della terza ora. Problemi intestinali. Non volevo origliare. -
- Beh, i cazzi in culo provocano sempre qualche disturbo sgradevole... - aggredì Claudio, troppo irritato da problemi personali per farsi uscire meglio certe battute.
Juri sentì il sangue gelare nelle vene, accusando quelle parole molto più di quanto il volto impenetrabile di Damiano parve mostrare.
- Problemi con il mio lato B, Cangialosi? -
- Forse, se andrai in giro a riferire qualcosa di me e di dove sia Vic stamattina... -
- Ti preoccupi del culo della persona sbagliata, stronzetto dalla mira del cazzo. Non è stato solo Juri ad aprire il tuo bigliettino nevrastenico. -
- Calmatevi! - parlò sopra Tolosa, poco prima di appoggiarsi al muro per far riposare le spalle - Claudio, Dam non è il tipo da fare la spia, e Dam, Claudio diventa sempre molto scurrile e aggressivo, quando è agitato. -
- Non parlare per me, Juri. - lapidò Cangialosi, poco prima di ridurre gli occhi a due fessure - E' vero, dico male le cose, e anche adesso sento di starlo facendo, però... una curiosità su questo qui ce l'ho. -
- Puoi averci tutte le curiosità del mondo, su questo qui, ma a questo qui interessa assai poco. -
- Sei frocio! - puntualizzò Claudio, senza aggiungere commenti o sfumature.
Damiano rimase impassibile, e fermo nella sua posizione, si limitò a squadrarlo dall'alto in basso, dopodiché gli diede le spalle e sparì nei corridoi affollati. Juri, ora con le labbra socchiuse e il cuore in gola per quanto visto, recuperò le stampelle e fece per andarsene, quando il peso del palmo di Claudio sul proprio petto lo ricacciò a posto.
- Tu sei qui per me! -
-E tu hai fatto lo stronzo con Dam! Voleva solo aiutarti... e di certo non ha origliato di proposito! - ribatté frustrato, ora sgranando gli occhi, adesso cercando di impedire alla voce di tremare.
- Fanculo a quel frocio! -
-Claudio! Ma si può sapere che problemi hai?!-
- Ho il problema che Vic sta per farsi mettere le mani addosso da un pezzo di merda, e che tu, ingenuo come un moccioso di tre anni, forse, ne stai frequentando un altro un po' troppo...! - esclamò un tono concitato, mentre le braccia disegnavano un arco a mezz'aria e alcuni ragazzi del quinto anno s'affacciavano incuriositi.
- Calmati... -
- No, calmati tu, Juri. - sibilò Claudio, avvicinando le loro facce - Sai, tu te ne stai con la testa fra le nuvole un po' troppo spesso... vivi in un mondo fatto di pallavolo, di bei voti e di cene in famiglia dove tutto va bene. Nulla ti tange. La tua pagina Facebook è piena di like e di post dalle belle frasi, ma non puoi vivere così. Non puoi farti sordo alla merda che ti gira intorno! Io sono stanco di sentire quello che la gente dice di te, perché tu scegli di non difenderti, sai?! Non puoi fare finta di niente! Cazzo! -
- E da cosa dovrei difendermi, sentiamo! - brontolò Juri, ora mettendo spazio fra di loro.
- Ad esempio, dall'accusa di aver mollato Sara senza scopartela perché in realtà sei gay. Questa diceria, all'inizio abbastanza innocua, ha iniziato ad accrescere i suoi proseliti, da quando Sara ha immortalato quel frocio al disco-pub, tutto in calore con un altro ragazzo, un certo Mattia Fanara, che a cercarlo su Instagram s'apre un mondo... -
Juri si ritrovò ad osservare una galleria di foto a dir poco inequivocabili.
Perfino un ragazzo pulito come lui arrivava a dedurre i gusti sessuali di quel Fanara, osservando scatti che sembravano indirizzati a un pubblico maschile di un certo tipo. Commenti e apprezzamenti di vario genere erano assai più eloquenti, seppur Juri non avesse bisogno di prove per ammettere che Damiano Lamberti fosse gay e che Mattia Fanara ne avesse tratto beneficio...
Il cuore doleva a guardare certi scatti. Lo stomaco si stringeva mentre la rabbia di Claudio l'assaliva, insieme a parole appuntite come aghi eppur mosse da un sincero interesse.
- Devi prendere una posizione, Juri. Per colpa di Sara, la gente sta cominciando a pensare che anche tu abbia di queste tendenze; e questo non è giusto! -
- La gente può pensare quello che vuole, sai che non me ne frega niente. -
- Non te ne frega niente se pensano che ti fai scopare da quello lì? -
- No, affatto. Io non vivo di gossip o di pettegolezzi! -
- Stavolta, queste parole mi suonano un po' come una fuga dalla realtà, sai? -
Claudio mise le mani in tasca e avanzò fino alla metà dei lavandini, dopodiché si girò e puntò un tallone contro le mattonelle appiccicaticce di un bagno mai troppo pulito. Corrucciando la fronte, parve star per dire molte cose, ma poi si limitò a fissarlo.
E quei suoi occhi verde mare fecero male da morire.
Verso la quarta ora, la professoressa di francese decise che non si sarebbe accontentata dei soliti tre studenti ma che avrebbe interrogato fino al suono della campana. Tale improvvisata condusse al patibolo ben otto persone, tre delle quali impreparate. Juri, che da bravo ragazzo come lo si accusava d'esser aveva già il suo volto, poté abbandonarsi a un lungo rimuginare silenzioso vicino a un Lamberti particolarmente dedito al ripasso degli appunti.
- Avrà studiato? Ieri è stato tutto il giorno fuori con me, mentre la sera... chissà chi era quel ragazzo che ha risposto al suo posto. Forse, quel Mattia Fanara che Claudio ha trovato su Instagram... Ma come può un ragazzo gay sbandierare così le sue tendenze? La foto fra le banane era terribile... insomma, non ha paura di essere preso in giro, o peggio, di essere scoperto dai suoi? Beh... oggi ci sono anche i genitori tolleranti, forse, Mattia Fanara è nato in una famiglia fortunata. Ma Dam... Dam che ci ha fatto cose perché era sconvolto dalla morte di Mirko Zacchini. Già! Claudio ha scoperto dell'omosessualità di Dam grazie alla soffiata di Sara e ai contenuti pubblici dei profili Social di Mattia, dunque, Mattia potrebbe anche aver scritto roba su Dam... -
Forte di simile ragionamento, Juri spostò il telefonino dalla tasca della felpa rossa al morbido astuccio. Fra penne e gomme, accorto che la professoressa non lo notasse, iniziò le proprie ricerche, appoggiandosi il più possibile al muro. Damiano, concentrato a ripetere i concetti più difficili, non badò alle pittoresche espressioni che caratterizzarono la faccia di Juri, mentre Marina Dei raccontava il 1789 in Francia, pronunciando le parole in un francese quasi impeccabile.
Mattia Fanara: #QuandoDovrestiAvereUnPreservativo #BiondiniMozzafiato #BoccadìDiRosa
E io che manco volevo uscire!
Mattia Fanara: Certi incontri occasionali fanno perdere la voglia di fidanzarsi... I biondini con gli occhi grigi trasformano i cessi in alcove del sesso.
#BraccialeCaucciùConchiglie #OcchiGrigiCheIngrifano
Tutti gli indizi riconducevano a Damiano Lamberti, perfino un braccialetto al quale Juri fece caso solo in quel momento, poiché spesso nascosto dalla manica della felpa. Leggere 'sì spinte parole non contribuì a migliorare il suo umore. La discussione con Claudio non gli era piaciuta neanche un po'. Juri la reputava insinuante e nebulosa, quasi il suo amico avesse volutamente utilizzato un codice enigmatico perché timoroso di parlar chiaro.
Tu: Pensi che io sia gay, non è così?
Claudio: Non ho mai detto questo.
Tu: Hai attaccato Dam in quel modo come per lanciarmi un messaggio...
Tu: Se fossi gay, mi tratteresti così?
Claudio: Sei gay, allora?
Tu: Rispondi alla mia domanda.
Claudio: Rispondimi tu.
Juri chiuse gli occhi, poi dette uno sguardo all'ora.
Il vero problema non era rispondere alla domanda di Claudio, bensì a se stesso.
_______________
Fare Forca: saltare scuola
Credits immagine: è il bracciale di uno dei personaggi di Queer as Folk ( USA ) Uno dei telefilm più belli e completi ( e meno stereotipati ) visto dalla sottoscritta sui gay.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro