Capitolo 35 - back door -
"Stai cercando qualcuno?"
Per poco non mi lasciai cadere la bottiglia per terra, al sentire la sua voce. Guardai in alto, vedendo Draco sovrastarmi con il suo solito ghigno di superiorità. Alzai gli occhi al cielo.
"Sicuramente non stavo cercando te." Ribadii, anche se sapevo che fosse una bugia fatta e finita.
Almeno non è scappato via... pensai.
Abbassai lo sguardo, prima di alzarmi e dirigermi verso Marcus, che non appena mi vide arrivare, mi porse l'ennesima birra. Sorrisi, ringraziandolo.
"Non ti sembra di esagerare? Siamo appena arrivati." Draco mi seguiva come un'ombra, e quando mi girai, per poco non me lo trascinai per terra, inciampando su di lui.
Sentivo già il pavimento avvicinarsi alla mia faccia, ma non successe nulla. Il mio ragazzo mi aveva afferrato al volo, mantenendomi con una mano, mentre con l'altra manteneva ancora la sua bottiglia di birra, la prima da quando eravamo arrivati.
Presi un sospiro di sollievo, ma mi distaccai comunque da lui il più in fretta possibile. Quando la sua mano aveva toccato la mia spalla, avevo sentito una leggera scossa di piacere vibrarmi dentro, e sapevo che se fossi rimasto ancora qualche secondo insieme a lui, mi sarei dimenticato di tutto quello che mi aveva reso nervoso e gliela avrei data vinta come al solito.
"Harry, giusto?" La ragazza che fino a poco prima stava parlando con Blaise, mi raggiunse, sorridendo raggiante. Io annuii. Lei si chiamava Giulia, vero? Non lo ricordavo. "Vuoi giocare con noi?" Chiese celestiale. Aggrottai le sopracciglia.
"Giocare?" Domandai.
"Sì. Beer Pong. Non mi dire che non sai cosa sia perché non ci credo." Saltellò entusiasta. "Io e Ale contro te e Blaise. E ovviamente vodka al posto della birra." Aggiunse, indicandomi gli altri due partecipanti, che già avevano raggiunto il tavolo al lato della stanza, e ci stavano guardando, in attesa.
Pansy era seduta su una poltroncina accanto al ping pong. Non sembrava troppo interessata alla cosa, impegnata come era a digitare freneticamente sulla tastiera del suo cellulare.
"Avanti Potty. Se vinciamo smetterò di prenderti per il culo." Sogghignò Blaise, giocherellando con una delle palline gialle che c'erano accanto a lui. Draco al mio fianco si irrigidì, facendomi segno di non accettare. Sorrisi.
"Andata." Dissi, allora.
Era inebriante fare quello che volevo, anche se lui non ne era felice. Mi faceva sentire adrenalinico, e mi dava anche un pizzico di potere.
"Ah e comunque bevi tu, io devo guidare." Sussurrò Blaise, quando mi affiancai a lui, per iniziare a giocare. Mi strinsi nelle spalle, non potendo fare a meno di sorridere. Mi alzai le maniche della maglietta fino ai gomiti e guardai con aria di sfida le due ragazze davanti a noi, che elettrizzate si scambiavano qualche parola di incitamento.
"Dray, fai da giudice." Urlò Alessandra.
Lui appoggiò la sua bottiglia al centro del tavolo e annuì severamente, lanciandomi per un secondo uno sguardo assassino. Gli sorrisi dolcemente, facendogli l'occhiolino.
"Iniziamo." Giulia sembrava la più euforica di tutti, mentre scioglieva i muscoli in maniera teatrale, stretta nei suoi jeans attillati e nel corpetto nero.
"Lei sì che è una tosta. Stai attento." Mi avvisò Blaise, accanto a me. Non ci badai, tenendo gli occhi su di lei, che lanciò la pallina con un movimento fluido della mano, facendola finire dritta dritta in uno dei bicchieri davanti a me.
"Uhhh, ce l'ho fatta!" Esultò, facendo finta di esserne sorpresa, battendo il cinque alla sua compagna. Sbuffai, era chiaro che fosse brava, e lo sapeva. Bevetti senza far storie. La vodka era più amara della birra che avevo bevuto fino a quel momento, e bruciava molto di più.
"Tocca a me." Alessandra saltellò sul posto, più sbarazzina e meno seriosa di Giulia.
Lanciò la pallina con forza, e questa rimbalzò sul tavolo, prima di finire a terra.
"Beh, il turno passa nelle vostre mani." Commentò Draco, indicandoci con la mano. Cercava di non guardarmi fisso, ma era palese che non ci stesse riuscendo, dato che con la coda dell'occhio, continuavo a vederlo girato nella mia direzione.
Blaise lanciò per primo, centrando al primo colpo il bicchiere che faceva da punta alla piramide. Non potei fare a meno di congratularmi con lui, mentre Alessandra beveva.
"Vai Harry! Rendimi fiera!" Urlò Pansy dalla sua poltrona, quando arrivò il mio turno. Scoppiai a ridere, ma subito ritrovai la concentrazione, dosando la mia forza in modo da mirare perfettamente al centro della piramide. La pallina lasciò la mia presa, creando un arco perfetto sopra il tavolo, prima di atterrare con un piccolo tonfo nel bicchiere.
"Sì, cazzo!" Io e Blaise ci battemmo il cinque, competitivi.
Credevo che mi avrebbe messo in difficoltà, anche se giocavamo nella stessa squadra, ma lui si stava soltanto divertendo.
La partita andò avanti per un po': io e Blaise eravamo sempre più in vantaggio, mentre Giulia e Alessandra diventavano sempre più scoraggiate, meno lucide e di conseguenza meno precise.
"State rimanendo senza bicchieri ragazze!" Prese in giro Blaise, atteggiandosi a figo, accanto a me, proprio nel momento in cui Alessandra si preparava a lanciare la sua pallina. Risi di gusto, ammiccando sfacciatamente verso di lei, distraendola al punto la lasciarle scappare la pallina di mano, che rimbalzò più volte sul tavolo, prima di finire nuovamente a terra.
Lo spettacolino attirò gran parte del gruppo, che cominciò a tifare per noi, urlando e gesticolando accanto al tavolo.
"Siete delle teste di cazzo." Si lamentò, Giulia.
Scommettevo che prima di cominciare a giocare, avesse davvero creduto di poter vincere contro di noi. Alessandra mise il muso, arricciando le labbra e incrociando le braccia al petto. Davanti a lei e a Giulia rimanevano quattro bicchieri.
"La chiudiamo con due giri?" Proposi a Blaise. Lui sorrise.
"La chiudiamo con due giri." Confermò.
E così fu. Due giri dopo, con il mio ultimo lancio, la partita si concluse con la maggior parte dei nostri bicchieri ancora sul tavolo.
"Sei fuori dal mirino, Ragazzo!" Si congratulò Blaise, tirandomi verso di sé in un abbraccio frettoloso. Ricambiai con allegria, chiedendomi se quella partita non fosse stata una specie di iniziazione, da parte sua. Forse fino a quel momento non mi aveva sentito parte del gruppo, perché in realtà ero sempre con Draco e Pansy.
Non mi ero mai messo in gioco per farmi accettare da lui o da Theo, o persino da Astoria... se non bivaccando e mangiando insieme a loro ogni tanto. Probabilmente le cose adesso sarebbero andate meglio. Avevo guadagnato più di un amico al Manor.
"Abbiamo perso." Alessandra si accasciò su Giulia, piangendo come una bambina, visibilmente ubriaca. Blaise scoppiò a ridere, andandole a prendere per aiutarle ad arrivare al divano.
"Se non reggete la vodka, non dovreste proporre sfide del genere, ragazzine." Disse dolcemente.
"Dove sono quelle due?!" Un'altra ragazza, con una tuta sportiva e un giubbino pesante, entrò come una furia nella stanza, guardandosi intorno, circospetta. "Giuro su Dio che non le faccio più uscire di casa se sono ancora qui." Disse ancora. Marcus si precipitò su di lei.
"Ciao anche a te Ana. Posso fare qualcosa per te?" Chiese, cercando di coprire qualcosa dietro di sé, con nervosismo. La ragazza lo spintonò.
"Ciao anche a te un cazzo, Marcus. Dove sono quelle due?" Urlò. Marcus indicò un punto della stanza con il dito, impaurito, così lei si avviò a passo di carica verso Blaise. Spostò anche lui, guardando Alessandra e Giulia che ridevano sul divano.
"Siete in guai seri, signorine." Le sgridò, prendendole per le mani, e facendole alzare, aiutandole a camminare verso l'uscita. "Cosa mi spacco a fare il culo per voi due, eh? Avrei potuto studiare, essere sposata con dei figli, o qualsiasi altra cosa, e invece lavoro dodici ore al giorno per provvedere a voi due ubriacone." Urlò.
Sembrava davvero arrabbiata.
"E' la sorella maggiore di Giulia e Alessandra. E' una specie di mamma per loro..." Mi raccontò Marcus, a bassa voce. Annuii. Ero contento di sapere che mia sorella non fosse l'unica a comportarsi da pazza...
"Anaaaa, ma noi ci stiamo divertendooooo." Cantilenò Giulia, cercando di afferrare la mano di Blaise, dietro di lei, per tornare indietro. Lui distolse lo sguardo.
"Pansyyyyyy, salvamiiiiii." Urlò Alessandra.
La diretta interessata le rivolse un'occhiata dispiaciuta, quasi come a dire: scusa, non voglio rischiare la vita.
Ana, infatti, era talmente arrabbiata da guardare malissimo ognuno di noi, prima di riuscire a trascinare le due più piccole fuori. Marcus sospirò.
"Credo che la serata sia finita, per loro." Disse sconsolato, andandosi a sedere su uno dei divani.
"Bella partita, Harry." Una ragazza, forse Cho, mi si affiancò, guardandomi languida, passando una mano sul mio braccio, tanto lentamente da mettermi i brividi.
"Emhh... grazie. Credo sia stata solo fortuna." Borbottai di rimando, sentendomi a disagio.
"Che ne dici di un premio extra?" Chiese lei, senza togliere la mano da me, ma facendola scendere verso il petto. D'istinto feci un passo indietro.
Non che avessi paura di una ragazza come lei, ma non volevo creare casini, proprio ora che finalmente cominciavo ad entrare nel gruppo. Cosa avrebbero pensato gli altri se l'avessi spinta via, o se l'avessi risposta male?
"Non ha bisogno di nessun premio extra, Cho." Draco la prese per il braccio, staccandola da me con forza, ma allo stesso tempo con assoluta calma.
"Oh avanti Draco, lasciami divertire con lui per stasera." Si lamentò lei, sfuggendo dalla sua presa, per attaccarsi a me come una piattola, sorridendomi maliziosa.
La faccia di Draco si contorse in una maschera di disgusto e rabbia.
"Tieni giù le mani dal mio ragazzo, Cho. Non ti conviene farmi arrabbiare, dico sul serio." Disse, fissandola in cagnesco. Non potei fare a meno di trattenere una risatina.
"Sante parole." Mormorai.
Lei si allontanò, come scottata, ed io mi affiancai al mio ragazzo, lasciando che mi coprisse con la sua stazza.
"Ragazzo? Harry è il tuo ragazzo, Dray?" Stew e Robert si avvicinarono, alternando lo sguardo tra me e Draco. Lui si irrigidì impercettibilmente, ma annuì.
"Perché non lo hai detto subito, amico?" Si unì Marcus, dandogli una pacca sulla spalla.
Doveva averla come abitudine, pensai, ma Draco, a differenza mia, non si smosse affatto.
"Ohhhh... capiscoooo. Non lo hai detto perché volevi evitare quello." La faccia perversa di Stew, non presagiva nulla di buono. Forse una volta tanto Draco aveva avuto ragione, e io adesso mi sarei ritrovato nei guai, soltanto per essere stato testardo.
"Quello, cosa?" Mi arrischiai a chiedere, timidamente. Pansy e Blaise a qualche metro da me, sorrisero radiosi. Le loro espressioni avrebbero dovuto farmi stare meglio, allora perché mi sentivo ancora più agitato?
"Draco ha sempre avuto il brutto vizio di sentirsi superiore, e credo proprio che tu adesso ne debba pagare le conseguenze." Theo scoppiò a ridere. Fino a quel momento non lo avevo visto, e in quell'istante, ne capii il perché: era uscito fuori dal balcone, e adesso se ne stava affacciato sul davanzale della finestra, come un gufo inquietante.
Non era più così arrabbiato e scontroso come lo avevo visto in macchina, ma probabilmente era solo l'effetto calmante dell'alcool che aveva ingurgitato.
"Non sarei riuscito a spiegarlo meglio." Annuì, Marcus. "Per questo motivo, Harry verrà sottoposto alla prova del fuoco!" Continuò, poi, elettrizzato. Io rabbrividii.
"Prova del fuoco? Dove siamo? Sull'isola dei famosi?" Mormorai, spaesato.
"Non so di cosa parli, ma tranquillo, il nome è solo scenico, in realtà non centra assolutamente nulla con il fuoco... non in maniera diretta almeno." Mi tranquillizzò Stew, anche se il sorrisetto ambiguo era ancora stampato sulla sua faccia.
"Ragazzi, questa serata sta per farsi ancora più interessante. Tutti sul retro!" Marcus alzò in alto una bottiglia di birra, e tutti esultarono, seguendolo.
"Mi dispiace." Draco si voltò verso di me, portandomi le mani sulle spalle per guardarmi negli occhi, realmente mortificato.
"Sto per morire?" Chiesi schietto. Lui scosse la testa.
"E' per questo che non avrei voluto farteli conoscere." Rispose lui.
"Avanti, Dray, smettila di spaventarlo. E' il mio fratellinooo, e poi io ho già fatto una cosa del genere con lui non appena ha messo piede al Manor, quindi..." Pansy mi passò un braccio sulle spalle, allontanandomi dal mio ragazzo, e seguendo gli altri verso l'esterno.
"Tu hai fatto cosa?" Draco ci seguì, raggiungendoci in fretta e posizionandomi accanto a me, dall'altro lato rispetto a mia sorella.
"Sì, voleva darmi una lezione, e lo ha fatto sparare in armeria." Si mise in mezzo Blaise, continuando a camminare davanti a noi.
"Tu hai sparato in armeria? E io nemmeno lo sapevo?" Ad ogni rivelazione, Draco era sempre più sconvolto. Se non fossi stato preoccupato per quello che mi aspettava, me ne sarei di certo rallegrato.
"Mi odiavi, in quel momento, e poi, quante volte devo ricordarti che ero in una banda? Sparare in armeria è stato decisamente più facile, rispetto a quando sparavo addosso alle persone." Dissi io, piccato.
"Ti prego, dimmi che non hai mai ucciso nessuno. Cissy ne sarebbe cccosì deeeevastata." Mi supplicò Pansy, in un attimo di follia, appendendosi al mio braccio. La supportai con difficoltà.
"Non riesco ancora a capire se sia ubriaca o meno." Sbottai.
"Non sono ubriaca." Blaterò lei.
"E' ubriaca fradicia." Disse Theo, nello stesso momento, spuntando dietro di noi.
"Oh bene, ti sei unito anche tu. Vieni a vedere la mia prova del fuoco?" Ironizzai.
Stavamo ancora camminando. Eravamo passati dalla cucina, usciti da una porta laterale e circumnavigato la casa, fino a raggiungere un grosso capannone in ferro, piazzato al centro esatto del giardino. Ci fermammo davanti all'entrata.
Blaise mi sottrasse Pansy dal fianco, prendendola in braccio stile sacco di patate, mentre lei rideva e si congratulava con lui per la sua forza muscolare.
"Senti, probabilmente non sembra, ma sono dalla tua parte. Prima ero solo nervoso." Theo aveva abbassato la voce, come se si fosse sentito sul serio dispiaciuto.
Lo liquidai con un gesto della mano.
"Ne possiamo parlare più tardi? Ho la netta sensazione che tra meno di due minuti verrò bruciato sul rogo." Biascicai. Draco si scusò ancora una volta.
"Bene, bene, bene. Guarda un po' chi ha trovato il video di quella sera..." Marcus mi mise davanti lo schermo di un cellulare, facendo partire il video in questione.
Un Draco più giovane e con i capelli corti, stava guardando Stew sparare, con aria di sufficienza.
"E tu vorresti conquistare una ragazza così?" Gli stava dicendo, deridendolo.
"Parla quello single da una vita." Rispose il ragazzo, scontroso.
"Io ho degli standard, Stew... e stai pur certo che quando avrò un ragazzo, sarà decisamente migliore di te, anzi, di tutti voi." Si pavoneggiò il biondo nel video.
Lanciai un'occhiata in tralice al Draco vero accanto a me, ma anche lui stava guardando lo schermo con attenzione, come se quel biondo nel telefono non fosse lui.
"Sei pronto a scommettere, Draco?" Lo sfidò Stew nel video. Lui non ci pensò due volte e gli andò a stringergli la mano.
"Quando avrò un ragazzo, potrai sfidarlo a qualsiasi cosa, ti batterà in tutto." Concluse.
Marcus diede di nuovo il cellulare a Robert, che lo infilò nella tasca dei jeans, rivolgendomi un sorrisetto tirato.
"Questa è una stronzata, ragazzi, andiamo... ho detto quelle cose secoli fa." Provò a giustificarsi Draco. Io scossi la testa, con disappunto.
"Avresti dovuto tenere la bocca chiusa secoli fa allora." Lo sgridai.
Ci fu un coro di oooooooh, e Draco tacque.
"Lo farò. Infondo questo è sempre meglio di te che non mi vuoi presentare per vergogna..." Borbottai. Poi però, mi venne in mente qualcosa. "Aspetta, ma se non volevi che venissi qui per questa scommessa... è perché credi che io non possa farcela a battere Stew?" Domandai.
Draco abbassò lo sguardo. Quella era più di una risposta.
"Bene, adesso diventa una cosa personale." Dissi allora. "Facciamolo. Dimostrerò a questo coglione che rientro nei suoi standard." Affermai.
"Harry! Non devi farlo per forza, è una stronzata, sul serio. Ti stai applicando troppo." Draco provò a fermarmi, tirandomi per un braccio. Io lo fulminai con lo sguardo.
"Pensa a qualcosa per farti perdonare, Draco, perché questa volta non mi basterà una scopata." Sussurrai nel suo orecchio, poi entrai nel capannone.
Se l'armeria al Manor mi aveva sorpreso, quella dei Corvi al Dragon mi fece capire perché fossero loro i distributori principali di armi della banda, e perché le Serpi ci tenessero tanto ad averli come alleati. L'interno del capannone, infatti, era persino più grande di quanto non sembrasse dall'esterno, ed era tanto attrezzato da sembrare un padiglione fieristico con un'esposizione di armi da guerra.
Mi guardai intorno, meravigliato e allo stesso tempo estasiato. C'erano le pistole ed i fucili canonici, ma lungo le barre di metallo che fungevano da scaffalature, erano appesi anche archi, coltelli, pugnali, e persino delle balestre. Era come essere catapultati nel medioevo.
"Usate davvero tutta questa roba?" Domandai, indicando una fila di coltelli da lancio luccicanti.
"Ci alleniamo con quello che vogliamo. Insomma, ci sono alcuni di noi specializzati nei coltelli, e altri fortissimi con il tiro con l'arco, ma in missione usiamo solo pistole e fucili. Insomma, ci piacerebbe mettere in scena il nuovo Hunger Games, ma questa sala è più una collezione che una vera e propria armeria." Mi spiegò Marcus.
In effetti le bande non erano come degli eserciti. Non c'erano mai battaglie o guerre, ma soltanto scambi di droga o di prostituzione e qualche sparatoria quando la situazione degenerava.
La criminalità come quella, aleggiava indisturbata nelle retrovie della città; tutti preferivano mantenere profili bassi il più delle volte... e minacciare qualcuno con una balestra non era il massimo se si perseguiva quello scopo.
"Wooo mi sono allenato per mesi, in vista di questa sfida." Stew saltellò sul posto, dando qualche pugno al vento, caricandosi. Alzai un sopracciglio. Stavano prendendo la cosa decisamente sul serio.
"Sì, in effetti, non ha smesso di parlare d'altro, da quando Draco ha detto quelle cose." Fece Robert, stringendosi nelle spalle, quasi a dire: non lo capisco, ma se lui è contento, lo sono anche io.
"Quali sono le regole? Cosa facciamo?" Domandai, cauto.
Se avessimo dovuto solo sparare, me la sarei cavata di certo, ma se ci fossero state altre sfide in ballo, nemmeno io avrei scommesso su me stesso.
"Che ne dici di un round al poligono di tiro e uno sul ring?" Stew si avvicinò a me, con gli occhi che brillavano per l'eccitazione.
"Ring? Intendi un corpo a corpo?" Mi informai, spaesato.
"Tu che pensi?" Rispose lui, laconico. Sospirai.
"D'accordo. Ci sto." Il mio cervello urlava: scappa finché sei ancora in tempo, eppure l'adrenalina era troppa per poter rinunciare.
Volevo battere Stew, volevo rendere Draco fiero di me, e fargli capire che ero disposto a fare anche la cosa più stupida o pericolosa per lui, e poi, volevo sentire ancora quel potere che avevo assaporato durante la partita a beer pong: quel senso di libertà misto al sapore della vittoria.
Anche se la sfida tra me e Stew era una cosa personale, sentivo come se stessimo giocando un'amichevole tra le nostre due bande, ed io non vedevo l'ora di battermi per la mia, rendendo tutti fieri di me. Probabilmente se mi fossi fatto valere con Stew, avrei conquistato anche Theo, così come la partita a Beer pong mi aveva avvicinato a Blaise.
"Harry, mi dispiace. Dico sul serio. Non avrei dovuto metterti in questa situazione." Draco mi prese da parte, mentre gli altri si divisero per godersi lo spettacolo in punti diversi della sala.
Pansy si era addormentata sulle gambe di Blaise, che si era seduto per terra, con le spalle appoggiate al muro; Theo se ne stava in piedi accanto a loro, con un piede appoggiato alla parete e l'aria pensierosa; Marcus, Robert e Cho avevano preso posto dall'altro lato, sedendosi su una specie di divanetto di pelle, che spuntava nella sala come un fungo molesto, fuori luogo.
"Ormai ci sono dentro fino al collo, Draco. E poi, l'idea di battermi con quel tipo mi rende euforico, è da secoli che non faccio qualcosa del genere... fidati soltanto di me, okay? Ti dimostrerò quanto valgo." Gli dissi, sorridendo. Lui scosse la testa.
"Non dovresti dimostrarmelo in questo modo, perché quello non è più il mio standard. Il mio standard sei tu, Harry, così come sei. Non serve che tu batta qualcuno per dimostrare qualcosa, perché per me sei e sarai l'unico che desidero." Le sue parole mi sciolsero il cuore, facendo dissolvere gran parte del fastidio che avevo provato nei suoi confronti.
"Allora facciamo una scommessa extra. Solo per me e per te." Proposi, guardandolo maliziosamente. "Se perdo, tu sarai esonerato dalla mia ira per il tuo comportamento di stasera, e faremo entrambi finta che non sia successo nulla; se vinco... beh, lo scoprirai più tardi." Elencai, porgendogli la mano. Lui aggrottò le sopracciglia.
"Non ha alcun senso." Borbottò. Mi strinsi nelle spalle.
"Beh, come tutto il resto, insomma." Lo provocai.
"Harry? Vieni a scegliere la pistola." Richiamò Marcus.
"Arrivo." Urlai, poi avvicinai ancor di più la mano verso Draco. "Prendere o lasciare, Babe." Dissi.
"Ho paura di questo tuo lato, ma... per stavolta me lo sono meritato." Borbottò, stringendola.
Sorrisi raggiante.
"Tieni gli occhi puntati su di me, Draco." Mi avvicinai, fino quasi a toccare le sue labbra con le mie. Mi allontanai, però, non appena lui chiuse gli occhi, lasciandolo lì in piedi, come un coglione. Scoppiai a ridere e corsi da Marcus.
"Bene. Le regole sono semplici. Davanti a voi ci sono dei bersagli in movimento. Avrete a disposizione tre tiri. Chi ottiene un punteggio maggiore, avvicinandosi il più possibile al centro, vince la prima sfida." Spiegò Marcus, mentre io e Stew eravamo già pronti al poligono di tiro.
Io avevo scelto una pistola simile a quella che utilizzavo nei Tassorosso, una 92SB più piccola e maneggevole. Stew al contrario aveva scelto una beretta PM12, e la teneva tra le mani quasi fosse una parte aggiuntiva del suo corpo. Sperai per un attimo che la sua portata lo rendesse imperfetto nella mira, ma sapevo con assoluta certezza che non l'avrebbe scelta se non fosse stato assolutamente sicuro di poterla usare alla perfezione.
"Quando siete pronti, potete cominciare." Questa volta a dare il via era stato Robert, già pronto con il suo cellulare a immortalare la nostra sfida. Io e Stew ci scambiammo un sorrisetto, prima di concentrarci sul nostro bersaglio.
Respirai a fondo e chiusi gli occhi per un attimo, raggruppando le energie, e ringraziando di non aver bevuto tanto da compromettere le mie prestazioni.
Quando aprii gli occhi, il suono dello sparo del PM12 risuonò feroce nella sala. Mi sforzai di non voltarmi verso il bersaglio di Stew e mi concentrai sul mio: non andava veloce, ma si muoveva in diverse direzioni, quasi rotando su se stesso. Avrei dovuto stare attento alla mira, e puntare verso un punto più laterale rispetto a quello che volevo colpire.
Destra, centro, sinistra, centro, su... Cercai di sintonizzarmi sulla stessa lunghezza d'onda della sagoma, respirando a ritmo degli spostamenti. Il secondo sparo di Stew spezzò il silenzio.
Respirai ancora una volta. Destra, centro, sinistra... e sparai. Dritto nel mezzo.
Il secondo sparo fu meno preciso, distanziandosi dal primo di almeno dieci centimetri. Imprecai mentalmente, prima di sparare per la terza volta. Di nuovo al centro.
"Cazzo sì." Esultai mentalmente, correndo con lo sguardo alla sagoma di Stew, ancora in posizione. Aveva ancora un tiro da fare. Trattenni il fiato. Eravamo quasi in parità, dato che i suoi due colpi avevano colpito ad un paio di centimetri di distanza dal mezzo. Ma se adesso avesse colpito al centro esatto, avrebbe vinto lui. Incrociai le dita, pregando mentalmente.
Il suono assordante dell'ultimo colpo si propagò nell'aria, mentre il proiettile la fendeva per colpire la sagoma. Chiusi un occhio, preoccupato dall'esito, ma la reazione di Stew fu più veloce.
"Vaffanculo." Urlò, sbattendo la mitraglietta sul bancone che aveva davanti.
Non potei fare a meno di sorridere.
Il proiettile aveva sfiorato la sagoma, colpendo il vuoto dietro di essa.
"Pare che Draco ci abbia visto giusto." Commentò Marcus, dandomi una pacca sulla spalla. Il mio ragazzo applaudì, soddisfatto, così come Blaise e Theo.
"Cosa? Che succede?" Pansy, spaventata, si alzò per un attimo, guardandosi intorno. "Oohhh vai Harry." Urlò, agitandosi, e fischiando. Poi ricadde su Blaise.
Scossi la testa, incredulo.
"Non essere troppo soddisfatto Harry. C'è ancora il secondo round, e non per vantarmi, ma io sono un asso nel corpo a corpo." Fece Stew, strigendosi falsamente nelle spalle. Annuii.
Angolino autrice:
Ehilaaaaa leoncini, avevo detto che questo sarebbe stato l'ultimo capitolo, ma a quanto pare, come voi, anche io trovo difficoltà a concludere questa storia, quindi ci sarà ancora un altro capitolo prima della fine. Spero che ne sarete felici.
Comunque mi volevo scusare con voi per la confusione fatta nello scorso capitolo: i Tassi sono la banda da cui Harry proviene, la stessa di Ced e Luna; Marcus e i ragazzi del Dragon sono quindi Corvonero, ho già corretto, ma a chi ha letto il capitolo prima della correzione, chiedo scusa. Mi dispiace di avervi messo in confusione per questo. 🥺👉🏻👈🏻
Se trovate altre incongruenze o errori, non esitate a dirmelo. Scrivo sempre di getto e pubblico allo stesso modo, quindi è facile che errori compiuti al momento passino inosservati ai miei occhi. Scusatemi ancora una volta. Vi voglio bene, e alla prossima ❤️❤️
Come promesso, ecco qui i "nuovi" personaggi:
Marcus
Stew
Robert
Anthony
Cho
Giulia
Alessandra
Domandina del giorno:
Cosa ne pensate dei Corvi in questa storia??
Io li trovo molto simili al gruppo delle Serpi: sono quel misto di spensieratezza e stupidità che adoro nei ragazzi di quell'età 🥺😍
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