Epilogo
Harry spintonò Draco con una spallata, uscendo fuori dal locale con l'espressione più triste che Adhane gli avesse mai visto in viso. Nemmeno nei momenti in cui i suoi zii erano stati perfidi con lui, ricordava di averlo visto in quello stato. Era come se il mondo gli fosse appena crollato sotto i piedi, e lui ne stesse tentando di raccogliere i pezzi sotto di sé, per non cadere nel vuoto.
Adhane sentì una fitta all'altezza dello stomaco: tristezza mista a senso di colpa.
"Lui non ha fatto niente." Disse, a bassa voce. Draco si voltò verso di lui, fulminandolo con lo sguardo. Adhane sentì di poter morire soltanto a scontrare i suoi occhi con quelli del biondo, così abbassò lo sguardo, rimanendo in silenzio.
"Non è da te che voglio spiegazioni, Galen." Sputò Draco, velenoso. Adhane trasalì.
"Non mi chiamare in quel modo..." Borbottò il moro, senza guardare l'altro negli occhi.
"Come vuoi che ti chiami? Coglione?" Rise, Draco.
"Preferirei che tu non mi chiamassi affatto." Fece Adhane, coraggioso, pentendosene un attimo dopo.
"Se non vuoi che io ti rivolga la parola, coglione, comincia a stare alla larga da Harry. Io e lui stiamo insieme. E questo non cambierà, ne adesso e ne in futuro." Draco si avvicinò talmente tanto, che Adhane sentì il suo fiato sulla faccia. Rabbrividì. Draco lo spintonò, facendolo sbattere con le spalle contro la vetrata del bar, prima di sparire fuori, così come aveva fatto harry poco prima, solo nella direzione opposta.
"Tutto bene?" Rosmerta, con le mani intrecciate, quasi fosse stata in preghiera, si accostò al ragazzo rimasto davanti a lei, accertandosi della sua salute.
Adhane non se ne meravigliò: era decisamente scosso, e si sentiva come se qualcuno gli avesse tolto di getto la terra sotto i piedi. La sedia su cui sedeva, era probabilmente, l'unica cosa che continuava a tenerlo ancorato a qualcosa. Tutto il resto era vuoto assoluto.
Si sforzò di sorridere leggermente, tanto per non peggiorare l'umore della povera proprietaria, e annuì.
"Sì, certo, mi scuso per il disordine. Questi sono i soldi per il conto, tenga pure il resto." Lasciò delle banconote sul tavolo, e corse fuori anche lui.
Aveva le lacrime che gli scendevano dagli occhi, silenziose e agitate come il suo respiro, mentre lui camminava a passo svelto verso l'unico posto in cui avrebbe voluto essere in quel momento.
I cancelli del Manor furono davanti a lui prima del previsto, Adhane li attraversò con lo sguardo offuscato, e prese il viottolo che portava verso l'armeria. Nessuno lo aveva mai portato lì, ma aveva sentito i ragazzi parlarne qualche volta, e sapeva con assoluta certezza che quello che cercava era proprio lì. Gli ci vollero diversi tentativi per capire quale fosse la porta giusta, ma quando la trovò, scese di fretta le scale che aveva davanti.
Aveva il fiato corto, e il cuore tanto pesante da sentirsi trascinare verso il basso, come se delle sabbie mobili lo stessero risucchiando verso il pavimento.
Si fermò alla fine delle scale, pensando di non poter muoversi oltre.
Aveva soltanto voglia di maledirsi, di cedere al peso di quello che aveva appena combinato. Aveva promesso a Theo che non si sarebbe messo in mezzo alla relazione di Harry e Draco, aveva promesso a se stesso di andare avanti, perché infondo sapeva che non era più Harry ad essere al centro del suo mondo, aveva promesso a sua sorella di risolvere le questioni in sospeso e vivere meglio... eppure aveva baciato il suo migliore amico, rovinando tutto.
Si strinse una mano sul petto, cercando di tenere uniti i pezzi del suo cuore che stavano man mano distaccandosi da lui.
"Adhane?" Qualcuno gli corse incontro, sorreggendolo, prima che potesse cadere.
Non si era nemmeno reso conto di piangere tanto da singhiozzare rumorosamente, annaspando per catturare più aria possibile, ma quando le braccia di qualcuno si posizionarono sulle sue spalle, capì che era al sicuro. Gli ci volle meno di un secondo per capire di chi fossero, e meno di un minuto per disperarsi ancor di più, sapendo di aver deluso l'unica persona che lo aveva sempre amato per ciò che era.
Abbracciò Theo, stringendolo a sé. Voleva godersi gli ultimi attimi di quel calore, conscio che non appena il ragazzo avesse saputo la verità di quello che Adhane aveva appena fatto, lo avrebbe odiato, così come aveva promesso di fare.
"Ehi? Che succede?" La voce di Theo era intrisa di dolcezza e preoccupazione.
Per quanto volesse essere freddo e distaccato con Adhane, infatti, proprio non riusciva ad essergli indifferente. Lo amava ancora, e qualsiasi cosa avesse fatto quel moro bastardo, lui sarebbe rimasto lì, a stringerlo tra le sue braccia. Lo aveva deciso tanto tempo prima, e non si sarebbe mai tirato indietro.
"Io... io non volevo." Riuscì a dire Adhane, quando Theo lo scostò da sé, per guardarlo negli occhi. "Te lo giuro, io non volevo." Continuò. Theo aggrottò le sopracciglia.
"Di cosa stai parlando?" Chiese, confuso. Adhane scosse la testa, furiosamente, aggrappandosi alle spalle dell'altro, per tenerlo vicino.
"L'ultima cosa che volevo era deluderti. Theo, credimi, sono stato un idiota. Ti prego non allontanarmi da te." Le sue parole erano intervallate dai singhiozzi, tanto che Theo quasi non riuscì a capire quello che stesse cercando di dire.
"Adhane... io non voglio allontanarti. Di cosa stai parlando? Cosa intendi quando dici che non volevi deludermi?" Theo cercò di parlare lentamente, trasmettendo la sua calma ad Adhane, anche se cominciava ad agitarsi anche lui. Non aveva mai visto il moro così scosso.
"Ho fatto un casino." Confessò Adhane. Theo trattenne il fiato, ma aspettò che l'altro continuasse. "Ho fatto un casino con te, con Harry... con Draco." Prese un respiro profondo e tirò su con il naso, chiudendo gli occhi per non incrociare lo sguardo di Theo. Si sentiva male al solo pensiero di quanto astio ci sarebbe stato nei suoi occhi quando avrebbe continuato a parlare. "Ho baciato Harry." Disse di getto, prima di cambiare idea e scappare via lontano. "Draco ci ha visti, e..." Non poté finire la frase, perché Theo lo tirò verso di sé, abbracciandolo.
"Non devi darmi spiegazioni. Sul serio." Disse. Adhane smise di piangere, più per la sorpresa, che per la reale perdita di tristezza.
"Co-cosa?" Balbettò, scioccato. Theo scosse la testa.
"Non devi darmi spiegazioni, Adhane. So che ti ho detto che te l'avrei fatta pagare se avessi fatto litigare quei due, ma so anche cosa significa amare qualcuno, e seppur io continui a credere che sia sbagliato... ti capisco." Disse, cullandolo tra le sue braccia, quasi fosse un bambino.
Adhane non riusciva a credere alle proprie orecchie, e neppure ai propri sensi, inebriati di Theo. "No, no, no." Il moro spintonò l'altro lontano da sé, scuotendo nuovamente la testa. "Non credere che io voglia Harry. Non è per questo che l'ho baciato." Ci tenne a precisare, supplicando Theo con gli occhi. Era felice che lui non lo odiasse, ma voleva che capisse.
"Se non l'hai baciato per questo, allora perché lo hai fatto?" Chiese, legittimamente.
Adhane prese l'ennesimo respiro profondo.
"Ho sempre creduto che il mio amore per Harry fosse qualcosa per cui dover lottare. Ogni giorno che ho passato senza di lui, non ho fatto altro che pensare a come sarebbe stato stare insieme a lui, abbracciarlo, baciarlo, vivere una storia seria. Ci ho pensato così tanto... e poi ho conosciuto te, e il mio mondo si è incasinato. Ho cominciato a dubitare di ogni cosa, persino di me stesso. Avevo così tanta paura, paura di provare qualcosa di più grande. Mi sentivo come se stessi tradendo quello che sentivo per Harry. Non capivo che lui non era mai stato mio, e che non lo sarebbe mai stato." Si avvicinò a Theo e gli prese le mani, guardandolo negli occhi e parlandogli con una sincerità che non aveva mai creduto di possedere. "Quando te ne sei andato, ho creduto che fosse la cosa giusta. Solo adesso che ti ho rivisto, che ho rivisto Harry, ho capito cosa significhi amare qualcuno. Perché quando ho visto lui, non ho sentito altro che nostalgia, ma quando ho visto te, mi sono sentito di nuovo vivo." Ammise.
"Perché allora non me lo hai detto subito?" Adesso anche Theo sembrava sull'orlo delle lacrime.
"Non te l'ho detto perché volevo prima chiudere con Harry. Non volevo avere qualcosa in sospeso con lui, non sarebbe stato giusto nei tuoi confronti, e sinceramente non sarebbe stato giusto nemmeno nei miei confronti. Dopo tutto il tempo che ho passato a pensare a lui, volevo delle risposte... è stupido, lo so, ma..." Per la seconda volta, Adhane non poté terminare la frase.
"Non è stupido. Avevi le tue ragioni. Va bene così." Lo tranquillizzò Theo.
"Mi dispiace davvero tanto, Theo. Sono davvero un idiota. Ho rovinato tutto." Adhane abbassò lo sguardo, ma Theo lo prese per il mento, in modo che continuassero a guardarsi.
"Non hai rovinato tutto. Non con me, Adhane. Sapevo già dall'inizio quello a cui andavo incontro, e non ho mai avuto intenzione di rinunciare a te. Ti stavo aspettando, e continuerò ad aspettarti per molto tempo. Fino a quando vivrò, probabilmente." Theo sorrise teneramente.
"Non dovrai aspettare così a lungo." Fu la risposta dell'altro, prima che le sue labbra si unissero a quelle di Theo in un bacio che sapeva di giusto, di felicità... di amore.
***
Era passata quasi una settimana da quando mi ero allontanato dal Manor, e ancora non avevo alcuna notizia di Draco. Pansy mi aveva assicurato e rassicurato che fosse ancora vivo, ma non mi aveva saputo dire di più, dato che, da quando avevamo litigato, nemmeno lui tornava troppo spesso a casa, se non a notte fonda, per evitare di scontrarsi con qualunque dei nostri amici.
Avrei mentito se avessi detto che non fossi preoccupato per lui, ma allo stesso tempo, mi sentivo come se quel momento di pausa tra noi, stesse servendo ad entrambi per capire cosa volessimo l'uno dall'altro.
"Hai risposto alla numero 4?" Ron sbirciò le risposte sul mio quaderno, sporgendosi sul tavolo. Chiusi le pagine e fissai il mio amico con un sorriso malizioso.
Eravamo a casa di Hermione, dato che da Ron, tra Ginny e i gemelli, non se ne parlava di studiare con serietà. Da quando la rossa stava con Luna, infatti, passava decisamente molto tempo con la musica a tutto volume in camera sua... Io e Ron sospettavamo che fosse per coprire i rumori molesti che lei e Luna creavano, ma ancora non ne avevamo avuto la conferma. Essere l'unica donna di casa aveva i suoi vantaggi, ed uno di questi era che la sua stanza fosse off-limits, così come interessarsi ai suoi affari da "donna". I gemelli, dal canto loro, rendevano le nostre giornate meno noiose, ma rendevano altrettanto difficile concentrarsi su qualsiasi cosa.
"Cosa ci guadagno se condivido le mie risposte con te?" Chiesi furbamente. Hermione ridacchiò.
"Oh, avanti Harry, credevo che io e te fossimo sulla stessa barca! Da quando sei diventato un secchione antipatico?" Mi rimbeccò lui, mangiando una patatina presa dal mucchio che avevamo messo al centro del tavolo. Mi strinsi nelle spalle.
"Mi spiace Ronnie, ma devo vendermi bene con i professori per riuscire a non perdere l'anno, e di certo non riuscirò a farlo se le nostre risposte ai test risultano uguali." Mi giustificai. Hermione annuì, come orgogliosa della mia risposta matura. Ron, al contrario, mise il broncio.
"Oh avanti, Ronald. Ti do una mano io." La ragazza gli diede una pacca sulla spalla, mossa da pietà. Sorrisi ad entrambi, e ricominciai a scrivere. Non ero ancora tornato propriamente in classe, ma Ron ed Hermione mi stavano aiutando a recuperare gli argomenti che avevo saltato, in modo da convincere i professori della mia buona volontà. Il giorno dopo sarei dovuto andare a parlare con il consiglio studentesco per farmi riammettere, e anche se non ero convinto che mi accettassero di nuovo, avevo comunque deciso di studiare da privatista nel caso in cui le cose fossero andate male. Avrei potuto comunque fare gli esami, ma non avrei potuto partecipare alle lezioni. Era comunque un ottimo compromesso.
Cominciai a battere distrattamente la penna sul tavolo, seguendo il ritmo scomposto dei miei pensieri, e per un attimo non mi accorsi del suono del campanello. Fu la madre di Hermione a farmelo notare, quando dalla cucina, urlò alla figlia di andare ad aprire.
Lei si alzò con un sospiro, e si avviò verso la porta. Subito Ron prese il suo quaderno, cominciando a copiare nel modo più veloce possibile. Scoppiai a ridere e gli lanciai una gomma addosso, facendolo lamentare, senza staccare la penna dal foglio.
"Harry? E' per te." Il cuore smise di battere nel mio petto, prima di prendere la rincorsa e cominciare a battere all'impazzata? Possibile che fosse Draco? Era tornato da me?
Quasi volai, mentre mi alzavo dalla mia sedia per correre verso l'ingresso.
Una volta arrivato, però, la speranza venne sostituita dalla più brutta delle sensazioni.
Davanti alla porta c'era Dudley: aveva lo sguardo basso e colpevole, ma le spalle dritte e la posizione rigida trasudavano orgoglio e risentimento. Guardai Hermione, interrogativo, ma lei si strinse nelle spalle, facendomi capire che anche lei non ne sapeva nulla.
"Vi lascio un momento da soli." Disse, sparendo di nuovo in salotto. Sospirai.
"Cosa ci fai qui, Dudley?" Chiesi sprezzante. Lui trasalì.
"Io... sono venuto a riportarti le tue cose." Mormorò. Alzai un sopracciglio. "Non credevamo che saresti di nuovo tornato in città, ma qualcuno ti ha visto in giro nei giorni scorsi, e la mamma lo ha saputo." Continuò, alzando finalmente lo sguardo. I suoi occhi si scontrarono un attimo con i miei, prima che l'imbarazzo prendesse di nuovo il sopravvento, e Dudley cominciasse nuovamente a guardare per terra. Scossi la testa.
"Ho già preso tutto quello che mi serviva. Tutto il resto potete anche gettarlo nel fuoco, come avete probabilmente sempre sognato di fare." Sbottai.
"Non abbiamo mai avuto sogni del genere." Sussurrò. Io scoppiai a ridere.
"Disse quello che mi ha fatto rapire." Lo accusai, sfacciato. L'unico motivo per il quale ancora non gli avevo spaccato la faccia, era che non volevo mettermi nei guai proprio ora che stavo per ricominciare a vivere normalmente. Se lo avessi aggredito, di certo mi sarei giocato l'ammissione a scuola, e non potevo permettermelo.
Dudley calò ancor di più la testa, come stringendosi su se stesso.
"Lascia qui quello che devi lasciare e vattene. La giornata già faceva schifo prima di vederti." Dissi alla fine, sbattendogli la porta in faccia. Hermione era dietro di me.
"Tutto bene?" Mi chiese, indecisa. Io mi strinsi nelle spalle.
"Non potevo di certo aspettarmi di rimanere qui senza incrociarli per strada, ma non credevo che avrebbero avuto la faccia tosta di venire a cercarmi." Dissi stringendo i denti, anche se stavo imponendo a me stesso di calmarmi. "Di certo non credevo che lo avrebbe fatto Dudley." Continuai, frenando la voglia di riaprire la porta ed inseguirlo per pestarlo a sangue.
"Forse tua zia sta cercando di recupe..." Provò a dire Hermione, sicuramente in cerca di qualcosa che mi sarebbe stata di conforto. Qualcosa che io non avevo voglia di ascoltare.
"Sei dalla loro parte, adesso?" Feci, acido. Lei si rabbuiò, offesa.
"Harry, lo sai che sono sempre dalla tua parte. Sto solo cercando di darti una mano." Sussurrò.
Mi sentii in colpa anche verso di lei... fantastico, continuavo a fare un errore dopo l'altro.
"Lascia perdere. Vado a farmi un giro." Dissi, prima di poter combinare qualcosa di più grave. Superai il salotto e uscii fuori dalla veranda.
"E' successo qualcosa, tesoro? Chi era alla porta?" Chiese la madre di Hermione a quest'ultima. Nessuno rispose.
Vidi Ron seguirmi con lo sguardo, conscio di non potermi fermare in alcun modo; anche Hermione mi corse dietro, ma come il rosso, rimase in silenzio, guardandomi camminare sulla sabbia. Calciai un paio di pietre pesanti, facendole affondare più in là sulla spiaggia, creando un polverone che mi fece andare a fuoco gli occhi.
"Cazzo." Sbottai. Ero da giorni sul filo del rasoio, pronto a scattare per qualsiasi cosa. Era la prima volta che io e Draco stavamo separati per tanto tempo, e il fatto che ci fossimo lasciati in malo modo, rendeva il tutto meno sopportabile.
Ero stato un codardo ed un coglione ad andarmene senza risolvere le cose. Ero scappato ancora una volta, credendo che fosse la cosa giusta da fare.
Avevo sperato che Draco sarebbe stato la mia ancora, che sarebbe stato lui il primo a frenarmi, per non farmi andare al largo, ma in fretta mi ero ritrovato in mare aperto, senza nemmeno un salvagente dalla mia parte.
Mi sedetti su un tronco tagliato, e fissai il mare, poi presi il telefono e avviai la chiamata verso il primo numero in rubrica. Non avrei concluso niente, se avessi continuato a piangere su me stesso, e come al solito, il mio unico desiderio, era avere Draco al mio fianco.
Era stato il primo a sbagliare, credendo che avessi potuto tradirlo, ma io avevo sbagliato tanto quanto lui, non spiegandogli come stavano davvero le cose.
Se lui aveva deciso di non fare un passo verso di me, lo avrei fatto io... perché cominciavo a capire che non c'era ragione o torto, c'eravamo solo noi due, e se volevamo continuare ad amarci, avremmo dovuto scendere a compromessi.
Sentii gli squilli rincoccare nel mio orecchio come un fastidioso orologio a pendolo, scandendo il tempo e il battito sempre più lento del mio cuore. Se non mi avesse risposto sarei morto? Il mio cuore avrebbe potuto davvero smettere di battere se lui non fosse tornato da me?
Gli squilli continuarono, fino a quando non partì la segreteria telefonica. Lanciai il cellulare sulla sabbia, poco distante da me, e mi presi la testa tra le mani, più disperato di prima.
"Perché non rispondi?" Sussurrai, invano. "Vuoi davvero che finisca tutto così?" Urlai poi.
Preso da un attimo di non-lucidità, mi alzai, avviandomi verso il mare. Affondai i primi passi nell'acqua, sentendo il gelo salire dalle scarpe inzuppate, così come i pantaloni.
Era pungente, ma piacevole, come se il freddo potesse anche solo per un attimo allontanare il senso di vuoto che sentivo dentro. Stetti per fare un altro passo, quando inciampai in una roccia sul fondale, cadendo in acqua.
Milioni di piccoli aghi mi si infilarono nella pelle, mentre il freddo diventava sempre più insopportabile. Ero proprio uno sfigato, pensai, mentre tornavo a galla, respirando profondamente. L'acqua era bassa, e così le onde, ma la temperatura era tanto bassa da non riuscire quasi a muovermi. Appoggiai le mani sul fondo, dandomi la spinta per sollevarmi, eppure non dovetti fare alcuna pressione, perché qualcuno mi rimise in piedi.
"Sei coglione o cosa? Vuoi prenderti una malanno, per caso?" La voce di Draco arrivò alle mie orecchie, riscaldandomi all'istante. Il suo era un calore singolare, opposto al gelo piacevole del mare; il suo era un calore dolce, come quello del sole primaverile, che ti riscalda senza scottare.
Draco mi afferrò per le spalle, guardandomi come se fossi pazzo, e il freddo tornò.
Adesso anche lui aveva i pantaloni bagnati, ma le scarpe erano rimaste sulla spiaggia. Probabilmente aveva fatto in tempo a toglierle, prima di seguirmi.
Tirai su con il naso.
"Non hai risposto al telefono." Biascicai, sentendomi infantile, stringendomi le braccia al petto, in cerca di un riparo dal vento che imperversava maligno sulla mia pelle bagnata.
"E' per questo che hai deciso di fare un bagno? Harry, si ghiaccia." A dispetto delle sue parole, entrambi eravamo ancora fermi nella stessa posizione. In sottofondo c'erano i miei denti che battevano e con le onde che lambivano le nostre gambe.
"Non volevo andarmene." Sussurrai, cercando di far uscire la voce.
"Non volevo che te ne andassi." Sussurrò lui di rimando. Mi si tolse un piccolo peso dal cuore.
"Tra me e Adhane non è successo niente. Te lo giuro, Draco. E' stato lui a baciarmi, io non lo avrei mai fatto. E' solo il mio migliore amico." Gli spiegai, dicendo quelle parole che avrei dovuto dire molto tempo prima. Lui sospirò.
"Perché non torniamo prima dentro? Temo che tu possa morire per ipotermia" Mi scoccò un'occhiata che non ammetteva repliche, prima di mettere un braccio sotto alle mie ginocchia e prendermi in braccio. Urlai per la sorpresa, ma lui era già fuori dall'acqua.
"Potevo camminare da solo! Adesso sei bagnato anche tu!" Lo rimproverai, cercando di mantenere le braccia vicino al corpo, piuttosto che circondare il suo collo, per evitare che si bagnasse ancor di più.
"Ti sei lanciato in acqua per colpa mia, no?" Disse atono.
"Non mi sono lanciato. Non sono così disperato. Sono solo caduto." Biascicai io, sulla difensiva. Lo vidi alzare gli occhi al cielo. Stetti per aprire nuovamente bocca, cercando di avvalorare la mia tesi, ma un movimento improvviso mi costrinse a stringere le mani attorno alla nuca di Draco per non cadere, mentre lui si abbassava per recuperare le scarpe ed il mio telefono dalla sabbia.
Lo sentii tremare sotto le mie dita, e subito incrociai le braccia al petto, arrossendo.
"Mi dispiace." Bofonchiai.
"Risparmia le scuse per più tardi, Harry. Ne avrai bisogno." Disse pragmatico. Rabbrividii, e questa volta non per il freddo.
"Entra nella vasca, Harry." Draco mi spinse verso la vasca piena d'acqua.
Eravamo nel bagno della stanza degli ospiti di casa Granger, lo stesso nel quale avevamo passato la notte di Capodanno.
Dopo essere tornati dalla spiaggia, infatti, zuppi d'acqua e visibilmente nervosi, la mamma di Hermione ci era corsa incontro, e vedendoci in quelle condizioni, ci aveva scortato verso la stanza degli ospiti, istruendo Herm e Ron affinché prendessero dei vestiti puliti e degli asciugamani per noi. Avrei voluto dirle che non serviva, ma Draco mi aveva già mollato nel bagno, chiudendo a chiave la porta, ringraziando la donna con un amabile sorriso.
"Non entro nella vasca. Non sono un bambino." Mi impuntai, guardando il ragazzo con serietà.
Lui assottigliò gli occhi, sfidandomi allo stesso modo.
"Se non sei un bambino, non comportarti come tale. Entra nella vasca, Harry. Prima che ti venga una bronco-polmonite." Mi obbligò. In effetti tremavo ancora, e l'ultima cosa che volevo era ammalarmi, ma...
"Entro solo se entri anche tu." Decisi. Lui si bloccò, prima di riprendere a respirare.
"Harry..." Si lamentò, visibilmente frustrato. Io mi avvicinai a lui, guardandolo negli occhi.
"Starai congelando anche tu." Dissi, dolcemente. Lui rimase interdetto. Sapevo a cosa stava pensando. "Giuro di non avere cattive intenzioni, sono solo preoccupato per te." Risposi alle sue domande inespresse, supplicandolo con gli occhi. "Parleremo una volta asciutti." Continuai.
Ci pensò per qualche secondo, poi sospirò, annuendo. Sorrisi.
Togliere i vestiti bagnati fu un impresa, ma quando mi trascinai verso l'acqua calda, mi sentii rinato. Draco mi seguì, sedendosi dall'altro lato della vasca, di fronte a me.
I nostri sguardi si cercarono, prima di intrecciarsi tra loro, rimanendo impigliati l'uno nell'altro, seguendo uno schema che ormai sapevo a memoria.
Era sempre così, tra me e Draco: i silenzi erano più esplicativi delle parole.
Avrei voluto che fossero bastati a cancellare gli ultimi giorni, ma sapevo che avremmo dovuto dare voce ai nostri pensieri, per andare avanti.
"Io..." Cominciai a dire. Draco mi fermò.
"Non serve che continui. So tutto. Adhane me lo ha raccontato." Sospirò. Spalancai la bocca, meravigliato. Non riuscivo nemmeno ad immaginare quei due nella stessa stanza a parlare.
"Non fraintendere, trovo ancora che sia un coglione. E sono ancora arrabbiato con te, ma... è stato piuttosto coraggioso da parte sua venire da me e spiegarmi la situazione." Mi rivelò.
Mi sentii sollevato. "E poi sembra che Theo lo attiri più di quanto tu abbia mai fatto, quindi adesso sono più tranquillo." Il sollievo sparì, sostituito dalla tristezza.
"Se tu fossi stato ragionevole, tutto questo non sarebbe successo. Come hai potuto anche solo credere che io ti avessi tradito, Draco?" Chiesi. Lui si strinse nelle spalle.
"Ho sempre e solo avuto paura di perderti." Sussurrò. Scavalcai le sue gambe e mi avvicinai al suo corpo, portando il viso davanti al suo.
"Se non vuoi perdermi, impara a fidarti di me, Draco. Per favore." Lo supplicai. "Non voglio più pensare che tu sia così superficiale da non credere in me. Non ti sei fidato di me quando si trattava della stupida scommessa con i tuoi amici, e non ti sei fidato di me neanche adesso." Continuai. Lui mi mise le mani sul viso, incorniciandolo con le sue dita ancora fredde.
"Mi dispiace." Mormorò. "E' difficile credere in qualcuno che non sia io. Sono sempre stato un tipo solitario. Pansy è sempre stata l'unica verso la quale provavo fiducia. L'ho vista crescere, l'ho vista prendere le sue decisioni in funzione di me..." Raccontò, accarezzando la mia pelle con i pollici, disegnando spirali sulle mie guance. "Mi dispiace di non aver riposto la mia fiducia in te. Ho solo bisogno di tempo." Confessò. Sospirai, appoggiando la fronte alla sua.
"Passerò ogni giorno da oggi a dimostrarti che di me ti puoi fidare." Dissi solenne. Lui azzerò la distanza tra noi, attirandomi verso di sé. Le nostre labbra si scontrarono, così come i nostri corpi.
L'acqua ondeggiò nella vasca, cadendo a terra. Il rumore mi fece rabbrividire, ma Draco mi strinse a sé, facendomi dimenticare di tutto ciò che mi circondava. C'era solo lui, c'erano solo le sue labbra attaccate alle mie, il profumo dei suoi capelli, della sua pelle, c'era solo la dolcezza del suo abbraccio, e la tenerezza dei miei pensieri inondati di lui.
Mi era mancato, tanto da star male.
"Non voglio che qualcosa di stupido ci divida ancora." Dissi, staccandomi un attimo da lui.
"Non lo permetterò, Harry." Rispose.
Tornammo a baciarci. Prima con calma, poi con maggiore foga. Il mio corpo rispondeva a quello del biondo, e in un attimo mi ritrovai sotto di lui. Il rumore dell'acqua che usciva dalla vasca mi inondò di nuovo le orecchie.
"Vuoi ricreare l'oceano in bagno, per caso?" Chiesi, leggermente ironico, allontanando Draco di qualche centimetro. Lui guardò me, poi si sporse fuori dalla vasca e trattenne una smorfia.
"Forse non è proprio una buona idea agitarsi così tanto qui dentro." Disse alla fine.
Alzai gli occhi al cielo.
"Girati. Ti lavo i capelli." Suggerii, prendendolo per le spalle. Ridacchiò.
"Sei serio?" Chiese, divertito. Mi strinsi nelle spalle.
"Ormai siamo nella vasca, no? Vale la pena coccolarci un po'." Mi giustificai. Lui sorrise, prima di girarsi e sciogliere i capelli, che fino a quel momento aveva tenuto stretti in un codino scombinato. Una cascata bionda ricadde sulle sue spalle candide, spezzandomi il fiato. Accarezzai la linea della scapola, risalii verso il collo e immersi una mano nella chioma folta, beandomi del gemito sommesso che scappò dalle labbra di Draco, quando la tirai leggermente.
"Harry, ho appena detto che non sarebbe saggio far uscire altra acqua da questa vasca, ma se continui così, potrei decidere di svuotarla." Si lamentò. Scoppiai a ridere.
Misi le mani a coppa e raccolsi l'acqua, lasciandola cadere sulla sua testa. Nell'angolo c'era una specie di mensolina piena di prodotti per il corpo e per i capelli, presi il primo shampoo che trovai a tiro e lo versai sul capo di Draco.
"Non ho mai lavato i capelli a nessuno." Ammisi, cominciando a distribuire la schiuma su tutta la lunghezza, massaggiandogli la cute con dolcezza. Draco si lasciò andare al mio tocco, rilassandosi. Era bello vivere dei momenti simili insieme a lui, mi metteva di fronte al fatto che non fossimo solo sesso o infatuazione, ma riuscissimo ad essere spensierati anche in altre situazioni giornaliere. Draco mi faceva vivere la normalità, eppure insieme a lui, anche la cosa più semplice diventava meravigliosa. Non avrebbe mai smesso di sorprendermi.
Lavai i suoi capelli con cura, e cedetti alle sue preghiere di fare lo stesso con me. Poi rimanemmo distesi nell'acqua, parlando di quello che avevamo fatto nei giorni precedenti.
Draco era rimasto per quasi tutto il tempo con i Corvi, che avevano ritirato la scommessa, ma mi avevano accettato di buon grado nel gruppo, dopo la mia condotta la sera della festa.
A detta di Draco, gran parte dei presenti mi aveva preso a ben volere, e aspettava che facessi il mio ritorno. Persino Giulia e Alessandra speravano che tornassi, così da prendersi la rivincita a beer pong. "La prossima partita la giochi insieme a me." Aveva detto Draco, facendomi ridere.
L'acqua era ormai tiepida, quando ci decidemmo ad uscire dalla vasca. Davanti alla porta c'erano asciugamani e vestiti. Li prendemmo e ci asciugammo, prima di scendere di nuovo in salotto. Seduti sul divano, Ron ed Hermione sembravano aver messo da parte lo studio, e battibeccavano tra loro come due bambini. Draco si schiarì la gola, attirando la loro attenzione.
"Draco! E' un piacere rivederti." Disse la bionda, sin troppo educatamente. Ron, al contrario, rivolse al ragazzo un'occhiata di fuoco. Sbuffai.
"Non ve ne state con il piede sul passo di carica. Io e Draco abbiamo chiarito le cose." Dissi, capendo che cosa stesse passando per la mente dei miei due amici.
"Siete persone o cani da caccia? Vi prego, abbassate la guardia, non ho intenzione di pisciare nel vostro territorio." Li prese in giro Draco, canzonandoli con finto astio.
"Se non fosse che ho promesso a Pan di tenere le mani al proprio posto, adesso ti tirerei un pugno." Disse Hermione, sbuffando. "Per colpa tua Harry è stato di cattivo umore per giorni, e Dio solo sa quanta pazienza bisogna avere con lui in questi casi." Continuò, guardando drammaticamente verso il cielo. Arrossii. Non mi ero ancora scusato per la risposta che le avevo dato prima di andarmene.
"Mi dispiace, Herm." Dissi, infatti. Ron scosse la testa.
"Tranquillo, Har... conosciamo tutti i tuoi momenti no." Disse, incrociando le gambe sotto di sé, sedendosi più comodo. Mi grattai la nuca, imbarazzato. Dovevo essere stato un vero idiota, e anche per più tempo di quanto mi fossi realmente potuto rendere conto.
"Scusate." Ripetei, poi mi guardai intorno. "Dov'è tua madre, Herm?" Chiesi, non vedendola in giro. La mia migliore amica si strinse nelle spalle.
"E' dovuta correre a lavoro. Ma mi ha lasciato detto che avrei dovuto dare ospitalità al biondo dal sorriso affascinante, e prendermi cura di lui e di te." Disse, scocciata. Io e Draco ci guardammo, prima di scoppiare a ridere.
"Bene, Herm. Credo proprio che dovresti dare retta a tua madre." Sorrisi.
"Ce l'abbiamo fatta! Siamo diplomati!" Ron bevve un sorso dalla sua bottiglia di birra, dopo averla alzata per brindare insieme a tutti gli altri.
"Nessuno avrebbe scommesso su di te, Wes." Lo prese in giro Blaise, con una mano attorno alla vita del rosso, che in quel momento lo fulminò con lo sguardo.
"Smettila di chiamarmi Wes, sembra il nome di un cane." Lo rimproverò.
"Preferisci my darling?" Lo istigò Blaise.
"Meglio Wes." Si arrese il mio migliore amico, scoppiai a ridere.
"Awww, il mio fratellino è un ragazzo diplomato." Pansy mi venne ad abbracciare, baciandomi entrambe le guance. Arrossii.
Avevo creduto che sarebbe stato difficile farmi riammettere a scuola, ma con l'aiuto di un improbabile aiutante, meglio conosciuto come lo scorbutico professor Piton, ero riuscito a riguadagnarmi la fiducia del collegio docenti, che, con la promessa che non avrei più saltato le lezioni, e che avrei preso il massimo dei voti in tutte le materie, mi aveva dato una seconda opportunità. Ovviamente Ron ed Hermione avevano fatto il resto, aiutandomi con i loro consigli e la loro pazienza.
"Pan, sul serio... è imbarazzante." Mi lamentai, cercando di scrollarmela di dosso, anche se il solo fatto che mia sorella mi fosse accanto in un momento della vita tanto importante, riusciva a riscaldarmi il cuore.
"Insomma, Harreh, adesso sei diplomato e sei anche fidanzato! La tua vita comincia ad essere davvero soddisfacente!" Continuò, lei, a prendermi in giro. Alzai gli occhi al cielo.
"Ho una sorella come te, il che rende tutte le gioie vane." La canzonai. Lei mise il broncio.
"Avete due anni, o cosa?" Draco stacco Pansy da me, mettendomi una mano sulla spalla. "Ti sei appena diplomato, non dovresti essere più maturo?" Mi sussurrò all'orecchiò, mordicchiandolo sfacciatamente. Pansy cominciò ad urlare, sbattendo i piedi per terra.
"Heeeeerm. Prendi la macchinetta fotografica, presto!" Si alterò.
"Ce l'ho io! Eccolaaaa." Quella che riconobbi come Alessandra, scattò verso mia sorella come una velocista. Dietro di lei Giuls imbracciava una telecamera vintage. Aggrottai le sopracciglia.
"Mi sono perso qualcosa?" Chiesi sotto voce, a Draco. Lui si strinse nelle spalle.
"Credo che le ragazze abbiano fondato una specie di vostro fan club. Da quello che si dice in giro, Pansy ne è la leader..." Theo si avvicinò a noi di soppiatto, dandoci la notizia come avrebbe potuto fare una spia sotto copertura. "Si fanno chiamare le Drarry shippers." Sussurrò. Rabbrividii.
"Tu come fai a sapere tutte queste cose?" Domandò Draco, sempre a mezza voce. Theo ci guardò con aria greve.
"Adhane ne fa parte." Disse, laconico, indicando un punto davanti a noi. Adhane si affaccendava vicino a Pansy e alle altre due ragazze, chiedendosi quale fosse il posto migliore per mettere una telecamera. Ridacchiai, nervoso.
"Le cose stanno degenerando." Mormorai.
"Se volete darvi alla fuga, potete andare alla rimessa." Suggerì Stew. Marcus annuì al suo fianco.
"E' dietro l'armeria, nessuno ci va mai, ma a voi potrebbe essere utile." Aggiunse malizioso.
L'idea di festeggiare dai Corvi il nostro diploma mi aveva reso dubbioso, all'inizio, ma in quel momento mi ritrovai a ringraziare tutti gli Dei che mi avevano convinto ad accettare.
"Al mio tre corriamo?" Domandò Draco.
"Andata." Sussurrai.
"Uno...due...tre." Cominciammo a correre verso l'uscita, scoppiando a ridere quando la mia bottiglia di birra si frantumò al suolo, colorando i sassi grigi dell'esterno, di marrone scuro.
Era ormai arrivata l'estate, ed il sole era così forte che sentii il sudore formarsi sulla mia pelle, mentre i nostri respiri affannoso si univano alle nostre risate.
Attraversammo il giardino sul retro e l'armeria, prima di arrivare ad un altro capannone, molto più piccolo rispetto all'armeria, e costruito interamente in legno. Draco aprì la porta, o meglio, la spalancò con forza, facendola sbattere all'interno, trascinandomi con sé. Mi abbassai per riprendere fiato, ma non mi fu permesso. Draco era già su di me. Chiuse la porta con un calcio, e si tolse la maglietta di slancio, assaltando le mie labbra con le sue. Il fiato corto si unì ai gemiti sommessi, mentre Draco mi spingeva, facendomi arretrare fino al muro, contro il quale mi bloccò, coprendomi interamente con il suo corpo. La rimessa sembrava vuota, a parte una macchina dall'aria tetra e un lungo tavolo pieno di attrezzi. Doveva essere una specie di officina di fortuna, chiaramente inutilizzata. Distolsi lo sguardo e lo concentrai su Draco.
Lasciai che le mie mani tastassero il suo petto nudo, lasciai che lo esplorassero, mentre Draco tirava giù i miei pantaloncini, che insieme ai boxer, si fermarono sulle mie caviglie. Me li scrollai di dosso, approfittando di Draco che mi toglieva la maglietta, per tornare a respirare.
"Mi manca l'aria." Mi lamentai, sventolandomi la faccia con una mano. Draco si tolse i pantaloni e mi guardò per un millisecondo.
"Vuoi fermarti?" Chiese retorico.
"Non ci penso proprio." Risposi, tirandomelo di nuovo addosso, per poterlo baciare. Lui non se ne lamentò, immergendosi immediatamente nel bacio, affondando le mani nei miei capelli.
Sospirò sulle mie labbra.
"Mi mancano i tuoi capelli lunghi." Si lamentò, toccando la mia nuca vuota, a causa del taglio corto dei miei capelli. Mi strinsi nelle spalle.
"Sono capelli. Si allungheranno di nuovo." Dissi. Non erano poi così corti, considerando che avevo lasciato il ciuffo, che si arricciava disordinato sulla mia fronte. "Almeno non morirò di caldo, quest'estate." Sorrisi poi. Lui sbuffò, ma presto la questione capigliatura, lasciò il posto a una questione di maggiore importanza.
Draco mi prese per i fianchi, sollevandomi, senza staccare la bocca dalla mia. Ammiravo la sua forza e la sua concentrazione, per me sarebbe stato piuttosto complicato riuscire a mantenere il peso di qualcuno, mentre camminavo, lo baciavo, e sentivo la sua eccitazione sbattere contro la mia ad ogni passo. Sì, Draco era davvero lodevole.
Arrivò fino alla macchina, aprendo lo sportello e appoggiandomi al sedile, prima di tornare indietro verso i nostri vestiti. Mi guardai intorno.
Per quanto da fuori mi fosse sembrata tetra e polverosa, all'interno l'auto profumava di pelle e lucido da scarpe, e brillava come fosse appena uscita da un'esposizione.
Draco tornò da me, mantenendo la bustina del preservativo tra i denti. Terribilmente eccitante.
Scossi la testa e mi concentrai su quello che avevo da dire.
"Sicuro che vada bene?" Chiesi, infatti, fermando il biondo con una mano sul suo petto, prima che avesse l'opportunità di ricominciare a fare qualsiasi cosa. Lui mi guardò, confuso.
"E se la sporcassimo?" Chiesi, direttamente, indicando i sedili. Alzò gli occhi al cielo.
"Io non sacrifico di nuovo la mia maglia." Borbottò. "Questa mi piace un casino." Continuò.
"Allora prendi la mia! Basta che ti muovi, prima che io cambi idea e ti lasci in bianco." Lo minacciai. Ovviamente lui corse a prendere la maglia. Scoppiai a ridere.
"Sei davvero un ragazzo frivolo." Lo presi in giro quando tornò, prendendolo per la catenella che aveva al collo. Adoravo farlo. Era come se quel piccolo gesto urlasse: QUESTO RAGAZZO E' MIO.
Non ci furono preliminari, non ci furono tergiversazioni. Draco strappò la bustina del preservativo e se lo infilò, prima di alzare le mie gambe e posizionarsele sulle spalle, sorridendo malizioso quando io mi lasciai scappare un gemito di piacere.
"Meno sorrisi e più azioni, ragazzo." Lo rimproverai, ironico. Lui scoppiò a ridere, ma non se lo fece ripetere due volte, spingendo il suo membro dentro di me. Mi morsi il labbro, trattenendo a stento i gemiti. Draco, però, sembrava di diverso parere, perché si calò su di me, e afferrandomi il viso, tolse il labbro inferiore dalla stretta dei denti, e spinse più forte.
Gemetti rumorosamente, guardandolo male.
"Sei uno stronzo." Ansimai, capendo il suo giochetto. Mi afferrai alle sue braccia, graffiandole con le unghie. Lui gongolò, pieno di allegria.
"E' da stronzi voler sentire il proprio ragazzo godere?" Chiese, sfacciato. Alzai gli occhi al cielo, ma non potei rispondere, perché lui continuò con le sue spinte, avido di eccitazione.
Mi lasciai trasportare dal suo ritmo lento e definito, beandomi della sua presa su di me, del suo respiro affannoso, dei suoi ansiti trattenuti...
Ero completamente preso da lui, irrimediabilmente schiavo delle sue attenzioni e del suo amore. Avevo fronteggiato l'idea di perderlo, e avevo capito la cosa più importante: io e lui eravamo fatti per appartenerci. E non sarebbero bastati litigi, ostacoli, difficoltà, a cambiare quel semplice dato di fatto. Strinsi Draco con più forza, cercando di trasmettergli ogni mio pensiero, ogni mio sentimento inespresso, ogni mio timore. Lui prese ogni cosa, e la fece sua, privandomi di tutti i dubbi e le incertezze, come solo lui riusciva a fare.
"Dray, sto per venire." Dissi, sforzandomi di far uscire la voce. Lui lanciò la maglietta tra di noi, continuando con le spinte. Il suo petto si avvicinò al mio, e le sue labbra catturarono le mie in un disperato quanto magico bacio.
Venimmo insieme, abbracciandoci sfiniti, ma sorridenti.
"Ti amo, questo lo sai, vero?" Gli chiesi, accarezzando i suoi capelli lunghi.
"Ti amo anche io, Harry." Rispose lui.
Era tutto nato da qualcosa di orribile: il rapimento, la violenza, la paura... avevo creduto di non avere nulla per cui valesse la pena lottare, avevo sentito la spiacevole sensazione di essere solo, miserabile... mi ero chiesto più e più volte se per me valesse davvero la pena vivere, o se la mia vita fosse davvero degna di chiamarsi tale... eppure adesso sapevo con certezza che avrei potuto ripercorrere tutto d'accapo ancora una volta, soltanto per ritornare a dove ero in quel momento: tra le braccia dell'unico uomo che avrei amato per sempre.
Fine.
Angolino dell'autrice:
Leonciniiiiiiiiiiii questo era l'ultimo capitolo di questa storia. Sì, sono triste anche io. Mi sono divertita davvero tanto a scrivere questa ff, e il fatto che voi l'abbiate seguita con tanta assiduità e amore, mi ha resa e mi rende ancora felice da morire. 🥲❤️
Vorrei ringraziare tutti/e voi che mi siete state accanto, commentando con le vostre opinioni ed i vostri consigli, senza stancarvi mai dei miei errori, o delle pubblicazioni in ritardo.
Grazie mille a shippo_e_sclero e parkinson_addicted Per avermi sopportata e supportata sempre e comunque, e per avermi dato l'opportunità di avere per la prima volta delle vere fans. Vi voglio bene.
Come tutti/e sapete, anche per me è difficile concludere questa storia, quindi, come già anticipato, comunico ufficialmente che ci sarà un seguito 🥺❤️
Per il resto, spero che la storia vi sia piaciuta. Fatemi sapere cosa ne pensate (sto per piangere). Vi ricordo inoltre che ci sarà un altro capitolo Instagram dopo l'epilogo, e anche un extra dove i personaggi o io, risponderemo alle vostre domande. Se volete partecipare, scrivetemi qui sotto quello che volete chiedere e a chi è indirizzata la vostra domanda, sarò felice di aggiungervi al capitolo.
Vi voglio bene Leonciniiiii 💕💕💕
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