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Capitolo 14

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Un po' di calore.

L'estasi nel volto di Keith era qualcosa di indescrivibile. Per quanto poco romantico fosse tutto ciò, agli occhi di Lance parve bellissimo. Era steso sul pavimento sporco di un vagone di quel treno abbandonato, ma il corpo sudato del corvino che si alzava e si abbassava sul proprio bacino, con un ritmo cadenzato, gli faceva dimenticare tutto il resto. Vide le labbra dell'amico schiudersi leggermente per emettere un gemito che lo fece rabbrividire, sentì i muscoli contrarsi attorno al membro e stringerlo più forte, intrappolandolo nelle sue carni bollenti. «Mhh- Cazzo!» Respirò profondamente. «Keith...» lo chiamò ansimando, le mani aggrappate ai suoi fianchi e l'addome contratto per il piacere. Non si era nemmeno spogliato, Keith gli aveva tirato giù i boxer e i pantaloni quel tanto che bastava per liberare il membro. «Piano- Cazzo, mi farai venire subito così..ahh-» Strinse i fianchi più forte, per tenerlo fermo. Aveva già cominciato a calarsi su di lui con più enfasi, e lo sfregamento dello sfintere attorno al cazzo lo stava stimolando fin troppo. Non voleva venire, non così presto. Quello era un momento solo per loro e desiderava che durasse.

«Ahh.. dai- per così poco?» Lo prese in giro l'altro, con quel sorrisetto furbo sulle labbra che tanto irritava Lance... in altri contesti. Adesso, a dirla tutta, lo trovava parecchio eccitante. Keith spinse giù il bacino con decisione, andando contro la presa delle mani di Lance. Si morse forte il labbro, sussultando nel sentirsi riempire ancora una volta fino in fondo. Le gambe erano tese, la posizione era faticosa e lo stava stancando, ma cercò di non darlo a vedere. Dopotutto adorava stare sopra al cubano e prendere le redini della situazione, nonostante il suo ruolo attuale di passivo. «Mi piace..Ah-! Così tanto!» confessò con la voce tremante, mentre muoveva i fianchi in modo circolare e stringeva le natiche, tenendolo dentro di sè come se non volesse lasciarlo andare. «Lance!» gemette, allargò le cosce ancora un po' e riprese a saltellare sopra al suo cazzo. Sembrava ancora più grosso adesso che lo aveva dentro, se chiudeva gli occhi poteva sentirlo pulsare contro le proprie pareti. «T-ti prego..!» L'apertura gli bruciava ancora per l'intrusione, ma il piacere che provava ogni volta che il glande gli colpiva la prostata, gli faceva constatare che sì, ne valeva decisamente la pena.

Lance prese a muoversi verso di lui, andandogli in contro con il pube. I corpi sbattevano, si accaldavano ancora e ancora, così tanto che per un attimo il cubano credette di avere la febbre. Lo stava risucchiando, si muoveva talmente bene.. che non avrebbe saputo spiegarlo nemmeno a parole. «Oh..Diòs, sì!» Keith lo sentì imprecare in spagnolo e non potè fare a meno di ridacchiare, ma poi percepì la presa delle sue mani forti sulle guance. Lance se lo tirò contro, imprigionando le sue labbra in un bacio che di casto aveva ben poco. Gliele mordeva, le succhiava e le leccava con passione. Tutte le singole volte che il membro scivolava fuori, i muscoli si stringevano per trattenerlo e quando spingeva contro lo sfintere per rientrare, questi si allargavano di nuovo per accoglierlo. Sul volto di Lance comparve all'improvviso un ghigno malizioso, avvolse il busto di Keith con un solo braccio e di colpo lo spinse giù, invertendo le posizioni. Adesso lo osservava dall'alto, con lo sguardo carico di lussuria.

Il corvino guardò in basso, tra le proprie gambe spalancate. Il membro usciva e rientrava ad un ritmo dettato da Lance, questa volta. Lento e profondo. E come spesso accadeva tra loro, si trovarono in disaccordo. «Lance! Oddio.. veloce, cazzo!» Pianse di frustrazione. Il cubano gli strinse la mandibola con la mano e lo costrinse a guardarlo negli occhi.

«No, guardami..» Riuscì a rispondere tra un gemito e l'altro. «Voglio che tu mi senta tutto,» sorrise, assottigliando le palpebre. «Voglio che ti imprimi bene questo momento in testa.» Una spinta decisa accompagnò le sue parole e gli vennero i brividi nel vedere la reazione di Keith: Le labbra schiuse, la testa reclinata e gli occhi ruotati all'indietro per l'intenso piacere.

Il corvino sembrava in iperventilazione, era così impaziente che sarebbe potuto scoppiare in lacrime da un momento all'altro. Si lamentava e dimenava il bacino, sperando di convincerlo ad accontentarlo, ma niente da fare. Lance si muoveva così piano, sentiva il suo membro entrargli dentro centimetro per centimetro, scorreva con delicatezza nel retto finché il glande non gli premeva contro la prostata, insisteva qualche secondo e poi era di nuovo fuori, abbandonandolo con un odioso senso di vuoto che sarebbe stato colmato fra troppi secondi. Strinse i denti, cominciando ad agitarsi quando percepì l'orgasmo cominciare a montare nel ventre. «S-sto venendo!» Lo avvertì. Il cazzo gli sarebbe esploso da un momento all'altro se non fosse riuscito a svuotarsi immediatamente. «A-Ah! Ti supplico!» Quasi gridò, implorandolo e stringendo forte le sue spalle.

Sarà stato per le dita tremolanti aggrappate alla sua schiena, per l'espressione di puro piacere sul volto di Keith, o forse semplicemente per l'istinto naturale di voler raggiungere l'orgasmo, fatto sta che si convinse. Le mani del cubano si agganciarono sotto le ginocchia dell'amico e tirandole su all'improvviso, aumentò la velocità dei propri movimenti. Gli parve che l'apertura si stesse stringendo sempre di più, affondava contro lo sfintere con forza, aprendolo ed allargandolo inevitabilmente per penetrare il suo corpo come lui desiderava: impazientemente, con irruenza. Era proprio ciò che aveva chiesto, infatti Lance lo vide inarcarsi in un modo quasi innaturale e mordersi il labbro per contenere un gemito che altrimenti avrebbe attirato l'attenzione di ogni anima viva... e non.

Le dita dei piedi di Keith si arricciarono senza che lui se ne rendesse nemmeno conto e nel giro di qualche secondo, il piacere che provava nel ventre si irradiò fino ai testicoli, lungo il membro e fino al glande, schizzando abbondantemente sul proprio addome. Era imbrattato di bianco e il cazzo continuava a perdere dalla punta, ma nella sua testa c'era soltanto Lance. Era ovunque, dentro e attorno a lui, si sentiva pieno in tutti i sensi, soddisfatto e per un momento addirittura felice. Il mondo poteva anche essere andato a rotoli, ma sul vagone di quel treno, da soli, loro erano semplicemente due ragazzi che si godevano la bellezza della vita. Keith aprì gli occhi ansimando pesantemente, Lance continuava a scoparlo nonostante lui fosse appena venuto. La sensibilità del corvino era tale che gli parve che il membro lo stesse impalando fino ad arrivargli nello stomaco. Nonostante ciò, non osò lamentarsi... dopotutto aveva fatto i capricci per ottenere questo e il cubano stava esaudendo la sua richiesta fino alla fine. Lo sentì emettere un gemito quasi impercettibile, soffocato, e poi un fiume caldo e denso gli inondò il corpo. Aveva gli occhi roteati al contrario, mentre desiderava con tutto il cuore che non uscisse mai da lui. Si sentiva al sicuro, protetto, problemi e preoccupazioni l'avevano finalmente lasciato in pace. Agitò un po' i fianchi, in fine lasciò cadere la testa sulle travi di legno, immaginando con piacere il modo in cui Lance l'aveva appena ridotto. Esausto, accaldato e con il retto pieno di sperma. «A-ah.. porca troia.» Deglutì tra un respiro e l'altro, aveva la gola secca e avrebbe dato di tutto per bere un po' d'acqua fresca. Aprì finalmente gli occhi, ammirando dal basso, con stupore, il meraviglioso corpo dell'amico, ricoperto di sudore ed in parte del suo sperma. Era bellissimo, così tanto che lo rapì completamente. Si risvegliò dal suo stato di ipnosi solo quando lo sentì scivolare definitivamente fuori... e lì si rese conto che era finita, dovevano tornare alla crudele, dura realtà. «Oh... Lance.»

«Come sta?» domandò Keith, mentre con un atteggiamento calmo e deciso, rientrava nell'androne della stazione. Si era ripulito come meglio poteva e aveva lasciato Lance indietro, in modo che non li vedessero tornare insieme. Lasciò vagare il suo sguardo, dagli occhi preoccupati di Shiro all'espressione rilassata di Allura, che adesso dormiva profondamente.

«Non possiamo dirlo con certezza.. La rimozione del proiettile dovrebbe averla aiutata, ma è ferita, deve evitare sforzi pesanti.»

«Capisco...» Quella situazione non gli piaceva per niente, no. «Ma.. non possiamo rimanere qui. Non è sicuro e non abbiamo provviste.»

«Lo so.. noi-» Il maggiore sospirò profondamente, portandosi la sua unica mano davanti al volto. «Troveremo una soluzione, Keith. Non la abbandoneremo qui...»

«Non ho mai detto niente del genere.» Rispose seccato, con un tono di voce palesemente irritato. Dopo la scenata al motel, avevano intenzione di considerarlo il "Cattivo del gruppo"?

«E io non l'ho insinuato, stavo solo facendo una constatazione ad alta voce.» Spiegò severamente. «Hunk sta cercando di rimettere il treno in funzione, sarebbe l'ideale, così potremmo trasportarla senza fare sforzi.. e riusciremmo a viaggiare più rapidamente.»

«Bene.» Disse soltanto, prima di sentire i passi insicuri di qualcuno che conosceva fin troppo bene. Lance li raggiunse e si aggrappò con una mano alla spalla di Keith, tenendo però lo sguardo fisso sulla ragazza stesa per terra. «Oh- ...Lance.» Spostò le sue dita con delicatezza dal proprio braccio. «Senti, aiutami ad accendere un fuoco. Farebbe bene a tutti noi.. un po' di calore.»

Con molta fortuna, recuperarono dei fogli di carta da qualche biglietteria e un accendino mezzo funzionante trovato chissà dove. Avevano trascorso quasi un'ora da soli a cercare il materiale, ma non avevano avuto nessuna grande conversazione. Ogni volta che il cubano tentava di aprire un argomento, Keith lo troncava sul nascere, rispondendo a monosillabi o.. non rispondendo affatto. Dovevano concentrarsi sul presente, essere pratici e produttivi, le smancerie se le era lasciate alle spalle appena era sceso dal vagone di quel maledetto treno. Portarono tutto il necessario sul retro, uno spazio recintato che avevano controllato scrupolosamente da cima a fondo, e lì accesero silenziosamente il loro focolare. Il suono della carta che bruciava, lo scoppiettio delle fiamme, cominciarono ad infondere ad entrambi un briciolo di serenità, al quale si appigliarono immediatamente, spinti dalla forza naturale che imponeva loro di sopravvivere. Allura venne portata accanto al "falò", in modo che potesse dormire al caldo. Lance se la strinse al petto, abbracciandola da dietro come per proteggerla, mentre il resto del gruppo si disponeva in cerchio attorno alla luce generata dal fuoco. Nessuno disse niente, o almeno, Keith non se ne rese conto. Fissava con insistenza quei due, abbracciati come se fossero una disgustosa coppietta di innamorati. La gentilezza eccessiva di Lance verso Allura, lo faceva imbestialire. Dopo aver quasi causato la morte di tutti loro, questo era tutto ciò che sapeva fare? Non un rimprovero, non un avvertimento.. solo consolazioni, coccole e abbracci. Ma dove credevano di essere?!

Desiderò con tutto sé stesso di avere almeno una coperta, ma dovette accontentarsi di dormire sull'asfalto sporco, con i brividi di freddo che nonostante il fuoco acceso lo scuotevano. Diede le spalle a tutti, sentendo di sfuggita le loro conversazioni in modo ovattato. Parlavano ancora del treno, ma non capì bene quale fosse l'esito dei controlli effettuati da Hunk. Sperò soltanto di poter andare via da lì, voleva andarsene il prima possibile. Era sempre stato previdente, ci teneva ad avere un piano di riserva.. e in quel momento le loro vite erano in mano al caso. Sarebbero potuti morire di fame, di sete.. o avrebbero potuto ammalarsi per via della scarsa igiene, per via del freddo nel caso in cui il fuoco di fosse spento. O peggio, avrebbero potuto subire un attacco da quei mostri, proprio mentre Allura era ferita.. immaginava già il peggio e a causa di questo ci impiegò più del previsto per addormentarsi.

Durante la notte, Keith si svegliò molteplici volte. Aveva sempre avuto il sonno leggero, ma dopo l'inizio della pandemia, la situazione era evidentemente peggiorata. La prima volta fu per il freddo, così si spostò leggermente più vicino al falò. La seconda fu per un rumore sospetto, che gli fece spalancare gli occhi di soprassalto... per poi scoprire soltanto che si trattava di Hunk e del suo modo quasi animalesco di russare. La terza volta invece, a disturbarlo fu un incubo, un altro dei tanti, ai quali ormai si era tristemente abituato. Non ricordava nemmeno cosa fosse, solo morte, terrore, cadaveri e.. dolore.

A svegliarlo definitivamente, la quarta volta, fu il sole raggiante del mattino. Era una così bella giornata che sembrava quasi una presa per il culo da parte dell'universo. Keith aprì piano le palpebre e mentre era ancora sdraiato, percepì uno strano suono, un rumore bianco soffuso, ripetitivo. Si alzò pigramente e trovò accanto al fuoco ormai spento, soltanto Allura, che ancora stava riposando. Non ci pensò due volte a rientrare, in cerca dei propri compagni. Lance fu il primo che vide, al centro dell'androne con un sorriso raggiante più del sole che aveva visto poco prima. «Lance.» Gli si avvicinò gesticolando, mentre assumeva un'espressione perplessa. «Cos'è tutta questa allegria, stamattina?»

«Keith!» Ridacchiò, contento come un bambino al quale è appena stato consegnato il suo regalo di Natale. «Il treno funziona! Lo senti?» Gli si lanciò letteralmente addosso, abbracciandolo forte. «Forza, andiamo a svegliare Allura. Dobbiamo partire subito, prima che ci sentano.» L'entusiasmo nei suoi occhi e nella sua voce, era qualcosa per cui Keith avrebbe potuto uccidere. Gli dava la forza di andare avanti, gli dava speranza. Lo osservò mentre correva verso il retro per andare a prenderla e mentre lo guardava emozionato, non potè fare a meno di chiedersi seriamente... Come diavolo avrebbe fatto, senza di lui?




E, finalmente, rieccoci! Non ci credo nemmeno io, lo so. Chiedo perdono per la lunghiiissima assenza. In compenso spero che il capitolo vi sia piaciuto. Ho avuto un terribile blocco, spero che sia passato del tutto! Fatemi sapere cosa ne pensate di come sta andando avanti la storia e se avete gradito, vi invito a lasciare una stellina <3

Tra l'altro sto rileggendo tutti i vecchi capitoli per riprendere il passo con la trama, e nel farlo mi sono capitati sott'occhio tutti i vostri commenti. Mi scaldate il cuore ogni volta.. grazie infinitamente per avermi aspettato.

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