24
-Dove cazzo eri?- urlò Dane.
Iniziò a camminare in modo spedito verso la figura di Virginia che era seduta sul divano dell'ingresso.
-Stai calmo ragazzone.- Luke lo prese da un braccio e lo bloccò -Tu ora vieni con noi.-
Calum e Michael lo presero per l'altro braccio e lo portarono di nuovo fuori dalla camera dell'albergo.
Zahila sospirò, chiuse la porta e si tolse la maschera leggermente sporca.
-Virginia.- la chiamò gentilmente. La ragazza alzò lo sguardo, sembrava dispiaciuta.
-Si?-
-Vai a dormire, sarai stanca.- le disse.
Virginia annuì, si alzò e a testa bassa fece per andare nella sua stanza. Si fermò allo stipite.
-Zahila, Ashton. Mi dispiace per non essere venuta, avrei potuto dare una mano.-
Zahila fece un sorriso e scosse la testa, -Fa niente, non sei ancora pronta per combattere. Solo la prossima volta puoi dirci dove sei? Siamo solo preoccupati.-
-Sisi.- rispose Virginia sorridendo, chiuse la porta della sua stanza dopo esserci entrata.
Subito dopo Zahila si appoggiò alla spalla di Ashton.
-Sono così stanca.- mormorò a bassa voce.
-Anche io, è stata una lunga giornata.- parlò -Ma non troppo lunga.-
Zahila si distanziò, riuscì a guardarlo per qualche secondo e neanche iniziò a leggere i suoi pensieri che si ritrovò sollevata da terra.
Fece un urlo e rise per poi aggrapparsi con entrambe le mani al bordo della maglia di Ashton, Zahila era a testa in giù mentre il ragazzo le teneva la vita stretta sulla sua spalla.
-Cosa stai facendo?- rise ad alta voce Zahila, vide Ashton oltrepassare il divano e dirigersi verso la loro stanza.
-Secondo te?- la istigò.
Zahila fece per rispondere ma qualche secondo dopo venne sollevata e messa sul letto con poca grazia, scalciò e si portò le mani al viso.
-C'è Virginia due stanze più accanto.- si lamentò. Le venne un brivido quando intravide dalle dita che a aveva messo contro agli occhi Ashton che si mosse verso la porta. Il rumore sordo della chiave che girò dentro alla toppa le fece girare la testa.
E' così tanto che non stiamo da soli. Pensò Ashton -E poi non dobbiamo per forza fare casino, no?- aggiunse.
Zahila si appoggiò contro al materasso con i gomiti, lui la guardò immobile. Aveva come gli occhi incastonati su di lei, ovunque sul suo corpo e nella sua mente. Quando la guardava gli veniva quasi da ridere, perchè tutto quel poco che aveva visto nella vita in confronto a lei era niente. Non pensava che si sarebbe mai sentito così.
Si ricordò di quando aveva letto dei Nessuno, di come la sua sorellina stesse giocando sul tappeto rosso e continuava a lanciargli pezzetti di Lego addosso. Si ricordava anche che l'aveva sgridata perchè non riusciva a concentrarsi. A 7 anni ancora non gli veniva così spontaneo leggere.
I ricordi riportarono malinconia ma la sensazione di gelosia che provava verso i Nessuno era così alta che ancora si ricordava quel fastidio al basso intestino quando lesse quella parte del libro.
"Il mito del Simposio di Platone dice che all'origine dei tempi gli esseri umani non erano suddivisi per genere, e ciascuno di essi aveva quattro braccia, quattro gambe e due teste. Col tempo gli ermafroditi cominciarono ad essere insolenti nei confronti degli dei e questi, per punizione, li separarono in due parti con un fulmine, creando da ogni essere umano primordiale un uomo e una donna. Come conseguenza, ogni essere umano cerca di ritrovare la propria iniziale completezza cercando la propria metà perduta. Tutta via, alcuni di questi esseri riuscirono a rimanere parzialmente legati tra di loro, attraverso i sensi, la mente e l'anima. Questi ultimi divennero i Nessuno, sono anime gemelle che hanno più facilità di ritrovarsi a confronto con le persone normali. Essi condividono l'elenco elencato sopra.
Le anime gemelle sono predestinate ad amarsi, sono la stessa identica cosa, classico è l'esempio della mela tagliata perfettamente a metà."
Ashon aveva sempre invidiato quelle persone, loro non avrebbero mai fatto fatica a trovare la persona giusta, non avrebbero mai faticato, gli sarebbe bastato solo aspettare la propria metà.
L'ostilità che provava all'inizio Ashton per Zahila era perchè lui aveva passato così tanto a cercare una persona su cui potesse appoggiarsi. Aveva baciato così tante ragazze nella speranza che una di loro restasse.
E avendo trovato Zahila gli sembrava tutto una presa in giro.
In quel momento era in piedi, con la schiena appoggiata al muro e la testa leggermente alzata per guardarla meglio.
-Io ti odiavo perchè non sopportavo il fatto che qualcuno sentisse le mie emozioni.- disse Zahila, avendo ascoltato il filo del discorso di Ashton.
Lei si alzò dal letto e senza toccare terra fu davanti ad Ashton in un secondo.
Gli prese il viso tra le mani e lo fece chinare leggermente verso di se.
-Non mi importa più di tanto in questo momento, comunque.- concluse.
Lo spinse di più verso il proprio viso e lo fece scostare dal muro. Fece toccare le loro labbra e con leggerezza Ashton la sollevò dalle gambe facendo aderire i loro corpi.
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-Sapete cosa? Andatevene tutti a fanculo e dite a quella ragazzina di merda che se scompare un'altra volta così, facendo preoccupare tutti, se la vede con me.- sbraitò Dane cercando di togliersi dalle presa dei tre ragazzi.
-Ma stai zitto.- commentò Luke e contemporaneamente gli altri due dissero -Peggio di Ashton e Zahila Signore mio.- e -Manco fossi suo padre.-
Dane riuscì ad uscire dalla presa e cadde nel corridoio del loro piano dell'hotel. Appoggiò le mani sulla moquette morbida e si rialzò in piedi.
-Perché mi dovete sempre sfottere?- si lamentò il ragazzo, sistemandosi il cappello tra i capelli.
-Perché sei simpatico Dane, fai anche ridere.- spiegò Michael.
-Andate affanculo.- alzò il dito medio ai tre ragazzi -Visto che vi faccio così ridere.-
-Fai ridere perché credi di avere un potere su di lei.- continuò Calum.
-Ce l'ho, lei ha solo 15 anni e ha bisogno di qualcuno che.-
-Che, cosa? Che la maltratti e le faccia degli scherzetti da terza elementare?-
Dane abbassò il capo, il suo corpo si rilassò e si portò le mani sul viso.
-No, ovviamente no.-
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