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Capitolo 19 - christmas time -

Quella mattina mi ero svegliato più allegro del solito, avendo passato la notte precedente a scartare i regali, e avendo fatto il pieno del sorriso di Draco. Lo stesso Draco che evidentemente mi aveva messo a dormire sul letto, e poi era sparito chissà dove, lasciandomi da solo. Ci rimasi un po' male, quando, aprendo gli occhi, non lo vidi al mio fianco, ma almeno, pensai, non avrei dovuto sotterrarmi per l'imbarazzo già di prima mattina.
Mi alzai dal letto con uno sbadiglio e mi affacciai alla finestra. La neve si era appoggiata al suolo, creando un manto bianco su tutto il paesaggio, facendomi sorridere.
Volevo scendere in fretta e andare a scattare un po' di foto, magari insieme ai miei amici, sperando, che almeno quel giorno, mi avrebbero permesso di passare del tempo insieme a loro. Presto sarebbero dovuti tornare a casa, e a me sembrava di non essermeli goduti abbastanza.
Feci la doccia e inaugurai il nuovo phon, asciugandomi i capelli con cura, prima di vestirmi, mettendo una maglia a collo alto nera, con sopra un maglione largo verde, e un paio di jeans. Poi, andai diretto in camera di Pan, e senza nemmeno bussare aprii la porta, intrufolandomi dentro. Le persiane erano abbassate per metà, permettendo ai raggi del sole di illuminare la stanza quel poco che bastava a vedere il letto occupato da due persone. Sorrisi malizioso, capendo che Hermione aveva dormito lì. Certo, entrambe sembravano starsene nel loro lato nel letto, ma era innegabile che lo stessero condividendo.
<<Sveglia, dormiglione! E' Natale!>> Urlai, in vena di dare fastidio, prima di lanciarmi in mezzo a loro. Pansy mi colpì con il suo cuscino, mentre Hermione, spaventata, si tirò su a sedere. Scoppiai a ridere. <<Buongiorno splendori.>> Sorrisi, accoccolandomi tra le lenzuola.
<<Harry!>> Hermione si mise una mano sul petto, cercando di respirare normalmente.
<<Sì, sono io.>> Dissi, ironico. Lei alzò gli occhi al cielo, ma si rimise comunque comoda al suo posto, appoggiando le spalle al muro.
<<Sei di ottimo umore, stamattina.>> Pansy mi fulminò con lo sguardo, assonnata.
<<E' Natale. Certo che sono di ottimo umore. Dovresti esserlo anche tu.>> La presi in giro, cominciando a punzecchiarle una guancia, rigata dal segno delle lenzuola.
<<Lo sarei di certo, se qualcuno non mi avesse svegliato in modo così burbero.>> Si lamentò. Allargai le braccia, chiedendole, implicitamente di avvicinarsi. Lei sbuffò, ma si rannicchiò ugualmente su di me, appoggiando la testa sul mio petto.
<<La tua vendetta contro di me non mi piace per niente.>> Brontolò, riferendosi a tutte le volte in cui lei mi aveva svegliato allo stesso modo. Io ed Hermione ridacchiammo.
<<A proposito. Tu cosa ci fai qui?>> Chiesi, rivolgendomi alla bionda, con un sorrisetto furbo.
Lei si passò una mano tra i capelli, togliendo i ciuffi ribelli dalla faccia, per appuntarli dietro le orecchie.
<<Ieri ci siamo ritirate tardi, e parlando ci siamo addormentate.>> Si giustificò, visibilmente indecisa su cosa dire, o fare. Pansy mi diede un pizzicotto sul braccio.
<<Ehi!>> Mi ribellai. Lei mi fece la linguaccia. <<Sono solo curioso.>> Mimai con le labbra. Lei sospirò. <<Vado a farmi la doccia.>> Fece, quindi. La conoscevo abbastanza da sapere che era una scusa per lasciarmi parlare in pace con la mia migliore amica.
<<Harry, credo di doverti dire alcune cose...>> Disse, infatti, la bionda, quando Pan si dileguò nel bagno, arrancando pigramente.
<<Ron mi ha già spiegato un po' di cose.>> Sospirai io, guardandola negli occhi. Hermione boccheggiò, era chiaro che non si aspettasse che il rosso riuscisse a parlarmene prima che lo facesse lei. Sorrisi, rassicurante.
<<Non devi dirmi niente, davvero. Sono solo sorpreso dal fatto che tu e lui mi abbiate nascosto queste cose fino ad ora.>> Dissi, sincero. Lei annuì, pensierosa.
<<Ti ha anche detto che io e lui...?>> Annuii prima che potesse continuare.
Hermione si coprì il volto, in preda alla vergogna. <<Oddio non oso immaginare cosa penserai di noi... di me.>> Cominciò ad elucubrare. Le misi una mano sulla spalla, cercando di farle capire che non avevo la minima intenzione di farla sentire a disagio per quello che aveva fatto.
<<Herm? Qual'è il problema? Avete scopato, e poi siete rimasti amici... A quanto pare è normale fare cose del genere per quelli che conosco, quindi...>> Le dissi. Lei mi guardò, togliendo finalmente le mani dal viso. Non aveva nulla da vergognarsi, e poi, infondo chi ero io per giudicarla su una cosa che a lei piaceva? Ognuno era libero di vedere chi voleva, e di prendere le scelte che gli sembravano più giuste per se stesso. Era una regola che non avevo mai applicato su me stesso, sentendomi chiuso in una gabbia fatta di aspettative, ma avevo sempre lasciato agli altri la libertà di essere chi volevano con me.
<<È che vorrei capire come siete finiti a letto insieme, se a te piacciono le ragazze e a lui i ragazzi.>> Continuai, curioso. Lei scosse la testa. <<È questo il problema: che a me non mi piacciono SOLO le ragazze. E a quanto pare, ai tempi, Ron era ancora confuso su quello che provava, quindi...>> Lasciò la frase appesa.
<<Quindi a te piaceva sul serio?>> Chiesi, sbigottito.
La storia assumeva una sfumatura diversa, adesso che avevo sentito le versioni di entrambi.
Ad Herm doveva essere piaciuto davvero Ron, e non riuscivo nemmeno ad immaginare come si fosse sentita ad essere quella che gli aveva fatto capire che a lui non piacevano le ragazze.
<<Sono passati secoli, ma sì, Ronald mi piaceva sul serio. Credo sia stato l'unico ragazzo per il quale io mi sia presa una sbandata seria, gli altri sono stati solo passatempi.>> Raccontò. Era strano scoprire tutti quei dettagli sulla vita privata dei miei migliori amici, alla quale non mi ero mai interessato. Fino a quel momento avevo pensato che, come me, non avessero un briciolo di vita sociale o cose simili, soltanto adesso mi rendevo conto di essere stato solo egoista.
Avevo creduto di essere l'unico a dover mantenere dei segreti, a stare male per la mia famiglia o a fare cose che non ritenevo giuste, ma mi sbagliavo.
<<Mi dispiace di non essermene mai reso conto. Sono stato un pessimo amico.>> Dissi, infatti. Hermione scosse con forza la testa. <<No, Harry. Non lo sei stato, e sai perché? Perché tutto quello che hai fatto, la distanza che hai tenuto con noi... sono convinta tu ti sia comportato in quel modo per allontanarci da qualcosa che ritenevi pericoloso per la nostra vita.>> La ragazza mi prese la mano, tenendola nella sua, come avrebbe fatto una madre in apprensione.
<<Non c'è bisogno che tu ce lo racconti, possiamo immaginare che cosa facessi nel tempo in cui non eri con noi, come possiamo immaginare che tu te ne sia liberato quando sei venuto qui al Manor...>> Continuò Hermione. Era sempre stata troppo intelligente per essere presa in giro.
<<La tua vita è cambiata, e se tu non fossi stato un vero amico, ti saresti liberato di noi come hai fatto con il tuo passato, eppure eccoci qui. Stai cercando di recuperare ogni attimo che ritieni sprecato. E' così che si comporta un vero amico.>> Mi confortò, sincera. Non potei fare a meno di sorridere.
<<Sono felice di sentirtelo dire.>> La abbracciai. <<Allora... Pansy?>> Chiesi, poi, quando ci dividemmo dalla presa, e il momento intimo sfumò, sostituito da argomenti più leggeri. Hermione arrossì, nuovamente. <<È una bella ragazza, è simpatica, ed è gentile. Tu e lei siete molto simili, non mi meraviglia che andiate così tanto d'accordo.>> Disse, cercando di descriverla appieno. Sorrisi, non ci vedevo troppa somiglianza, ma per quel che riguardava l'andare d'accordo, Hermione aveva più che ragione. <<In effetti anche la somiglianza fisica è inquietante. Insomma, potreste tranquillamente essere scambiati per parenti.>> Continuò, osservandomi da vicino. Scoppiai a ridere.
<<Avete finito la confessione?>> Pansy entrò di nuovo in camera, stretta nel suo accappatoio grigio scuro, gocciolando sul pavimento come in uno di quei film dell'orrore che tanto odiava.
Le lanciai un'occhiata di sbieco. In effetti ora che lo notavo, capivo quello che intendeva Herm. I capelli neri, la forma degli occhi...
<<Sì, la confessione è finita. A proposito, io ero venuto qui per chiedervi di andare in giardino a fare qualche foto. La neve è stupenda, e scommetto che se aspettiamo anche solo un'ora, i bambini la rovineranno tutta per giocare.>> Dissi, cominciando ad alzarmi dal letto. Hermione annuì, allegra.
<<Awwww Harreh, ogni tanto le tue idee mi emozionano.>> Mi prese in giro, con gli occhi a cuoricino, evidentemente entusiasta della mia proposta, anche se voleva farmi credere di no. Ridacchiai.
<<Lo so che stavi aspettando la neve per sfoggiare quel tuo nuovo pellicciotto bianco. Secondo te perché mi sarei offerto di andare a fare delle foto?>> La incalzai ancora, sapendo che con quella frase avrei di sicuro riconquistato le sue grazie, perse dopo averla svegliata quella mattina.
<<Siiiiii, grazie Harry.>>Lei mi corse incontro, abbracciandomi. <<Sarebbe tutto così perfetto se ci fosse anche Dray.>> Mormorò, poi, sulla mia spalla, capricciosa. Alzai gli occhi al cielo.
<<Dovresti chiamare anche Ron!>> Si intromise Hermione. Sospirai.
<<D'accordo, d'accordo. Chiamerò entrambi. Ci vediamo di sotto tra venti minuti.>> Acconsentii, subito. Sia perché non volevo che quelle due si lamentassero, sia perché anche io volevo che ci fossero i ragazzi.
<<E tu!>> Mi voltai, prima di uscire dalla stanza, fissando Pan negli occhi. <<Metti un cappello prima di uscire. Se asciughi i capelli e poi vai fuori, ti prenderai una broncopolmonite.>> La avvertii, serio. Lei sbuffò, prima di sorridere. <<Va bene, Papà.>> Fece ironica.

Bussai alla camera di Ron, solo per scoprire che era già vestito e pronto a qualsiasi cosa avessi da proporre. Così, dopo aver dato anche a lui appuntamento nell'ingresso in venti minuti, mi avviai verso la stanza di Draco.
Non sapevo quando avesse lasciato la mia, se avesse dormito con me, o se se ne fosse andato nel cuore della notte, e dovevo ammettere che adesso avevo un po' di ansia al riguardo.
Non avevo voluto pensarci, ma era inevitabile per me chiedermi per quale motivo non fosse rimasto insieme a me. Bussai piano sul legno scuro della porta, attendendo una risposta.
<<Avanti.>> Mi calmai un po', sentendo la sua voce calda e roca come al solito.
<<Buongiorno.>> Salutai, entrando. Draco, seduto sulla poltroncina davanti alla finestra aperta, alzò la testa, distogliendo lo sguardo dal libro che stava leggendo, mentre manteneva in bilico una sigaretta nell'altra mano.
<<Buongiorno a te.>> Disse, accennando un sorriso. Tutti i miei dubbi sul fatto che se ne fosse andato prima che mi svegliassi, si frantumarono nel suo sguardo dolce e pieno di gioia. Presi un sospiro di sollievo.
<<Mi dispiace se ti sei svegliato da solo. Non riuscivo a dormire, e non volevo disturbare anche te.>> Si giustificò, senza che io avessi nemmeno il tempo di chiedere spiegazioni sulla questione. Probabilmente non lo avrei fatto neppure, se la scelta fosse stata mia. Non volevo essere quel tipo di persona che monitora ogni passo del proprio compagno.
<<Tranquillo, non devi rendermi partecipe di ogni tuo spostamento.>> Lo confortai, ma più che un voler concedere libertà, mi sembrò quasi un volermi tenere a distanza da lui, così cercai di recuperare. <<Comunque non mi avresti disturbato affatto. La prossima volta puoi rimanere traquillamente a leggere accanto a me.>> Okay ero appena passato dalla padella alla brace. Draco chiuse il libro, facendomi cenno di raggiungerlo. Andai verso di lui, titubante. <<Cosa c'è?>> Chiesi, stando lontano quel tanto che bastava a non farmi divorare vivo dai suoi occhi ghiaccio. L'orecchino che gli avevo fatto la sera prima era illuminato dalla luce bianca del sole che rifletteva sulla neve, ed era davvero magnifico. Sapevo che Draco ci sarebbe stato divinamente.
<<Hai disinfettato l'orecchio?>> Chiesi, guardandolo. Draco si strinse nelle spalle.
<<Lo devo fare sul serio?>> Domandò di rimando. Mi diedi uno schiaffo sulla fronte, drammatico.
<<Certo che devi farlo, se non vuoi che prenda infezione.>> Mi lamentai. Gli chiesi di aspettare un attimo e corsi in camera mia.
Dopo aver cercato delle medicine per Draco quando era stato malato, senza ovviamente trovarle, il giorno prima, oltre ad aver preso i regali di Natale, mi ero premurato di comprare una cassettina medica, e riempirla di cose di prima necessità. La presi dall'armadio, e tornai dal biondo, che intanto aveva spento la sigaretta.
<<Ti stai trasformando in una specie di mammina da quando sei con quei bambini, lo sai?>> Disse, alternando placidamente lo sguardo tra me e la cassettina. Presi un po' di cotone idrofilo e lo imbevetti di acqua ossigenata. <<Sì, sembri proprio Wendy di Peter Pan.>> Continuò, fissandomi come per notarne maggiormente la somiglianza. Sbuffai, spazientito, e afferrandogli l'orecchio non troppo dolcemente, lo punzecchiai con il cotone.
<<Ehi, fai piano.>> Draco mi afferrò il polso, fermando il mio attacco. Lo guardai, con aria di sfida. <<Visto? Se ti fa male significa che sta prendendo infezione. Dovresti prenderti più cura di te stesso.>> Ne approfittai per sgridarlo. Stetti per continuare a disinfettarlo, quando lui appoggiò le mani sui miei fianchi, tirandomi a sè, e costringendomi a sedermi sulle sue gambe. Mi si mozzò il fiato, quando il mio volto fu a pochi millimetri dal suo, così come altre parti del corpo che avrei preferito rimanessero lontane.
<<Non sembravi essere in una posizione molto comoda.>> Sussurrò il biondo, provocandomi.
Era davvero uno spaccone, ed io non gli avrei dato soddisfazioni. Presi la bottiglia dell'acqua ossigenata, e stando attento a non versarla sui vestiti, la buttai sul suo orecchio, facendolo sussultare. Sorrisi leggermente.
<<Dovresti girarlo di tanto in tanto, e vedi di curarlo.>> Feci per alzarmi, ma lui mi riafferrò il polso, riportandomi esattamente dove ero prima. Gemetti, cercando di non arrossire.
<<Non dai un premio al paziente?>> Chiese ancora.
Implorai gli Dei che quel suo modo sfacciato di fare fosse solo una fase, altrimenti non avremmo messo più piede fuori la camera da letto per un bel po'.
<<Se lo faccio mi lascerai in pace?>> Supplicai. Draco sorrise furbamente.
<<Forse, o forse no.>> Brontolò misterioso. Sbuffai per l'ennesima volta.
<<Allora scordatelo. Ho detto agli altri di aspettarci nell'ingresso, non voglio farli aspettare.>> Dissi, e prima che potesse riacchiapparmi, mi allontanai, frettolosamente. Lui rimase fermo dov'era.
<<Andiamo, Draco. Se non scendi Pan mi fa a fettine.>> Mi lamentai, quando lo vidi incrociare le braccia al petto, deciso a non muoversi.
<<E poi io sono la mammina. Come dovrei comportarmi con un bambino come te?>> Mormorai, a voce talmente bassa da non essere nemmeno sicuro di aver parlato. Mi avvicinai a Draco e gli lasciai un bacio a stampo sulle labbra, prendendolo per la mano e trascinandomelo fuori. Lo sentii ridere.
<<Sei davvero una Wendy perfetta.>> Mi prese in giro. Alzai gli occhi al cielo.
<<Taci, prima che io cambi idea e ti lasci in camera da solo il giorno di Natale.>> Dissi, senza nemmeno voltarmi.
Se lo avessi fatto, Draco avrebbe visto che stavo sorridendo anche io, e la mia maschera di fastidio sarebbe crollata.
<<Non lo faresti mai, Harry.>>
<<Mettimi alla prova, Draco.>>

Angolino autrice:
Eccomi quaaaa 🙋🏻‍♀️🙋🏻‍♀️ Il capitolo è un po' cortino, ma spero vi piaccia 💚
Come al solito fatemi sapere cosa ne pensate.
Un bacione e alla prossima ❤️❤️❤️❤️

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