Capitolo 33 - on stairs -
Quando uscii fuori, su quella che doveva essere la terrazza, mi sarei aspettato di vedere una lastra di cemento all'aperto, ma mi ritrovai in un altra stanza al chiuso.
Le pareti si aprivano in grossi finestroni che davano sul giardino, e un paio di panchine erano posizionate agli estremi della sala, e davano l'impressione che fossero state messe lì perché nell'armeria avevano finito lo spazio libero. C'erano degli attrezzi rotti e degli scatoloni anonimi, ma per il resto, nulla portava a credere che quella fosse una vera e propria terrazza.
"Ehi, cosa ci fai qui?" Draco, seduto su una delle due panchine, con un libro alla mano, si alzò e mi venne incontro. Incrociai le braccia al petto e mi esibii nella peggiore delle espressioni infastidite, comunicandomi tutto il mio dissenso.
"Ti ho cercato ovunque. Hai lasciato il cellulare in camera, e sei venuto qui senza dire niente." Dissi, nervoso. Draco si strinse nelle spalle.
"Non credevo saresti tornato in camera nell'immediato futuro. Credevo volessi passare del tempo con il tuo migliore amico." Rispose, pacato. Sospirai, andandomi a sedere. Lui mi seguì, rioccupando il suo posto. Mi distesi sulle sue gambe e chiusi gli occhi. Draco appoggiò una mano sul mio petto, rimanendo in silenzio.
"Va tutto bene?" Riuscii a chiedere, dopo qualche secondo.
Aprendo gli occhi notai che Draco aveva lo sguardo fisso davanti a sé, mentre la mano che manteneva il libro era appoggiata placidamente allo schienale della panchina. Al suono delle mie parole, aggrottò leggermente le sopracciglia, guardandomi.
"Cosa intendi dire?"
"Lo sai... da quando è spuntato Nene, sembra che tu ti sia allontanato. All'inizio credevo che volessi lasciarmi la libertà di passare del tempo con lui, perché sapevi che fosse importante per me, ma comincio a domandarmi se quello sia l'unico motivo." Confessai, lui sbuffò.
"Stai pensando troppo, Harry." Mi sgridò, allontanando la mano che teneva sul mio petto, solo per metterla sulla panchina, come l'altra. Il mio stomaco si contorse in una morsa dolorosa.
"Se sto pensando troppo, perché hai allontanato la mano?" Chiesi a bassa voce.
Draco guardò me, poi la mano, e un altro sospiro lasciò le sue labbra. "Puoi dirmi cos'hai che non va per favore? Non sono bravo come te a capire le persone. Non riesco a dirti quello che vorresti sentirti dire solo guardandoti negli occhi." Mi infervorai, issandomi a sedere, in modo da averlo davanti a me.
"E' questo il problema. Tu non capisci le persone." Sbottò lui. Allargai gli occhi, sorpreso. Non mi aspettavo che la nostra conversazione avrebbe preso quella piega.
"Stai facendo riferimento a qualcosa in particolare? O ti sei appena reso conto che sono fatto così? No, perché sai, non penso affatto di aver nascosto questa parte insensibile di me." Lo accusai, velatamente, cominciando a sentire il sangue che affiorava alla pelle, man mano che mi agitavo.
"E' chiaro che quel tuo migliore amico provi qualcosa per te, Harry. E non capisco come tu faccia a non accorgertene. Forse però te ne sei accorto eccome, stai solo cercando di nascondere l'evidenza." Si alzò, camminando avanti ed indietro davanti alla panchina, prima di fermarsi davanti a me, ed inchiodarmi con i suoi occhi grigi. Inghiottii a vuoto.
"E' questo che ti turba? Credi che io voglia tradirti con Nene?" Chiesi retoricamente, ridacchiando senza alcuna ironia.
"Non credo ci sia nulla di divertente in questo." Strinse i denti, arrabbiato.
"Sì, invece, è divertente. E vuoi sapere il perché?" Mi alzai anche io, prendendolo per la collottola e portandomelo ad un palmo dal viso. "Perché sai che non ho alcun interesse verso i ragazzi, ci sei solo tu per me. Lo sai benissimo. Ho abbattuto tutte le mie convinzioni per te, per stare insieme a te. Come puoi anche solo pensare che io possa fare una cosa del genere?" Ringhiai, quasi sulle sue labbra.
Il suo viso si addolcì, passando dalla rabbia all'insicurezza, poi alla tristezza. Anche la mia stretta sulla sua maglietta si alleggerì.
"Non riesco nemmeno a pensare a cosa potrei fare, Harry, se ti dovessi perdere." Sussurrò, chiudendo gli occhi. Sospirai, trasformando la mia presa in un abbraccio, al quale il ragazzo ricambiò con trasporto, stringendomi tanto forte da farmi male.
"Non mi perderai. Non di certo per questo motivo, Draco. Credevo che avessi cominciato a fidarti di me." Dissi, senza lasciarlo andare.
"Io mi fido di te, è di lui che non mi fido. Lui è venuto qui per te, Harry, e non perché vuole esserti solo amico. L'ho visto come ha reagito quando mi hai presentato come il tuo ragazzo, o il modo in cui ha detto che non aveva più niente in quella città, quando ha saputo che tu te ne saresti andato. Lui è tornato per averti, e io non credo di essere pronto a lasciarti andare con qualcun altro. Non credo che lo sarò mai." Confessò, mandandomi a pezzi il cuore, per tutta la sincerità con la quale aveva intriso quelle semplici parole. Avrei voluto mettermi a piangere, ma mi convinsi a non farlo, mentre portavo le mani al suo viso, allontanandolo quel tanto che bastava per guardarlo negli occhi.
"Io e Adhane non staremo mai insieme, Draco. Io ho te, e non voglio nessun altro. Fidati di me. Questo basta." Promisi.
Rimanemmo in silenzio per qualche secondo, poi le mie labbra si appoggiarono a quelle di Draco, tanto piano che per un attimo credetti di non averle neppure raggiunte. Ben presto, però, il nostro bacio si fece più intenso, facendomi sentire le farfalle nello stomaco.
"Forse sarebbe meglio se andassimo." Fui il primo ad allontanarmi, sorridendo al mio ragazzo, e prendendolo per mano, cominciai a trascinarlo verso l'uscita.
Una volta fuori, però, lui mi fece sbattere vicino al muro, tornando a baciarmi.
"Cazzo, Draco." Sbottai, un po' per il dolore dovuto alla sua violenza, un po' per l'eccitazione. "Credevo mi avessi chiesto di trovarti delle scale qui al Manor. Queste non ti vanno bene?" Chiese indicando gli scalini sotto di noi con un sorriso malizioso.
Scoppiai a ridere, prendendolo per i capelli, e tirandoli leggermente, facendolo gemere sommessamente, e godendo nel vederlo in quello stato solo per me.
"E io credevo stessimo discutendo, fino a pochi secondi fa." Lo punzecchiai. Lui si strinse nelle spalle.
"Ho sentito che il sesso è il modo migliore per far pace con il proprio partner." Rispose semplicemente, mettendo le mani sotto alla mia maglietta: erano fredde a contatto con la mia pelle calda e mi fecero rabbrividire.
"Molto convincente, Draco." Sussurrai, tirandomelo addosso, soltanto per concentrarmi sulle sue labbra, mentre lui cercava di sollevarmi la maglietta per togliermela. Glielo permisi, togliendogli la felpa che indossava.
"Sicuro che nessuno salga qui sopra?" Chiesi preoccupato, per un attimo, che qualcuno avesse potuto vederci fare quello che stavamo per fare.
"Harry, sono l'unico a venire in questo posto. Nemmeno Pansy sale mai qui." Mi rassicurò.
"Adoro vederti con solo questa addosso." Dissi allora, rilassandomi, e tirando leggermente la collanina che aveva al collo, come d'abitudine.
"Io adoro di più quando sei tu a starmi addosso." Ribadì lui, schiacciandomi un po' di più vicino al muro. Gemetti sommessamente.
Draco sorrise, poi scese il primo scalino, e inginocchiandosi davanti a me, mi abbassò i pantaloni. Dovetti afferrare la balaustra con forza per reggermi in piedi, quando le gambe mi cedettero a causa della presa di Draco sul mio membro, e delle sue labbra su di esso.
Ansimai apertamente, prima di mordere il labbro con forza.
Draco mi aveva assicurato che nessuno sarebbe salito lì sopra, ma se avessimo fatto rumore, ero certo che si sarebbe sentito nell'intera sala della palestra, e Dio solo sapeva cosa avrebbe potuto fare Pansy se si fosse accorta di noi. Probabilmente sarebbe corsa a farci un video.
Il solo pensare che avesse potuto immortalare Draco in ginocchio davanti a me, mentre mi faceva un pompino, per poco non mi fece allontanare con forza il ragazzo.
Ogni mio pensiero, però, si dissolse, mentre lui continuava a muoversi su di me, e le mie mani si incastravano nei suoi capelli, favorendogli il moto.
"Chi lo avrebbe mai detto che dal basso fossi addirittura più sensuale?" Draco si passò una mano sulla bocca, sorridendomi malizioso. Repressi un gemito, prima di afferrarlo per la spalla e portarmelo all'altezza delle labbra, baciandolo nuovamente.
"Chi lo avrebbe mai detto che se stai zitto e usi la bocca in altri modi, sei addirittura più sopportabile?" Dissi io, prendendolo in giro.
"Uh, qualcuno qui sta tirando fuori gli artigli. Mi piace." Soltanto guardando il suo viso arrossato e i suoi capelli disordinati, mi sentii fremere.
Draco si lanciò di nuovo all'assalto, questa volta assicurandosi che io fossi saldo con la schiena sui gradini, prima di seguire con la mano il profilo del mio addome. Si slacciò i pantaloni e se li abbassò, giusto il necessario, prima di mettersi il preservativo ed entrare dentro di me.
Urlai, ma subito lui mi mise una mano sulla bocca, impedendomi di fare altro rumore.
"Fa piano, Harry." Mi sgridò, ansimante, provocandomi con il suo tono più malizioso. Avrei voluto alzare gli occhi al cielo, ma le sue spinte violente mi impedivano di fare qualsiasi cosa che non fosse godere piacevolmente di lui.
Nei nostri momenti di intimità, c'era sempre stata dolcezza, eppure in quel momento sentivo che a guidarci fosse solo la rabbia e la passione, e non mi dispiaceva affatto.
Forse era quello che Draco intendeva con il fare pace: sfogare tutta la nostra frustrazione in qualcosa che portava piacere, piuttosto che disagio.
Un attimo guardavo in faccia il mio ragazzo, l'attimo dopo mi ritrovai a dargli le spalle, mentre lui mi prendeva da dietro. Fortunatamente, la sua mano sulla mia bocca era salda, così come quella sul mio fianco. Le spinte di Draco erano decise e marcate, e seguivano il ritmo accelerato del battito del mio cuore, così come la mia mano sul mio membro.
"Draco, sto per..." Mugugnai nella sua mano. Lui, veloce come un fulmine, afferrò la sua maglia, a diversi scalini di distanza da noi, e la mise sotto di me, in modo da non sporcare.
Mi complimentai mentalmente con lui per la sua prontezza di spirito ed efficacia, perché poche spinte dopo, venimmo insieme. Draco si tolse subito da me, per non pesarmi addosso, accasciandosi accanto al mio corpo esausto.
Appoggiai la guancia sullo scalino freddo, cercando di riprendermi, respirando a pieni polmoni con gli occhi chiusi.
"E' questo il trucco delle coppie che litigano spesso, eh?" Chiesi ironico. Draco scoppiò a ridere.
"Beh, direi che lo scopriremo solo vivendo."
"Qualcuno deve sul serio iniziare a prendere lezioni di cucina." Pansy si sedette accanto a Theo, mentre Blaise e Draco mettevano sul tavolo le due buste di cibo. Dopo esserci ripresi dalla nostra piccola avventura sulle scale, ci eravamo riuniti insieme al resto del gruppo, ed eravamo saliti nella stanza dei bambini per cenare tutti insieme.
Avevamo optato per della cucina thailandese, prenotando quasi tutti i numeri del menù del ristorante della fine della strada, ma adesso che era arrivato il nostro ordine, sapevo che non sarebbe affatto bastato per le nostre bocche affamate. Sospirai.
"Oppure potremmo mangiare insieme a tutti gli altri della banda..." Proposi a mezza voce.
Pansy alzò gli occhi al cielo.
"Anche loro avrebbero bisogno di lezioni di cucina. A Natale ci siamo salvati soltanto perché hanno cucinato Bella e Cissy, ma di solito loro non ci sono, e noi siamo costretti a farci andare giù la solita brodaglia che cucina Remus." Si lamentò. Io non potei che annuire debolmente.
Ricordavo ancora l'unica volta in cui avevo mangiato insieme agli altri: Pansy e Draco erano via per una delle loro missioni, e io mi ero trascinato a forza verso la sala da pranzo, confortato dalla presenza dei bambini, con cui avevo passato il tempo. Sfortunatamente, però, il pranzo non era stato della stessa qualità della compagnia. Il menù del giorno era stato, infatti, minestra di verdure e pane scaldato. Non proprio nei miei gusti...
"Sta attenta a non farti sentire da Sirius. Potrebbe sul serio metterti alla gogna per ciò che hai detto." Le disse Theo, a bassa voce, guardandosi intorno furtivo.
"Non ho detto niente di male contro il suo amato Moony. Anche io lo adoro, ma dovrebbero esiliarlo dalla cucina." Continuò la ragazza, imperterrita. Nene, accanto a me, mi rivolse uno sguardo interrogativo, così io gli sorrisi.
"Sirius e Remus fanno parte dei membri più grandi della banda. E sono una coppia. Una coppia molto affiatata." Spiegai brevemente. Lui annuì.
"Sono i genitori di questa banda, presumo. Insomma, Moony potrebbe essere tranquillamente scambiato per la terza sorella di Bella e Cissy, e per quanto riguarda Sirius... beh, lui è decisamente una figura paterna per tutti noi." Approfondì Theo, completamente rivolto verso il mio migliore amico, il quale però, si voltò in un'altra direzione, cominciando a sbirciare nelle scatole di cibo, come se ne dipendesse la sua stessa vita. Sospirai.
"Qui dentro anche le pareti hanno le orecchie. Smettetela di borbottare e cominciate a mangiare. Con la fame che mi ritrovo potrei persino mangiare voi." Si intromise Draco, fulminando tutto il gruppo con un solo sguardo.
"Cos'è Draco? Non ti è bastato mangiare Harry?" Blaise diede una gomitata al biondo, sfottendolo furbamente.
Nene per poco non soffocò con la birra che aveva appena cominciato a bere.
Io, invece, mi bloccai dal prendere uno dei piatti sulla tavola, rimanendo con la mano a mezz'aria. Guardai prima Blaise, poi Draco, ma quest'ultimo sembrava sorpreso quanto me, facendomi capire che non aveva detto nulla di quello che era successo in palestra.
"Soltanto perché io e Draco stiamo insieme, non significa che voi dobbiate per forza fare del sarcasmo sulla nostra vita sessuale." Ribadii, alzando gli occhi al cielo. Blaise si rabbuiò.
"Vi stavo solo prendendo in giro... Da quando sei così suscettibile?" Chiese lui, offeso.
Mi strinsi nelle spalle, cominciando a mangiare.
"Scherzare è bello, Blaise. Ma dovresti imparare a capire quale sia il momento ed il luogo adatto per farlo. Quando cominci a far diventare lo scherzo il tuo unico strumento di comunicazione, la gente potrebbe irritarsi." Disse Pansy, tranquillamente. "E lo stesso vale per te, Theo." Precisò. Le rivolsi uno sguardo di gratitudine. I due interessati sbuffarono, ma rendendosi conto che fossero comunque in minoranza numerica, lasciarono perdere l'argomento, cominciando a mangiare.
Era tutta un'altra cosa rispetto a quando avevamo passato il nostro tempo fuori dal Manor, e l'assenza di Hermione e Ron si sentiva. Non tanto per il fatto che mancassero, ma per il visibile cambio di atteggiamento dei presenti. Sembrava che avessimo perso il mordente, anzi, era proprio così. Era palese che il fatto che Blaise si fosse aggiunto alla nostra combriccola, era dovuto solo ed esclusivamente a Ronald, e il disagio che arieggiava tra Theo e Adhane rendeva l'atmosfera ancor meno sopportabile.
"Prova questo, è buonissimo." Adhane mi mise un pezzo di carne nel piatto, suggerendomi di mangiarla. Sorrisi riconoscente, ma proprio mentre stavo per afferrarla con la mia forchetta, Draco la infilzò con la sua, portandola alle labbra con una leggerezza tanto finta da sembrare pacchiana. Adhane sbarrò gli occhi, sorpreso e infastidito dalla sua mossa.
"Sì, davvero buono, ma ad Harry non piacciono le cose piccanti." Disse il biondo, masticando con indifferenza calcolata. Adhane sbuffò, stringendo i denti. Ridacchiai nervosamente, sentendomi al centro di uno scontro a fuoco. Era la stessa sensazione che avevo provato quando Theo aveva tentato di approcciarmi, non appena ero arrivato al Manor, ma adesso che era Adhane ad occupare quel ruolo, mi sentivo totalmente a disagio.
Per me era normale considerarlo un atteggiamento amichevole, ma sapevo che Draco teneva d'occhio qualsiasi cosa, il che mi metteva in allarme. Non volevo che pensasse male, ma non volevo nemmeno che Adhane si allontanasse, o si privasse di determinati atteggiamenti, solo perché il mio ragazzo ne era geloso.
"Potresti passarmi dell'acqua?" Chiesi al mio migliore amico, cercando di dissimulare l'imbarazzo. Lui fece per allungarsi verso la bottiglia più vicina, ma Draco, al mio fianco, non perse tempo, e mi porse una bottiglietta d'acqua naturale.
"G-grazie." Balbettai, abbassando lo sguardo. Sentivo gli occhi di Nene su di me, ma tentai di comportarmi normalmente.
Se Draco non lo avesse accusato di essere una potenziale minaccia dal punto di vista sentimentale, di certo non mi sarei sentito in quel modo.
Resistetti all'impulso di mettermi le mani nei capelli, e bevetti la mia acqua con misurata lentezza. Draco gongolò, allegramente, lanciando sguardi minacciosi all'altro lato del tavolo. Non pareva l'unico, però, a comportarsi come un cane da guardia. Proprio davanti a me, Theo continuava a voltare la testa tra me e Nene, soppesandoci con gli occhi, in maniera quasi ossessiva. Persino Blaise non riusciva a capire che cosa gli prendesse, perché continuava a punzecchiarlo sotto al tavolo, chiedendo spiegazioni, senza però ottenere risposta.
Pansy, dal canto suo, stava con la testa china sul cellulare, lasciando tutti noi nell'oblio dell'imbarazzo, privi delle sue solite scenate drammatiche.Fu così, che per i successivi dieci minuti, mangiammo tutti in silenzio, ognuno immerso nei propri pensieri.
"Gli si alza per ultimo pulisce!" Urlò Blaise ad un certo punto. Tutti ci guardammo, sorpresi e spaventati allo stesso tempo; gli unici che ancora stavano mangiando erano Theo e Adhane. Io mi alzai per secondo, fuggendo verso la porta insieme a Draco, ridendo di chi rimase indietro. Pansy inciampò, e arrivò alla porta strisciando, mentre Blaise ovviamente era già fuori.
"Ottimo, pare proprio che il destino abbia scelto voi due!" Pansy puntò il dito verso i due ragazzi ancora seduti, che sentendo la sua voce, si alzarono di scatto, nello stesso istante.
"Come volevasi dimostrare... le sfide qui dentro hanno un grosso significato, e Theo, tu lo dovresti sapere. Insegna al novellino la dura realtà delle Serpi." Continuò la ragazza, sorridendo misteriosamente. Alzai gli occhi al cielo, calciandola leggermente, dato che si trovava ancora a terra.
"Non dirmi che stai cercando di far mettere insieme anche loro. Questo posto comincia a sembrarmi un Harem o una cosa del genere." Le sussurrai, accucciandomi accanto a lei, che mi fece segno con la mano di lasciar perdere.
"Cosa c'è Harry? Hai paura di perdere il tuo Nene?" Draco mi fissò minaccioso, sussurrando anche lui. Mi trattenni dal sospirare.
"Sono più preoccupato del fatto che possa staccare a morsi il braccio di Theo. Ogni volta che lo guarda sembra che gli voglia saltare al collo... e non per dargli un abbraccio." Risposi semplicemente. Pansy si strinse nelle spalle.
"Qualsiasi cosa vogliano fare, sono fatti loro. Scusate, ma io vado a chiamare Herm." Si alzò, pulendosi i jeans che si erano sporcati, e mettendosi in ordine i capelli. Scossi la testa.
"Salutami la mia migliore amica." Sbottai, salutandola. Lei agitò una mano in aria in segno di assenso, sparendo verso le scale.
Dentro la stanza, Theo e Adhane sembravano ancora lottare tra loro per chi dovesse rimanere a pulire, fissandosi in cagnesco, ma senza dire una parola.
"Possiamo andare?" Draco incrociò le braccia al petto, scocciato. Annui, a malincuore.
Avrei mentito se avessi detto che non volevo rimanere a spiare quei due, ma se solo avessi osato rimanere lì, ero certo che Draco si sarebbe arrabbiato davvero, e che poi non sarebbero bastate nemmeno tutte le scale del Manor per farci chiarire.
"Certo. Andiamo." Diedi un'ultima occhiata all'interno della stanza, presi per mano il mio ragazzo e insieme ci avviammo in camera nostra.
Avevo il timore che lasciare Adhane in quella situazione avrebbe potuto metterlo a disagio al punto da fargli decidere di andar via, ma poi ricordai che se la sua intenzione era quella di vivere al Manor con me, quella non sarebbe stata ne la prima, ne l'ultima volta che avrebbe dovuto passare da solo, del tempo con gli altri membri.
Il fatto che lui e Theo si conoscessero già, forse avrebbe potuto addirittura aiutarlo.
"A cosa stai pensando?" Chiese Draco, vedendomi silenzioso. Accennai un sorriso.
"Credo che nei giorni della mia assenza i bambini abbiano finito i libri che avevamo preso in biblioteca. Stavo pensando di andarne a prendere degli altri domani." Mentii.
"Oh. D'accordo, ti accompagnerò." Rispose, fieramente.
"Non potrei chiedere di meglio."
Angolino autrice:
Eccoooooomiiiiiii Leoncini. Il capitolo è un po' più breve del solito, quindi mi scuso, ma volevo davvero pubblicare qualcosa, e approfittarne per darvi i miei migliori auguri per questa Pasqua, con la speranza che sia l'ultimo sforzo da affrontare prima di poter tornare a vivere un po' di normalità nelle prossime feste...
Come al solito, fatemi sapere se ci sono errori o incongruenze nella trama, dato che come sapete, ho la memoria di un pesciolino rosso. Per il resto, spero che il capitolo, seppur breve, vi sia piaciuto. Un bacione e alla prossima ❤️❤️❤️
Domandina del giorno:
Mangerete l'uovo di Pasqua? Fatemi sapere quali sorprese vi sono uscite
✨👄✨
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