16
Taehyung stava correndo rapidamente tra gli alberi, ormai quasi vicino al piccolo laghetto ai piedi della cascata. Il padre, qualche metro dietro trasportava un fucile che il piccolo odiava vedere, erano andati lì per cacciare, ma dato che il signor Kim non aveva intenzione di far partecipare il suo bambino, aveva ben pensato di portargli della compagnia.
Jungkook, all'epoca tredicenne, stava correndo qualche metro avanti l'uomo, rincorrendo Taehyung con fare divertito, seppur un po' affannato. Quella salita era atroce, sopratutto per lui che a casa sua, a Seoul, non era abituato a fare sport.
L'uomo li osservò sorridendo: giunti in prossimità del lago, con Taehyung che zampettava già con le scarpe nell'acqua, Jungkook riuscì ad afferrarlo con forse un po' troppo slancio, perché caddero entrambi in acqua e ne riemersero entrambi ridendo e completamente fradici.
Kim si fece sfuggire persino una risata alla scena, quei due bambini insieme sembravano essere sempre così dannatamente felici da riuscire a riempire il cuore di chi li guardava di gioia. Era una felicità pura, come se le loro anime fossero state l'una un pezzo dell'altra.
Restò ad osservarli giocare per qualche altro istante, prima di attirare la loro attenzione e comunicare loro che sarebbe andato qualche metro più in su per cacciare qualcosa.
<Mi raccomando, non spostatevi dal lago. Così potrò vedervi tutto il tempo, e state attenti. Ho un kit d'emergenza nel furgone, ma preferirei non usarlo>, disse, facendo ridere i due ragazzini.
<Sta tranquillo, appa! Lo terrò io sotto controllo!>, parlò serio, il piccolo Taehyung, facendo ridere Jungkook al suo fianco ed alzare gli occhi al cielo a suo padre.
<Che c'è?!>, aveva subito chiesto, con sguardo quasi offeso.
<Oh, niente orsetto, niente>, rise il padre, abbassandosi poi a baciare la fronte del figlio, che con quel broncio sulle labbra appariva quasi dieci volte più adorabile agli occhi del genitore.
Prima di risollevarsi lanciò uno sguardo a Jungkook, come per dirgli "mi raccomando, tienilo d'occhio", perché entrambi sapevano che, nonostante Taehyung fosse più grande d'età, non lo era affatto in quanto a comportamento. Il piccolo Jungkook sorrise, come per tranquillizzarlo, perché in fondo non avrebbe mai permesso a Taehyung di farsi del male, avrebbe tenuto tutta la sua attenzione sul maggiore in qualunque caso.
<Ci vediamo tra un paio d'ore, allora. Vi lascio la borsa con la merenda sotto quell'albero>, e detto questo, l'uomo si tirò in piedi, iniziando ad incamminarsi verso l'unico albero all'ombra prima di proseguire per il suo tragitto.
Non appena l'uomo fu scomparso dalla loro vista, Taehyung si voltò a guardare Jungkook con aria di sfida.
<Giochiamo a nascondino?>
La salita non se la ricordava così ripida, affatto.
Forse erano stati gli ultimi anni a New York a rammollirlo, fatto sta che a metà percorso aveva già il fiatone, e la cosa lo intristiva, e non poco.
<Oddio, sono troppo vecchio per questo>, si lamentò, fermandosi qualche istante.
Jinhee fu d'accordo con lui, ed approfittò di quella pausa anche lei, per riprendere fiato.
Jungkook, invece, per la prima volta si sentì particolarmente divertito da quella scena. Per la prima volta non era lui quello che doveva faticare per raggiungere il maggiore. I ruoli sembravano invertirsi, ed il pensiero di questo non riuscì a fargli trattenere ancora la risata che, da dieci minuti buoni, cercava di trattenere.
<Oh, sta zitto tu!>, si sentì subito urlare dietro da Taehyung, cosa che fece esplodere il suo cuore di tenerezza, tanto da farlo tornare indietro per abbracciarlo.
<Scusa TaeTae, giuro che ho provato a non ridere!>, cercò di giustificarsi, beccandosi un leggero schiaffo sul braccio.
<Lasciami, idiota palestrato! Ti odio!>, esclamò, in modo per niente convincente, il maggiore.
Jungkook si ritrovò a ridere ancora una volta, e quando si accertò del fatto che i suoi genitori non li stessero guardando, baciò rapidamente Taehyung sulle labbra, in modo dolce, per rassicurarlo un po'.
Una volta staccatosi, gli sollevò il mento con l'indice, lasciandogli anche una tenera carezza prima di sorridergli.
<Manca poco, tranquillo>
<Tae! Dai, esci fuori, hai vinto!>
Il perché avesse accettato ancora se lo chiedeva. Forse perché l'idea di trovare Taehyung, farlo spaventare un po' e poi abbracciarlo, sembrava un piano perfetto per la sua giovane mente, ma non aveva pensato al fatto che Taehyung conoscesse quel posto meglio di lui.
<Un battimano, ti prego!>, urlò allora il bambino, per farsi sentire.
Taehyung, ridendo nascosto nel suo posticino, allungò le mani davanti a sé e batté le mani una singola volta.
Jungkook, che era rimasto in assoluto silenzio per captare quel suono che tanto aspettava, fece guizzare la testa verso il piccolo laghetto non appena sentì quel rumore. Veniva da...dietro la cascata? Era possibile?
Con sguardo stranito e confuso decise di dare ascolto a quel suo pensiero, e si incamminò verso la cascata, passando direttamente dalla parte dell'acqua, tanto ormai era fradicio comunque.
Nel ripensare a quel particolare iniziò già ad immaginarsi le urla della madre non appena sarebbe tornato al villaggio in quelle condizioni, ma si stava divertendo troppo per pensare a quel particolare.
Continuò il suo tragitto con il cuore in gola, stava soltanto cercando Taehyung, eppure per qualche istante si sentì addosso un'ansia enorme, come quei conduttori di programmi per fantasmi che vanno nelle case abbandonate in cerca di qualche contatto con l'altro mondo che gli faceva vedere Jimin.
Raggiunse la cascata e si ci piantò davanti, socchiudendo appena gli occhi a causa delle gocce che sprigionava l'acqua quando giungeva al lago. Decise di allungare una mano verso quello scivolo d'acqua, facendola poi passare dall'altro lato, sperando di riuscire a toccare Taehyung, ma invece che sentire qualche parte di lui, si sentì afferrare e tirare verso l'interno.
Con un leggero urlo seguì la forza che lo aveva trascinato in avanti, ritrovandosi poi in ginocchio dentro una piccola caverna, con davanti Taehyung che rideva con le lacrime agli occhi.
<Te l'ho fatta! Ed ho anche vinto!>, disse ridendo, avvicinandosi poi al minore.
Jungkook lo guardava sconvolto, cercando di metabolizzare tutto quello che gli era appena accaduto, e dopo qualche istante spinse Taehyung con fare annoiato.
<Questo non vale! Non sapevo si ci potesse nascondere anche qui!>, si lamentò tirandosi in piedi, lui odiava perdere.
<No, eh! Non abbiamo stabilito regole, ho vinto, punto!>, rispose Taehyung, con un broncio.
Jungkook s'intenerì alla vista di Taehyung tutto imbronciato in quelle condizioni, e per la prima volta si sentì felice di cedere la sua usuale vittoria. Con Jimin non l'avrebbe mai fatto, e lo sapeva bene, ma con Taehyung... come poteva dirgli di no?
<Hai ragione, hai vinto>, gli rispose, avvicinandosi a lui con un sorriso sulle labbra.
L'espressione di Taehyung s'illuminò, e sorrise così tanto che sembrava riuscire ad illuminare tutta quella buia caverna agli occhi di Jungkook.
<Evvai!>, iniziò a saltellare per la gioia, decidendo allo stesso tempo di camminare verso l'esterno della caverna.
Jungkook lo seguì ridacchiando divertito, fino a quando non notò un pesce cadere dallo scivolo d'acqua soltanto per colpire in piena testa Taehyung, che lo stava attraversando.
Fu impossibile per lui non scoppiare a ridere, la scena era stata troppo comica ai suoi occhi, ma non era stato lo stesso per Taehyung che, essendo stato colpito così all'improvviso da quel pesce viscido, cadde seduto dall'altro lato dello scivolo d'acqua, e poi iniziò quasi a piangere per lo spavento.
Jungkook lo raggiunse subito, avendo sentito il rumore familiare dei singhiozzi del maggiore, e subito fu in mezzo all'acqua con lui, al suo fianco, in ginocchio.
Prese ad accarezzargli dolcemente il capo, dove pensava fosse stato colpito, e provò a tranquillizzarlo con parole dolci e qualche bacio sulla fronte.
<Gli orsetti non possono spaventarsi per un pesce, sai Tae?>, gli aveva detto poi, una volta che l'altro fu più calmo.
<M-ma...forse gli orsetti quando sono ancora piccoli, ne hanno paura, t-tu non puoi saperlo!>, aveva ribattuto, con le labbra ancora imbronciate.
Jungkook ridacchiò, prendendogli il viso con entrambe le mani <forse hai ragione>, e gli baciò entrambe le guance, facendo sorridere poi entrambi.
Quando arrivarono difronte la distesa d'acqua, sfondo di tante avventure, Jungkook e Taehyung si scambiarono degli sguardi divertiti, perché lì soltanto loro due sapevano cosa avevano combinato in tutti quegli anni. Ed entrambi non vedevano l'ora di creare altri ricordi anche in quel momento.
<Quindi quando mi abbandonavi al villaggio, tu e Tae venivate qui? Brutto stronzetto malefico, vieni qui!>, esclamò Jimin, prima di iniziare a correre verso Jungkook. Con un leggero salto riuscì a circondargli il collo con un braccio, e poi lo abbassò il giusto per riuscire a passargli il pugno tra i capelli, facendo ridere il più piccolo che si lasciò maltrattare senza dire niente. Anche perché in fondo era colpevole, non dispiaciuto ma super colpevole.
Taehyung e Jinhee osservarono la scena divertiti, mentre i genitori di Jungkook gli dicevano di smetterla, cosa che accadde comunque quando Jungkook decise di rimettersi in piedi, scacciandosi di dosso Jimin con qualche pugno leggero.
Subito il minore corse davanti Taehyung, mettendo su un'aria da cucciolo bastonato.
<Mi ha fatto male>, si lamentò, cercando di non ridere, indicandosi poi la guancia.
Taehyung sapeva cosa volesse Jungkook, ma era troppo imbarazzato per poterlo fare davanti i suoi genitori. Quindi gli si avvicinò soltanto per sistemargli con cura i capelli, indicandogli poi con gli occhi la cascata.
Jungkook ormai lo capiva anche con un semplice sguardo, per questo annuì sorridendo, dopo l'allusione muta del maggiore.
<Beh, io direi che adesso possiamo anche dividerci, è stato divertente, ciao! Ci vediamo qui tra un'ora>, esclamò, con un tono che non ammetteva repliche, e poi afferrò Taehyung per un polso, iniziando a camminare.
Jimin lo guardò sbigottito, mentre Jinhee scoppiava a ridere.
<Non preoccupatevi, ragazzi! Sarà comunque divertente, ho studiato un percorso facilissimo per arrivare in cima!>, esclamò la signora Jeon, guardando i fratelli.
<Dobbiamo salire ancora?>, si lamentò Jinhee, sconvolta.
<Oh, sì...questa Jungkook ce la pagherà cara>, sussurrò Jimin, guardando la sorella che, ridacchiando, annuì.
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Questo capitolo è lungo ed inutile :))
btw, questo è il laghetto con cascata descritto sopra ^
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