Capitolo 34 - bruises -
"È lui, non è vero?"
Erano passati diversi secondi, forse minuti, da quando tutti gli altri si erano dati alla fuga, ma Theo e Adhane continuavano a fissarsi reciprocamente, come se tentassero di comunicare con la sola forza del pensiero.
Si sentivano entrambi strani, frustrati e tristemente abbattuti, ma nessuno dei due comprendeva i sentimenti dell'altro.
Theo sospirò, parlando per primo. Non avrebbe mai pensato che negli anni successivi al suo ritorno al Manor, si sarebbe imbattuto nuovamente in Adhane. Il tempo che aveva passato all'estero, era un periodo della sua vita che aveva deciso di chiudere in un cassetto per non aprirlo mai più, un cassetto che il ragazzo davanti a lui adesso stava forzando, costringendolo a fronteggiare nuovamente quei sentimenti che per anni aveva cercato di seppellire.
"È lui, no?" Ripeté Theo. Avrebbe voluto essere più fermo nelle sue parole, ma il suo tono vacillò, spegnendosi in un sussurro.
Adhane tentennò.
"Di cosa stai parlando?" Chiese, fingendosi del tutto ignaro, anche se in cuor suo sapeva benissimo a che cosa si stesse riferendo il più grande. Anche lui aveva pensato più volte a come si erano lasciati e alle motivazioni che avevano favorito il loro allontanamento. Era stata tutta colpa sua. Lo sapeva, ma sapeva anche che se avesse potuto scegliere di nuovo, avrebbe ripercorso lo stesso identico cammino.
"Vuoi sul serio farmi credere di aver dimenticato tutto?" Rise Theo, senza alcuna ironia. Adhane sospirò, poi tornò a sedersi, calando per qualche secondo lo sguardo, troppo emotivo per riuscire a contenere la sua espressione malinconica. "Sai cosa ho passato per te? Sai quanto tempo ho impiegato a farmene una ragione? Avevo un altro anno da fare all'estero, ma sono tornato a casa, perché non riuscivo più a sopportare l'idea di poterti incontrare per strada o andare in un posto che mi ricordasse te. E adesso sei qui..." Theo scosse la testa, incapace anche solo di pensare lucidamente. "Il minimo che tu mi possa dire è se ho dovuto passare tutto questo per lui." Continuò alla fine, riacquistando un po' di fermezza. Adhane alzò lo sguardo.
"Non sai che cosa stai dicendo, Theodore." Lo rimproverò bruscamente.
"Non so cosa sto dicendo? Quindi stai cercando di prendermi per idiota, facendomi credere che non sia Harry quello di cui sei innamorato?" Urlò, arrabbiato e amareggiato, mentre Adhane sussultava per l'ennesima volta. "E' perché ami lui, che io non ho mai avuto possibilità?" Chiese.
"E' complicato da spiegare, Theo." La voce di Adhane si era abbassata, diventando poco più di un sussurro.
"Certo. E' questo quello che dici sempre. E' facile nascondersi dietro questa scusa, non è vero?" Lo accusò il più grande, senza peli sulla lingua. Il diretto interessato rimase in silenzio. "Lascia che ti dica una cosa, però. Non mi importa di quello che provi o di come tu voglia gestire le cose con Harry. Sappi solo che lui e Draco sono miei amici. E se li farai litigare o gli creerai qualsiasi problema, sarò felice di prenderti a pugni." Concluse, guardando il moro con aria di sfida.
Adhane abbassò lo sguardo verso la tavola, incapace di fare altro. "Se vuoi scusarmi... non credo che tu abbia intenzione di passare altro tempo con me, quindi tolgo il disturbo. Puoi buttare tutto nei bidoni sul retro del Manor." Disse poi, Theo, dandogli le spalle, prima di andarsene.
Adhane lo seguì con gli occhi, fino a quando non sparì dietro all'angolo, in corridoio. Si prese la testa tra le mani e si tirò leggermente i capelli scuri.
***
"Che ne dici di andare a fare una passeggiata?" Draco guardò fuori dalla finestra, poi verso di me. Presi l'ultimo tiro dalla mia sigaretta e la spensi nel posa cenere.
"Sono le dieci, è buio e fa freddo. Perché dovremmo andare a camminare lì fuori?" Chiesi, accennando una smorfia. Draco si imbronciò, incrociando le braccia al petto.
"Non mettere il broncio. Non ho mica detto che ti caccio fuori dalla stanza, ho solo detto che non mi fa di andare a fare una passeggiata. Non puoi semplicemente rimanere qui tranquillo, insieme a me?" Domandai, pacatamente, andandomi a sedere sul letto.
"Volevo soltanto fare qualcosa di carino." Si impuntò. Scossi la testa.
"Draco, sul serio. Ci sono momenti della vita in cui devi solo rilassarti. Non abbiamo bisogno di avere qualcosa da fare per tutto il tempo." Lo rimproverai.
"D'accordo." Rinunciò, dopo averci pensato per qualche istante. Si avvicinò a me e mi si sedette accanto, appoggiando la testa sulla mia spalla, lasciandosi andare ad un respiro profondo, scivolando, fino a stendersi sulle mie gambe. Sorrisi, intenerito dal suo lato infantile, affondando con le mani nei suoi capelli soffici, pettinandoli con le dita, mentre lui chiudeva gli occhi e si beava di quel contatto.
Era difficile stare al passo di Draco, in quanto ad emozioni: due ore prima era stato passionale e focoso sulle scale, poi geloso e antipatico, adesso tenero e carino... Era come frequentare delle persone completamente diverse in ogni momento della giornata.
Il rumore di qualcuno che bussava alla porta con forza, fece sobbalzare leggermente entrambi, ma non facemmo nemmeno in tempo a metterci seduti normalmente, che Pansy si lanciò come un razzo nella camera, atterrando davanti a noi. Si era cambiata dopo la cena, e adesso indossava un paio di pantaloni di pelle attillati, e un top nero che le copriva poco quanto niente.
"Uhhhhhh, sono entrata al momento giusto!" Fece maliziosa, alzando e abbassando le sopracciglia, lanciandoci occhiate perverse dal pavimento, sul quale era caduta nella foga di entrare velocemente, inciampando sui tacchi alti.
Presi Draco per le spalle e lo rimisi al suo posto accanto a me. Lui sbuffò contrariato, ma non disse nulla. Pansy alzò gli occhi al cielo, sedendosi anche lei, con le gambe incrociate, in mezzo alla moquette scura.
"Siete davvero l'anima della festa, eh?" Farfugliò ironica, parlando con se stessa.
"Ti hanno rubato i vestiti o ti si sono ristretti nel lavaggio?" Mormorò Draco in risposta.
"Awww, quanto avrei voluto avere il cellulare a portata di mano mentre entravo, sarebbero uscite delle foto magnifiche." Disse, invece, lei, facendo finta di non averlo sentito.
"Sei venuta a controllare che la tua ship si comportasse come tale, o sei venuta a dire qualcosa di intelligente?" Chiese, allora, Draco in tono calmo, anche se era evidente che fosse infastidito dall'interruzione del nostro momento di intimità.
"Ah già, certo che sono venuta per dire qualcosa! Quasi dimenticavo. Andiamo dai Corvi stasera. Marcus mi ha chiamata due minuti fa, al Dragon c'è una festa." Spiegò, rivolta maggiormente a Draco, che si irrigidì visibilmente, al nome del Dragon e di Marcus. Aggrottai le sopracciglia, pronto a chiedere spiegazioni, ma Draco fu più veloce.
"Fatti accompagnare da Blaise e Theo. Sono certo che non vedano l'ora di andare a fare baldoria. Io rimango qui con Harry, dato che non ha voglia di uscire." Rispose, nervoso, lanciandomi un'occhiata. La cosa mi confuse ancora di più.
Draco che rimaneva a casa per farmi compagnia, senza nemmeno cercare di convincermi ad uscire? C'era decisamente qualcosa che non voleva che sapessi.
"Avanti Draco, da quando rinunci a vedere i Corvi? Credevo che quei bastardi mancassero anche a te, insomma, sono la cosa più vicina a degli amici che abbiamo mai avuto. Credevo fossi entusiasta all'idea di presentargli Harry." Si lamentò Pansy, sbattendo le mani sul pavimento, capricciosa.
"Presentargli Harry è decisamente l'ultima cosa che voglio." Disse lui, stringendo i denti.
"Quindi è così che stanno le cose? Non vuoi presentarmi ai tuoi amici?" Mi alzai, mettendomi dalla parte di mia sorella, lasciando Draco da solo sul letto.
"Harry, non fraintendere, non è che io non voglia presentarti... è che tu non conosci quei ragazzi..." Provò a dire il biondo, alzandosi anche lui. Feci un passo indietro, ritrovandomi con le spalle accanto a quelle di Pansy. Doveva essersi alzata anche lei, senza che io me ne rendessi conto.
"Stiamo parlando di Harry, Draco... sul serio ti preoccupa?" Disse quest'ultima, appoggiando una mano sulla mia spalla.
Il ragazzo alternò lo sguardo tra me e lei, prima di scuotere nuovamente la testa.
"No, non se ne parla." Disse alla fine. Mi sentii come un bambino, e la cosa non mi piacque affatto.
"Io ci vado, tu rimani pure a casa." Mi imposi.
"Ottima scelta Har, si vede che sei il mio fratellino." Si congratulò Pansy, saltellando. "Mettiti qualcosa di carino. Ti aspetto nell'ingresso." Disse poi, abbandonando la scena. Tipico di lei, venire a creare una bufera, e poi scappare via, prima di essere trascinata dal vento.
La porta sbatté, e io mi avviai verso l'armadio, dando volutamente le spalle a Draco. Non sapevo cosa fosse il Dragon o chi fossero Marco e gli altri amici di Draco e Pan, ma di una cosa ero certo, non avrei lasciato che Draco prendesse delle decisioni per me.
"Non avevi detto che ce ne dovevamo stare tranquilli una volta tanto? Perché adesso hai così tanta voglia di andare a quella festa?!" Il biondo mi raggiunse, prendendomi per le spalle e girandomi verso di lui. Mi scostai e incrociai le braccia al petto.
"Mi è venuta improvvisamente voglia di bere." Dissi laconico.
"E non potremmo andare a prendere delle birre dal frigo e bere qui in camera?" Mi supplicò. Sbuffai.
"Ti vergogni così tanto di presentarmi ai tuoi amici?" Mi allarmai. Credevo di essere io quello tra i due ad avere più difficoltà a relazionarmi con la mia sessualità in pubblico, eppure al momento tutti i miei amici e anche la mia famiglia sapevano della mia relazione.
"Non è di te che mi vergogno. Semmai è di loro che ho paura. Ti salterebbero addosso come degli avvoltoi su un cadavere." Confessò, abbandonando la maschera di rabbia, sostituendola con una smorfia di frustrazione. Mi lasciai andare ad un sospiro.
"Draco? So che ultimamente mi sto comportando da agnellino, ma ricordati che ho fatto parte di una banda per più tempo di quanto mi piaccia ammettere. Non credo che un gruppetto di tuoi amici possa essere peggiore di quello che ho dovuto affrontare fino ad ora... e poi ci sei tu a farmi da scudo, no?" Conclusi con un sorrisetto sfacciato, persuadendolo.
"D'accordo." Cedette. "Ma rimani vicino a me, e non farti influenzare dalle cose che dicono." Mi avvisò, poi. Annuii.
"Sì, signor Capitano." Lo presi in giro. Lui ridacchiò, prima di iniziare a prepararsi insieme a me.
Misi una maglietta nera con lo scollo a V, un paio di jeans chiari strappati sulle ginocchia, ed i miei anfibi neri, arricchendo il mio look con un paio di collare d'argento e diversi anelli, rubati da quella che era diventata la cassettiera in condivisione mia e di Draco. Lui dal canto suo, aveva messo una felpa larga beige, e dei pantaloni neri attillati, legandosi i capelli in un piccolo chignon tirato.
"Sei pronto?" Mi chiese, mettendosi la giacca pesante sulle spalle, già con la mano sulla maniglia della porta. Il ciondolo con la ciambellina era nascosto sotto la felpa, e per un momento lasciai perdere, ma poi mi venne in mente che Draco non era l'unico a voler essere possessivo.
Mi avvicinai a lui, baciandolo candidamente, cingendogli il collo con le braccia.
Resistetti all'impulso di lasciare che le mie dita scombinassero i suoi capelli, e mi concentrai sulla collanina fredda, tirandola fuori dalla felpa, e facendola ondeggiare colorata su di essa. Risolta la mia missione, lasciai per un attimo che le mie labbra assaporassero le sue, prima di sorridere e dare a Draco una pacca sul petto, proprio dove la ciambellina adesso faceva bella mostra di sé.
"Sarà meglio per te che io abbia sempre sott'occhio quella ciambella." Dissi, tirandola leggermente, avendo così la possibilità di dare al ragazzo un ulteriore bacio a stampo.
Feci per dividermi da lui, quando le sue dita arpionarono i passanti dei miei jeans facendomi sbattere nuovamente sul suo petto.
"Sarà meglio per te che io possa sempre avere TE, sott'occhio." Ribadì. Scoppiai a ridere
Quando uscimmo fuori, Pansy era già in auto, insieme a Theo e Blaise. Mi scambiai uno sguardo loquace con Draco, e mi posizionai al centro, sui sedili posteriori, dove Theo stava tamburellando ritmicamente le dita sul suo ginocchio, nervoso.
"Nene non viene?" Chiese mia sorella, spiandomi dallo specchietto retrovisore. Scossi la testa.
"Sono passato da camera sua, ma non ha risposto. Forse sta già dormendo." La avvertii, buttando una nuova occhiata al ragazzo alla mia destra. Theo, infatti, aveva smesso di picchiettare le dita, e si era lasciato andare ad un rumoroso sospiro, passandosi una mano tra i capelli, e guardando fuori dal finestrino. Mi chiedevo che cosa fosse successo dopo la cena.
"Allora, chi sono questi Corvi?" Domandai, invece, a voce alta, cercando di far distrarre il mio cervello dalla questione Theodhane... Non avrei concluso nulla facendo congetture infondate sulla loro relazione presente e passata. Adhane, inoltre, mi aveva assicurato che tra loro non ci fosse stato nulla se non un'amicizia occasionale tra ragazzi fuori sede.
Non che io ci credessi, ma...
"Diciamo che sono una banda gemellata." Accennò Blaise, voltandosi leggermente verso di me, dal sedile anteriore.
"Credevo che voi eliminaste le bande criminali, non che vi gemellaste con loro." Mormorai.
"Beh, di regola è così, ma devi ammettere che per quanto siano onorevoli le nostre cause, anche noi siamo dei fuori legge, e come tali, abbiamo bisogno di agganci, armi e alleati, se necessario." Spiegò Draco, tendente come al solito a colmare ogni mio dubbio di qualsiasi natura.
"Se non ci fossero loro, probabilmente l'armeria sarebbe solo un'altra sala giochi per i bambini." Commentò Pansy, sbuffando ironica. Blaise annuì.
"Quindi i Corvi sono i vostri distributori automatici di armi?" Ironizzai anche io.
"Si potrebbero anche definire così." Acconsentì Draco. Theo rimase in assoluto silenzio. Aveva una mano sotto al mento e lo sguardo lontano; le sue gambe, vicino alle mie, erano orientate verso lo sportello, come se lui non vedesse l'ora di aprirlo e correre via.
"Tutto bene?" Chiesi a bassa voce, appoggiando una mano sul suo ginocchio. Theo me la scostò velocemente, guardandomi male.
"Non toccarmi, e non parlarmi. Non sono dell'umore per rispondere alle tue domande da bambino viziato." I suoi occhi lanciavano fiamme, e la sua mascella era tanto tesa da farmi quasi credere che i suoi denti si sarebbero potuti spezzare se avesse applicato anche solo un po' più di pressione. Aggrottai le sopracciglia, confuso dal suo scatto d'ira.
Draco, accanto a me, era occupato a parlare a Pansy, indicandole un parcheggio vuoto al lato della strada, così io e Blaise fummo gli unici a sentire le sue parole. Blaise allungò una mano verso l'amico, dandogli una pacca sulla nuca.
"Calmati. Non voglio passare la serata a raccogliere i pezzi." Lo disse a bassa voce, ma fui certo che non stesse scherzando. Theo per un attimo continuò a fulminarmi con lo sguardo, poi, senza nemmeno aspettare che Pansy avesse finito di parcheggiare, scese dall'auto ancora in movimento, avviandosi verso la villetta che sorgeva davanti a noi. Lo guardai fino a quando non lo vidi sparire tra le innumerevoli altre auto parcheggiate.
"Cosa prende a quello psicopatico? Non poteva aspettarci?" Urlò Pansy, arrabbiata. Mi strinsi nelle spalle.
"Forse doveva pisciare." Blaise ridacchiò, stemperando l'atmosfera.
"D'accordo, d'accordo. Ragazzi, sapete le regole. La macchina lascia la zona alle quattro in punto, se qualcuno ha altri piani, è pregato di mandare un messaggio. Se non siete qui all'orario designato..." Cominciò a dire la ragazza.
"...te ne vai e ci lasci qui." Conclusero Blaise e Draco.
"Bravi ragazzi." Pansy sembrò fiera di loro, mentre cominciava a camminare anche lei verso il locale. Faceva freddo, e ringraziai il cielo che mia sorella non fosse uscita solo con il top che le avevo visto in casa, indossando, invece, una lunga pelliccia bianca, che adesso risplendeva gelida sotto i lampioni del parcheggio improvvisato.
"Sì, tua sorella è una despota, ma questo tu già lo sai." Draco si strinse nelle spalle. Io e lui eravamo rimasti indietro rispetto agli altri, ma non pareva importare a nessuno dei due.
Ci prendemmo per mano e raggiungemmo la porta principale. La casa non era troppo diversa dal Manor, soltanto più piccola e meno curata, come una villa disabitata. Le siepi che costeggiavano il vialetto d'entrata erano spoglie e secche, e in diversi punti c'erano persino delle bottiglie di birra e di vodka vuote a colmare i buchi. Mi trattenni dal commentare, limitandomi a seguire il mio ragazzo all'interno. Mi sembrava di essere tornato ai primi tempi con i Tassorosso, quando ancora la pizzeria di Tonks era una bettola senza pavimento.
La musica era alta abbastanza da non permettere alcuna conversazione, e la nuvola di fumo e alcool che ci accolse non appena varcammo la porta, mi fece girare la testa. Sarei risultato positivo ai test alcolici soltanto respirando l'aria.
"Draco!" Un ragazzone alto e dai tratti severi ci venne incontro, o meglio, andò incontro a Draco, che mi lasciò la mano per stringerla allo sconosciuto in una serie di movimenti da amiconi che mi ricordavano i film per adolescenti. Sorrisi, falsamente, stringendomi le braccia al petto.
Soltanto quando i due finirono il loro rito, il nuovo arrivato passò lo sguardo su di me.
"Una nuova serpe? Deve essere un buon acquisto, se lo hai già portato qui." Mi guardò dall'alto in basso, come per verificare la qualità di un capo all'asta, facendomi alzare gli occhi al cielo.
"Sono Harry." Dissi freddamente.
"Il fratello di Pansy." Aggiunse Draco. Gli rivolsi un'occhiata interrogativa, ma lui aveva gli occhi puntati verso il più alto, e dal suo portarsi le mani alla collana, capii che era nervoso.
"Oh, sul serio? Non sapevo che Pan avesse un fratello, uno vero intendo. So che tu sei come un fratello per lei, ma... insomma ero certo che voi non foste parenti. Tu biondo e fisicato, e lei mora, grandi tette, e tutto il resto..." Cercò di dire, rivolto a Draco, ma io subito lo interruppi.
"Sì, Pansy ha un fratello. Uno di quelli che spacca i culi alla gente che crea problemi." Ringhiai, sottolineando il nome intero di mia sorella.
"Ohoh, amico, non volevo offenderti. Io e Pansy abbiamo un bel rapporto, chiedi pure a lei." Si giustificò, alzando le mani al cielo, facendo qualche passo indietro.
Draco mi mise discretamente una mano sulla schiena, intimandomi di darmi una calmata.
"Comunque sono Marcus." Fece, poi timoroso. Per essere il doppio di me, non sembrava essere troppo sicuro di sé. Annuii, forzandomi a stringergli la mano che mi stava porgendo.
"Vado a prendervi qualcosa da bere. Draco, gli altri sono tutti di là, sai la strada." Disse, prima di dileguarsi nella calca di ragazzi ubriachi che ballava tra la cucina e quello che doveva essere il salotto. Draco mi afferrò per il braccio, trascinandomi verso un punto a metà del corridoio, meno affollato. Mi appoggiai al muro, e aspettai che parlasse.
"Ho detto che non mi fidavo di loro, ma non credevo venissi qui con il piede di guerra." Mi rimproverò, mordendosi il labbro. Guardai un punto dietro di lui, fingendo di non ascoltarlo.
"Harry, parlo sul serio. Pansy non ne sarebbe felice!" Urlò, facendosi sentire al di sopra della musica. La traccia era cambiata, rispetto a quando eravamo entrati, e adesso rimbombava una strana canzone pop in una lingua che non conoscevo. Provai a concentrarmi sulle parole del cantante piuttosto che su quelle del mio ragazzo.
"Harry?" Draco mi scosse per le spalle. Lo spintonai, facendolo finire sul muro parallelo al mio.
"Non ce l'ho con i tuoi amichetti, va bene? E non creerò problemi a mia sorella. A quanto pare sono qui solo per essere suo fratello, quindi per il suo bene mi conterrò." Gli risposi, quasi abbaiando le parole. Era la verità, ero soltanto nervoso con lui e con il suo volermi nascondere dai suoi amici, come se l'essere il suo ragazzo fosse qualcosa di cui vergognarsi. Draco allargò leggermente gli occhi, sorpreso, ma io non avevo voglia di mettermi a discutere con lui, quindi respirai profondamente e lo guardai apertamente.
"Senti, lasciamo perdere okay? Voglio solo bere." Dissi. Lui cercò di riavvicinarsi, ma proprio in quel momento, Marcus venne nuovamente verso di noi.
"Siete ancora qui ragazzi? Forza andiamo!" Mi cinse le spalle e mi portò con lui verso il retro della casa. Draco ci seguì.
"Senti, Marcus, mi dispiace per essere stato brusco. Non sono sempre così violento." Dissi al ragazzo, che ancora teneva una mano sulla mia spalla. Non volevo fare una cattiva impressione al primo colpo, e lui mi sembrava un tipo apposto.
"Tranquillo. Mi piaci, hai le palle. Si vede che hai gli stessi geni di Pan." Si complimentò lui, trasformando il mezzo abbraccio in una poderosa pacca sulla schiena, che per poco non mi fece volare al di là della porta davanti alla quale ci eravamo fermati.
Riuscii a frenare con i piedi, arrivando giusto al centro della stanza. Lì la musica era più bassa, ma il rumore veniva principalmente dal gruppo di ragazzi riuniti in una specie di cerchio sul pavimento. C'era qualcuno seduto, qualcun altro semi-disteso, e addirittura qualcuno che russava attaccato alla gamba di un tavolino basso. Quando entrai, le voci di chi stava parlando, si fecero più basse, ed io fui al centro dell'attenzione.
"Cosa sono quei musi lunghi? Non sapete più come si accoglie uno nuovo?" Marcus mi diede un'altra pacca sulla spalla, facendomi sedere al suo fianco. Dall'altro lato mi si affiancò Draco.
Solo in quel momento notai che tra i ragazzi seduti, c'erano anche Theo, Blaise e Pansy, con dei bicchieri alla mano. Mi scambiai un sorriso con mia sorella, mentre lei alzava la sua bevanda in segno di appoggio.
"Gente, quello lì è il mio fratellino! Mi raccomando, fatelo ubriacare per bene!" Urlò, brindando. Tutti gli altri urlarono, bevendoci su. Ridacchiai.
Joshua mi passò una birra, prima di darne un'altra a Draco.
Ringraziai con un cenno, prendendo il primo sorso.
"Tutta d'un fiato!" Mi sfidò una ragazza. Sentii solo la sua voce, ma non mi tirai indietro, e senza mettere giù la bottiglia, cominciai a bere avidamente. Sentivo il freddo liquido scorrere amaro verso lo stomaco, mentre il fiato cominciava a mancarmi. Draco provò a togliermi la birra dalla mano, ma io mi voltai dall'altro lato, facendo ridere il pubblico.
Soltanto quando sentii l'ultima goccia scivolarmi tra le labbra, mi reputai soddisfatto, alzando la bottiglia sulla mia testa, come un trofeo. Pansy cominciò ad applaudire.
"Questo qui mi piace proprio." Un ragazzo vicino a Marcus annuì colpito, riservandomi un'occhiata interessata. Vidi Draco al mio fianco entrare in modalità fidanzato geloso, e cominciai a goderne mentalmente. Ero contento che fosse geloso, dato che era stato lui a non voler dire a quei tipi a chi appartenevo, adesso avrebbe dovuto condividermi con tutti loro.
Marcus mi passò un'altra birra, che io presi volentieri.
"Allora, lascia che ti presenti questi coglioni." Disse, indicandomi il cerchio intorno a noi. Adesso che avevo meno pressione sulle spalle, e tutti sembravano essere tornati alle proprie conversazioni, mi rendevo conto che il gruppo iniziale di infiniti membri, era solo una cerchia ristretta di una decina di persone. "Abbiamo: Anthony, Cho, Robert, Stew, Giulia e Alessandra." Presentò, indicandomeli uno ad uno. "Il resto li conosci." Rise poi, mostrandomi con il dito mia sorella, Theo e Blaise. Quest'ultimo era impegnato a parlare fittamente con quella che doveva essere Giulia, mentre Alessandra pendeva dalle labbra di Pansy, che gesticolava animatamente, raccontando uno dei suoi aneddoti senza senso. Solo Theo, come in auto, era solo in un angolo, e beveva come se non ci fosse un domani. Avrei chiesto a Draco di occuparsene, ma non volevo parlare con lui, così chiesi scusa a Marcus, e andai da mia sorella.
"Ehi, pezzo di cuore." Biascicò lei, strusciandosi con la faccia sulla mia spalla, visibilmente brilla.
"Lei è Ale." Sussurrò, mettendosi la mano davanti alle labbra, come per dirmi un segreto. "Era la mia ragazza, una volta." Disse ancora, scoppiando a ridere.
"Ma quanto hai bevuto?" La rimproverai, nel momento in cui la ragazza al suo fianco diceva: "E' successo tanto tempo fa, non c'è bisogno di ricordarlo." scuotendo la testa imbarazzata, e facendo svolazzare i capelli castani di qua e di là, nascondendo il volto dietro di essi.
"Non dovresti evitare di bere? Chi guida se tu ti ubriachi?" Mormorai, sconvolto. Non erano passati nemmeno dieci minuti dal suo discorso sulle regole da rispettare, e già era ridotta in quello stato.
"1. Non sono ubriaca, non ancora. 2. L'autista designato di stasera è quel bell'imbusto di Blaise. 3. Non farmi fare figure di merda e bevi insieme a me." Mi porse il suo bicchiere, costringendomi a fare un brindisi con lei, e a scolarmi un'altra buona metà della bottiglia di birra, bevendo a sua volta ciò che le rimaneva nel bicchiere, a giudicare dall'odore: Vodka liscia.
Sentivo lo sguardo di Draco bruciarmi sulle spalle.
"Pan... Concentrati un attimo. Hai visto Theo? Credo che non stia affatto bene." Dissi, quando smise di guardare il suo bicchiere, cercando di farla rinsavire, tenendole le mani sulle spalle.
Lei si fece inaspettatamente seria, appoggiando il bicchiere sul pavimento, per voltarsi un'attimo verso il diretto interessato, che non si era mosso di una virgola dall'ultima volta che lo avevo adocchiato.
"Non sono la sua balia, Harry." Disse alla fine. "E tu dovresti essere l'ultima persona a preoccuparsi del suo stato. Credimi, lui non farebbe lo stesso per te." Continuò. In quel momento non mi pareva affatto che fosse ubriaca, o solo lontanamente brilla.
Pareva lucidissima.
Sospirai per quella che mi sembrava la dodicesima volta nel giro di cinque minuti e annuii. Aveva ragione. Non ero minimamente preoccupato per Theo, ma più che altro lo ero per Adhane.
"Ascoltami, Harry. Divertiti e basta per stasera, va bene? Niente pensieri, niente drammi. Prendila come una serata di pausa dai tuoi problemi." Mi disse, seria. Annuii.
"D'accordo." Mi voltai verso Draco, intenzionato a chiarire con lui, o almeno, fare finta di non avercela a morte con il suo comportamento, ma quando puntai lo sguardo verso il punto in cui avrebbe dovuto essere, non lo vidi.
"Non sapevo che quel ragazzo avesse la tendenza a sparire, quando le cose si fanno difficili. Deve essere un vizio." Mormorai tra me e me, finendo la birra che avevo davanti.
Angolino autrice:
Leonciniiiii sono tornataaaaaa. E sono molto felice, in effetti.
Questo capitolo è un po' controverso, me ne rendo conto, ma in tutte le relazioni si litiga per motivi stupidi o si dicono cose che non si vorrebbero, quindi credo che anche la drarry abbia bisogno di un po' di normalità ogni tanto. Cooooomunque, vi volevo rendere partecipi di una cosa. Credo che questo sarà il penultimo capitolo. Ho intenzione, infatti, di scrivere il prossimo, e poi l'epilogo. So bene che vorreste che questa storia durasse per sempre, e lo vorrei anche io, ma per il momento dovrò concluderla qui. Magari ci sarà un sequel, se vorrete... chi lo sa.
Fatemi sapere cosa ne pensate, e come al solito avvertitemi se ci sono errori o incongruenze e vedrò di correggerle.
Un bacione e alla prossima. ❤️❤️❤️
Domandina del giorno:
Volete che metta il "cast" anche dei nuovi personaggi?
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